parallelismi: Greta Thunberg, femminismo e…

Greta, simbolo di femminismo, Greta, simbolo del femminismo.

è interessante questo fenomeno.
la quasi diciassettenne è divenuta campione mediatico mondiale in un anno e spicci.
e non è difficile ammettere come, i media, seguano da bravi cagnolini le varie direttive femministe.
il femminismo che promuove figure femminili positive, trova nella svedese il mezzo migliore.

quando salta fuori una ragazzina che protesta contro “i potentiiih” e politici corrotti, beh… è grasso che cola, roba da leccarsi le dita. per l’appunto, è la chanche per scrivere: “la vittima del patriarcato oppressivo che si ribellaaah!!!
e difatti… promossa simbolo in maniera martellante.
diviene show, spiata in ogni suo istante.

…fino ieri, era il grande Greta show.
Greta ovunque, Greta news. quello che ha fatto e dove l’ha fatto. come e perchè.
news! news… ed ancora news.
e poi… i cortei.
eh beh, quelli sono stati quasi il meglio.
una massa di persone “così diverse… ma così unite!!! tutto grazie a Gretaaah
poi è arrivato il momento nobel per Greta, mancato perchè è risaputo: la società maschilita premia solo i maschi (difatti premiato un maschio)(ah… chi era? non ha importanza. i maschi sono tutti pezzi di merda e stupratori).

ad oggi, Greta è fotografata con varie star del cinema USA ed altri personaggi. il fenomeno Greta Thunberg è calato un attimo, dopo mesi di bombardamenti mediatici mirati, ma è ancora in giro: oggi da DiCaprio, ieri da Schwarzenegger… ma è comunque in giro.

curiosamente… il femminismo ha usato Greta. chè quello che manda in bestia le femministe quando è un maschio a farlo.

facepalm

…l’ironia.

però ehy… quando sono delle lei ad usare le persone… allora è tutto ok!!!! è un male necessario, un sacrifizio a fine nobile.

raccontarselacapitolo 1 del femminismo. 

riassumendo un attimo questo anno mediatico: Greta è stata pubblicizzata mentre sedeva davanti il parlamento svedese per protestare contro “il cambiamento climatico” (o per meglio dire, dell’inefficienza politica nel contrastare l’inquinamento).
una “bimba” che protesta?!?!?! spettacolare! (allora aveva quanti anni? 15? bimba a 15 anni? vabbè… sei femminista. detto tutto)
ironicamente, come sempre quando c’è il femminismo (che odia la raffigurazione della figura femminile legata all’immagine/raffigurazione stereotipata)(“né sante, né puttane” dicevano, no?) ovviamente… cosa poteva fare? beh… raffigurare una femmina idealizzata.

facepalm

il “candore fanciullesco” contrapposto a patriarcato assassino e distruttivo. 

idealizzazione per propaganda femminista.
è il genio dell’ipocrisia al suo massimo.
…normalità nel femminismo.
un pacchetto “oro” da non perdere per le care femministe.

per cui… a titolo segue la sensazionalità.
TITOLO: Greta si è seduta davanti il parlamento a protestare?
“ma è pazzescoooh!!!!”
TITOLO: Greta è andata in america in barca, a parlare alle nazioni unite per dire che bisogna inquinare meno!
“INCREDIBILE! GENIALE!!! GRETA SALVACI TU!”
TITOLO: oltre Greta ci sono altre cento e mille Greta!
“la forza femminile capace di cambiare il mondo, forza positiva contro la malvagità dell’uomo, non si arresta più!!!11!”£!£13!£1%1!!£%&”

il femminismo ha fatto di Greta un simbolo per la propria causa e ne vende l’immagine idealizzata. (lo facesse un maschio…)(ah no, i maschi lo fanno sempre e da sempre… perchè è patriarcatoooh oppressivoooh!!!1!!!!1£!£!!£!!21!!)

di conseguenza Greta è stata accolta, ascoltata ed ha esposto le sue sacrosante pretese.
di nuovo, il femminismo sfrutta la sua creatura per diffondere la propaganda femminista, e quindi: E’ UN SUCCESSO FEMMINILEEEH!!!

quest’ultimo punto, in particolare, ha un senso di… de ja vù.

è la storia che si ripete…
* il femminismo si era presentato nelle proteste.
* aveva dilagato ed era stato accettato.
* il femminismo aveva gridato pretese e erano state concesse.
* nel mentre ha anche dato piume bianche (simbolo di codardia) a quei maschi (stupratori, violenti, pezzi di merda) che non erano al fronte a farsi sbrandellare da cannoni e proiettili.

ed alla fine?
…il femminismo ha riscirtto la storia, ha pubblicizzato quel percorso (già in atto grazie alla scienza e tecnologia) come una conquista pagata con sudore e sangue di tutte le stesse femministe.

WHAO.

beh… non per nulla si dice propaganda.
vendere la menzogna come verità.

e ritornando a Greta?
il paragone è presto fatto: anche lei è “nata” in un momento di cambiamento sociale permesso da tecnologia e scienza. Greta ha ricordato, ribadito e rimarcato messaggi etici nobili COMUNI, obbiettivi di sempre di scienza e tecnologia: dobbiamo inquinare MENO. e che ci si deve prendere responsabilità di lasciare un mondo “pulito” alla società del futuro.

pretese… DOVEROSE. ma tutte già note e risapute, perchè è la scienza a notare i problemi per prima. problemi che si creano dalla società, società che usa la tecnologia sviluppata dalla scienza per cercare un modo a migliorare la situazione.

non il femminismo.

