recensioni film: “Promising Young Woman” e “gone girl”.

originariamente volevo scrivere di questo recente film femminista, “Promising Young Woman“. ma qualcosa poi si è messo di mezzo… e questo qualcosa è l’aver ricordato un film uscito qualche tempo fa: Gone Girl del 2014.

due film che non hanno (praticamente) nulla in comune. tranne… tranne un piccolo elemento:

la protagonista.

e la protagonista è vittima. solo che una è vittima e l’altra… è “vittima”.
non ci si capisce nulla?
un classico, nel femminismo.

ma partiamo per gradi.

…le recensioni:

Promising Young Woman (2020)
https://it.wikipedia.org/wiki/Una_donna_promettente

è un bel film? si.

vale la pena di vederlo: si.
vale la pena di vederlo come persona MGTOW / RedPill: si.
piuttosto strano, detto da me, ma ora e QUI… il giudizio sarà solo puramente legato al film. POI e DOPO ci saranno altre considerazioni. ma prima meglio fare 4 pensieri sul film… la recensione appunto.
quindi…
bel film, no?
e per caso… è un capolavoro?
non è un capolavoro. si lascia vedere (raro di questi tempi) e ha qualche momento pastoso da romanzetto harmony, voluto, ma comunque pastoso. tranne questi momenti da pornografia femminile… il film scorre, catturando l’attenzione per gli sviluppi nella storia.
qualitativamente, il pacchetto offerto è di qualità. si vede che il film aveva un certo budget, non era girato da un gruppo di persone uscite dal nulla, 0 esperienza, con 4 soldi e materiale trovato nel negozio video sotto casa.
anche la storia stessa è stata ben realizzata, nonostante certi momenti volutamente per dare il contentino godurioso al pubblico femminile, la storia funziona… il film viaggia bene.
attori? li ho sempre considerati delle mere estensioni della storia e del regista. se questi 2 ultimi elementi fanno pena, nel film può esserci un attore multi oscar, ma non uscirà quasi sicuramente nulla di buono. in questo caso… i vari attori fanno le loro parti e anche se non danno nulla, almeno non fanno danni. sono credibili nei limiti stesso del film. non sono da ricordare, sono utili al film.
a chiudere, c’è anche un uso della colonna sonora che lavora nei momenti giusti. nulla di epico ma completa il film e le scene giuste.

…e fin quando si guarda il film, fin tanto si vive il film ed una volta finito si procede oltre, il giudizio è questo. è un bel film, merita la visione.

***************************

Gone Girl (L’amore bugiardo) – (2014)
https://it.wikipedia.org/wiki/L’amore_bugiardo_-_Gone_Girl

è un bel film? “si”.

vale la pena di vederlo: si.
vale la pena di vederlo come persona MGTOW / RedPill: si.
è un film capolavoro? forse no.
è un film decisamente insolito. e questo deriva dalla trama, prima “misteriosa” (direi tipicamente investigativo/giallo) ed a seguire, talmente sfacciata e deviata… da catturare l’attenzione per i suoi oltre 2h emmezza di film stesso.
che filano via senza ostacoli.
qualità? girato in maniera hollywoodiana, quindi con mezzi e cast di alto livello, il film offre una storia che attira subito la curiosità. seguono gli sviluppi che non perdono colpi, e si rimane rapiti da un vortice di eventi sempre più negativi… fino ad un finale talmente spudorato e… irrealisticamente eccessivo, da sembrare perfettamente realistico.

disturbante nella sua fantasia realistica.

ok.

ora…

…ci sono due film, ben fatti con 2 storie completamente diverse.
tranne per una cosa. la protagonista.

nel primo film, lei è la vittima. ma è anche la predatrice.
nel secondo film, lei è la vittima. ma è anche la predatrice.

qualche persona non femminista, in questo momento in lettura, dovrebbe aver intuito. eh si, esatto.
ma spieghiamo…
Promising Young Woman è un manifesto femminista.
Gone Girl (L’amore bugiardo) (scritto da una donna) è… una fantasia che è sfuggita di mano… un sogno che nella “provocazione” è diventata un’indicazione fastidiosa.

Promising Young Woman è propaganda femminista, divulgazione dell’assolutismo religioso femminista.
questo film non si chiude con la fine del film stesso… ma inzia una volta finito.
eh si… il film inizia quando finisce.
assurdo?
assolutamente no.

il film è un polpettone di tutti i maggiori concetti femministi canonici, quelli divulgati a bombardamento continuo nei vari media, moralismi a manifesto ormai imposti ed assorbiti dalla politica e dai media stessi.
l’accusato?
TUTTI i maschi.
o meglio, il maschio bianco.

guardi il film di quasi 2h… ed assisti all’elenco canonico di tutte le accuse femministe rivolte ai maschi E ad un elenco scarno di cosa i maschi dovrebbero fare per non essere degli schifosi maschi.

è un plotone di esecuzione plateale contro il maschio, una pubblicità dell’eterna ed unica visione vittimistica femminista. uno show di concetti femministi, messi insieme per demonizzare i maschi e rendere perennemente vittime le femmine, che ovviamente sono SEMPRE innocenti… innocenti perchè femmine!
perenni vittime, perenni innocenti e quindi perennemente buone ma… sfruttare dai perenni malvagi maschi.

ed una volta visto il film, con questa chiave di lettura, che è l’unica, si può meglio rimanere allibiti dal lavoro di fino per usare ogni scena per portare avanti la propaganda femminista.

ogni scena è visione femminista. qualsiasi scena è un concetto femminista. stupro e violenza, relazioni, studio, lavoro, catcalling, abusi, predatori, maschi, scusanti.
pensate ch’io abbia riassunto tutto il film con questa sequenza di parole?
no.
solo i primi 20 min circa.

ed in questa visione femminista, questa sorta di highlights della religione femminista… anche l’amore (inteso come relazione di passioni tra 2 persone che si avvicinano) paga pedaggio al femminismo: l’illusione dell’amore… beh… la distruzione è inevitabile.

perchè ci sono i maschi.

ma cara mia… non vedi che quel maschio bianco “ti ha fatto credere” e tu ci sei cascata?

ogni maschio è un predatore.

l’unica opzione che segue a questa visione è: ma quel maschio… è un predatore pentito, ora bravo a stare al suo posto e servire, oppure è un puro, feroce e violento predatore?
ah no, c’è una terza opzione, che si avvicina allo spoiler: è un predatore che si veste da agnellino e si vende come non predatore?

e lei? beh, in entrambi i film… la protagonista punisce.

e questo elemento è interessante…

PUNIRE.
ricorda qualcosa?
tipo chessò… FEMMINISMO?

wops!

la protagonista punisce i maschi.
la sua vita è punire.
ed è l’unica cosa che funziona… nella sua vita.

punire è la motivazione della protagonista, ormai persa e distrutta nel suo vittimizzarsi.
e quando l’amore la distrugge, solo la voglia di punire la rimette in piedi.
PUNIRE, la linfa vitale del femminismo.

dite di no?
ah…

ma cosa ha fatto il femminismo ad oggi?
cosa ha prodotto?
quali scoperte ha dato al mondo?

NULLA.

il femminismo ha solo portato accuse, vendette, appropriazione parassitaria, vendetta attraverso la punizione mediatica.

ed a questo punto… o sei una scimmietta femminista ed allora la tua vita è motivata attraverso la vendetta da ricercare attraverso il babau, il maschio bianco…
…oppure sei uno che vede la ferocia femminista e realizzi che il film inizia alla sua fine.

è propaganda per divulgare femminismo come con un megafono, concetti patetici in urla isteriche di 4 gattare depresse e schizzate.

“ma gli stupri esistonoooh!!!”
vero.
ma uno stupro, cento stupri, mille stupri… sono uno stupro, cento stupri, mille stupri.
…ed il film è un film.

chi vede questo film da NONfemminista, vede una storia drammatica.
chi vede questo film da femminista, vede la storia. drammatica.

