le risposte ovvie e guidate de “La Marea” / #AMíTampoco (#AMeNo)

RIF:
E se #MeToo fosse al maschile? Si chiamerebbe #AMíTampoco (#AMeNo)

l’articolo è di Marina Turi.
riporta quanto fatto dall’inchiesta della rivista indipendente La Marea (numero monografico pensato in occasione dell’otto marzo) in cui vengono rivolte a più di 100 uomini scelti per il loro ruolo politico, mediatico, culturale, giuridico, sociale… domande in ambito discriminatorio tra femmine e maschi con gran finale di riflessione dell’intervistato sul femminismo e sui privilegi maschili.

ora, non per dire, ma scegliere quel target… bhe… la dice lunga. per poi fare domandine che hanno già una risposta ovvia preventivata… sai che indagine.
che è come andare da un bambino (ops! bambin*!!! non citando il genere mancante esercito oppressione!) e chiedere: “preferisci la cioccolata o la lattuga?”
direi che salvo casi particolari, l’ortaggio non sarà la prima scelta…

lo scandalizzarsi che queste figure si dichiarino o autoproclamino femministi… ma dove stà la sorpresa???
chi osa NON uniformarsi a questo movimento in maniera netta, si cucca una vagonata di merda senza appello sotto forma di gogna mediatica che “ciaone” proprio.
è un cercarsi rogne. al peggio si rischia di trovarsi gente che ti mette ai raggi X per trovare qualche magagna (che tanto… si trova sempre qualcosa)
e si stupiscono che si dichiarino femministi quando poi bhe… lo sono in modi relativi?????? ma… buongiorno! è il 2018!!! vivete nelle casette di marzapane?
ah no, è il canonico fingersi stupiti dell’ovvio per rimarcare atteggiamenti reprorevoli.
furbo.
ma anche ipocrita 🙂

che poi, a leggere l’articolo…

  • un poco più sinceramente confessa che, pur considerandosi femminista, assume talvolta comportamenti machisti che ancora deve correggere.

-“un poco più sinceramente” bhe ovvio, è un maschio no?
-“confessando” …termine interessante ed azzeccato per fare capire che aria tira… si confessa come alla polizia politica, l’inquisizione o la mafia. confessa, che è meggghio… sia mai si debba controllare… si capisce l’antifonia? o c’è da mettere coppola e tenere la lupara spianata? menghia!
-“pur considerandosi femminista, assume talvolta comportamenti machisti che ancora deve correggere.” questo passaggio è molto bello. perchè tutto verge su: correggere. il machismo è da correggere. che di suo la dice lunga di questa fame nel raggiungere l’ideale di maschio-cagnolino. non si ricercano comportamenti dannosi a singole persone o al gruppo sociale, ma si ricerca il bando del generico machismo. che può essere tutto e nulla. il qualunquismo alla sua massima forma.

  • Alcuni uomini si sono sottratti al test (preoccupati dalla eccessiva esposizione pubblica)

eeeh si: l’esposizione pubblicaaaah!!!!11!! il test è scomodo al patriarcatoooh!!!”!1″!!”£
…o forse le persone che si sono rifiutate di rispondere hanno semplicemente visto le domande avere sempre le stesse risposte guidate?
una domanda guidata:”sig. X, in caso di divorzio, lei avrebbe paura di farsi portare via tutto dalla sua compagna?”
…anche un nullatenente risponderebbe si.

  • il 93% degli uomini afferma di non aver mai subìto una aggressione da parte di una donna.

forse perchè difficilmente un maschio ammetterebbe di essere aggredito da una femmina???? (dove ogni 3×4 è un continuo ripetere che le femmine non si toccano, sono deboli… ma solo quando fà comodo???)
(per non parlare della credibilità… visto che: 1- non si è credibile nel lamentarsi di una femmina che aggredisce un uomo 2- se anche si denuncia un atto simile, automaticamente si passa per colpevoli in qualcosa, perchè per aver scatenato la reazione… si deve aver combinato qualcosa 3- si passa pure per coglioni e le matte risate è un attimo (cornuto e mazziato vale solo per i maschi, chissà come mai eh?!?!)

