cronaca e femminismo…

una ragazza è in vacanza. è in spagna, in un albergo a Palma di Majorca. è nel suo primo giorno di vacanza. la sera di quel giorno, muore schiantandosi al suolo, dalla sua camera 6 piani sopra. seminuda.

si chiamava Martina Rossi, ventenne, una studentessa genovese. è il 3 agosto 2011.

…la polizia spagnola chiarisce:
è stato un suicidio. no, aspetta… forse è stato un incidente.
di una cosa sono certi: è una straniera e la situazione è palesemente “una rogna” (straniera + vacanza + morte) che non vogliono destreggiare (anche perchè fino ieri dovevano raccogliere con il cucchiaino quelli che mancavano la piscina lanciandosi dai balconi…). quindi… chiudono il caso.

in italia, i familiari della vittima, vogliono giustamente che venga fatta chiarezza e come giusto sia, parte un processo.

ed a questo punto arrivano gli avvoltoi. da una parte ci sono i soliti sciacalli, i giornalisti… quei personaggi che per lo più gozzovigliano e lucrano di questi eventi. MA essendoci una morte di una lei… ad aggiungersi arrivano loro, le iene per eccellenza: le femministe. sono quegli scarti di natura che usano la vittima di turno per i loro scopi politici religiosi propagandistici.

ma se i giornalisti riportano informazioni per fomentare il piacere dell’orrore, loro… le femministe… riportano la notizia “corretta” perchè “sanno”… e questo… è OVVIAMENTE un caso di stupro. perchè? ma perchè ci sono quelle cose… si… ecco… le “evidenze“.

il caso, finito nel business femminista, ne diventa quindi un simbolo. un altro femminicidio… quindi un’altra lotta contro il batriargadoooh.

nel mentre… parte anche il processo quello vero, dove vengono individuati i sospetti e dopo anni, si arriva ad una condanna: colpevoli. ma dalla condanna si passa ad un appello. risultato: in appello la sentenza viene ribaltata. nettamente.
i sospettati tirano il fiato, i familiari della vittima si ritrovano con un nulla che si aggiunge alla morte del parente. e le femministe danno fuori di matto: è tutto un gomblottoh del patriarcato, oppressioneeeeh, società mafchiliftaaah che difende gli stupratori.

ah si: la sentenza attuale è stata approvata da unA giudice.

sicuramente succube del patriarcato…

vogliamo dirlo? in tutta franchezza, è un’orribile vicenda. c’è una vittima, una famiglia che si trova la figlia ammazzata, ci sono 2 persone con accuse gravissime. e le femministe (con i bravi cagnolini a seguito, i media) che, come sciacalli, banchettano sul cadavere… per i loro fini.

tuttavia, dal processo saltano fuori dettagli che… forse aiutano un pochino a comprendere una storia brutta a dire poco.

* intercettazioni:
l’audio ripreso, fornisce uno spezzone in cui i 2 “esultano”: F******, sul corpo non ci sono segni di violenza di tipo sessuale. (così si parlano i 2 indagati mentre sono in attesa di essere sentiti dagli inquirenti a Genova, in un video mostrato oggi dalla parte civile al processo ad Arezzo per la morte della ragazza)(A mostrare il video, realizzato nell’ambito di intercettazioni che erano state disposte dagli inquirenti, è stato l’avvocato Luca Fanfani, legale dei genitori di Martina). Non esattamente prove schiaccianti, come poi verrà valutato in processo.
ah: “esultare” quando sai che un’accusa ti porterebbe in carcere, non poi così strano. specialmente se hai accuse di stupro a carico. (e tanto per dire… siamo quel paese che applaude quando il pilota atterra)

…ma per le femministe era la prova assoluta.

sempre tanto per dire.

poi ci sono:

* storie di depressioni della vittima in terapia: il medico della famiglia della vittima rivela che la giovane studentessa assumeva psicofarmaci per curare una forma di depressione. Secondo il medico, Martina era in cura anche nel 2011, anno della tragedia.

unite a:

* “storie” di sballo: salta fuori l’uso di droghe la sera della morte, pare una canna (tuttavia non rilevate dalle autorità spagnole durante l’autopsia)(A PROPOSITO: qualcuno che si fuma una canna e sbarella… capita eh: marzo 2012, a milano nel cinema bicocca village, una ragazza si fuma una canna e si lancia nel vuoto. / maggio 2018, studentessa di corbetta in gita scolastica a napoli, si fuma uno spinello e si lancia dal balcone. )

* non viene trovato nulla sotto le unghie della vittima (per cui da stupro… si passa a tentativo di stupro)(a peggiorare il caso… è che quando riesumano il cadavere per cercare altre prove, la decomposizione ha cancellato tutto, quindi addio ricerche più precise).

