scusabile se femmina, imperdonabile se maschio.

qualche giorno fà, un assassino ha ucciso la moglie.
poi ha preso la giovane figlia e l’ha lanciandola da un cavalcavia alto 60 metri, ammazzandola.
infine, s’è ucciso.
…neanche da dire quanto orribile ed atroce sia questa storia.

quando eventi simili accadono… le persone si dividono (per lo più) in 4 categorie:
1) chi ci rimane di stucco ed inorridito nel chiedersi umanamente che cacchio frulla nella zucca di certe persone per commettere abomini simili…
2) chi ci campa di notizie simili (i media)
3) gente che ha quel piacere morboso nell’osservare a distanza la morte e la sofferenza, tanto da voler leggere senza sosta roba di questo genere.
4) le nazifemministe.

queste ultime, per una questione di politica, devono portare avanti la sacra turbo filippica del maschio assassino “sempre assolto dai media e dalla società“.
…esagerazione?
basta fare il giro dei blog femministi più noti (con toni forzatamente attenuati nell’odio maschile) a quelli meno conosciuti (dai toni nazifemministi più classici) per trovare le solite note ed i soliti dati. e quei dati sono sempre quelli che fanno loro comodo, ovviamente.

  • sono i maschi ad essere gli autori comuni nell’uso della violenza.
  • questo perchè la società educa i maschi alla violenza.
  • e la società assegna all’uomo il ruolo dominante.
  • i maschi DEVONO essere violenti in quanto maschi e perchè imposto dalla società (patriarcale).
  • le famiglie crescono i maschi, ovvero gli assassini poi colpevoli di femminicidio.

la superiore ed equilibrata logica femminista al suo meglio. riassumendo: i maschi sono violenti stupratori omicidi, ad ogni mattanza le folle esultano ed i media stappano bottiglie di don perignon. quando invece sono le femmine omicide, queste vengono linciate pubblicamente.

apperò!

bhe, ma allora facciamo un salto nei ricordi…

– omicio avetrana – gogna mediatica immediata allo zio orco sospettato, con richieste di pena di morte che spuntano ovunque. salta fuori che ad essere le killer sono cugina e zia. gogna mediatica? nessuna. sono abusate dal patriarcato…
– omicida Veronica Panarello – accusa il suocero dell’omicidio, che diventa subito il mostro perverso demoniaco. poi salta fuori che è la madre ad aver ammazzato il figlio di 8 anni. per la stampa è “il dramma di una madre”
– omicida franzoni – accusa l’uomo nero che scende dalle montagne (tipo heidi) per uccidere i bambini. in realtà ha ammazzato il figlio sfondandogli il cranio a zoccolate, con una violenza tale che parti del cervello finiscono nel soffitto. viene invitata ai talk show di tutta la nazione per ammirare le pure lacrime della madre sofferente (la sofferenza della madre, mica del figlio) e piangente! e come non dimenticare la compagna di merendine e complice… la pseudo psichiatra Ada Satragni, che intervenne per prima sul luogo del delitto, diagnosticando al piccolo Samuele un possibile aneurisma cerebrale!!! (“probabile avesse mal di testa“)(alle donne è permesso dire e fare proprio tutto…)
– omicidio Gucci – Patrizia Reggiani dimostra una sociopatia stellare, con dichiarazioni evergreen quali “mio marito Gucci non era degno di vivere” . fossero state a parti invertite sarebbe stato la fine dell’universo…
– omicidio Brigate Rosse sul treno Roma-Firenze – Nadia Desdemona Lioce insieme al complice uccidono 2 guardie. diviene il simbolo dell’incarcerata politica. non è certo difficile trovare blog femministi che inneggiano alla scarcerazione della duplice omicida. quanti blog richiedono la scarcerazione di omicidi politici che non siano femmine? zero. ops! questa vertità oppressiva maschilista è disturbante.
– omicidio chiavenna 2000 – la suora ammazzata nel nome di satana da alcune ragazze… bhe è chiaramente colpa della società! e poi sono solo ragasse!!!! è una birbata di un paio di giovinette con leggeri problemi, suvvia. devono essere aiutate!
…a seguire ci sono poi tutte gli altri vari casi: Merano e Lecco (accoltellamento e annegamento, 2005) – Parabiago (strangolamento, 2009) – Venezia (soffocamento, 2010) – Orbetello (annegamento, 2011) – Lecco (colpi alla testa, 2013) eccetera eccetera eccetera di prole, mariti, fidanzati, altro.