  • il 91% non è mai stato domandato, durante un colloquio di lavoro, se pensa di avere figli/e.

forse non vengono fatti tali domande perchè non è il maschio a sobbarcarsi i mesi di gestazione di una gravidanza?!?!?!?! ed i 9+x mesi li può gestire se tutto và bene al di fuori del lavoro????
oltretutto mi ci vedo questa domanda “a figure per il loro ruolo politico, mediatico, culturale, giuridico, sociale”
il colloquio di lavoro a quelle figure?!?!?!?!
ma che cazzo ne sanno dei colloqui?!?!?!
fuori dal mondo proprio…

  • la maggioranza di chi ha figli/e non ha mai chiesto una giornata di congedo parentale come genitore.

ovviamente perchè il patriarcato oppressore blablabla…
o forse perchè, ci sono gozilioni di fattori? magari si preferisce chiedere alla famiglia (nonni, buongiorno!) ed evitare di affrontare la paura di avere rogne al lavoro??? l’impoverimento lavorativo della società è qui da 10 anni eh, la competitività del mondo del lavoro che arriva da oriente (hello Chi-ndia!) se ne fotte del congedo parentale a suon di 18h di lavoro al giorno.
e tornando al nostro gruppo prescelto… forse possono benissimo pagarsi almeno una “tata” per accudire i pargoli… ma questo meglio omettere e rimarcare l’oppressione maschilistaaah!!!

  • Un 72% non ha mai subito una molestia sessuale da parte di una donna

ovviamente perchè i maschi sono tutti stupratori!!!11!! (e comunque qui si sente il dispiacere,l’ennesimo rimpianto represso, nel non avere abbastanza maschi vittime)
forse perchè non si vedono molte femmine rincorrere maschi??? se le femmine rincorressero i maschi con lo stesso ormone, forse si avrebbe una percentuale paritaria?
poi, sempre ricordando il nostro gruppo di prescelti… forse è ben conscio di quanto rischia e stà bene attento nella gestione dei rapporti di genere?

  • il 91% crede che nessuno possa pensare che il proprio successo sia dovuto ad una relazione sessuale con una donna di potere.

notoriamente i maschi entrano nella stanza della capa appoggiando quel mezzo etto di pisello sul tavolo, che ehy! ma quale donna si lascierebbe scappare cotanta occasione!?!??!!? capita proprio mai!!!! ah no! questo è un ricordo di un film porno di rocco. no, nella vita vera, non funziona così…
ma poi stà domanda… dai! a persone di quella categoria poi!!! quel 9% ha ammesso indirettamente di essere degli arrampicatori sociali, in quella posizione solo per conoscenze. nel loro status è un autogol MOSTRUOSO.

  • il 93% non si sente discriminato per essere un uomo.

domanda che messa in un contesto di oppressione femminile… diventa quella percentuale ovvia…
a cambiare contesto, si sarebbe ottenuto quel 93%?
non credo

poi ci sono due note nell’articolo che sono stupende.
la prima:

  • …nessuna voglia di ridicolizzare…

ah bhe.
questo modo di mettere le mani avanti… dove l’ho già sentito?!?!!? mumble mumble… ah si… è uguale al classico: “non sono razzista ma…” cui segue in genere un concetto random qualunquista da asilo.
non è che sia necessario esporre l’odio, o il vittimismo, direttamente. basta anche solo presentare a proprio favore le proprie argomentazioni per sminuire chi non la pensa alla stessa maniera.
segue in automatico la ridicolizzazione.

la seconda nota:

  • (…) solo l’invito ad una riflessione

riflessione… pilotata.
piccola omissione *blink*blink* eh 😉
domande da risposta ovvia.
ma che patetico invito di riflessione può essere?
ah già, idonea per quell’ideale di maschio-cagnolino un po’ kawai che deve essere “educato” a modo.