…ci siamo capiti?

ora…

messa questa verità da parte… Gone Girl (L’amore bugiardo) diventa FOTTUTAMENTE scomodo, specialmente in comparazione. scomodo alle femministe.

se Promising Young Woman inizia quando “il film finisce” per via della propaganda femminista che a quel punto parte a cannone… “ekko i maschi son tutti assassini stupratori”… con Gone Girl (L’amore bugiardo) si assiste all’opposto sempre del femminismo: il femminismo entra a cannone e “nooooh è solo un kasooooh!!! non ceneralizzateeeh

avete presente quando si legge di notizie VERE tipo “madre ammazza figli” sui quotidiani nei trafiletti?
qual’è la risposta femminista?
è un caso! depressione post partum! era sola! era povera! era oppressa dalla famiglia! era ricca! era pazza! era colpa di lui che c’era obbressoreeeh, no era colpa di lui che non c’era e lei era solaaah. sicuramente lui era violento. no, patriarcato“.

scusanti.
minimizzare.
negare.

con il film Gone Girl (L’amore bugiardo) succede proprio questo, l’esatto opposto di Promising Young Woman.

ed è molto comico.

il classico vittimismo femminista SCUSANTE.
quello per cui… maschi violenti e femmine vittime. femmine vittime anche se “reagiscono” (anche ammazzando) sono COMUNQUE vittime.
la scusante eterna femminista per le femmine.

un qualcosa che ormai neanche si nota più talmente il femminismo è riuscito ad imporlo nel DNA di tutti.

in entrambi i film, le femmine si comportano in maniere illegali ma il giudizio dello spettatore è perennemente a difesa della femmina.
delle femmine.

la femmina è innocente anche quando carnefice.
se la femmina è carnefice, c’è un motivo.
il motivo non importa, è scusata.
è scusata perchè è femmina che ha subito.
e cosa ha subito non importa.
quindi la femmina è scusata se carnefice e se carnerice quindi è innocente.

tradotto ancora di più:
femminismo.

ma questa volta voglio chiudere positivamente.

e questa nota viene data proprio da Gone Girl (L’amore bugiardo).
il film sembra quasi più un velato avvertimento.
incredibilmente anti femminista…
…un antenato RedPill o MGTOW… un prodotto che mostra indirettamente quanto il femminismo impone:
* le femmine sono quelle che risolvono, i maschi sono quelli che creano problemi.
* le femmine sono intelligenti, i maschi deficenti.
* le femmine agiscono, i maschi pensano solo a sborrare.
* le femmine vincono, i maschi perdono.

no, questo non è il messaggio positivo…
questo è quello che il film mostra.
ma quanto mostra… porta al messaggio.
qual’è il messaggio?

…come nei finali dei film, con il protagonista che capisce la situazione alla fine… allo stesso modo viene veicolato il messaggio al maschio spettatore:

SVEGLIATI.

RAGIONA.

perchè una volta che arriva il femminismo, o chi per lui come prodotto… tu maschietto, chiudi con la vita e diventi un mero bancomat o schiavetto.

un pupazzo.

…SE HAI FORTUNA.

…la società, la nostra società, ha dato accesso al femminismo ad ogni livello ed ora le contraddizione sessiste create dal femminismo si sprecano e SONO REALI.

con milioni di maschi che cadono dal pero ed ancora peggio, sono credenti illusi dal femminismo perchè ancora non si sono scottati.

ed il femminismo ne è perfettamente conscio.

assistete a questi film.

…poi…
…e poi realizzate che assistete alla vostra vita diretta dal femminismo.
fin tanto la società permetterà questo teatrino.
…perchè domani, alla prossima pandemia o crisi, le femministe saranno tutte in cucina o sul divano con i gatti in depressione.

il primo film è esaltzione dell’ideologia femminista. è la realizzazione della propaganda attraverso un film. conferma che i maschi, tutti i maschi, sono schifosi maschi e non vi è altro se non accettare il femminismo.
il nuovo rostro femminista.
uno dei tanti arieti usati dal femminismo per fare propaganda.
il moralismo femminista è legge, è credo.
è dittatura.
che, di fatti, come tutte le dittature… nega di essere una dittatura. e come tutte le dittature agisce di propaganda: “il femminismo è LA positiva realtà di aiuto alle persone”.

il secondo film è l’avviso.

l’avviso di cosa è un uomo odierno e cosa è una donna.
non grida (direttamente o indirettamente”) “ehy! sono tutte così“.

offre… una parabola.
mette in guardia:

svegliati.

SVEGLIATI.

 

pb

era “Odio” gli uomini (Harmange). ora è “femminismo decifrato”.

simbolofeminazi_0

alcuni mesi fa usciva questo libretto, Odio gli uomini, scritto da una femminista francese, tal Pauline Harmange. una delle tante femministe che al mondo ruba ossigeno ed impesta il suolo.
inutile dire che il libro acquisì da subito popolarità per “l’intraprendenza femminile e femminista dell’autrice, una vera paladina della lotta alla tirannica oppresione maskilistaaah” (le solite panzane per scimmiette cretine)(i titoli onorifici fittizi che le femministe sono in grado di attribuirsi è parte del loro innato delirio psichiatrico).

quindi, per mesi ci fu questo “scalpore“. scalpore che per le femministe era più che altro idolatrizzazione (finalmenteeeh parlaah qualcunaaah!!! ci obbrimeteeeh maski obbressori privvvilegggiatiiiih) mentre da parte maschile si notava come, fosse stato scritto un libro simile da parte di un maschietto e con titolo opposto (ovvero un ipotetico “odio le donne”) sarebbe stato un inferno in terra in tempo zero.

e questo è quanto.
il can can che si creò, alla fine, era ed è tutt’ora più per il titolo che non per il (povero) contenuto…

contenuto. 

parolona.

vi ho messo (virtualmente) le mani su questo testo, poco tempo dopo l’uscita e ben felice di averlo trovato piratato gratis da qualche parte nella rete.
eccosì, preso da un senso di dovere scientifico razionale, ho dissezionato il libricino.

la manciata di pagine (manco 200… tanto per dire) e la dozzina di capitoli, è una sorta cloaca di luoghi comuni femministi, tutti beoti, come se una persona sana di mente andasse ad assistere ad un raduno di deficienti che urlano a muzzo. il tutto poi, scritto a cazzo… e non intendo “grammaticalmente errato” (cioè dico… se uno legge la mia roba dovrebbe essere abituato ad accenti sregolati, soggetti mancanti, discorsi intricati… insomma un bel casotto grammaticale). scritto alla cazzo intende senza una pianificazione, nel pieno di turbe emotive, senza alcuna razionalità e logica. SENZA ALCUN FILO CONDUTTORE (escludento quello che è classico filo conduttore femminsta: “maschi merda cacca pupù, io femmina vittima migliore meglio the best ma oppressaaaah”)

il libro parte da un “problema” e poi si passa ad un altro, per poi un altro, per poi cacciar fuori dati raccolti da femministe (quindi dati a proprio favore), per poi fare illazioni, per poi divagare in altre “problematiche”, per poi contraddirsi involontariamente senza neanche accorgersene (apparentemente) un fottio di altre volte a sequire. magari anche nella stessa frase.

così ecco la mia idea originale:
contro ribattere punto per punto, per mostrare quanto queste scimmiette femministe siano una contraddizione schifosa, un’ipocrisia sbalorditiva. puramente cretine. schifosamente viziate.

e quindi… ho iniziato a contro scrivere.
tutto bene no?
beh, no.

mentre scrivevo… diventava sempre più evidente che quanto si stava formando era una sorta di titanico “quote“, punto per punto… solo che i punti erano tutti slegati tra loro… visto che la base di partenza era un bordello.
e qui noto come, per costruire un qualcosa dal pantano isterico femminista… è semplicemente impossibile.
prima lo dicevo, ora ne ho anche la prova dettata dall’esperienza.

ed il risultato è che quanto stavo scrivendo come contro risposta al libro, era come leggere un qualsiasi botta e risposta su qualche social media tra una skoppiata femminista gattara in follia ormonale ed una persona che prova a ragionare con razionalità e logica: discorsi sconclusionati che si tenta di arginare con qualche ragionamento… ma alla fine tutto finisce travolta dalla merda isterica femminista e diventa un cazzo di bordello della michia.

…eh si, prego notare la quantità di terminologie poetiche in uso in quest’ultima frase… quali “merda, cazzo, bordello e minchia”. rendono l’esperienza più veritiera, umana e completa. 

eccosì… ecco quanto: verso la fine del lavoro, mi son trovato con qualcosa di inpubblicabile.
temevo una bandiera bianca….

MA

ecco… io non saprei dire se è destino o se è una mia caratteristica, quella di tenere documenti in virtuali “spazi eterni” fino all’occasione giusta… ma di fatto, capitò che tempo dopo, incappai in una recensione femminista di questo libro, io “odio” gli uomini… (ah, si… tanto per rendere ancora meglio la situazione: l’autrice, la sig.ra Pauline Harmange, odia gli uomini… ovvero: li odia. ma non li odia)(tanto per dire contraddizioni femministe… da subito nel titolo. manco 1 pagina spende… no! a cannone da subito. è la follia totale).

ora, tornando a quella recensione femminista trovata per caso…
…praticamente tutto il testo era la solita fuffa femminista.