mi pare che in comune ci sia SEMPRE lo status di “donne e femmine malate da curare e consolare, perchè stritolate dal patriarcato oppressore, vittime di qualcosa (sicuramente maschile) bisognose di affetto ed empatia ma sopratutto di aiutoooooh!!!1!!”£1212!12!”!”!!!!!” magari di una psicologA con cui condividere un arcobaleno di emozioni positive mentre riscoprono la magia del loro corpo durante la meditazione e lo yoga.
quando INVECE è il maschio a commettere reato... bhe, il fiume di odio e morte vomitato è inquantificabile. nella completa alienazione nazifemminista, i maschi sono dei subumani omicidi innati, in un perenne status privilegiato perennemente assolti e discolpati, glorificati e santificati, portabandiere dell’orgasmica moda del femminicidio.

oh guarda… il femminismo e la sua dissociazione mentale.
oltre a dimostrare ipocrisia a livelli imbarazzanti.

ma tanto… è tutto un gomblotto del privilegiato patriarcato oppressore!
eeeeeeggià!!!

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anche la “casa delle donne” è oppressa

pare che la casa delle donne abbia qualche guaietto con le finanze, finanze oppresse del patriarcato ovviamente, che tramite il machismo capitalista, attentano alla realtà di quel luogo così sobrio e modesto:
cdd(è solo nel centro di roma, proprio a fianco di regina coeli)(che ironica situazione!)


vista la sua vicinanza con il carcere, è curioso notare come:

1987
il palazzo (storico) viene occupato dall’associazione femminista.

1992
viene firmato un accordo (dall’amministrazione e dalla casa stessa) dove si regolarizzava l’occupazione concedendo l’uso dell’immobile per un affitto simbolico e la presa in carico della manutenzione della struttura.
viene riconosciuto il debito pregresso di 150.000 euro dall’87 al 92.

2018
il debito è salito a 800.000 euro.

e… nulla accadde!
…per dire, se occupo una casa allo stesso modo, mi spezzano le gambe e mi sbattono al gabbio in tempo zero.
se invece sei femmina militante femminista… bhe come dire… puoi fare veramente quella minchia che ti pare, tanto l’impunibilità è un diritto assoluto.

per carità, è vero che hanno gestito spazi abbandonati, mica spazi tolti a qualcuno (…e ci mancherebbe)(anche se dei proprietari ci sono sempre ma vabbè), creando consultori, laboratori, scuole popolari, punti informativi, centri di assistenza di tutti i tipi, centri sportivi e quant’altro… (anche se, meglio ricordare, sono come le manifestazioni femministe: se sei maschio… stattene dietro, zitto e muto. e non rompere i coglioni)

MA

se ad ora PARE che l’affitto non sia stato MAI pagato o ripianato il debito pregresso…
1) La Casa delle Donne ha uno statuto nel quale dichiara di essere completamente AUTOFINANZIATA. (info disponibili dal sito)
2) le associazioni che operano nella struttura devono pagare una quota annuale.
3) la struttura stessa offre servizi a pagamento (tra i quali l’affitto di sale per conferenze) e ospita esercizi pseudo commerciali (un bar ristorante).
chiedere che ora siano lasciati gli spazi, senza pagare canone di locazionealtrimenti i servizi forniti sparirebbero in quanto nessuna associazione riuscirebbe mai a pagare l’affitto richiestostride un attimo.

ad oggi l’attuale giunta vuole mettere un minimo le cose a posto. (Raggi e Movimento 5 Stelle vi siete fatti dei nemici giurati che ciaone!!!)
viene chiesto di ridurre il debito perchè i servizi offerti valgono 400.000 euro (servizi non richiesti se non da un gruppo di femmine private) e di contro, si chiede di rateizzare… e considerando che non è stato pagato nulla in 26 anni…  la richiesta è tutto dire.

notizia di ieri: approvata la mozione M5s sulla Casa delle donne. Proteste in aula della cricca femminista e seduta sospesa.
è una evidente situazione di come regni il soffocante patriarcato oppressivo che tramite questa economia capitalista creata ad hoc dal fallocentrismo maschilista tenta in ogni modo di cancellare questo luogo di pace, bene ed amore.

da chiedersi: maaa… avranno mai preso soldi dai contribuenti maschi oppressori? o in questo caso, se i maschi sganciano la grana ALLORA “non tutti i maschi sono degli stupratori a piede libero!!!” ??? mha!

femminicidi scomodi per il femminismo.