l’articolo si chiude con la perla:
“…ci sono, in media, 60 femmnicidi, uomini che uccidono una donna, invece che leggere che all’anno, in media, ci sono 60 donne assassinate o che il 99% delle denunce per molestie sono reali, quando spesso si scrive solo che l’1% sono false”
che è legittimissimo…
…ma visto che si cerca tanto un uguaglianza… farebbe anche piacere vedere i titoli sui giornali delle eventuali femmine assassine, prendere sentenze uguali a quelle dei maschi, mentre in genere sono più leggere a parità di reato… (tra i tanti maschi che hanno sfregiato femmine con l’acido ed hanno preso pene esemplari, \come giusto che sia\, una femmina che di acido ha infierito, una manciata di anni prese, condonati, oltretutto)
o anche incominciare a tagliare sulle perenni scusanti e giustificazioni quando la femmina commette un reato (perchè al momento, qualsiasi cosa combinino, c’è sempre la nota: è malata, è oppressa, è depressa, è questo è quello, e ma però in passato era così no pomì… e blablabla)(cosa che con i maschi è sempre il solito: è un orco cattivo. ma siamo buoni e la morte non la vogliamo)(ah, piccola bugia, ma ci si spera)

infine la rivelazione di Marina Turi:
“il 99% delle denunce per molestie sono reali, quando spesso si scrive solo che l’1% sono false”
non chiedo neanche i dati, perchè già solo per questo osare m’immagino quanto stia opprimendo ed esercitando violenza indiretta passiva aggressiva.

ma sono mai state rivolte domanda alle femmine, a “riflettere” su eventuali privilegi? per una questione matematica, almeno uno di privilegio esisterà… uhm… ah no, femminismo e matematica è un ossimoro.
mea culpa.

14 pensieri riguardo “le risposte ovvie e guidate de “La Marea” / #AMíTampoco (#AMeNo)

  1. L’archetipo del maschio-cagnolino asservito alla femmina lo ritrovi anche in letteratura (nel Medioevo: Dolce Stil Novo) ma il femminismo lì non era ancora stato fondato. Pensa a Dante o a Petrarca, perennemente inzerbinati verso le loro Beatrice e Laura… quindi se ne deduce che come figura simbolica non è stata inventata dalle femministe, se ne sono piuttosto appropriate, molti secoli dopo. (personalmente ritengo che il femminismo misandrico nasca negli anni Settanta, quindi quando parlo di femminismo intendo quel periodo)

    Qualcuno potrebbe osservare che trattasi di donne fittizie e simboliche, non realmente esistenti e magari neanche realmente entrate in relazione con Dante e Petrarca, ma proiezioni ideali dell’Eterno Femminino nella mente di questi poeti, visto che gran parte della poesia e narrativa medioevale lo era, ma anche se fosse, ciò non cambierebbe poi molto l’idea che ci sta dietro…

    Pensa anche agli uomini che si eccitano col sadomaso, e vanno a ricercare la donna Padrona.

    Mi vengono in mente anche certe canzoni pop d’amore e da cantautore, dove ci si asservisce ai voleri della femmina.

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    1. uhm… interessante.
      forse quei 2 casi non li metterei nella casistica “zerbinaggio”, dante e la beatrice + leopardi con la sua silvia… mi sembrano più catalogabili in maschi che si perdono in una idolatrizzazione della femmina.
      se le femmine tendono a proiettare sogni su coloro che amano, incapaci di vedere la realtà per analisi deduttiva… certi maschi finiscono in questo turbinio emozionale rendendo “puro amore” la tizia di cui si innamorano. e per purezza intendo una visione che trascende persino la sessualità. una folgorazione che porta ina una fantasia ammaliante perfetta e totale, simile a quella che viveva ulisse legato al palo quando ascoltava le sirene. difatti ulisse impazzisce… e quei maschi hanno pagato a caro prezzo questa “visione” auto inflitta dell’amore.

