da Jennifer Lopez a Ian Moix a Layla Moran: i “double standard” femministi.

qualche mese fa, tal Ian Moix (scrittore francese) faceva la sua dichiarazione: “le femmine dopo i 50 anni, per me sono invisibili“.

APRITI CIELO.

il delirio.

in questo mondo, dove è ammissibile SOLO l’opinione allineata alla propaganda femminista… un’uscita tale non può essere ammissibile. difatti la dichiarazione/opinione diede il via al delirio isterico feminista più scatenato. del tipo fare a gara a chi s’indigna peggio, frignando nella cameretta con buona pace dei poveri mici oppressi.

iniziò un fiorire di post scandalo nei vari blog femministi, in cui venivano snocciolati elucubrazioni su quanto il porco oppressore misogino maschio pezzo di merda privilegiato sessista opprimesse l’universo (femminile)(perchè interessa solo questo alle femministe, il resto… è merda).

insomma, indignazione pura al 100%.

inutile dire che la valanga di odio travolse Moix in un istante.

…l’ilarità della cosa è che mesi prima Jennifer Lopez aveva fatto una dichiarazione simile: i maschi prima dei 30? inutili.
…e le reazioni femministe? nessuna.
addirittura “alcuni” giornali… concordavano con la cantante/attrice, spiegando quanto vera l’affermazione, visto che prima di quell’età i maschi sono troppo impegnati a formarsi economicamente e lavorativamente (e questa era il concetto meno sessista)
e l’indignazione femminista per questo sessismo classista?

non pervenuta.

ah.

curioso.
pare ci siano due pesi e due misure.

la cosa mi ricorda come alcune cose avvennero in quel di Rio 2016. erano le olimpiadi ultrasessiste misogine. tanto per ricordare un minimo… erano le olimpiadi in cui, sostanzialmente, ogni istante era un problema di oppressione patriarcale.

* atlete in bikini? sessistissimooooh!!! maschi tutti pezzi di merda!
* atlete in burqa? oppressione sessistaaaah patriarcaleeeh!!!
* commentatrice Helen Skelton, definita sexy? sessistissimooooh!!! MASCHILISMOOOH!!!
*
Majlinda Kelmendi e l’altra atleta judo definite in finale come “catfight”? sessismooooh1!!
*
la nuotatrice vince l’oro (Katinka Hosszu) e si cita i meriti dell’allenatore maschiooooh?!?!?! SCANDALOOOH!!!! oppressioneeeh!!!!
*
Katie Ledecky vince e viene definita la Phelps in gonnella?!?!?!?! SESSISMO CLASSISTAAAAAAH!!!!

questo mentre sui giornali comparivano articoli su quale atleta fosse fico, quale atleta avesse il pacco grosso (sinonimo per riferirsi al grosso pezzo di cazzo sballottato nei pantaloncini dell’atleta, tanto per essere chiari) o il culo sodo di questo o quello,  tutti propriamente giudicati anche per come l’atleta X o Y fosse o meno “gnocco” (sinonimo di figo). insomma, il mercato del manzo.

ah.

invece per gli ori olimpici di Londra 2012 (Galiazzo, Nespoli, Frangilli), i titoli di giornale quali “i tre arcieri olimpici brutti anatroccoli / tre senza appeal e sovrappeso / quando la normalità vince con la pancettanon erano minimamente sessisti e volgari. erano… veritieri. “diciamo”. ma soprattutto erano sonori sticazzi, tanto so’ maschi, quindi oppressori stupratori pezzi di merda.