…ma ecco… in questa recensione… salta fuori un concetto.

anzi… nell’ironia della sorte, salta fuori quello che per me è ora IL concetto femminista.
e quanto scriveva la femminista che recensiva il libro, era qualcosa tipo:
“adoro ‘ste contraddizioni, perchè queste contraddizioni esistono nelle nostre vite. la vita non è bianco o nero”

la prima cosa che mi sono detto? cazzo, le femministe sguazzano nell’ipocrisia come topi nella merda delle fogne.
…e se ne compiacciono pure!

ma ecco… a quel punto ho scoperto l’acqua calda: in tutti gli ambienti antifemministi, tutti, ma veramente TUTTI, viene notata quest’ipocrisia femminista che è la base stessa del femminismo come dell’essere femmina… ma non si concepisce lo step successivo…

ovvero: alle femministe, come alle femmine… adorare le contraddizioni che tornano comodo è appunto un piacere.

per questo che, quando partono le discussioni femministe VS antifemministi, quando la femminista viene rinfacciata di ipocrisia e contraddizioni… la femmina o femminista non concepisce alcuna reazione. e per questo poi muove in altri discorsi come se nulla fosse. una volta messa all’angolo e sgamata per la sua ipocrisia e contraddizione totale…………… niente… passa oltre con totale tranquillità, incapace di assumersi responsabilità e nell’indifferenza delle prove presentate o dei sentimenti (ah, notate quest’ultima frase… è la DEFINIZIONE per sociopatia)

per la femmina o femminista, l’essere cuccata in contraddizione e incoerenza NON è concepito come problema.

è un vanto.

è un valore.

è un piacere.

e qui si ritorna a questa femminista che recensendo il libro, se ne esce con “adoro ‘ste contraddizioni, perchè queste esistono nelle nostre vite. la vita non è bianco o nero”.

“adorare le contraddizioni”

solo una femminista poteva scrivere una bestialità simile e vantarsene. coerenza zero. emozionalità smisurata e fuori controllo del proprio io.

ovviamente… adorare le contraddizioni… fin tanto tutto torna comodo.

tutti gli antifemministi hanno scritto gozilioni di terabyte in merito, online come su libri, su questa perenne titanica ipocrisia femminista, sul loro contraddirsi nei peggio modi.

eravamo tutti concentrati a “sgamare” le contraddizioni che non ci siamo accorti di come per le femministe e femmine… l’essere sgamata è al pari di un valore, è IL PIACERE. 

se per i maschi, ipocrisia e contraddizione che portano a valore e piacere sono un tilt logico, che crea uno smacco imbarazzante, per le gattare è normale quotidianità in cui sguazzare, piacere e vanto. ma soprattutto è una ovvietà innata in loro e fomentata da loro stesse. è come dire che il sole è nel cielo blu tra le nuvole. 

quando gli antifemministi raccolgono prove e debunkano le femministe, queste reagiscono in totale disinteresse come se appunto avessero letto una banalità quale:”il sole è nel cielo blu tra le nuvole”. 

per questo che, una volta sgamate, sparano fuori altre troiate senza ritegno (troiate che a loro volta si contraddicono con quelle precedenti…) senza provare alcun sentimento di fastidio per essere state smascherate nella loro schifosa ipocrisia. sanno di essersi contraddette e di essere delle ipocrite schifose… MA SE TORNA LORO COMODO, SE LO GUSTANO TUTTO.

contraddizioni che sono valevoli solo per loro femministe e femmine… ma appena beccano una contraddizione di un lui… apriti cielo.

torno al libro?

tanto per dare l’idea… la cretina scrive una vagonata di luoghi comuni femministi… e nella bolgia, lei stessa si rende conto delle contraddizioni che saltano fuori.
lei odia i maschi ma ama immensamente suo marito / odia i maschi ma stare con i maschi è meglio / e così via.

la totale mancanza di razionalità che porta all’analisi… che a sua volta porta informazioni utili per capire e capirsi… e quindi migliorarsi, spiega come mai il femminismo sia NULLA. solo aggettivi del cazzo, turbe emotive slegate, vizi di principessine. e questo spiega come mai, nei millenni, un sesso abbia “sclerato” mentre l’altro abbia razionalizzato… come mai uno sia sempre perso nel tempo ed uno abbia “evoluto”. evoluto nel tempo, come abbia “evoluto” il tempo. sbagliando molte volte, ma questo è anche la via per crescere.

ed il finale diventa chiaro: un sesso ha creato il femminismo. un sesso ha creato redpillati che hanno creato MGTOW. le prime si sono affossate con facilitazioni permesse, che per ironia si sono rivelate sempre a doppio taglio… ed il trend è da sempre in peggioramento. i secondi sono nell’eterna ricerca del miglioramento nella difficoltà della vita… e per 10 che cadono o falliscono, 1 traccia una via o svetta. e crea per gli altri. che, a questo punto, fanno un altro passo nella storia della vita. e le femministe? da qualche parte a frignare. come zecche che vivono a sbaffo.

odio gli uomini è un libro pateticamente insignificante. quasi imbarazzante.

conferma come il femminismo sia ipocrisia e contraddizione.

ma ad oggi, con questa sorta di chiave di lettura, o scoperta dell’acqua calda… questo “adoro ‘ste contraddizioni, perchè queste esistono nelle nostre vite. la vita non è bianco o nero” è come scoprire la Stele di Rosetta tra umanità e femminismo.

adorano la loro ipocrisia… fin tanto torna loro comodo.

tanto possono.

…le care vittime.

114453403_3091550674232513_7333531835278996540_n

 

è un femminicidio, solo meno importante.

il titolo è una citazione alla chiusa del “trailer” di Maccio Capatonda, “Che cazzo dico“, dove la protagonista risponde al suo fidanzato innamoratissimo, con la frase malvagiamente geniale: “no! io ti amo! ma ti amo di meno…” e poi a chiudere “ti amo… al 40%!
 
ora…
la cosa per tempo l’ho presa come una gag geniale.

MA…

ecco… il fatto è che in ‘sti “giorni” (praticamente 1 mese) è capitato un fatto di cronaca.
non un fatto di cronaca “classico”…
una mattanza orribile: 
una famiglia intera, ammazza un proprio familiare più giovane.
 
per essere meglio precisi:
una ragazza, Saman Abbas, di 18 anni, è stata uccisa (si è vero che non è stato trovato il corpo e MAGARI E’ ANCORA VIVA… ma considerando la situazione ed i soggetti coinvolti, sperare che questa ragazza sia salva è abbastanza un’utopia).
uccisa dallo zio ed altri parenti, con il nulla osta di madre, padre e resto della gang.
…che ora ovviamente fanno i salti mortali a suon di “no è che ero impegnato a salvare i binbi albini ciechi in burundi” o “lo zio assassino è solo colpa sua, io avevo paura di quel tizio alto 1 metro ed un tappo che viveva altrove“.
il movente? pare che la ragazza fosse innamorata di un italiano, oppure che volesse vivere da occidentale, oppure sti grandi cazzi…
è stata trucidata dalla famiglia, per me poteva anche voler vivere al polo nord in perizoma, nulla giustifica la sua uccisione.
 
comunque… è da un mese che questa ragazza è scomparsa.
ed anche se non ho seguito moltissimo le vicende… c’era qualcosa che puzzava.
 
Saman Abbas è stata massacrata orribilmente a morte… SETTIMANE FA!
scrivo queste righe a metà Giugno…
la ragazza è scomparsa a fine Aprile.
1 MESE eh…
più di 30 giorni in cui ogni tanto sono comparsi titoli di cronaca in maniera più o meno esposta… ma niente di altro. 

poi l’illuminazione:

ma… FEMMINICIDIO?
 
eh si…
 
perchè ad oggi:
  • nessuno show femminista in merito.
  • nessuna manifestazione “non una ti menooooh” contro queste barbarie.
  • nessuna scimmietta femminista a fare la morale sulle varie riviste, blog, facebook a pakistatini e sopratutto musulmani che mal gradiscono vedere le loro figlie vivere da occidentali o peggio sposarsi un NON-musulmano.
zero eh.

il nulla.

eccola l’anormalità.

ma trovata l’anormalità, c’è tempo per un’altra sorpresina.
 
leggendo di questa Saman Abbas, mi è tornato in mente che qui nel nostro paese, c’era stato un caso simile alcuni anni fa…
altra ragazza musulmana uccisa dalla famiglia per gli stessi identici motivi. ed anche allora, non vi era stato uno sdegno femminista…
così piglio e faccio una ricerca per trovarmi il nome. uccisa Saman oggi, come si chiamava quell’altra Saman uccisa dal padre musulmano, anni fa?
e la cosa diviene ulteriormente imbarazzante perchè… beh… goooooogle mi trova non pochi casi simili. 
 

eh si… perchè Saman Abbas NON è la prima figlia uccisa da familiari musulmani, in Italia. 

…e probabilmente non sarà l’ultima…

non è la prima volta che i musulmani ammazzano figlie perchè queste sarebbero “colpevoli” di voler fidanzarsi/sposarsi il NON-musulmano di turno o vivere da occidentali.