5 dicembre 2017. una ragazza si suicida.
30 Gennaio 2018. una ragazza viene uccisa.

la prima era una famosa pornostar canadese. s’impicca in un parco di LosAngeles, muore a 23 anni. la seconda, italiana, seguiva una scuola da estetista. viene uccisa soffocata, muore a 23 anni.

la prima è (o era) August Ames.
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famosa nell’ambiente del porno e premiata per le varie “performance” nei vari film, soffriva di depressione anche in un modo importante, tanto da aver bisogno di specialisti.

finisce nel tritacarne dei giudizi internettiani, per essersi rifiutata di aver girato una scena hard con un collega gay, perchè a suo dire, i colleghi gay hanno un’alta probabilità di contrarre l’HIV.

la conseguenza? viene mitragliata senza pietà da una valanga di insulti ed auguri di morte, tutto per via della dichiarazione “omofoba”. i social justice warriors, i difensori  degli oppressi e tutti gli altri della medesima cricca ipocrita, scatenano tutto il loro odio nei confronti della canadese.

la ragazza posta un “Fuck y’all” e questo aizza ulteriormente l’odio feroce incontrollabile dei social justice warrior.
il giorno dopo, la ragazza muore.

la maggior parte DEGLI ASSALITORI, scompaiono. altri ASSALITORI invece, ipocritamente postano condoglianze o scrivono di quanto “si sentono sconfortati” dal gesto della ragazza.
che teneri!

poi c’è la seconda ragazza, Pamela Mastropietro.
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una giovane con problemi legati alle sostanze stupefacenti, qualche amicizia che non aiuta, un carattere difficile, le comunità di recupero ed infine il suo omicidio.

la vittima non lo saprà mai, ma quello che ne segue è un sempre peggio. il suo cadavere viene fatto a pezzi,  i resti buttati in una valigia e lasciati da qualche parte abbandonati. i suoi carnefici, pare siano colpevoli di stupro, cannibalismo e rituali vari. oltretutto, gli assassini sono immigrati… e questo scatena a conseguenza le destre con relativo odio razziale, ad un punto tale che un ragazzo, prende una pistola e và a cercare “negri” a caso. per poi sparare a muzzo. ne ferisce 6. forse.

le due ragazze, in comune non hanno nulla. nulla, TRANNE una cosa.
morendo, non hanno avuto molte parole da parte dalle associazioni femministe.
in fondo, una è stata vessata fino al suicidio, l’altra strangolata ed ammazzata… perchè mai dovrebbero scomodarsi le nazifem?

Alessandra Verni, madre dei Pamela, dichiara:”tante associazioni femministe, che sono scese in campo per molto meno, questa volta hanno taciuto. Imbarazzante.
come dargli torto…

…bhe, ma come mai per queste due ragazze, non ci sono stati slogan, hashtag, manifestazioni, articoli di genere, inchieste o altro tipico dei tornado femministi?

ipotizzo?

forse il fatto è che di mezzo ci sono due categorie sacre e care alla cricca femminista. gli oppressi omosessuali e gli oppressi immigrati.
e quando hai il business della lotta all’oppressione (monodirezionale) nello spacciarti come liberale, di sinistra, a favore dei più deboli… e capita proprio come “cattivo” un immigrato (per la Mastropietro) o degli omosessuali e social justice warriors (per la Ames) la situazione diventa fastidiosamente scomoda da gestire, perchè contraddittoria nella sua eticità stessa.

il risultato è che queste due morti diventano un prodotto invendibile per la causa.
le vittime non sono le canoniche vittime pure, delle madonne martirizzate dal sopruso maschilista omicida, vero obbiettivo finale del femminismo.
una era una troia succhiacazzi, una zoccola idolatrata da migliaia di porci schifosi masturbatori compulsivi, che tengono vivo uno dei business più odiati in assoluto dal femminismo stesso: la mercificazione del corpo femminile per fini sessuali maschili.
la seconda poi era una partygirl tossicodipendente che era più fuori a cercare grane che altro.