      i zerbini di oggi hanno una vasta catalogazione, sono persino mimetici (ciaone femministi)(lo sapete vero che le vostre “adorate” femministe vi schifano? beh, in ogni caso vi perdono. presto o tardi tornerete, è inevitabile)

      per il femminismo misandrico… forse potrei dire che ogni femmina è misandrica.
      non perchè ci nasce, ma perchè vengono cresciute da altre femmine… e l’unica cosa che veramente si insegnano è avvelenare.

      per quanto riguardo il sadomaso… o la ricerca della padrona… è sempre stato una sfera di “gusti” che sono poco riuscito a spiegarmi…
      direi di primo acchito che è il potere che annoia, quindi cosa c’è di meglio se non l’essere “abusati” o “comandati” anche con cattiveria e violenza? se tutto il tempo eserciti potere, essere vittima di una lei che ti esercita potere deve essere il massimo…
      MA il fatto è che ho trovato maschi masochisti, per il bondage e feticismi derivati che erano tutto tranne che “potenti” nella vita reale. impiegati con una busta paga misera, totalmente schiavi del loro lavoro, della loro vita… che poi avevano bisogno di vivere anche come schiavetti di una padrona, una che di umiliazioni magari ci andava parecchio pesante.
      quindi… boh! che senso avrebbe? vivi da schiavo e poi hai bisogno di vivere fantasia da schiavo di nuovo.
      la massima forma di masochismo.

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      1. c’era già il caso illustre di Sacher Masoch, parlando di masochismo maschile… con il classico (sì, è giudicato un classico dell’erotismo, come de Sade) “La venere in pelliccia”.
        neppure io me lo so spiegare, un uomo che voglia essere trattato da verme (masochismo che comunque i poeti dell’Amor Cortese non avevano, quelli si limitavano a scrivere sonetti in onore delle loro “donne-angelo”, quindi immacolate e pure, difatti non vi era alcun rimando sessuale, anche se come ho detto il più delle volte trattasi di donne fittizie, non reali, “donne schermo”)
        però, è un fatto, per esempio Sacher Masoch è il più celebre e il termine masochismo l’hanno coniato proprio dal suo cognome (fu un caso patologico, voleva essere frustato dalla donna che lui scelse come padrona, Wanda, a cui faceva indossare una pelliccia!)

        che dire, forse dipende dal rapporto con la madre… ma escluderei che nel caso di Sacher Masoch c’entrassero le turbofemministe (c’erano già all’epoca le femministe, nell’Ottocento, ma non possedevano i mass media… e internet ancora non esisteva! Non so neanche se effettivamente Sacher Masoch sapesse del “femminismo dell’Ottocento”… similmente ad altri del suo periodo)

        più che altro, trovo interessanti le analisi che individuano nel capitalismo e in particolar modo in quello che utilizza i mass media (quindi la pubblicità, il consumismo) il motore primario che ha dato avvio al femminismo del Novecento (come ho detto, non prima, perché prima non esistevano i mass media che abbiamo oggi e non sarebbe stato possibile una simile propaganda capillare).

        In sintesi: “emancipare la donna” significa (per i padroni del Capitale), darle potere economico, quindi soldi da spendere per i prodotti del consumismo: shopping selvaggio, in una parola.
        Difatti, tra i due sessi, sono le donne a spendere di più. non gli uomini.
        ai padroni del Capitale interessano, quindi, più le donne, che non gli uomini, solo per fare business e lucrare.