…e le care scimmiette spastiche femministe… come mai non sono mai intervenute?

da cosa erano impegnate?
voglio dire…
in queste settimane da cosa erano okkupate?
…no perchè hanno urlato, da brave scimmiette, la tragedia del:
  • catcalling per strada. “abbellaaah!!!!” è “ORROREEH e FIOLENZAAAH!!!!”
  • la legge ZAN, che è si giusta! o fose no sbagliata… l’importante è parlareeeeh!!!!
  • i figli che vengono tolti alle donne nei divorzi “è sballiaaatoooh e gondro naduraaah
  • rivangare il video porno girato da una ragazza che poi s’è pentita e si è suicidata…

ma di questa ragazzina ammazzata dalla sua famiglia pakistana musulmana…

SILENZIO.

omissione.

omertà.

la mafia femminista non ha detto un “beh” in merito ai fatti legati al caso di Saman Abbas. 

per cui si arriva alla verità:

le femministe non hanno mai detto nulla delle VARIE Saman Abbas.

le scimmiette femministe SEMPRE tutte mute.

il nulla nelle pagine femministe e nei blog femministi.

zero manifestazioni “indinnniaateeeeh” di “non una di meno”. (beh a quanto pare alcune di meno si… ed eccome).

niente. il niente.

 

una ragazzina di 18 anni viene ammazzata perchè si rifiuta di sottostare alle VERE regole  oppressive PATRIARCALI… e per le femministe non è accaduto nulla. 

e mentre realizzavo…
l’illuminazione:

“BIANCO”.

eh si.
oh già! 
 
Saman Abbas è pakistana… ed i suoi familiari assassini… sono pakistani.

ci stiamo capendo?

…vabbè, mettiamolo nero su bianco:

questo è si un femminicidio per le scimmiette femministe spastiche… ma ecco, è un femminicidio meno importante perchè i suoi killer NON sono maschi bianchi.

 
il cerchio è stato quadrato.

nessuna femminista ha alzato il tono perchè in questo caso non ci sono maschi bianchi da attaccare.

non c’è infamità da poter tirare verso l’unico vero obbiettivo del femminismo: il maschio bianco etero cis (privilegiato oppressore stupratore assassino violento colonialista)

nessuna delle solite figure di spicco come nessuna delle figure “secondarie” ha detto nulla per questo motivo.

 
ed eccola la verità:
Saman Abbas… sei femminicidio “al 40%
(cit.)
(rif. vedi apertura)
 
la tua sfortuna, oltre ad essere stata massacrata orribilmente a morte dalla tua famiglia e a soli 18 anni è che le femministe hanno il business del dover distruggere la figura del maschio bianco.
…e la tua famiglia tanto bianca non è… quindi… per l’appunto: “….è un femminicidio al 40%”.
CIAONE 😀
 
e tanto per far capire…
quelle poche che hanno anche provato a motivare il silenzio femminista in merito a questi fatti di Saman… hanno mostrato tutta la loro patetica infamia femminista:

eeeh ma con tutte le tonneh uccise dai loro familiariiiih, questo caso non è diversoooh!!!!

NO cara scimmietta femminista ritardata…

non è la stessa cosa.

un marito che ammazza la moglie è un evento orribile… 
…ma una famiglia (3 persone) che ammazza(no) un familiare più giovane, non è la stessa cosa per un cazzo di nulla in nessun luogo di questo cazzo d’infinito universo.

NON E’ LA STESSA COSA MANCO PER IL CAZZO.

bisogna essere veramente degli scarti umani per arrivare a comparare i due casi “è come tutti gli altri femminicitiiiih“.
 
e per scarti umani intendo femminist*.
 
 
quindi… care le mie femminist*… rimanete pure nelle fogne dove vivete (anche se, il vostro tanfo schifoso sorpassa il puzzo delle fogne dove vivete) a recensire libri femministi per far diventare migliori i maschi che vi opprimono, o a vedervi su netflix la serie TV “grlpwr!” che immaginano scenari patriarcali che neanche vivete nella realtà o a dare per la 86472 volta la definizione di vero femminismo.
 
Saman Abbas… anzi… le VARIE Saman Abbas… le avete uccise anche voi femministe.
LORO volevano essere libere e sono state uccise.
VOI femministe siete libere, ma siete LO SCHIFO.
 
care femministe, SIETE MERDA.
 
simbolofeminazi_0
 

 
nota a parte:
 
si è vero: non tutti i musulmani sono così.
 
e lo dico perchè già lotto contro i luoghi comuni femministi vedesi “maschi tutti assassini / stupratori / colonialisti / oppressori / violenti / etc etc“.
…sarebbe ironico se IO mi ci mettesi a fare luoghi comuni a mia volta… (ben inteso che non essendo perfetto ne commetterò involontariamente alcuni)(no i miei luoghi comuni sul femminismo non sono errati)
 
ma siamo in una società perbenista di merda.
una società in cui se Balsdrubale Firiberti ammazza Fiorsbella Magurbinelli ALLORA il nome deve essere visibile e scavare nella sua vita è un dovere.
quando invece l’omicidio è perpetuato da un immigrato, ALLORA i titoli sono neutri e generici…
 
quindi…
mi spiace…
ma calcherò su questi elementi fino alla nausea.
 
colpa mia?
colpa dei musulmani?
degli immigrati?
 
no.
 
colpa di sti cazzo di perbenisti, moralisti ipocriti.
che altro non sono se tutti sinonimi di: femminist*.
 
eh!
…l’ironia.



un’intervista che rappresenta il femminismo.

mi è capitato di vedere l’intervista ad una vignettista francese che ha lavorato per Charlie Hebdo. la persona in questione è “Coco” ovvero Corinne Ray. Coco è una (o forse meglio dire LA) sopravvisuta alla strage del 2015 compiuta da due islamici religiosi di origine algerina.

il giorno della strage, Coco era fuori dall’edificio a fumarsi una sigaretta quando i 2 assassini islamici algerini, che conoscevano bene tutti i vari impegati nella rivista ed erano in attesa di qualcuno di loro (tanto per dire che non erano due truzzi psudo gangsta improvvisati killers) la presero con la forza e puntandole un mitragliatore addosso, le chiesero di inserire i codici per aprire la porta blindata della redazione.

Coco fece quanto chiesto.

…ed il resto è storia:
i 2 assassini islamici algerini uccisero una ventina di persone.

e Coco? beh… Coco si nascose e la scampò.

ad oggi Coco è famosa per essere sopravvissuta, ma lei questo “titolo” la infastidisce.
vorrebbe essere riconosciuta per le sue vignette “umoristiche”.

quando ho visto quest’intervista sono rimasto particolarmente colpito. inizialmente non avevo ben idea di cosa… ma c’era qualcosa… anzi… alcune cose che suonavano… “male”. e dopo un tot… ho trovato delle risposte.

Coco è una vittima.

quando ti arrivano degli algerini musulmani che vogliono ammazzare te e colleghi… sei vittima. vittima degli eventi come degli aguzzini islamici algerini. ma sei anche vittima del destino e relativi eventi che non si possono controllare.

e fin qui… ok…

ma poi… mi sono passate in mente 3 termini… che sono l’ipocrisia del femminismo, palesi dall’essere evidenti ma inculcate in tutti noi ad essere invisibili a tutti. almeno fin tanto una persona non incomincia a masticare amaro e DOVER capire cosa cazzo è ‘sto sapore demmerda.

ma partiamo dall’inizio.

Coco apre la porta perchè ha un mitragliatore puntato addosso. è il momento in cui si sceglie…
1) apro, vivrò qualche altro secondo e poi, molto probabile… creperemo tutti.
2) non apro e quasi sicuro ammazzano solo me… ma almeno gli altri… quasi certo potranno scappare.

è la scelta. 

una scelta che a volte tocca fare. una scelta a SOLE due vie:

  • A) mi sacrifico subito per la comunità, oppure
  • B) cerco di vivere qualche altro secondo… sperando magari di scamparla alla prima occasione… sacrificando gli altri?

beh… coco ha scelto l’opzione B. ha scelto di di aprire. HA SCELTO DI SALVARSI A DISCAPITO DI ALTRI.

e per sua fortuna (fortuna che è tanto puttana), coco vince la lotteria della vita e si salva.
…o per lo meno questo è il suo racconto, visto che i morti non possono testimoniare.
ma sia quel che sia… è interessante proprio questo processo di ragionamento.

sperare di scamparla. a costo di sacrificare gli altri.