e quando sei il top brand della lotta alle ingiustizie di genere e ti ritrovi questi due casi controproducenti devi fare una fredda analisi di marketing, valutando il ritorno. che in questo caso ricade negativamente su altri due cavalli da battaglia della scuderia, marchi che devono rimanere puri per poter continuare ad essere venduti come perenni vittime.
…proprio come il femminismo.

enjoy it.

wikisessualita.org – informare e nel contempo deridere il nemico maschio

cercando un termine anglofono, mi è capitato di passare su una pagina del sito wikisessualita.org

inizialmente avevo scambiato il sito per una delle tante pagine di wikipedia… MA dopo alcune righe mi è sorto qualche dubbio. non tanto per la mancanza di voci in altri lingue, ma per la strana presenza, nei testi, di sarcasmo (nel completare spiegazioni), giudizi gratuiti e sopratutto una sfilza di  commentini infantili (quella modalità di comportamento in cui c’è il “dover far tana” a tutti i costi, con tono forzatamente ironico, rabbia repressa innato che, svincolata, diventa modalità isteria-vendicativa) disseminati un po’ ovunque… con intenzione di sbeffeggio e scredito.

il fatto è che… se ironie, provocazioni, sbeffeggiamenti, qualunquismi o quant’altro accade in un blog… bhe… inutile dire: è un blog! sono opinioni personali, condivisibili o meno.
invece, se la cosa accade in un “wiki” portale… è tutta un’altra questione, ma di tutt’altro livello. in un wiki NON dovrebbero esserci certi atteggiamenti. anche se il wiki è di proprietà di Gina la libraia di Abbiategrasso.
eggià.

non dovrebbero esserci certi atteggiamenti, certi commenti, certi modi.
ed invece…

ed invece si crea una situazione decisamente straniante, con le varie annotazioni ironiche lasciate un po’ a destra e a sinistra nelle spiegazioni di concetti vari, tanto per sbeffeggiare e sminuire qualsiasi attività o concetto (giusto o sbagliato sia) legato al sesso maschile.
e la cosa diventa maggiormente straniante quando si accede alla pagina principale, dove si trova l’intro informativo:

…è un wiki su sessualità, LGBT e femminismo, da una prospettiva inclusiva, liberale, e intersezionale.

e qui, i tre concetti concedono di loro un’analisi disorientante:

LGBT e femminismo” = spiega molto dei vari termini derisori nel sito.
certo che prendere le difese del femminismo a suon di “eh ma non tutto il femminismo è pomì ed odia i maschi” e poi trovarsi un sito simile… rende veramente impossibile non andare poi a parare nell’idea di NAZI-femminismo.
…è come vedere in tv, i tifosi intervistati fuori dagli stadi che giurano nel tifo sano… quando alle loro spalle poco dietro, un gruppetto di loro simili si sventrano a coltellate o danno fuoco a qualcosa. o qualcuno.
si, è il caso del:”predicare bene, razzolare male” e qui la cosa ci casca a pennello.

prospettiva inclusiva” = per spiegarmela, associo deliberatamente il concetto a quel metodo di “aiuto” per le persone con “difficoltà” . un modo per favorire l’apprendimento corretto a coloro risultino in evidente difficoltà. un esempio mi sembra sia nelle scuole, dove alcuni alunni con dei “gap” sono affiancati da insegnati di sostegno.
precisato che quel sito è libero di fare quello che vuole… bhe, voler erigersi a luminari della spiegazione e poi infilare in varie spiegazioni “ironie” mal represse… alcune delle quali nate da spiegazioni spaventosamente superficiali, qualunquiste… è veramente impagabile. una gaffe epica.
quale ironia, vedere atteggiamenti tipici reazionari dove si sbandierano volontà progressiste.

liberale” l’uso di questo termine, in quel contesto, è un obbrobrio. semplicemente imbarazzante. anzi:

L’orrore.
/
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e sempre dal sito wikisessualita.org

“…offrire argomentazioni e controargomentazioni a bigottismi comuni, e a idee erronee diffuse”

…bigottismi comuni…?
…idee erronee diffuse…?

in un sito che ha, nel suo interno, bigottismi comuni ed idee erronee?!!?!? ma che bel colpo!