        A riprova di ciò, puoi anche osservare come nelle economie arretrate da terzo mondo (pensa alle economie agricole da risaie asiatiche…) non ci sia mai, in nessun caso, un discorso di emancipazione della donna, perché la donna in quelle culture (e quindi economie di sussistenza, molto scadenti – aggiungi non solo la mancanza di tecnologia ma anche le condizioni climatiche avverse, tipo i monsoni, frequenti in Asia) non ha potere economico.
        se dai potere economico alle donne, aumenti il boom di vendite.

        per dirti, il capitalismo potrebbe essere la causa o una concausa, del femminismo (dagli anni Sessanta in poi, che coincidono col boom economico occidentale)
        se ti serve documentazione posso metterti qualche link a sito esterno, se già non hai visionato queste cose

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      2. non conoscevo Sacher Masoch…

        cmq per il rapporto con la madre / masochisti… veramente non saprei. forse è più una cosa innata, come per la sessualità o come per atteggiamenti e comportamenti. alla fine siamo un insieme di variabili che produce uno spettro di comportamenti, ad un livello tale che poi si traduce in “santi” e “diavoli”, ovvero si passa da persone che spendono la vita per salvare gli altri a persone che spendono la vita per toglierla. in mezzo tutto il resto.
        quindi… chi ha quel pallino del masochismo forse ne è provvisto in maniera innata. certo è che magari nascere in una famiglia particolare ed avere quella predisposizione… aiuta.

        per quanto riguarda femminismo e ottocento… se non ricordo male il primo femminismo è sorto con l’illuminismo. l’umanità si rendeva conto di chi era e di conseguenza incominciava a trasformare la visione della femmina, giustamente.
        da quel momento in avanti, negli ambienti intellettuali ma anche nobili, ha preso via via forza questo “aggiornamento” fino ad arrivare ad oggi.
        anche se comunque, la femmina venduta dal femminismo nella storia NON era proprio come vogliono appiopparcela, ovvero una perenne vittima, schiava, sforna figli. quella è l’immagine che vogliono vendere per potersi giustificare nella guerra mediatica mirata attuale. ma all’epoca… le cose non erano proprio come vuol far credere il femminismo.

        per il capitalismo pro femminismo, è assolutamente vero.
        ed è ironicamente comico… perchè tendenzialmente il femminismo cerca di vendersi come anticapitalista! a volte pure comunista.
        anche qui si nota la perenne disonestà intellettuale femminista.
        un capolavoro d’ipocrisie.

        è innegabile che le spese femminili per vestiti, viaggi, cene, feste, cosmetici siano trainate alla grande dai loro portafogli. se vi è una parità è solo perchè i maschi investono in automobili, cifra che ragguaglia i due “poli”
        quindi in un pianeta capitalista, con un sistema di nazioni trainanti che pompano capitalismo selvaggio come cina, india, usa, russia, emirati… avere femmine libere di spendere è un bengodi. solo che, emirati hanno una religione radicatissima. cina e russia un sistema politico granitico. india ha le caste politiche. possono loro permettere femminismo al loro interno? no. ma altrove? quello si.
        ed ecco che il femminismo viene magicamente aiutato. per ennesima ironia, tutti a puntare il dito su russi e cinesi per la guerra d’informazioni per farci avere i vari trump, bolsonaro, salvini. ma nessuna parola per il sistema capitalistico femminista.
        se questa non è ironia…

        ah, a proposito di donne in asia senza potere economico…
        sono state aiutate dal femminismo?
        ma stocazzo.
        Muhammad Yunus, maschio, crea il microcredito sistemico.
        e funziona.
        le donne ora hanno accesso a questo sistema in buona parte dell’asia ed il sistema è in espansione.
        ed il femminismo lo vende come una SUA vittoria.
        infamia spettacolare.

        che il capitalismo abbia aiutato il femminismo ed il femminismo sia una aorta del capitalismo è innegabile.
        però poi ti leggi come quelle cretine si definiscono anticapitaliste ed allora comprendi tutta la loro doppiezza a comodo e falsità monumentale

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  2. forse anche il sadismo, che è l’altra faccia della medaglia, è innato…

    comunque, su Venere in Pelliccia, qui trovi la trama: https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_in_pelliccia
    è un libro che nelle sue versioni per collezionisti è uscito con diverse immagini erotiche “vecchio stile”.
    comunque, piaccia o no, esattamente come le opere di de Sade, anche Sacher Masoch ha avuto un peso enorme nell’iconografia erotica e pornografica del Novecento.