Coco, la donna Coco, la femmina Coco… non sceglie il sacrificio. e questo è il primo punto interessante. Coco non si sacrifica. ed è un caso. un caso che si perde nel tempo.
ma pensandoci, le femmine… non scelgono mai il sacrificio per la comunità.

come dico sempre, femmine e femminismo lottano solo per quello che torna loro comodo.
in questo caso, c’è un retaggio di milioni di anni di evoluzione in cui le femmine sono da
sempre da preservare a tutti i costi per il proseguimento della specie.
il femminismo, quello che vuol vendersi come in lotta contro le imposizioni sociali
“PATRIARCALI”… (la donna in cucina – schiava, che deve vestire da femmina e fare cose da femmina…) ha mai detto un “basta! non siamo sacre, ci sacrifichiamo anche noi!!! lotteremo ed insegneremo alle ragazzine a sacrificarsi per il bene comune!!!!“? domanda retorica…

MAI detto. e MAI verrà detto.

e le femministe sono e saranno sempre attente a MAI FARE tanto.

PRETENDERE SEMPRE. dovere MAI.

Coco rappresenta perfettamente la femmina di questo femminismo. sono femmina, sono libera, combatto le imposizioni di genere del “patriarcato” cattivo. ma quando arriva la parità… e le femministe fiutano la parità anche in quelle cose dove non c’è guadagno ma c’è sofferenza ed anche morte… beh… a quel punto “GRAZIE MA ANCHE NO! dov’è la cavalleria? dove sono i maschi gentili e risoluti? sono una femmina“.

è la sacra dottrina femminista: pretendere, a non importa quale prezzo.

consegue come sia inconcepibile per una femmina, di valutare il sacrificio proprio, per “altri”. perchè il femminismo insegna alle scimmiette adepte cosa devono pensare… e che devono pretendere un guadagno. non perderci.
laddove il femminismo perderebbe un privilegio, qualsiasi ambito possa essere, fosse anche un qualcosa che contraddice la loro stessa filosofia… in quel caso ritorna l’evergreen di comodo: “sono femmina, debolina e poverina!!! maschi fate gli uomini e fatevi avanti!“.

eccosì ritorniamo alla povera Coco che, kalashnikov nella schiena… sceglie. sceglie che non è un uomo. un uomo a cui la società sovente chiede il sacrificio nei momenti peggiori…

eh si…

ed è tutta qui la storia.

perchè la storia è zeppa di maschietti che per un ideale nobile o “dovere per la società” (il dovere, sia politico, militare, sociale), si sacrificano sapendo di andare quasi sicuramente a morire.
dai liquidatori a chernobyl, ai pompieri nelle torri gemelle, a infiniti altri soccorritori (vedesi le strazianti ricostruzioni post mortem di colleghi che per salvare la vita ai compagni finiscono poi con il morire a loro volta, o anche peggio, soccorritori che per andare a salvare PERSONE [quindi si, maschi che per salvare altri maschi come altre FEMMINE] poi ci lasciano le penne) di qualsiasi tipo nei peggio posti… che hanno fatto la loro scelta.

LA scelta finale: SACRIFICARSI per chi è in pericolo o rischia la vita.

ecco… tutto questo, per il femminismo, non è minimamente concepibile.
come non lo è per le femmina.
non è opzione innata come non è opzione razionale come non è opzione emozionale, come non lo è a livello istintivo… il sacrificio per gli altri, per una femmina, non è opzione. non esiste del tutto.

è vero che eventualmente un qualcosa di simile avviene in caso di maternità… ma a vederla in maniera cruda… alla fine è un atto per preservare LA PROPRIA continuità, il proprio io tramite un’altra vita… “preservare una parte di me in una nuova vita“. facendo un crudo ridurre: io femmina, per me. io di adesso… per me di domani.

tornando a Coco…

la ragazza Coco rappresenta in maniera devastante la verità della verità:

  • i maschi si sacrificano e sono pretesi al sacrificio.
  • le femmine pretendono dai maschi e per loro stesse, il sacrificio. in maniera incondizionata.

è una regola sociale non scritta… ma ben DOVUTA.
una regola, si potrebbe dire, patriarcale… e stranamente un qualcosa che ai radar femministi non è mai interessato.

il femminismo ha da combattere il patriarcato ed il machismo tossico… ha da combattere per tutte quelle guerre dove c’è da guadagnare… ma la battaglia “maschi che si sacrificano per le femmine” non è un problema di genere, non è MAI stata una guerra femminista. quello no.

perchè torna comodo… ed ovviamente a parti inverse… SIA MAI! anche qui non è un problema di genere. una lei che deve sporcarsi le mani o fare una dura scelta è assolutamente giustificata dal non compiere gesti simili a quelli che dovrebbe fare un maschietto. tanto per dire… forse pochi si ricordano i filmati della Costa Concordia… filmati che furono fatti sparire velocemente dalla rete. e come mai? beh… i maschi che dalla nave concordia salirono a bordo delle scialuppe vennero quasi linciati dalle femmine (ricerca veloce =  http://www.lesignoredeimari.it/zznews01241.htm + https://www.vanityfair.it/news/italia/2012/01/16/costa-concordia-giglio-naufragio-birkenhead-prima-donne-bambini )(i filmati su YT belli che spariti). una normale crudezza della verità della vita. le femmine si vestono d’ipocrisie per cui “mondo patriarcale” ma quando si trovano a dover pagare il prezzo di un dover essere uguali ai maschi… saltano fuori scusanti e scene ipocrite da vomitare. ad inizio 2000 un battello in canada finì per affondare e le stesse scene viste sulla concordia, saltarono fuori alla stessa maniera. dal titanic ad oggi, alla fine non è cambiato NULLA… femminismo è parità dove torna comodo, ma quando c’è da resistere o al peggio mangiare merda… allora no… anche le femministe più hardcore (maski oppressori privvvvileggggiatiiiiih) si riscoprono ciccine poverine deboline.

ma GUARDACASO EH!

come si dice in caso di crisi? “prima le donne!e POI passato qualche istante…..…e i bambini.

e nessuna femminista scende per le strade per lottare contro questo patriarcato.

se a quella porta Coco fosse stato un uomo, un uomo che avesse aperto la porta e poi fosse sorpavvissuto… il disprezzo a cui questo uomo avrebbe dovuto far fronte… neanche me lo voglio immaginare.

e neanche me lo immagino il mare di merda nel caso in cui un lui avesse aperto ed ad essere mitragliate fossero quindi state le donne in redazione. indiscutibilmente maski privilegggiati e pure deboli… ma soprattutto FEMMINICITIOOOH emergenzaaah!!!!

…invece Coco è una femmina…
apre? è scusata!
non si sacrifica? giustifichiamola!
muoiono tutti per il suo gesto e lei sopravvive? eroica! facciamocene un film in cui
analizziamo gli orrori con cui deve convivere! non ciutikatelaaah! era in debressione bosd barduuuhm!!!! è lei la vittimaaaaah!!!!

eh si.

accade l’evento, la femmina è vittima.

e qui si passa al punto successivo: il “vittima“….  il santo gral femminista.

…che è verissimo, intendiamoci.

ti arrivano dei musulmani assassini che stanno fremendo per ammazzare, come puoi non essere vittima? sei vittima della cattiveria dei religiosi musulmani, di un sistema che ha prodotto questi assassini musulmani. sei vittima della casualità della vita. 

ma in quanto femmina, questo titolo di vittima, è doppiamente a volore:
le hanno puntato un arma! cosa poteva fare lei che è una femmina?!?!?!?
vittima del patriarcato violento oppressore!!!! vittima dei maschi assassiniiiih!!!! (però
dei maschi che ha mandato a morire… beh, il patriarcato oppressore in quel caso diviene inesistente)

è il principale business femminista, è la realtà unica femminista: vittimizzarsi.

e prego ricordare… vittima è una che ha scelto di NON sacrificarsi e condannare quindi a morte tutti i colleghi. e lo è nella più totale purezza del termine.

solo io qui, mi permetto di analizzare il tutto (ben conscio di quanto odio queste parole causeranno)

fossimo su netflix, Coco avrebbe reagito ed atterrato i due assassini islamici algerini e avrebbe fatto capire loro quanto sbagliata la loro vita fosse, quanto erano vittime del patriarcato, come erano loro le vere VITTIME. vittime sicuramente dei maschi bianchi colonialisti che li hanno sfruttati indirettamente, portandoli loro malgrado a queste azioni tipiche maschili patriarcali volute dal regime maschilista che non ha mai fatto altro se non uccidere. ma quella è la storiella che le scimmiette ritardate femminista si raccontano per darsi una spiegazione.

la realtà è che il male è più semplice da percorrere.

non a caso lo è anche il femminismo… è più facile lasciarsi trascinare nelle boiate femministe, luoghi comuni costruiti dalle stesse femministe… che non ragionare con logica, razionalità, analizzare eventi in maniera fredda, analitica, distaccata, apatica.
è più facile dire “femminismo” ed inserire qualsiasi storiella per motivarsi che non guardarsi allo specchio e riconoscere una montagna di pretese, inettitudini umane, in una società che ti culla ad un prezzo irrisorio.

ed infine… tornando a Coco… si arriva all’ultimo punto.


la femmina che ha scelto di non sacrificarsi per gli altri… perchè è una scelta che non esiste nel mondo femminile.
la femmina che è vittima. perchè è il business femminile e femminista da sempre e per sempre.

beh… per il terzo punto… arriva… rullo di tamburi…

ora BISOGNA aiutarla“.