TUTTAVIA quando la stessa etichettatura veniva applicata al genere femminile, a Rio 2016 (“il trio delle cicciottelle sfiora l’oro” ovvero Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari), divenne subito il delirio femminista.
atlete “bruttine”? SCHERZIAMO?!?!?! scandalo!!!!
tanto che il direttore di Qs Quotidiano Sportivo, Giuseppe Tassi, che approvò quel titolo sulle cicciottelle, venne licenziato in tronco.

curioso eh?
i tre arcieri maschi cicciottelli = chissenefrega.
stesso appellativo per le arcieri femmine = femministe impazzite, fiumi d’inchiostro “noi femmine siamo sotto perenne attacco sessistaaaah!!!ed un direttore licenziato.

stupendo.

passava Rio e le olimpiadi sessiste e… al solito… quanto ilare era vedere i titoli di certi famosi calciatori “sovrappeso”? con le foto sparate a pieno dettaglio… ed insinuazioni sui ciccioni di turno…
qualcuno si indignò?
qualche femminista era da quelle parti ad indignarsi? perchè l’oppressione non ha genere…
no.
ah. strano!

ma lasciamo lo sport… tanto per il femminismo, sport è sinonimo di sessimo e privilegi maschili. dove si adula le prestazioni maschie, dove la copertura mediatica è tutta rivolta per i maschi oppressori.

passiamo ad altro. magari più odierno:

notizia di questi giorni, Layla Moran (Liberal Democrat Member of Parliament for Oxford West and Abingdon) ammette di aver fatto uso di violenza domestica. (2013 / fidanzato)

scandalo? uhm, no.
indignazione? uhm, no.
All’epoca venne fermata dalla polizia e accusata… ma le stesse accuse furono successivamente fatte cadere. perchè una lei con un brillante futuro non può essere intaccata da codeste sciocchezuole. e poi, maschi oppressi? ahahahaha si come no dai. se mai IL PATRIARCATO CI OPPRIMEEEE!!!

ah.

ma se un politico avesse ammesso di aver fatto uso di violenza domestica… sarebbe stato subito silurato, carriera terminata ed avrebbe dovuto affrontare processi, gogne mediatiche per poi finire a pagare soldi alle vittime.
invece… invece ad essere violenta è una lei e quindi… ma chi cazzo se ne frega! anzi, HA FATTO BENE, BRAVA SORELLA!!!

curioso eh? tanto quanto vedere come per lo stesso reato le femmine ottengano meno anni di carcere rispetto i maschietti.  però ehy, le femmine sono oppresseeeh dal patriarcatoooh!!!11!!11!£”$”£! a forza di ripeterlo ossessivamente, la panzana è diventata verità. E LA VERITA’ HA PORTATO POTERE. ED IL POTERE ORA E’ CONTROLLO.

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Gilette: trolling totale. capitolo 2.

eh si.

Gilette, (detta anche Procter & Gamble Co.), dopo il strepitoso successo etico del precedente spot… avendo da pubblicizzare un altro prodotto (un deodorante) ha sfornato, ovviamente, un altro video.

e viste le reazioni precedenti, ha pensato bene di dare un tono netto quanto il predecessore.

questa volta abbiamo, come protagonista, una persona appartenente alle forze armate militari presumibilmente americane. presumibilmente un maschio. sicuramente bianco, adone (per spalmarsi in slowmotion 4kg di gel ascellare, ha dovuto costruirsi un corpo da culturista e rimanere in una posa adamitica davanti lo specchio), occhi azzurri, con figli tanto lontano dalla caserma cattiva e fredda per suoi piedini delicati da principess*, tanto che quando si sveglia, in una giornata sentimentalmente oppressiva, quasi ha un fremito. ma lui supera queste difficili prove senza piangere, perche’ è un uomo vero! a testa bassa, supera le difficoltà e si mette gli anfibi freddi ed esce nella mattina ad allenarsi!
CHE MACHO! un EROE! come farebbe l’universo senza questi maschi che affrontano queste terribili prove? caspita!!!
poi ha una interazione sociale difficoltosa con una persona dall’aspetto presumibilmente femminile, una persona bionda e dalla pelle bianca, in una casa che è prossima ad una villa nel Vermont. questa figura abbaia rabbiosamente ed istericamente, probabile c’è un problema economico… ma nonostante questo ennesimo problema, a lavoro il protagonista è un riferimento: riesce a fare un discorso comprensibile per gli altri maschi mongoloidi pezzi di merda stupratori violenti. e questi sorridono (sanno che a casa ammazzeranno di botte quelle mogli troie che tengono incatenate in cucina)(oppure andranno a froci in qualche bar malfamato del posto, per compensare la loro repressione di ruolo di genere)