    Non sono molti, però ci sono anche libri dedicati al masochismo femminile, anche se rispetto a quello maschile dei film porno a tema “Mistress\slave”, è improntato soprattutto sul rapporto affettivo, ovvero la protagonista accetta trattamenti umilianti e dolorosi, ma lo fa perché innamorata, principalmente, non per i trattamenti in questione.
    Il più famoso è “Cinquanta sfumature di grigio” che ho letto e giudico pessimo, per lo stile narrativo, a ciò aggiungi anche la misandria, ben celata, ma evidente ad occhi maschili attenti, del fatto che il protagonista maschile è così “affascinante” ad occhi femminili unicamente perché ricchissimo e bellissimo. Non per qualche altro motivo… In tal senso, “cinquanta sfumature” potrebbe essere quasi stato scritto da un uomo incel, che parli di “Chad”.
    Ma è stato scritto da una donna, che forse è andata a leggersi i forum incel e poi ha pensato di scrivere la storia… potrebbe essere stata ispirata anche da quello, chi lo sa…

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    1. oggi è di moda “Cinquanta sfumature di grigio” con il bello e tenebroso riccastro, con delle “particolari” tendenze sessuali che incomincia una relazione con la segretaria curiosa, intraprendente, alla moda, sveglia e autonoma.
      ieri andava di moda il bel dottore che amava travolgente e passionalmente l’infermiera poveretta ma tanto buona con un cuore tanto grande.

      insomma… le storielle sono sempre le stesse.
      cambiano giusto alcuni dettagli, ma poi… l’idea di base è sempre quella: l’uomo potente che si piglia la tizia qualunque. ma “per amore” ovviamente.

      cambierò opinione quando le femmine porteranno al successo un libro in cui una lei che è amministratore delegato di una multinazionale che ha fondato lei stessa, si sposerà e avrà figli con il ragazzo delle pulizie, povero, caratterialmente debole, fisicamente fuori forma. (questi ultimi 3 punti hanno già ammazzato qualsiasi fantasia femminile ahahaha)

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      1. sì, infatti, il plot è quello.
        però le femministe “cinquanta sfumature” lo volevano bruciare, sai che hanno fatto delle manifestazioni contro questo libro? secondo loro istiga alla violenza contro le donne.
        Ci sono diversi articoli del blog “Ricciocorno” contro questo film e libro

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      2. si vabbè volevano bruciarlo all’acqua di rose… 😀

        a dar contro a quel libro, può essere “ermetica di abbacchio i muri” o “la vispa teresa” de “lotta di classhe anti badriargadooh papino non mi sgancia la paghetta sono indipendenteeeh stasera sushi!” ma contano meno di zero. sono 4 patetiche inette gattare che fomentano il femminismo, ma non lo dirigono minimamente. queste hanno seguito solo perchè l’odio scorre potente nel femminismo. MA il popolo femminista è solo legioni di karen… e queste appena hanno letto / visto delle 50 sfumature di grigio… beh femminismo “stocazzo”!!!! e hanno lasciato una bava che manco una lumaca leggendo il libro o guardando il flim. poi finito libro e film, da brave karen, sono tornate ad urlare i soliti luoghi comuni “maschi tutti pezzi di merda assassini stupratori colonialisti privilegiatiiih”