è il terzo passo.

classico metodo di procedura femminista e femminile: “chiagni e fotti”

1) non mi sacrifico perchè sono femmina.
2) non mi sono sacrificata… MA sono vittima (anche se carnefice… ho mandato a morire una dozzina di uomini ma IO sono vittima del fantomatico sistema patriarcale, mentre il mio agire ha causato la trucidazione dei miei colleghi maschi)
3) “DOVETE” aiutarmi. (il dovete è sempre sotto inteso direttamente)

eh si.
come per le femministe che vomitano merda sui maschi, ma poi pretendono aiuti economici e politici (aiuti economici creati anche dai soldi dei maschi)(in questo caso i soldi dei maschi oppressori patriarcali sono accettabili)… anche qui… salta fuori la differenza tra i due mondi, maschile e femminile.
per i maschi, dopo la tragedia… la società sentenzia sempre un bel apatico “che sfortuna! beh, arrangiati” mentre per le femmine, dopo la tragedia… è impensabile per la società, sentenziare un “arrangiati“. è un’offesa anche solo pensarla quest’opzione. ed anche qui, di femministe che scendono in piazza contro quest’attitudine patriarcale… ZERO.

alle femmine, la società deve dare od offire mille aiuti. che poi, per ipocrisia, devono essere rivenduti con altri termini perchè le scimmiette femministe si sentono offese quando si trovano a dover rispondere della realtà:

  • non è un aiuto, è una quota rosa.
  • non è un’ingiustizia questo rubare, è un livellare contro il patriarcato.
  • non sono facilitata da aiuti e leggi, sono gli standard che sono adattati per i livelli femminili.
  • non sono eletta con una legge femminista che impone femmine anche se il popolo non le vota minimamente… ma con una legge femminista costruita ad HOC, per ogni maschio eletto metteremo a forza una femmina e gabola risolta! anche se questa nessuno ha votato. ehy, questa è la parità femminista. (che poi ironia: femmine che non sono elette neanche dalle femmine stesse… che in italia sono più dei maschi eh). per cui sono eletta con il trucco e riconosciuta con le mie leggi femministe, come figura politica… ed a questo punto dico che vivo in un paese patriarcale! le femmine hanno i loro diritti abusati dai maskiiii!

ora, ad onor di cronaca… Coco non chiede DIRETTAMENTE aiuto economico… ma:
1) non gradisce l’essere etichettata come quella che l’ha scampata al massacro, perpetuato dai 2 assassini islamici algerini. ed in un certo senso ha ragione. ha solamente aperto VOLONTARIAMENTE la porta blindata ai killer islamici, dando indirettamente via ad un massacro…
2) vorrebbe essere apprezzata per i disegni che crea… ma ironia è che gli altri disegnatori satirici, o musicisti, o scrittori… fanno gavetta e forse manco diventano famosi… ma lei è femmina e bisogna apprezzarla perchè altrimenti si è oppressori patriarcali.

le sue scelte, le scelte delle femmine, sono tutte scusate.
quelle dei maschi sono tutte ignobili a prescindere.

Coco… ha dato il via ad un massacro, ad una mattanza… ma è lei la vittima.

beh… cheddire…

ecco come il femminismo è alla ricerca della parità.

voi maschi di merda siete utili solo come carne da cannone, come bancomat, come schiavi. e per questo, siete privilegiati, vivete come figli di boss mafiosi nell’agio. siete oppressori. 

e finito questo giro… c’è solo da aspettare. 

alla prossima…

…dove non importa cosa o come, ma saranno le femministe a ri utilizzare questi canonici 3 punti: non mi sacrifico perchè sono femmina, sono vittima perchè esistono i maschi, aiutatemi.

ecco come io femminista sono EMANCIPATA.

femminismo:

  • volere il potere idealizzato maschile quando torna comodo.
  • mantenere i propri privilegi femminili.
  • rispondere con la responsabilità che manco i bambini usano.

sono femminista e l’occidente è il mio parco giochi. sono la principessina viziata ipocrita che detta la legge secondo le mie comodità. e voi farete quello che diremo noi.

nazfem_lq

muti e serviteci.

battaglie femministe VEREEEH

eeeeh…. la vita… riesce ad essere sempre ironica.

era il 6 o 7 marzo. sui “muri” dei lavori in corso attorno al duomo di milano, erano state incollate delle “opere artistiche” di denuncia sociale, opere create dall’artista aleXsandro Palombo. DISEGNI raffigurati i principi dei cartoni disney arrestati da donne carabiniere (che avevano i volti delle principesse disney), con le principesse disney “normali” (quindi vestite come viste nei cartoni relativi) abbattute e piangenti a lato. questo per fare intendere che “i principi” ovvero i maschi e quindi “fidanzati/compagni/mariti/padri” sono violenti. ed i violenti vengono arrestati dalle donne.

arriva l’8 marzo. ed arrivano anche loro, il branco femminista. per la precisione sono la divisione di Non Una Di Meno. arrivano davanti l’opera… e lo vandalizzano. strappano le facce alle principesse disney vittime, strappano il motto “we can help you“. poi… scrivono con un pennarellino “mi aiuto da sola” e “mi aiutano le compagne” e relativo numero della loro help line 1522 che aiuta SOLO le donne. si perchè se un maschio chiama l’1522 per chiedere aiuto dalla compagna violenta, loro se la ridono di goduria (le testimonianze che si trovano in giro sono talmente imbarazzanti da essere ovvie)(vedesi i casi delle lesbiche… se una chiama per chiedere aiuto dalla compagna violenta… il sistema femminista finisce in crash… e la vittima viene sacrificata per la giusta causa)

ora… la prima cosa ironica che salta fuori è la contraddizione. “mi aiuto da sola” e subito sotto il numero e “mi aiutano le compagne“.

è un pochetto così. in un modo… ma magari anche in un altro…

siamo fortiiih siamo tonneeeh“. e subito dopo “siamo obbresse aiutateciiih“.

è come sempre tutto ed il contrario di tutto.

la coerenza non esiste, la contraddizione è l’unica realtà.

vabbè.

poi c’è l’ironia di aleXsandro Palombo. lui è pro femminismo, si è fatto il business con la causa femminista. è quello che definirei un patetico indottrinato dal femminismo.

…ma è maschio 🙂

quindi, secondo la propaganda femminista, “lui opprime la causa femminista con i suoi interventi“. e a seguire è la solita dottrina religiosa femminista: “è il solito maschio che prevarica le donne. è il solito maschio che ruba la scena alle donne. è il solito maschio che parla di cose che solo le donne conoscono“. motivazioni di comodo per abbattere il maschio. perchè POI devono passare per vittime… e rimarcare “maschi tutti pezzi di merda” (cit) le femministe sono subito ad urlare “i maschi non sono mai con noi e non ci supportano“. ed ecco al solito altre contraddizioni.

coerenza? nel cesso. cesso che è il contenitore femminista della loro materia cerebrale.

qualche settimana fa scrivevo l’ironico titolo:

“e anche questo 8 marzo… attendo”

dell’articolo in https://27esimamisoginia.wordpress.com/2021/03/07/e-anche-questo-8-marzo-attendo/

niente…

mi aspettavo rivelazioni femministe in grado di scardinare gli equilibri del mondo. invenzioni femministe in grado di cambiare il destino dell’umanità.

…hanno strappato i disegnini di un tizio.

ma ehy!

L’OTTA FEMMINISTAAAH!!!! LE STREKE SON TONNATEEEH!!!!

patriarchy

mi immagino le guerriere di NudM tornare a casetta, dopo questa temibile guerra sanguinosa per la libertà femminile, passata ai limiti del Duomo di Milano con un pennarello, mentre trangugiano antidepressivi e mangiano seitan con semi di soia della confezione preparata del supermercato con lo sconto del 30% pagata con i soldi delle donazioni “delle sorelle” su onlyfans, senza MAI mollare quei poveri gatti che provano sempre a suicidarsi alla prima occasione buona, per evitare le loro carcerieri isteriche.

we-all-can-do-it

🙂

e anche questo 8 marzo… attendo.

magari una piuma bianca, le femministe ne hanno date TANTE agli uomini.
…una forma d’insulto e disprezzo praticamente senza eguali. loro, comode ed al calduccio, andavano a giudicare i maschi e spingerli a diventare carne da cannone. tra grasse risate.

