un 8 marzo… “storico”.

partiamo dall’inizio? la giornata internazionale dei diritti della donna ricorre l’8 marzo.

ok…
e dell’8 marzo… cosa viene insegnato? che in quel di New York, in una fabbrica, si sviluppò un incendio. i datori di lavoro MASCHI, chiusero nelle fiamme le lavoratrici FEMMINE. le lavoratrici morirono a centinaia.

triang

questo evento scatenò le proteste che portarono, il femminismo, nel corso degli anni a lottare per la giustizia.

bella storiella eh?

MA

COME AL SOLITO di quando si parla di femminismo, alcune cose vengono omesse, altre ingigantite, altre distorte. è il solito modo di scegliere notizie ad HOC e sfruttarle per il proprio rendiconto, per la propria propaganda, per i propri dettami religiosi femministi.

L’incendio avvenne realmente, alla fabbrica Triangle, di New York.
era il 25 marzo 1911,
146 persone (123 donne e 23 uomini) morirono nel rogo.
erano per la maggior parte giovani immigrati italiani ed ebrei.
le persone erano chiuse all’interno dell’edificio, dai datori di lavoro, perchè questi temevano furti di materiale.

fu il più grave incidente industriale della storia di New York.
* a seguito di questa vicende (e altre), vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro
* crebbero notevolmente le adesioni alla International Ladies’ Garment Workers’ Union, oggi uno dei più importanti sindacati degli Stati Uniti.

per cui, ricapitolando: evento storico viene sfruttato alla propaganda femminista per potersi meglio pubblicizzare, rivendere ed ottenere diritti (diritte eh! doveri… beh, quelli mai! “oppressioneeeh”) . con queste premesse, le porcherie combinate nei decenni dal femminismo non stupiscono neanche più. sono solo tacche che si aggiungono al curriculum del movimento ipocrita.

e se di storia s’inizia, di storia si continua.

le grandi vittorie femministe?

eccola:

pb

Nell’agosto del 1914, all’inizio della Prima guerra mondiale, l’ammiraglio Charles Fitzgerald fondò l’Ordine della Piuma Bianca, con il sostegno della famosa autrice Humphrey Ward. L’organizzazione mirava ad umiliare gli uomini che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito britannico, persuadendo le donne a dare loro una piuma bianca se non indossassero un’uniforme [militare]. Questo movimento è stato affiancato da eminenti femministe e suffragette del tempo come Emmeline Pankhurst e sua figlia Christabel. Esse, oltre a distribuire piume, spinsero per l’introduzione del servizio militare maschile obbligatorio, anche per gli uomini che non potevano votare perché erano troppo giovani o perché non avevano proprietà.
La campagna fu molto efficace e si espanse ad altre nazioni dell’Impero, tanto che iniziò a causare problemi al governo quando anche i funzionari pubblici ricevettero pressioni ad arruolarsi. Ciò spinse il Segretario degli Interni Reginald McKenna a dotare i dipendenti delle industrie statali del distintivo “King and Fatherland” per indicare che stavano contribuendo anch’essi allo sforzo bellico. Allo stesso modo, il Silver War Badge, assegnato a soldati che erano stati congedati con onore poiché feriti o malati, fu lanciato nel settembre 1916 per impedire ai veterani di essere umiliati per il fatto che non indossassero l’uniforme militare. La poesia del tempo (ad esempio Dulce et Decorum di Wilfred Owen) indica che la campagna non era popolare tra i soldati, tra le altre cose perché i soldati che erano temporaneamente tornati a casa in congedo potevano vedersi consegnate delle piume disonore.

Tra i vari casi, diviene famoso il soldato semplice Ernest Atkins che era in congedo dal Fronte Occidentale. Era su un tram, gli venne presentata una piuma bianca da una ragazza seduta dietro di lui. Ernest la colpì sul viso con il suo libro paga dicendo: “Stanne certa, porterò la tua piuma ai ragazzi di Passchendaele: sono in borghese perché la gente pensa che la mia divisa sia una cosa schifosa, ma se l’avessi avuta addosso non sarei stato schifoso la metà di quanto lo sei tu.

Il soldato Norman Demuth, dimesso dall’esercito britannico nel 1916 ferito in combattimento, ricevette numerose penne bianche dopo essere tornato dal Fronte Occidentale. Una delle ultime piume che ricevette gli fu presentata mentre viaggiava su un autobus, da una signora seduta di fronte a lui. Questa li consegnò la piuma dicendo: “Ecco un regalo per un soldato coraggioso“.

Una donna affrontò un giovane in un parco di Londra e chiese di sapere perché non era nell’esercito. “Perché sono tedesco“, le rispose. Ricevette comunque una penna bianca.

George Samson, marinaio a cui venne assegnata la Victoria Cross per il valore mostrato nella campagna di Gallipoli, ottenne una piuma bianca ad un ricevimento pubblico in suo onore. 

Roland Gwynne, in seguito sindaco di Eastbourne (1929-1931) ricevette una penna da una parente. Ciò lo spinse ad arruolarsi, e in seguito ricevette il Distinguished Service Order per il coraggio mostrato.