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  3. Prima dell’Ottocento, comunque, che fu il grande secolo delle scoperte scientifiche, la donna moriva spessissimo di parto (o durante il travaglio oppure per infezioni a seguito del parto). Anche i bambini morivano di frequente.
    Fu solo nell’Ottocento che si scoprì la causa delle febbre puerperale: Fu Ignác Fülöp Semmelweis a scoprire le trasmissioni batteriche specie in ambito ostetrico e fu tra i primi a parlare di disinfettarsi le mani prima di operare (nei secoli precedenti le persone non è che si lavassero molto…)
    Quando per esempio si fa notare che nei secoli precedenti non ci furono molte donne artiste e scrittrici è precisamente per questo motivo: l’alta mortalità femminile per parto (e a seguito di infezioni) e per aborti fai da te usando metodi come il prezzemolo o erbe e sostanze nocive, a cui si ricorreva per evitare gravidanze continue. Solo che il più delle volte questi aborti provocavano la morte.
    Mentre la prima causa di mortalità maschile, secoli fa, erano le guerre, poi le pestilenze.

    Di donne nel Settecento mi vengono in mente le rivoluzionarie, per esempio le donne francesi come Olympe de Gouges, che venne persino ghigliottinata. Nell’Ottocento, le sindacaliste o nomi tipo Eleanor Marx, ma c’entravano più con la causa dei diritti dei lavoratori (e delle lavoratrici, anche se all’epoca le lavoratrici non facevano tutti i lavori maschili, erano principalmente sarte o contadine… pensa anche alle mondine, rese famose nel film “Riso amaro”)

    Mah, penso che attualmente ci siano pure le femministe capitaliste… penso siano quelle a favore di donne leader nelle aziende o nei parlamenti o di quote rosa per le industrie… penso che queste signorine e signore rifiuterebbero eccome di etichettarsi come “comuniste” o “socialiste”.

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    1. ah Semmelweis. l’ho scoperto per caso tipo guardando superquark. quando si dice che la vita a volte è una merda ed ingiusta… mi ha veramente impressionato la sua storia. onorarlo adesso mi sembra una bella beffa. altro che van ghog…

      comunque… tralasciando la mortalità o la vita femminile… io faccio sempre notare COSA quelle poche scrittrici, hanno prodotto: ovvero libri per la loro condizione, per i loro ideali, per le loro fantasticherie amorose.
      difatti quando mi faccio un giro per i loro blog è un perenne “questa femminista, questa pre femminista e virginia wolf”.
      ma solo una di loro ha scritto Frankenstein! solo una, su migliaia!!!
      e ad oggi… non mi pare siano cambiate le cose.
      è il 2020, e ad oggi solo una ha scritto Frankenstein.
      ok il morire per parto, ok l’avere difficoltà ad accedere alle istruzioni scolastiche, ok il dover maritarsi, ok praticamente tutto.
      ma RIPETO: solo una di loro ha scritto Frankenstein.
      c’è, a questo punto, una mentalità che il femminismo non ha cambiato perchè non vuole cambiare.

      e per quanto riguarda le capitaliste… basta vedere la nostra politica.
      una meloni ed un boldrini che se le dicono a morte su immigrati o qualche altro tema sociale… improvvisamente quando si tratta di femminismo sono subito sorelle. e sorelle… per la pelle!!! leggi ad hoc sessiste, economia ad hoc sessista… ed è tutto dovuto!!!!
      quindi…
      …possono essere capitaliste, socialiste, marchesiste, anarchiche, possono leggere il libretto rosso… ma non sono un cavallo (citazione :D)