…difatti il femminismo cosa riesce a produrre?
propaganda.
nello specifico, pubblicizzare l’idea di come “solo le donne pensano per l’ambiente, solo loro combattono per un mondo migliore, le donne che sono madri e danno la vita (*), le donne possono salvare un pianeta malato… dall’uomo.” (uomo ben inteso come maschio)

(*) -> si, anche quelle che o abortiscono, oppure per scelta non vogliono figliare. beh, per il femminismo… anche loro sono madri “indirette“! essere donna… è essere madre!!! anche se poi non lo si è per motivi vari! (ovviamente, se riesci ad abortire un maschio sei al top femminista: abortisci un futuro stupratore oppressore!)

ritornando ancora alla propaganda femminista, durante il periodo frenetico pro Greta, c’è stata una gara a presentare altre “Grete” di altre nazioni, per promuovere il modello femminile “pro ambiente” e quindi positivo e quindi “salvatore”.

c’è la Greta messicana specializzata nel passare i weekend a sensibilizzare per i mari, piuttosto che la Greta filippina che grida per salvare le foreste a cento altre, ovunque.
l’importante è mostrare con costanza modelli femminili positivi, ispiratrori e salvatrici. e maschi tutti pezzi di merda, ovvio. perchè appunto, le femmine ci salveranno. le femmine lottano contro il patriarcato che ci opprime.

ed a questo punto si arriva alla nota di contorno.
il dolce.
…o amaro.
a seconda dei punti di vista.

insomma, la nota vagamente ironica.

in questo caso, tale nota ha il nome di Jadav Payeng.
e le forme di un maschio.
per aiutare meglio la lettrice femminista: Jadav Payeng “è un maschio pezzo di merda stupratore assassino violentoooh!” MA di nazionalità indiana, cosa che lo rende NON colonialista. oppressore stupratore assassino violento: si. colonialista no, è indiano.

tanto per dire.

comunque, costui, intorno la metà degli anni 70, in una landa che era stata deforestata in modo selvaggio… ha iniziato a piantare semi.
…ogni giorno piantava semi… tutti i giorni… sempre.

quei semi, ora sono alberi.
alberi che oggi sono foresta.
foresta che ha attirato di nuovo animali.

40 anni fa era una landa disboscata, oggi è un parco protetto dallo stato indiano.

mr.Jadav Payeng

quando si dice “una persona può fare la differenza”

ritornando a noi… mr.Jadav Payeng viene notato da una rivista, il National Geographic. l’indiano viene intervistato e da questo, viene prodotto anche un piccolo documentario.

documentario che TUTTI hanno vist… ah no aspetta! nessuno ha visto un beneamato cazzo di niente perchè i media femministi hanno pubblicizzato Greta e le varie Grete.

ovviamente la scusante femminista… è che mr.Jadav Payeng è una notizia isolata e marginale.
ma sopratutto è una notizia che non si poteva scovare facilmente.
…in fondo è solo da 35 anni che piazza semi nel terreno.
una cosa così improvvisa… come fai a notarla?
anche perchè quando vivi oppressa del patriarcato, non hai tempo per scovare un fottuto indiano del cazzo che tira su dal nulla una fottutissima foresta del cazzo.
e poi c’è la sempreverde (ah, facciamo le battute eh?) verità che il femminismo non può ammettere: il problema è che mr.Jadav Payeng è “un maschio pezzo di merda stupratore assassino privilegiato oppressore violento” e quindi non può essere accettabile dal femminismo nel mondo femminista in costruzione.
cosa può essere accettato dal femminismo? una femmina che protesta!

per cui, beh…
W GRETA!
lei che con un cartello critica il sistemah patriarcaleeeh!!!
perchè tanto… altro, non si può fareeeh!!!

eh si.

ciaone mr.Jadav Payeng.

 

adesso non esageriamo con tutta quest’esposizione mediatica. ricordiamo: i maschi sono tutti stupratori violenti assassini pezzi di merda 🙂

finnocc

4 pensieri riguardo “parallelismi: Greta Thunberg, femminismo e…

  1. interessante!
    no, non lo avevo mai sentito nominare e/o letto prima d’ora, inutile dire il motivo…

    triplamente interessante il fatto che la notizia è del 22 OTTOBRE 2019, quando il giovane è diventato una celebrità nel 2015, quindi dopo 4 anni dagli eventi iniziali e ripescato solo per via del fattore greta, ormai contenitore di notizie similari. se non fosse stato per greta, questo ragazzo rimaneva (e a ben vedere RIMANE) solo una notizia di contorno.
    questo ragazzo ha fatto la sua invenzione, ci lavora, ottiene dei risultati concreti MA il monopolio sessista nazifemminista dilaga con la propaganda “solo greta combatteeeeh!!!111!!!!”£!£!”

    ma bene ricordarlo: il femminismo vuole la parità!

    …e la marmotta confezionava la cioccolata.

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