Compton Mackenzie, scrittore allora soldato in servizio, si lamentò delle attività dell’Ordine della Piuma Bianca. Sosteneva che queste “giovani donne idiote usano le penne bianche per liberarsi dei fidanzati di cui sono stanche”.

Il pacifista Fenner Brockway sostenne di aver ricevuto così tante piume bianche che aveva abbastanza da farne collezione.

Le sostenitrici della campagna della piuma bianca non si arresero facilmente tanto da continuare insistentemente anche durante la Seconda Guerra Mondiale.

8m

inutile dire che questi eventi… sono un pochino nascosti dal femminismo. perchè quando passi il tempo a venderti come la Giustizia… eventi simili, o li ometti o li ridimensioni. cosa comune tra le femministe.

per cui, ricapitolando…

  • l’incendio alla fabbrica Triangle, evento storpiato per gli interessi di propaganda femminista, rivisto e rivenduto.
  • una tragedia mondiale che mostra nella pratica il femminismo (che è lo stesso metodo distruttivo poi visto durante l’era metoo contemporaneo)

si parte da un evento… il femminismo arriva a piedi pari, si appropria degli eventi, storpia la storia e rivende il tutto per passare da povera vittima.
è SEMPRE questo il metodo.

altro esempio?
visto che siamo nella storia… rimaniamoci. prendiamo un’altra icona femminista, una di quella sventolate per pubblicizzare come le femmine siano sempre state oppresse dal maschio cattifo. le streghe bruciate.

streghe

il femminismo, in tutti questi decenni ha divulgato l’idea delle donne trucidate dai maschi… per il fatto di essere streghe. anzi… donne. streghe che, come termine, venne poi utilizzato proprio dalle femministe. “tremate, tremate, le streghe son tornate!!!” no?

orbene… vennero ipotizzate anche delle statistiche.

9 milioni di streghe bruciate.
si scopre che la propaganda femminista… ha ricamato un attimino i fatti.
9 milioni? no, intorno le 40.000 persone uccise. una differenza significativa in termini numerici. e nel dire persone ammazzate… s’intende femmine… e maschi. dove i maschi… o eretici… erano proprio loro, i maschietti… quelli più gettonati per finire al patibolo. i pochi e scarni dati, parlano in maniera netta: a Mosca gli uomini erano il 75% dei condannati per stregoneria. il 92% in Islanda. nelle nostre terre, le cronache sono piuttosto precise:

a Milano hanno luogo diversi roghi famosi, ma, tra 1390 e 1641, le streghe giustiziate con questa modalità sono circa 30.

Più o meno una ogni dieci anni.

Nel periodo di massimo zelo inquisitorio, sotto Federico Borromeo, arcivescovo di Milano dal 1595 al 1631, finiscono sul rogo 7 streghe.

Gli uffici inquisitoriali della Chiesa in generale, e quelli italiani in particolare, manifestano sempre un estremo scetticismo verso la stregoneria e la magia.

ed i paesi più propensi a questa pratca? quelli protestanti.

il fatto che il movimento femminista sia una setta fondamentalista, a cui ci si deve sottomettere e farsi riempire il cranio di luoghi comuni spiega la diffusione di questi eventi totalmente riscritti. il tutto solo per avvalorare una causa. “ieri come oggi siamo oppresseeeeh! lottiamoooh

e tanto per continuare… chi è stata quella mente eccelsa che ci ha messo mano in questi luoghi comuni? chi ha reso questi dati un cavallo di battaglia?

una delle fautrici è stata la femminista Matilda Joslyn Gage, che appunto divulgava in Woman, Church and State (1972) tutta sta merda delle 9 milioni di streghe bruciate. cercava dati per avvalorare la sua tesi del patriarcatooooh… ed alla fine ha trovato questa perla. e questo guano è finito poi nel cranio delle adepte femministe. diventato mantra e ripetuto da brave pappagalle fino i giorni nostri.

dati che… basta un minimo di matematica eh… 9 milioni di streghe bruciate equivale a bruciare 30.000 donne ininterrottamente ogni anno per 300 anni, 2.500 al mese e ben 82 al giorno.

…il femminismo ha passato decenni a vendere l’idea del massacro subito dal genere femminile, a milioni morte. e poi si viene ridimensionati dalla storia… non solo la cifra, ma erano praticamente sempre i maschi a finire al patibolo.