…mi ricorda qualcosa.

…COMUNQUE…

finalmente arriva l’8 marzo!

e come ogni 8 marzo, l’orgoglio femminile erutta in pienezza fomentato dal femminismo.
…ed io sono qui, come sempre… IN ATTESA.

no, non del SOLITO USUALE piagnisteo vittimistico patetico “badriargadoooh obbrimeeh” o “il mio lui che MI SONO SCELTA, si è rivelato un violento ma ho atteso anni prima di gridare maschi violenti (ovvio eh!), perchè lo amavo
che è l’unica produzione femminista degli ultimi 20 anni.
anche se da ammettere, unica produzione femminista di successo.

quella è un’attesa banale, ovvia, ciclica, che si presenta puntuale.

io attendo quello che il femminismo ha sempre fallito: il genio, la soluzione.

ma attenzione… io attendo:

* genio femminista PRATICO
* soluzione femminsta PRATICA

quindi eccomi qua.
nel momento di femminismo all’apice… attendo di leggere nelle vostre paginette facebook, nei vostri blogghettini, nei vostri articoli sui vari media, o davanti le telecamere… le soluzioni PRATICHE a questo mondo patriarcale che schifate.

che schifate… dove vi torna comodo poi eh…

orbene:

io sono molto convinto che in tutti questi decenni di femminismo, oggi che l’8 marzo è alle porte, ci sia la rivelazione BOMBA che dimostrerà tutto il valore femminista con una prova.

prova concreta.

quali nuovi sistemi socio economici femministi offrite?
quali nouve visioni di ordinamenti statuali femministi offrite?

è il momento giusto per ammutolirmi. attendo un:

ehy cretino della 27esimamisoginia, ecco qui la soluzione femminista pratica: allora, abbiamo prodotto concretamente un nuovo modello politico sociale che permette a femmine (come ai maschi) di vivere in armonia tra persone e nel mondo, un sistema in grado di permettere la vita senza più dover ricorrere a guerre, violenze e sfruttamenti, siano umani o naturali. questa invenzione femminista si attua in molti punti che ora spiegheremo: punto 1…

e dal punto 1 in avanti… vi attendo in trepidante attesa.

(oddio, vi attendo da decenni, ma sicuramente quest’anno le cose cambieranno, sono certo!)

non vorrete mica deludermi?!?!?!?!?!?!?

finalmente la mia sconfitta. io, colui che disprezza femminismo e femministe, patetici esserini, cancro dell’intelletto, parassiti dell’umanità, ammutolito dalla soluzione geniale femminista.

oggi è il 7 marzo: mancano ancora tante ore all’8 marzo. così tanto tempo per il femminismo a rispondere con i fatti, così poco tempo per me nell’attesa finale.

sono anche decenni che il femminismo starnazza… decenni in cui il femminismo ha gridato pretese di ogni dove tornava comodo. ora… cacciate fuori le prove di quanto avete prodotto. prove. in questi decenni avrete trovato soluzioni pratiche no?

o per caso avete solo prodotto la bella ideina che nasce nel salotto alternativo chickettoso, quali l’asterisco inclusivo, maschi tutti pezzi di merda, femminicitiooh, maschi cis privvileggggiati?????

 ancora poco…  e domani, un nuovo livello mentale superiore grazie al femminismo ci eleverà tutti.

anigif_enhanced-28858-1441134216-2

sono fremente!

lui sedotto. lei stuprata. è parità :)

in questi giorni hanno arrestato un ragazzo piemontese. secondo propaganda femminista, era un nazista incel che pianificava di uccidere femmine. 

in questi giorni un politologo francese è accusato d’incesto. 

…potrei elencarne altre di notizie simili, facendo una semplice ricerca online.

evito.

ce ne stanno in quantità di notizie simili e non desidero finire in questi torbidi lidi.

TUTTAVIA non riesco a NON notare un elemento ricorrente

il fatto è che tutti questi eventi hanno sempre MASCHI coinvolti e tutti questi eventi non hanno alcuna sentenza di alcun processo giuridico a giudizio. quindi… legalmente attualmente sono innocenti, eticamente sono colpevoli a prescindere.

questo perchè sono pedofili?

domanda interessante.

notizia di questi giorni:
ennesimo ragazzino che finisce nelle mani di una pedofila.

“ehehehehe che notizia di contorno divertente!!!! è stato fortunatoooh alla fine!!!!”

eh niente…

la storia finisce qui 🙂

non notate nulla?

così come accadde per il “non famoso” caso della pedofila julia vickerman (ne parlavo in questo post) dei suoi sogni pedofili su maschietti, o anche per i sogni pedofili della poi famosa attrice lena dunham, ammessi nel suo libro autobiografico… e di tante altre… tutte queste femmine sono state difese ossessivamente dal femminismo (e media) a seguire.

e no, non sono state minimamente indagate, per cui neanche processate. 

e no, non vi è stata alcuna campagna mediatica con seguente pubblica gogna.

anzi… “ORRORE quanto accaduto!!!! badriargadoooh obbressivoooh!!!!

le femministe hanno difeso SEMPRE le pedofile

…eh si.

we-all-can-do-it

esagero io?
direi di no, visto che:

1) i titoli dei media (quindi sotto le direttive femministe) sono COME SEMPRE “maestra/donna seduce studente/ragazzino“. a parti inverse, se un maestro avesse fatto qualcosa di simile sarebbe scoppiato un putiferio. (giustamente).
ironicamente la cosa si vede anche quando femmine uccidono: “è raptus, è depressione, è solaaaah abbandonataaah“. un maschio che commette lo stesso reato invece è “machismo toxico, bestia oppressivaaah, bisogna educare i maskiiiih, maschi privilegiati infami merde assassine violente stupratori bestie“.

2) i commenti delle femministe sono COME SEMPRE a scusante: è femmina, quindi malata, quindi oppressa, quindi patriarcato, poi ha sedotto solo un maschio, quindi non è un problema e poi il maschio non è vittima, poi lui dovrebbe solo ringraziare per aver fatto l’unica cosa che i maschi sanno fare nelle loro vite di stupratori assassini violenti colonialisti privileggggiati.
la femmina, qualsiasi nefandezza riesca a commettere, per il femminismo è sempre e solo vittima. è la madonna nella forma idealizzata più pura, una forma di vita sacra e superiore rispetto al resto dello sporco creato. non vi è NULLA che non possa essere scusato ad una femmina da parte di una femmina.

3) le pene per le pedofile sono sempre inferiori se non completamente inesistenti rispetto alle corrispettive maschili. come per tutti i reati commessi dal genere femminile che hanno sempre sentenze leggere se non inesistenti per qualsiasi reato rispetto a quelle maschili. e qui il femminismo non ha mai combattuto per avere pari responsabilità nel ripagare allo stato la relativa pena. MAI. diritti sempre pretesi, doveri sempre omessi. qualcuno ha visto manifestazioni di “non una di meno” in cui gridavano dateci pari sentenze? 

4) le femministe sono solite rotolarsi nel fango dell’etica più ipocrita con il parallelismo [erezione = piacere] per cui: “i maschi non possono essere stuprati! è fisicamente impossibbbbbileeeeh, senza erezione non vi è penetrazioneeeeh! quindi se aveva l’erezione voleva scopare ed allora non è stuproooh!!!!!1!!!!£”3!!” .
solo le femministe potevano arrivare alla schiuma della merda dell’intelletto, quali brave infami e merde nel doppiogiochismo dei double standard. tanto per dire:
* negli stupri, capita ad alcune femmine vittime di stupri, di avere poi sensi di colpa per essersi “bagnata” …ed aver anche goduto. sono quindi femmine non vittime di stupri? ASSOLUTAMENTE NO. sono vittime anche se hanno goduto o se si sono bagnate. anzi, forse è anche uno stupro peggiore, se potesse esistere una “classifica” di questo genere di fatti. ma se una lei si bagna o gode durante un stupro ed è GIUSTAMENTE stupro… perchè un maschio che ha un’erezione e viene scopato da una lei… non è stupro? perchè FEMMINISMO. e maschi MERDA.
* se per le femmine, è stupro anche solo quando un lui guarda insistentemente una lei, ALLORA lo deve essere anche a parti invertite. è violenza toccare un lei senza consenso? giusto! ma lo deve essere anche a parti opposte… altrimenti si torna al concetto del punto 2, per cui le femmine sono madonne sacre ed i maschi la sporcizia sub umana da usare a piacimento.
se un uomo che si approfitta di una lei più giovane è coercizione di una persona svantaggiata (sia economiche o “etiche” come possano essere nell’età quando vi è un uso dell’esperienza a circuire la vittima dall’età inferiore non in grado con l’esperienza di valutare) ALLORA lo deve essere anche a parti invertite. 