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      1. mah, penso che di base la paura di tutte le femmine (e con tutte, intendo tutte, dalle atee alle islamiche, dalle anarchiche alle capitaliste, dalle genderiste alle anti trans, dalle gattare alle lesbiche, dalle sinistrate
        a quelle di estrema destra) sia sempre lo stupro. Per questo motivo fanno comunella tra loro, se si parla di fare leggi su questo tema. Ognuna di loro sa, anche a livello inconscio, di poterlo rischiare, quindi la sorellanza (per usare il tuo termine) si basa su questa paura atavica della donna.
        credo che ci siano condizionamenti e paure ataviche che non si riescono a mandare via neanche dopo millenni di civiltà. Ma vale anche per gli uomini.
        Pensa ad esempio a quelle vicende di sopravvissuti ad incidenti vari, in zone impervie, che si sono dati al cannibalismo, anche mangiando i morti, per sopravvivere fino all’arrivo dei soccorsi.
        una delle cose che più ci ripugna, mentalmente e fisicamente. eppure, se succede un qualche incidente che mette a repentaglio la nostra sopravvivenza, si ripresenta questo istinto primitivo… di fronte a ciò, la razionalità va a farsi benedire.
        Penso che la stessa dinamica spieghi perché, su certe questioni, le femmine, anche nemiche tra di loro, fanno tutte fronte comune.

        “Frankenstein” è un buon romanzo, in quel periodo uscirono diversi romanzi gotici, tra cui anche “il Vampiro” di Polidori e “Dracula” di Stoker (che uscì parecchi anni dopo). L’Ottocento fu il secolo dei romanzi, ma di romanzi sentimentali-borghesi ricordo solo quelli delle Sorelle Bronte e di Jane Austen. Penso che Mary Shelley fece eccezione perché era figlia di un filosofo ateo e amante di un poeta ateo, Percy, che ebbe diverse rogne da parte della chiesa… (esattamente come Byron). Visto che erano tutti amici, malsopportavano la mentalità borghese cattolica del tempo, che includeva anche il matrimonio e la monogamia (Byron aveva dozzine di amanti e pare abbia avuto anche amanti uomini, “Il Vampiro” di Polidori infatti è una sorta di parodia di Byron, messo alla berlina da Polidori, sembra per questioni di gelosia sentimentale…) Penso che Mary Shelley fosse stata influenzata da questa mentalità atea-anticlericale e libertina, eccoti spiegato perché non scrisse un romanzo catto-borghese.

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      2. la paura dello stupro è IL movente femminile, indubbio.
        tra le altre cose… mi ha sempre confermato la diversità tra i 2 mondi, maschi e femmine…
        quando un lui finisce al gabbio e rischia lo stupro, lo preferisce alla morte.
        ma per una lei… è il contrario. una lei preferisce la morte allo stupro.

        ma a ben vedere non è solo il fenomeno “stupro” che permette la comunella tra sorelle che possono anche odiarsi a morte.
        è la visione vittimistica che si sono marchiate tra loro.
        e questo vittimismo poi permette legame.
        così possiamo vedere una fascista marciare a fianco di una anarchica “per le tonneeeeh!!!”

        la storia insegna.
        gli schiavi più diversi tra loro, marciavano subito uniti contro roma.

        per l’atavicità… millenni di “formazione” hanno portato a quello che siamo.
        per cui i due sessi, visto il passato, hanno reazioni differenti ai problemi che la vita crea.
        il voler cambiare il tutto in qualche anno è pateticamente ridicolo.

        per mary shelley… mi si conferma quello che sostengo da sempre.
        i maschi hanno fatto la storia perchè si son dovuti confrontare con altri maschi. le donne sono rimaste nel loro limbo perchè state tra loro.
        mary shelley è vissuta in un ambiente che non era femminile.
        il risultato è visibile, con un prodotto che ha fatto la storia.
        togliamo shelley e mettiamo curie? il marito premio nobel. e la curie viveva in un ambiente maschile. è diventata anche lei nobel!!!!
        quindi… non è che le femmine non possono produrre genialità
        è che il loro limitarsi tra femmine in femmine è il VERO patriarcato oppressivo.

        praticamente: combattono il patriarcato? combattono loro stesse. e danno la colpa agli uomini.
        le femministe vogliono meno maschi nella ricerca e nella politica. vogliono meno competizione. la competizione ha creato shelley e curie. il femminismo che è inettitudine stà portando legioni di inette nei punti cardini. abbiamo un futuro di inettitudine.
        ecco a voi il “genio” femminista.
        magia!

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