…ed invece..

e siamo a 3 eventi distori
3 eventi storici distorti dal femminismo e neanche di poco…
vogliamo andare a 4 per non farci mancare nulla?

ok.

di queste settimane sono le storie legate al coronavirus. le femministe impazziscono perchè sono oppresse anche dal coronavirus che non permette loro di andare a manifestare pacificamente in giro (approposito, andatevi a vedere le manifestazioni pacifiste in messico, spagna e paesi scandinavi, dove hanno bruciato chiese e loghi comunali… o anche meglio, le manifestazioni anglosassoni dove i cronisti vengono picchiati).

cosa intitolavano le femministe dei media, qualche settimana fa? ne ho scritto qualcosa in questo articolo: https://27esimamisoginia.wordpress.com/2020/02/03/coronavirus-ed-il-femminismo-sciacallo-subito-ad-aprofittarne/ . bene… ad oggi si scopre che la ricostruzione della mutazione genetica, accessibile online e in via di pubblicazione sul Journal of Clinical Virology, è italiano e si deve al gruppo di statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-medico di Roma diretto da Massimo Ciccozzi; il primo autore è lo studente Domenico Benvenuto. ma il femminismo, che detiene i media, aveva fatto titoloni per le donne “che avevano studiato il virus” e le massime autorità politiche, subito a prostrarsi al teatrino… conferendo riconoscimenti per aver salvato il mondo… sisi e poi ciaone per il resto 🙂

di nuovo, il femminismo riscrive i fatti a proprio comodo, propaganda di notizie rimaneggiate. per poi cosa? fare la morale. che con queste basi… è abbastanza ironica come situazione.

e per concludere?

a questo giorno femminista che parte da eventi storpiati e che vive di eventi storpiati… dove ogni nozione o fatto, viene storpiato, rivisto e rivenduto per il tornaconto femminista in un sistematico procedere ossessivo uguale al modo di procedere di una qualunque religione fanatica suprematista… si può solo constatare come il potere mediatico femminista sia totalitario ormai, dove permette una campagna di diffamazione sistematica senza dover rendere conto a niente ed a nessuno.

è una bolgia puritana forcaiola ipocrita inarrestabile.

di conseguenza, la società e la sua storia ne viene plasmata secondo i dettami, con una cadenza serrata e costante. esattamente come il cancro.

e quindi… stupisce quando esce l’ennesimo “maschi tutti pezzi di merda, violenti, stupratori ed assassini“??? no, è litania normalissima.

è un metodo pianificato dalle femministe dei decenni passati, applicato con metodo rigoroso dalle femministe di oggi.

e lascia un sorriso amaro, vedere quei giovani cuccioli idealisti che dalle loro paginette facebook o dai canali YouTube, spiegano il femminismo… “un movimento che lotta per la giustizia, equità, parità, diritto” roba che manco fosse il giustiziere batman. la storiella raccontata prima della buonanotte…

sisi, certo.

ironic

per cui, buon 8 marzo, oggi.
e poi buon 9 marzo, domani.
buon 10 marzo, dopo domani…
e così via. il sistema vive di menzogne ed ormai non lo si ferma più

per chiudere… tanto per dare una nota di colore ulteriore, tanto per mettere qualche pensiero sulla situazione attuale… mi è presa la voglia di un confronto. da una parte sua Maestà La Scienza dove logica e sapere regnano. dall’altra il femminismo dove odio e distruzione dilagano.

  • la scienza segue le evidenze. il femminismo parte dalle conclusioni e procede a ritroso per trovare conferme.
  • la scienza incoraggia la critica, per arrivare alla verità. il femminismo censura la critica al femminismo e promuove la distruzione del maschio ed ai suoi miti (patriarcato). l’ostilità femminista alla critica rivolta al femminismo o al femminile è visibile a qualsiasi livello in qualsiasi discussione.
  • la scienza usa precise terminologie con chiare definizioni. il femminismo evade la discussione se vie è un ragionamento che può contraddire il femminismo stesso.
  • la scienza è “fino a prova contraria”. il femminismo è legge. le affermazioni sono grandiose oltre qualsiasi evidenza, tipico delle propagande dittatoriali.
  • la scienza considera e valuta tutte le evidenze ed argomenti. il femminismo sceglie argomenti a seconda di cosa torna comodo, eventualmente sceglie testimonianze per avvalorare il proprio argomento.
  • la scienza usa metodo, cosa che permette, di replicare i risultati. le femministe usano medodi viziati e difettosi per ottenere dati a favore delle proprie propagande che non possono essere replicati una seconda volta. (Linda Laura Sabbadini e i suoi dati distorti per l’istat? ecco, appunto…)(“suo marito l’ha criticata per la cena?” si? ALLORA E’ violenzaaah!!!)(i dati della polizia che non combaciano con quelli femministi)
  • la scienza coinvolge colleghi e compagni, lo “sharing” del sapere è la base stessa della scienza, la condivisione della divulgazione è sapere. le femministe impongono i dettami assolutisti, con la promozione dell’isolamento (o bando) dei maschi dalla società o dalle aree “chiave” (lavoro, potere, gestione)
  • la scienza segue la prudenza e valida la logica. il femminismo vive nell’ipocrisia, la contraddizione è costante ed eterna. 
  • la scienza cambia con l’arrivo di nuove evidenze. il femminismo è dogmatico, intransigente, irremovibile, fermo. “maschi pezzi di merda assassini stupratori violenti oppressivi colonialisti”: ieri. oggi. domani. SEMPRE.

per cui… si:

we-all-can-do-it

che festa!!!

🙂

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