se un un domani comparisse un sito gemello di wikisessualita.org, dove tutte le argomentazioni si ribaltassero… (quindi i vari qualunquismi e luoghi comuni maschili presenti nel sito i trasformassero in qualunquismi e luoghi comuni femminili) …bhe, in tempo zero si scatenerebbe una sommossa popolare per buttare giu il sito stesso. e nel nome della democrazia e del diritto di parola, ovviamente!
(eh non per dire ma… trovare qualunquismi e luoghi comuni al femminile, non è che sia difficile eh…)

MA essendo wikisessualita.org un sito “progressista” e femminista, allora è tutto ok. come al solito, all’esponente femminista… tutto è concesso!

la femminista non è mai artefice di creare tossici covi misandrici. 

ed il martellamento di questa PSYWAR continua imperterrita.

mi domando se una certa avversione, crescente, nei confronti del femminismo nasca anche da questo modo di comportarsi delle femministe stesse…
……………..che è come chiedersi se l’acqua è bagnata.

Letitia Chai femminista oppressa dal maschilismo di unA insegnante.

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lei è cdurante la prova di laurea, presso la Arts and Sciences della Cornell University, all’accusa della professoressa d’indossare minishort e camicia jeans troppo corti (la sua professoressa temeva che tale abbigliamento avrebbe attirato l’attenzione degli uomini, spostandola così dalla sua presentazione), la laureanda ha trovato giusto spogliarsi dei vestiti e rimanere in reggiseno e mutande durante la sua orazione (Acting in Public: Performance in Everyday Life – La tesi della ragazza verte sul tema dell’integrazione dei profughi, in particolare di come questi dovrebbero essere trattati dalle società che li ospitano come membri attivi e non come corpi estranei)(…) davanti professori e studenti/colleghi. motivo? “(sono) figlia di una femminista, studiosa delle differenze di genere. (mia madre) Ha dedicato la sua vita a rinforzare l’identità di genere. Quindi penso che sarebbe senz’altro d’accordo (con il mio gesto di spogliarmi in protesta all’accusa della professoressa)“.
…Il suo esempio è stato poi seguito anche da diversi altri studenti, in segno di protesta nei confronti della professoressa.

a ruoli invertiti… sarebbe andata alla stessa maniera?
…domanda ultraretorica.
un ragazzo canonicamente bello, si presenta con magliettina aderente, fisico scultoreo  in risalto. la prof fà la stessa nota, lui si spoglia in mutande e viene espulso per atti osceni in luoghi pubblici in tempo 1sec. seguono titoloni “violenza continua sessista maschilista nelle universitàààà bastaaah!!!!”

quanto accaduto è la perfetta summa del femminismo imperante che regna e sovrana tramite ogni media. e generazione che, domani, insegnerà la pedagogia femminista dagli asili ai centri geriatrici, a scuola ed in qualsiasi altra struttura il mantra: “femmine vittime sempre, maschi siate pupazzi e schiavi ai nostri dettami oppure sarete solo stupratori malvagi innati da confinare

esagerazione?

intanto basta analizzare il video ed il messaggio che ne esce…

  • chiunque tu sia, non mi puoi criticare. io sono femminista.
  • qualunque cosa tu dica, non me ne fotte una vagina. io sono femminista.
  • faccio quella vagina che voglio ed impunemente. tanto io sono femminista.
  • non ti permettere di farmi osservazione. io sono femminista e la mia gang ti scredita in un secondo.
  • io ho ragione perchè io sono femminista.
  • io sono femminista e sono figlia di una femminista = MEGAcombo e tu sei fregata (la professoressa è ormai definita indirettamente come una bigotta reazionaria misogina di ultradestra, sicuramente occupa quel posto grazie ai pompini fatti a tutti i repubblicani)

ormai nei campus universitari neanche i professori stessi possono più nulla contro queste principessine viziate perennemente urlatrici di odio contro il maschilismo idealizzato.