* i testimoni danesi sentono un singolo urlo e poi un tonfo sordo orribile… e per 40 min il cadavere di questa ragazza, in sole mutande, non lo vede più nessuno. (tanto chi vuoi lo veda… è solo nella fontana principale all’ingresso dell’albergo di Palma di Majorca, dove notoriamente passano 4 gatti e solo in orari d’ufficio…)

* le amiche della vittima… mentre “c’è un tentativo di stupro” (in cui si ipotizza che la vittima fugga disperatamente fino a precipitare da un balcone)… sono tranquillamente altrove, tanto che cadranno dal pero a fatti scoperti.

* a proposito di urla. una che è coinvolta in uno stupro, non dovrebbe urlare fino a farsi uscire i polmoni dalla bocca? le amiche non sentono nulla, i testimoni danesi sentono un grido che precede il tonfo. è l’albergo insonorizzato? o forse…???

il quadro che ne esce, a questo punto, incomincia a prendere una piega un pochino differente da come era stato presentato. ma, riassunti o stranezze a parte, ci sono due fatti che sono incontestabili:

1: i ragazzi sono fuggiti.
e quando si fugge… anche se innocenti, si omette soccorso.
che è reato.

2: solo inquirenti e giudici sanno tutto quello che riguarda questa inchiesta.
QUINDI… significa che solo loro sanno chi, in aula, ha detto cosa e come. che è un qualcosa di molto diverso da quello che io posso scrivere qui perchè ho letto 3 o 4 articoli su varie testate giornalistiche che a loro volta hanno pagato qualcuno per andare a leggere le trascrizioni processuali.

insomma, alla fine la magistratura si ritrova con un puzzle con pochi pezzi e pure rovinati. la sentenza e l’appello non stupiscono neanche tanto.

a voler fare un paio di considerazioni…
* ci sono dei giovani che tra droghe ed alcolici, fanno “festa”.
* l’età è quella degli ormoni a mille… rimanere in mutande è come un aperitivo. tanto che la vittima, con le amiche, hanno incontrato i 2 ragazzi coetanei, non dei sessantenni. i pruriti sono quelli che si hanno in gioventù per fare cosa da ragazzi tra ragazzi coetanei. si potrebbe dire “normalità”. fosse stata coinvolta con sessantenni e ritrovata poi nuda… le cose erano decisamente poco normali…
* solita situazione da tabù, sballo, festa… “si vive una volta sola”… fin quando per l’appunto qualcosa non finisce in vacca. un classico. che diventa veramente classico per chiunque sia stato giovane. tutti coloro che hanno superato quell’età… sanno di essere stati graziati dalla fortuna / dio in un qualche momento in cui qualcosa poteva andare male. quei momenti che, ricordati da adulti, si finisce col dire “ne ho combinate di stronzate… se quella volta fosse andata male…”. sono “sliding doors”. tuttavia ogni tanto a qualcuno finisce veramente male. e questo ne pare il classico caso.

EPPURE, nonostante tutte le informazioni sopra riportate… per le femministe è ovviamente STUPRO. o tentativo di stupro, dir si voglia. loro, le femministe, SANNO come si sono svolti i fatti anche se indagini e processo presentano situazioni “oscure” e “discutibili” differenti.
ma non è che le femministe sanno per via di un prova. o per delle prove.
sanno che è stupro… per DOVERE, un dovere politico religioso.

difatti i 2 imputati, per il femminismo… sono 2 stupratori. e non vengono presentati come sospetti, ma come colpevoli, prima ancora che il processo inizi. non c’è spazio per altre ipotesi. NON CI DEVE ESSERE ALTRA IPOTESI. ed il motivo è che questa faccenda… è, e deve essere, un simbolo per il femminismo. un evento da sfruttare senza alcuna remora… evento da sfruttare come bandiera per le politiche femministe dove il vittimismo è l’elemento cardine che giustifica poi ogni ideologia isterico assolutista fanatica.

e così avviene.

con i bravi cagnolini del femminismo, i giornalisti, e montare un teatrino mediatico. la situazione che si viene a creare, quindi, è: mentre gli inquirenti spagnoli stanno cercando di capire quante dita hanno per mano, le femministe hanno già divulgato la LORO storia. e la loro storia è LA storia, a cui tutti devono attenersi. i media o giornalisti, da bravi cagnolini, diffondono le note propagandistiche, senza alcuna remora. e se uno cerca le notizie di quei tempi… sono tutte univoche: ragazza muore per salvarsi da uno stupro.

nel mentre c’è un processo che cerca di fare chiarezza? chissenefrega! per il femminismo… i 2 sono stupratori.
nel mentre arriva un verdetto che conferma i sospetti? il femminismo esulta! (è come avevano sperato! sospiro di sollievo!): sono stupratori e noi siamo fortissimissimeeeeh!!!
nel mentre arriva un verdetto dell’appello che ribalta tutto? ottimo! si manda avanti il business vittimistico ipocrita femminista. il badriargadoooh ci opprimeeeeh!!!! gomblottoh femminicitioooh!!!!