MA COSI’ NON E’.

motivo? perchè sarebbe parità! e tornerebbe dannatamente scomodo al femminismo.
vivere alla pari con i maschi nei diritti come nei DOVERI, è la paura del femminismo.
dover vivere lottando e non più indirettamente protette e riverite… sarebbe uno schifo di vita.

ma tanto, in questi decenni il femminismo ha mostrato bene il modus operando: solo le femmine devono essere protette. solo i maschi sono carnefici.

ed il motivo è semplice: è la via femminista per politica e potere. è l’arte della creazione di legioni di femmine vittime del loro stesso sistema con la colpa appioppata furbescamente (per non dire infamemente) al maschio. il maschio è il babau. maschio cattifoh a fare da bersaglio, ad alimentare in un perfetto ciclo sistemico di femminismo.

ma ovviamente sono io che sono misoggggino, eh?

simbolofeminazi_0

Lolita creò scandalo e tutt’ora è un libro che racconta un tabù. ma è un libro con una storia immaginaria (si spera). nella realtà, il professore Humbert è, giustamente, un morto che cammina se viene beccato.

Il business del separificio

ovviamente, nell’universo femminista, quanto segue è UN CASO.

L'interesse superiore del minore

Prefazione:

Ho lavorato negli Stati Uniti ed Inghilterra come ricercatore per gran parte della mia vita, sono Italiano e qualche anno fa sono diventato padre di una splendida bambina. Purtroppo, per cause indipendenti dalla mia volontà, mi sono separato dalla mia ex e da quel momento è iniziato un calvario giudiziale che mi ha portato a vedere quanta ingiustizia ci sia nel diritto di famiglia italiano e perchè i padri separati siano potenzialmente la classe sociale più maltrattata ed abusata nell’Italia del ventunesimo secolo. Posso affermare che la mia vita e carriera sono stati distrutti dallo stesso sistema giudiziario che, in qualsiasi altro paese che si definisca ‘civile’ e ‘democratico’, dovrebbe tutelare la mia persona come genitore, cittadino ed onesto lavoratore.

Questo articolo è scritto con un linguaggio volutamente facile ed accessibile con l’intento di agevolare la lettura a tutti e di prestare quanto meno spazio possibile ad interpretazioni e…

View original post 3.812 altre parole

femminismo piscia e caca sui diritti degli uomini.

eccosì era il 19 novembre…
alcuni siti o pagine antifemministe, promuovevano la diffusione della “Giornata internazionale dell’uomo”.
erano gli unici a farlo perchè i media… ovvero gli schiavetti del femminismo, hanno glissato alla grande. forse qualche testata giornalistica ha provveduto con sperdute citazioni… ma solo a deridere.

persino google non ha avuto nulla da segnalare nel doodle. loro che segnalano la celebrazione delle cose più invisibili… per la giornata dei diritti dei maschi… sticazzi e crepate come merde

googlefemminista

curioso eh?

ma la giornata non è passata inosservata alle care gattare, le infami femministe.
sempre ossessionate dall’abbattere il maschio o la sua figura, appena vista questa iniziativa… è stato il solito tram tram: “maschi oppressori violenti che si autocelebrano, scandalo! è machismo e maschilismoooo, bisogna lottareeeh e metterli in prigione!!!“. queste le dichiarazioni più umane, quelle più scatenate erano bellamente in giro a deridere ed insultare ogni tizio legato ai post o pagine con questa iniziativa pro diritti maschili in mostra.

perchè? ma perchè “le femministe vogliono la parità, la giustizia ed il bene di tutti

ma sempre nella giornata del 19… qualcuna ha avuto il regalo di natale in anticipo.

si viene a scoprire che il 19 novembre è anche la giornata World Toilet Day.

…eh si.

e qui… ci stiamo capendo dove stiamo andando a parare?
beh, ogni femminista corre subito a festeggiare, la news trasforma la loro zozza parassitaria vita nel momento più dolce mai vissuto. un regalo del destino a cui mai avrebbero creduto…
e quindi? beh, via allo schernire: celebriamo i maschi & la giornata dei cessi! che ironia sapere del giorno in cui si caca e piscia nel giorno dei diritti degli uomini. è il giorno in cui 2 cose simili vengono celebrate:  i diritti delle merde hihihiihhihiihihihhi 😛 😀 🙂 XD

ovviamente “le femministe lottano per la giustizia e sono contro le violenze anche verbali

incuriosito, faccio un giro di ricerca.

Giornata internazionale dell’uomo:
pensato per la prima volta dal professor Thomas Oaster l’8 febbraio 1991, celebrato l’anno seguente il 7 febbraio.
rilanciato nel 1999 a Trinidad e Tobago da Jerome Teelucksinghe.
venne scelta la data del 19 novembre perché era il compleanno di suo padre e per ricordare quel giorno del 1989 quando la nazionale trinidadiana non si era qualificata per la Coppa del Mondo del 1990 ma i  tifosi avevano offerto una dimostrazione di lealtà sportiva poi premiata col FIFA Fair Play Award.
promuove, a seguire, la Giornata mondiale dell’infanzia del 20 Novembre.

World Toilet Day:
prima celebrazione: 19 Novembre 2001 (unofficially)
19 November 2012 (as an official UnitedNations Day)

è evidente quindi che:
1) la Giornata internazionale dell’uomo è stata celebrata PRIMA del toilet day. tanto per dire.
2) le due date si accavallano “per casualità”. chissà quante altre celebrazioni esistono nella stessa data che potrebbero risultare ironiche. ma dubito che ve ne siano di ironiche celebrazioni in un 8 marzo, tanto per dire.
3) il Toilet Day è diventato famoso quest’anno perchè vi è il covid… che ha portato a pubblicizzare l’uso dei servizi sanitari per lavarsi le mani, attività importante nella lotta contro la diffusione della pandemia covid19 (di cui, sempre più a maggior ironia, muoiono per il 70% i maschi ma sono le femministe a gridare come siano le femmine le VERE vittime della pandemia)(come disse la clinton… in tempi di guerra le VERE vittime sono le femmine perchè perdono mariti o figli o fratelli, in guerra). 

ora.

ricordando il punto 3, ovvero sono le donne che soffrono il covid o in guerra… ricordiamo le schifose dichiarazioni antimaschili rilasciate proprio dalle Nazioni Unite? tra le più famose vi è stata con il covid.

covidfemm

bella eh?

beh… considerando che le nazioni unite sono gestite dal femminismo, sapere che:

la Giornata internazionale dell’uomo non è riconosciuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

…dovrebbe stupire??? 😀

simbolofeminazi_0

femmine diversamente assassine, un piccolo aggiornamento.

piccolo e veloce post segue da femmine diversamente assassine pubblicato qualche giorno fa. ed il motivo è per due eventi capitati di “recente”.

il primo è quanto accaduto in questi giorni. vi è stata l’ennesima notizia di cronaca nera: l’omicidio – suicidio di un padre con suo figlio… evento che ha portato come al solito ad alimentare la solita guerra anti maschile. “ecco il nuovo caso di femminicid… cioè… di patriarcato oppressivo violento assassinoooh“. (ah nb: tenete sott’occhio i contatori di femminicidio… scommettiamo che a breve piazzeranno il figlio ammazzato sotto la numerazione di femminicidio come è avvenuto negli altri anni con altri ragazzi uccisi ANCHE DA MADRI, scommettiamo?!?!?!!?!?)

ora… non per dire ma ANCHE QUESTO caso vede coinvolto un padre SEPARATO. tanto per dire.

un padre che si suicida ammazzando il figlio è proprio la prova di un mondo patriarcale che privilegia i maschi. è evidente, la verità femminista è dimostrata.

Fmi4

e visto che siamo in tema… me la tenevo legata al dito… quando nell’altro post (femmine diversamente assassine) parlavo appunto di come le femmine siano diversamente assassine in tutto e per tutto, dal giudizio della società a quello della magistratura… nel periodo di questi giorni di questo padre che ammazza suo figlio e si ammazza… ecco che diviene dolce ricordare Edlira Copa.

chi è?

la dolce (ex) madre che, in un “tragico momento della sua vita” (per lei questa descrizione è ok, per i maschi assassini non è ammassibile), ha ammazzato a coltellate le sue tre figlie, nel 2014. all’epoca, come oggi e come sempre, era stato un “poverina è malataaah, non opprimetelaaah, badriargadoooh“.

orbene.

dal 2019 è in libertà 🙂

perchè una madre che ammazza le sue 3 figlie ed esce di galera/manicomio dopo meno di 5 anni è proprio la prova del nove di un mondo patriarcale che opprime le donne, mi pare evidente. le verità femminista è dimostrata.

image

così eh.

tanto per dire.

ansa123674962702170003_big

qualcuno ha visto femministe protestare per il rilascio di Edlira Copa?

…no? ah, caspita! che strano…