ma solo per il maschilismo qui in occidente…

poco tempo fà, in Pakistan, una ragazza nata a Brescia di nome Sana è stata orribilmente ammazzata dai propri genitori. (edit delle 19:00 = coinvolte nell’omicidio anche madre e zia)(non me lo sarei MAI aspettato eh!!!)(che ovviamente sono soggiogate dal machismo misogino imperante, loro povere vittime oppresse sicuramente abusate tutta colpa di una tradizione fallocentrica)
il peggio immaginabile.
motivo? perchè la giovane non voleva seguire le regole della famiglia (matrimonio combinato estraneo ai suoi desideri). i suoi desideri legittimi qui in occidente.
…qualcuno ha visto per lei (o i mille altri casi simili che capitano quotidianamente) un singolo movimento di sdegno delle varie femministe che sono tanto forti tramite #metoo e altri slogan??? no?!?!?!?!?! MA CHE STRANO!!!!!
…forse perchè sanno di rischiare VERAMENTE le chiappe con questi individui… sanno che questi non si fanno scrupoli a farsi trovare sotto casa loro, pronti a tirare loro il collo…
“eh ma in quel caso, sono le loro tradizioni orientali!!!”
“bisogna rispettare le loro tradizioni!!!”
“ci devono pensare le femministe di quelle parti!!!!!1!1!!!”£$£$!”
“io devo pensare a risolvere il violento maschilismo oppressivo del mio paese occidentale!”
si si, come no…
la realtà è che il problema maschilista occidentale (più fittizio e di nicchia) è comodo e sicuro, come andare a sparare alle paperelle gialle nel tiro a segni delle giostre itineranti…

ps: Letitia Chai poteva avere un futuro da stripper in qualche night club. ma non accadrà, la cupola femminista le troverà un ruolo di rilievo da qualche parte, come giusto sia per ogni simbolo dell’organizzazione.

il soldato femmina piange. venga deferito l’istruttore capo.

video sottotitolato del corriereSOLDIER

probabile training camp militare in inghilterra. fiume melmoso, saldatessa viene chiamata fuori (a parte) da un istruttore capo. questo la tiene sotto pressione, chiedendogli di rispondere a domande più o meno retoriche o fare azioni.
verso il finale, improvvisamente l’istruttore cambia tono, s’addolcisce e tranquillizza la giovane con un “ce l’hai fatta!
la soldatessa, che non si aspettava quest’uscita, prima chiede “cosa? …ce l’ho fatta veramente, caporale???” (piangendo)
…la risposta dell’istruttore arriva come un bomba: “torna giu subito” (nel fiume) “sei lontana dall’aver finito


 

il fatto è che il video finisce in rete ed apriti cielo.

è una roba troppo gustosa per la propaganda femminista.

è un violento abuso nei confronti di una donna soldato.
viene fatto notare che “il caporale sarà deferito alla corte marziale” e “«Il suo comportamento è totalmente inaccettabile»”.

…e così, mentre ci sarà una soldatessa che nelle sue intenzioni vuole uccidere il nemico, il moralismo della cupola pro femminista dei media (vogliamo l’uguaglianza, ma solo quando ci fà comodo) ha già chiesto (indirettamente, come è solita fare… tirare il sasso e nascondere la mano) la testa dell’istruttore, reo di aver umiliato la recluta. intanto la recluta soldatessa, avrà modo di allenarsi a piangere nel tiro a segno, a piangere nella lotta corpo a corpo, a piangere quando deve smontare il suo mitra, a piangere quando piange.

curiosa qesta faccenda.
la rete è piena di filmati di soldati maschi che ricevono umiliazioni, grida ed insulti (o anche MOLTO peggio) e… bhe niente. alcuni piangono, altri svengono, altri fuggono a suonare campanelle per ritirarsi, altri resistono (affogando, rompendosi ossa ed altro)… e in tutti questi casi… ai media… non gliene frega proprio un beneamato cazzo di niente.
perchè?
perchè è la normalità. il maschio è solo carne da macello.
se non sputa sangue e resiste sotto pressione, checcazzo serve il maschio?

ma se il soldato è femmina… DEVE ESSERE RISPETTATA. coccolata forse è meglio.

quindi, cari i miei soldati, femmine o maschi o sesso di sorta possiate essere… si, tutti quelli che hanno resistito sotto pressione… che hanno trovato la forza fisica ma soprattutto che ha trovato la forza mentale per stare lucidi in situazioni al limite e riuscire a completare l’addestramento… il caro femminismo (Sieg Heil!!!) entra a gamba tesa e vi fotte tutti, perchè  come citato dallo stesso articolo:

