quando la 27esimaora sfrutta la depressione per i propri fini politici.

rif: articolo della 27esimaora / the Rock
(di Maria Serena Natale)

in questi giorni, Dwayne Johnson (l’attore e wrestler conosciuto come “the Rock“) ha rilasciato in giro qualche intervista in merito al suo passato, al suo soffrire di depressione, i momenti bui che ne sono derivati, le difficoltà da superare e tutto il resto.

roba non proprio leggera, la depressione è una bruttissima bestia che piglia in maniera subdola ed infame chiunque.

eppure…
eppure la cara 27esimaora, per conto di Maria Serena Natale, coglie l’oportunità per buttare da parte la malattia e rimarcare, per l’ennesima volta, quanto i maschi siano deboli.
e come agisce la depressione, alla stessa maniera agisce subdolamente la 27esimaora… in questo caso con terminologia sottile. prendendo alcune frasi in sequenza:

  • “ammissione pubblica”

bellissime queste 2 parole. il maschio macho “ammette”… ammettere come i colpevoli messi all’angolo o i ladri che confessano e “pubblico” che unito alla precedente parola si avvicina senza molte difficoltà al “patibolo pubblico”… e quando si parla di maschi… la27esimaora ci gozzoviglia come iene su un’animale abbattuto. è un turbinio di denti nelle carni e frattaglie che si spargono. il maschio ammette pubblicamente!!! oh quale guadio!

  • “fragilità di un noto macho”

anche qui… le menti eccelse della 27esimaora si leccano i baffi perchè è l’occasione ghiotta per accostare due termini cari alla gang femminista e sbandierare i propri slogan, un’occasione per seguire la lotta ideologica di sempre: riannotare per l’ennesima volta il maschio “duro” in realtà debole, sofferente, fragile.

e qui è tutto molto curioso… si scelgie di parlare di depressione solo se c’è the Rock / il macho (come dicono le nazifemministe…) che fà questa rivelazione.
curioso no?
perchè una settimana prima è stata realizzata l’installazione Project84  dell’artista Mark Jenkins, dove sono stati disposti 84 manichini sul cornicione di un grattacielo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’epidemia silenziosa che fa strage di uomini sotto i 45 anni: la depressione che poi sfocia in suicidio (8 su 10 sono maschi, dati istat 2011 / 2013, e nel mondo le cose non cambiano molto).
oh guarda! senza uomini macho… se la 27esimaora se ne disinteressa CASUALMENTE!!!!11!!11!!!!£”23. niente macho + morti veri (anzi suicidi), significa non poter accostare gratuitamente il macho forte virile con il canonico maschio debole, quella visione e missione femminista che fà di tutto per deviare in una “forzata debolezza indotta”. la campagna della 27esimaora in questo caso non può reggere la monotematica “il maschio in crisi, debole, etc, etc”. quindi meglio evitare (anche perchè andare sputare sui suicidi, si rischia di dover rimangiare tutta la merda cacata impunemente affrontando i parenti)

  • Il santuario della mascolinità

vabbè.
questo è forse il miglior regalo che una nazifemminista può erroneamente farsi sfuggire e concedere. è la dimostrazione pratica di una visione distorta e profondamente radicata. bisogna avere una profonda ossessione per deformare questa faccenda in una propria visione così sessista di comodo.

si discuteva di depressione, malattia terribile  e devastante ma le nazifemministe della 27esimaora sono riuscite a deviare nel solito “l’area sacra del patriarcato opprimente che opprime sopratutto i maschiiii2i!!!!”3123!”!!”£!”£$£!!!!!”

  • la mascolinità più stereotipata e dura si apre al fiume delle emozioni

ecco!
solo qui si può realizzare dove stà la vera oppressione.
il bisogno nazifemminista dell’agganciare a qualsiasi cosa con “emozioni”
il problema mai digerito dalla cricca nazifemminista della 27esimaora (e per conto di questa cosca, di Maria Serena Natale) è che la mascolinità sterotipata non lascia molto spazio alle emozioni. e questo fà una rabbia repressa che divora e marcisce all’interno per fuoriuscire in odio… cosa che in un certo modo fà un pochino sorridere… perchè se alla fine tutto questo è il problema di agganciare il modello ideale di macho che non deve chiedere con il sacro fiume rosso delle emozioni racchiuso nell’infinito cappello di paglia alla deriva di un ricordo che galleggia su di una prugna… bhe… MAVVAFFANCULO.

infine…
arriva la frase finale capolavoro del pseudo articolo:

  • che può davvero intaccare il modello-gabbia dell’uomo che non chiede e non ammette rifiuto…

qui… è il meglio.
la frase per rimarcare ancora come i maschi siano ingabbiati e rinchiusi contro la loro volontà in quel loro stesso contorto “io” malato cancerogeno, quel qualcosa di cui solo le nazifemministe hanno modo di liberare per riportare le spiacevoli ed inferiori creature in un mondo di grazia MIGLIORE.

sembra la trama di sailormoon.

peccato che è una degenerata megalomania tipica dei santoni… di chi si auto definisce giusto ed indica ai seguaci “la via” per salvare gli inferiori ed abbattere i nemici. cosa che in genere arriva con suicidi indotti o tramite  nervino nei metrò…

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