ma si continua: seguono varie difficoltà per il nostro protagonista: abbraccia la presumibile compagna (essendo WASP quindi deve essere una viziata puttana e cagna) dopo che questa gli aveva abbaiato contro. lui è un uomo, IL pacificatore!!! il  bene è ristabilito nella società maschile privilegiata.
poi si allaccia le scarpe.
si scarpe, non anfibi: il protagonista ha un colloquio… avendo bisogno di soldi e visto che fare i soldatini può andare bene solo per i negri, bravi schiavi ed avendo lui una magione nel vermont, con relativa e presumibile compagna (puttana perchè wasp) a carico, se non guadagna quanto un’azienda internazionale petrolifera… non ce la può fare a sostenere le spese.
per cui, è un attimo ed il colloquio è bello che passato! c’è un protagonista bianco, macho e presumibilmente maschio. aggiungiamoci che non è negro, non è dichiaratamente frocio e non è una femmina. caratteristiche imprescindibili per essere assunti AL VOLO, da una qualsiasi azienda che si rispetti.
e difatti, così è.
ed una volta assunto? lascia quei fasci dei commilitoni per il nuovo lavoro. ora che ha un ritorno economico vero, forse quella persona e compagna wasp che si ritrova nel castello del vermont (e troia perchè wasp) forse non lo opprimerà più con le bollette. così anche i figli potranno continuare a mantenere il loro status di privilegiati bianchi biondi oppressivi nella sacra dimora celeste di questo maschio alfa stupratore privilegiato a piede libero.

ogni eroe suda! anche se non lo da a vedere!!!!!
Gilette supporta i veterani con “operation homefront”

ah si:

IL VIDEO NON PUO’ ESSERE VOTATO O COMMENTATO.

ahahahahaha.

paura-eh1


 

per ricapitolare:

  • Gilette commissiona ad una femminista (Kim Gehrig) un advertising.
  • la femminista Kim Gehrig, applica femminismo. ed appesta il brand.
  • Gilette acquista l’advertising creato dalla Gehrig, lo distribuisce e lo diffonde, tronfia dell’idea.
  • Gilette, diviene subito sinonimo di femminismo e di maschi tutti stupratori pezzi di merda,
  • Gilette ottiene una vagonata di critiche. su YouTube stabilisce il record di voti negativi.
  • Gilette redarguisce i suoi clienti lamentosi maschi privilegiati: le critiche ricevute sono maschiliste oppressive sessiste.
  • Kim Gehrig intanto crea un altro video, per la nike, dove ovviamente le femmine sono vittime del sistema patriarcale, tutte oppresse. 50k voti, 1/6 sono negativi. curiosità: neanche le femmine gradiscono. beh, ma loro sono oppresse dal maschilismo. e sono misogine quindi.
  • Gilette, visti i risultati precedenti con il video della Gehring (Is this the best a man can get?)(in cui casualmente, dopo il video, mette in vendita i prodotti ribassati e scontati)… come se nulla fosse (da perfetti gnorri come il femminismo fa sempre, ovvero combinarla sporca e poi mettersi ad accusare e a fare vittimismo) cambia rotta: nuovo advertising, con MACHO BOY che soddisfa il miasma inquinante di questo pianeta: i maschi loro clienti.

…si è passati da un fiorire di moralità ipocrita femminista, in cui i consumatori Gilette venivano classificati come stupratori, violenti, abusatori, molestatori, una massa di merde infami, bestie viziate privilegiate che non danno mai il meglio… ad una pubblicità dove una figura machista salva dio patria e famiglia.

…se questa non è uno schernire il proprio cliente… una presa per il culo epica, un cagare nel piatto del cliente… non saprei come altro definirla.

ma vabbè. siamo tutti contenti che Gilette navighi nell’oro con i nuovi clienti:

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