  • è appena stata lanciata in Gran Bretagna una nuova campagna per l’arruolamento di donne soldato che recita: «Non c’è niente di sbagliato per un soldato nel mostrare le proprie emozioni e piangere».

ma si dai… lasciatevi andare alle emozioni! facciamoci tutti un bagno in un profumo di empatia e parliamo e condividiamo tutti insieme questo vivere un’esperienza oppressiva per riscoprire il ruolo certo non marginale che possiamo avere attivamente nello riscoprire l’importanza del sentimento attraverso le lacrime.

non per dire… MA AVETE PRESENTE CHE IN GUERRA SI UCCIDE?

oltretutto, il messaggio che ne esce dal regime mediatico pro femminista, è devastante: vogliamo fare le soldatesse, ma non c’insultate! e rispettateci! piangere non è sbagliato!
e da questa storia, proprio la figura femminile ne esca stra-malissimo.
perchè proprio sul terreno, alla prova pratica, dove bisogna resistere, faticare, disciplinare il proprio io… i media pro femministi, distribuiscano l’idea della femmina vittima DEBOLE e che CROLLA .

complimenti!

vabbè, ma cosa ci si può aspettare dall’orda mediatica femminista capace solo di accusare maschi dispotici e cospargersi di perenne vittimismo? che, tra le altre cose… fossero stati un minimo furbi potevano indagare sulla soldatessa, magari questa ad oggi ha completato il training ed ora non piange più sotto stress (rendendo di conseguenza sicuramente più fieri comilitoni ed istruttori)
invece per una questione politica, preferiscono mettere un’altra tacca nella sezione “oppressioni maschili” distribuendo un’altra figura femminile vessata.

ooooook.

bhe allora… benvenuta soldatessa debole e frigna nel tuo gregge.
volevi uccidere, invece ti aiutano ad essere accettata quando piangi.
ne sarai sicuramente fiera.

utilissimo anche per i tuoi comilitoni che proteggerai con gocce di pianto.

femminismo alla riscossa proprio!!!!1!!!1!£2£!!”!

 

(io dico, ma come si fà ad annoiarsi? manco guardo più la tv seguendo questo filone… semplicemente straordinario)

a ruoli invertiti? oppressione maschile.

caso 1:

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lei è Lisa Houston di Anderson, Carolina del Sud. una insegnante filmata mentre, per svegliare un alunno crollato dal sonno, sale in piedi sul banco del ragazzo e per riportarlo all’attenti e tenerlo seduto dritto, gli appoggia un paio di volte il piede sul corpo e gli prende i capelli con le mani per sorreggerlo.

il filmato, come sempre, diventa virale e fà il giro del web.
l’insegnante rassegna le sue dimissioni.
segue, un movimento di protesta composto da genitori ed alunni per chiederne la riassunzione.

si, l’insegnante ha fatto una cavolata, ma il gesto non è che sia poi così grave. dalle risatine nel video, sembra una situazione abbastanza ilare, un po’ mal degenerata dall’insegnante.

caso 2:

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lei è Pina Conrotto ha 75 ed è di Torino. sale agli onori di cronaca per aver “sequestrato” l’idraulico che lavorava al boiler di casa. a detta sua, l’artigiano non voleva rilasciare la fattura, nonostante le continue richieste della signorina (non è mia ironia, ma come vuole essere chiamata la 75enne) per poi ricevere una spinta e quasi uno schiaffo (circostanza smentita dall’artigiano)

anche qui… sequestro è abbastanza eccessivo. la sig.ina ha chiuso in casa sua e da fuori, una persona. 40min dopo (…) sono arrivati i carabinieri e hanno fatto un paio di verbali, “liberando” l’artigiano. una giornata epica per la sig.ina, tempo e denaro sprecati per il tizio che lavora (anche se si porterà a seguito per sempre le accuse di aggressione…)

…tuttavia…

in entrambi i casi viene da chiedersi: MA A RUOLI INVERTITI come sarebbe finita?

  • se fosse stato un insegnante maschio a salire sul banco di un’alunna, prenderla per i capelli, appoggiare il piede sul corpo di lei… ci sarebbero state risatine complici in classe? ci sarebbero state manifestazioni dei genitori a suon di “ooh noooh non te ne andare, riassumetelo!! è bravissimissimoh!!!1!!”
  • e per il caso di Torino, se fosse stato un uomo a tenere chiusa in casa una lei sequestrandola, la notizia sarebbe stata sempre “notizia simpatica del giorno“? se questo avesse detto “ho ricevuto una spinta e quasi ricevuto uno schiaffo” sarebbe cambiato qualcosa? sarebbe stato sempre solo lui ad essere intervistato?

…in entrambi questi casi, non riesco che a dire:

mah… io non creto.
crozza-razzi

ed il “non creto” è solo per sdrammatizzare.

perchè a ruoli invertiti non ci sarebbero stati articoli a favore dell’insegnante quanto del “sequestratore” ma proprio zero. e di ovvio sarebbero spuntati fuori kg di titoli sulla nota “eccolo il maschilismo intrinseco in questa società patriarcale oppressiva blablablah

in ogni caso, mea culpa.

mi rendo conto che in maniera faziosa ho preso due articoletti, di contorno, per osare a muovere una critica su come il genere femminile viene continuamente schiacciato.

“cavoli! fortunatamente non vivo l’oppressione delle donne occidentali”fgd

Aziz Ansari: femminista ed un pochetto violentatore sess… ah no: è solo goffo ed è colpa del patriarcato.

Aziz Ansari. Statunitense di origini indiane, attore, sceneggiatore e comico, premio Emmy e premio Golden Globe… basta fare una ricerca per trovare numerose dichiarazioni al suo essere femminista.

il fatto è che rimane coinvolto negli scandali di violenza sessuale di questo ultimo periodo… e quando fai il brillante come femminista durante la carriera di comico MA dopo il party per la vittoria di un Emmy ti carichi una tizia e la porti in casa, le chiedi dove vorrebbe essere scopata, le chiedi di fare un pompino, la fai piangere, le spingi comunque il cazzo sul culo, le richiedi di succhiare il cazzo… ed il giorno dopo via messaggistica le rispondi “Chiaramente in quel momento ho interpretato male le cose e mi dispiace molto
…come persona si risulta un pochetto ipocrita.

ma soprattutto… (e qui la coerenza come al solito è tutto dire) da parte delle femministe stesse, NON C’E’ PROBLEMA! 
essi perchè:

  1. sei di colore.
  2. dichiarato femminista.
  3. non aveva poteri sulla carriera della ragazza.
  4. non rischi incriminazioni.

secondo il femminismo più autocritico, è solo un APPROCIO IMBRANATO!!!!
secondo il femminismo è colpa del patriarcatoooh!!!1!1!!£$

ma in comune c’è che: fosse stato un bianco, critico al femminismo… colpa del patriarcato un paio di cazzi, pena di morte e via. invece, pelle scura, dichiarazioni pro femministe, niente incriminazioni…….. et voilà.

ah ah ah. succhiami il cazzo.
3120

il femminismo del grande fratello: la grande sorella.

in questi giorni, il programma tv “grande fratello” è stata su buona parte delle notizie per via degli insulti ed atteggiamenti aggressivi / ignoranti / da bulli, di alcuni concorrenti nei confronti di un’altra concorrente, una certa Aida. di professione questa è una “concorrente reality”. o come definita dalla conduttrice, Aida è una provocatrice.

mi vien da chiedere cosa ne può uscire.

già…

…quando l’emittente televisiva è rinomata per produrre programmi trash, roba dove i livelli etico/culturlari latitano…
….quando i partecipanti vengono scelti APPOSITAMENTE burini coatti, come gregge alfa sguinzagliati, per dare sfoggio del tutto il primordiale essere… e per essere tali ovviamente
…..quando viene messa una provocatrice… con l’intento d’avere atteggiamenti per far incazzare…
…….e la conduttrice non nasconde certo per quale genere ha favori…
Barbara-dUrso-tshirt-TipTop

…poi ci si chiede perchè i maschi sono sempre violenti…
la situazione l’hai preparata, l’hai voluta, l’hai ottenuta ed ora la puoi sbandierare.
ed evviva la gogna mediatica giustizialista vendicativa nei confronti dei bulli! ce voleva proprio! meno male che ce  laddurso che non permettere atteggiamenti aggressivi oppressivi maschili simili!

…..

 

…cosa accadrebbe se ci fosse anche una legge che giudicasse “chi istiga e poi fà la vittima?

aaah, misoginia!!!
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