il femminismo in tutto questo si dimostra perfettamente parassitario. qualunque sia la situazione, rigirerà il tutto a proprio favore, per le proprie politiche, senza alcun ritegno. anche perchè… questa storia per il femminismo era ed è PERFETTA da ogni lato la si guardi. è una bandiera politica perfetta: una ragazza, pur di non cadere in mano a degli stupratori, sceglie la morte. è perfetta come storia, esattamente come nei romanzi romantici drammatici. era ovvio che il femminismo avrebbe fatto carte false pur di cavalcare questa opportunità di propaganda, pur di poter sfruttare questo evento per divulgare la solita ed unica dottrina femminista: maschi assassini stupratori violenti oppressoriiiih. questa faccenda era troppo ghiotta per il femminismo per non sfruttarla e guadagnarci indirettamente per le proprie politiche.

e se da una parte ci sono le sociopatiche gattare che cercano ogni possibile scusa per lucrare… dall’altra abbiamo i cagnolini del femminismo, patetici pubblicitari di questa religione estremista… che da bravi piazzisti, diffondono solo i titoli approvati dalle politiche femministe, quali “gli stupratori assassini la fanno franca” o “machismo tossico quotidiano, un altro femminicidio“.

insomma… tolte le ideologie femministe… da una parte ci sono una serie di eventi, molto “fumosi” (triste battuta). orbene… in base a questo una ma magistratura dovrebbe mandare in carcere qualcuno?

per il femminismo si.

ma solo quando sono maschi.

🙂

e qui… si arriva al dove la storia diventa ironica. il pretesto da usare è un fatto di questi giorni…potevo usarne mille altri, ma di recente sono capitati questi… per cui… ecco quanto:

una giornalista, nota conduttrice televisiva legata al femminismo ed alle sue politiche… intervista una killer. la conduttrice è tal Franca Leosini, Sonia Bracciale è l’intervistata per la trasmissione tv “storie maledette”.

detto questo e ricordando quanto accaduto per i fatti capitati in spagna sopra riportati… è interessante notare due elementi di questa faccenda… 

1 – la killer è difesa a spada tratta dal femminismo.

non si parla di una sospettata, come potevano essere i ragazzi coinvolti nella morte della ragazza in spagna… ma di UNA KILLER. di una condannata a 21 anni per omicidio. per la precisione per essere stata la mandante dell’omicidio del marito. e visto che sono volati 21 anni di carcere di condanna… la scusante “eh ma era violento” NON FUNZIONA PROPRIO MOLTO BENE, realisticamente parlando. e… ah si… specialmente se ci sono confessioni di più persone come prove. CONFESSIONI eh, non robe tipo “ho sentito un urlo” o “eh ma sono felici che non ci siano segni di aggressione“.

oltretutto… fosse stata condannata a qualche anno… al posto di un quasi ergastolo, poteva significare che il “era violento” doveva essere un elemento influente a mitigare la condanna. ma indovina indovinello??? non lo è stato.

detto questo, la posizione del femminismo è: è femmina QUINDI è innocente. le prove che dimostrano la colpevolezza???? è un complotto del patriarcato! la vittima in realtà è la condannata!!!! poi, ha fatto bene ad uccidere il marito, perchè era “sicuramente” violento… e VOI che non volete capire… siete violenti come il marito orco!!!

e queste prese di posizione vengono fatte di proposito per una persona indifendibile da CONFESSIONI.

è la genialità del male.

2 – la giornalista rinfaccia le scelte fatte dell’assassina.

altro elemento interessante: chiunque tu sia… non osare!!! o dici quello che la religione femminista ammette e promuove, oppre te ne stai mut*.

la Leosini OSA non difendere la sorella ed anzi rinfaccia le decisioni prese dalla killer… ovvero il preferire un omicidio che non il scegliere di allontanarsi dal presumibile violento marito.

assolutamente inaccettabile.

se il femminismo spende tutte le sue forze per vendersi vittima perenne dei maschi, violenti, stupratori, assassini… e tu cretina fai autogol in maniera così plateale… beh, il richiamo parte subito. non vai a mostrare una femmina che POTEVA SCEGLIERE UN ALTRO DESTINO, quando questa è colpevole. la puoi mostrare se questa ha ottenuto qualcosa di positivo, MA non se è finita in una situazione negativa ed è una colpevole. proprio come il femminismo.

il femminismo vive di vittimismo… e tu cretina, mostri che si può scegliere dell’essere padroni della propria vita e del proprio destino?!?!?!?!? hai appena cagato sul femminismo stesso e su tutte le storielle costruite per motivare il femminismo stesso… tipo il vendere l’idea del patriarcato oppressivo, per cui tutt* vittime. decenni spesi a divulgare l’idea di maschio bianco cis assassino violento oppressore… e tu con una frase razionale mandi all’aria tutto tutto il femminismo??!!?!?!?! ma che ti colga un maschio!

e tanto per riassumere… viene intervistata un’assassina, condannata a 21 anni per aver fatto uccidere a sprangate il marito… dall’amante.

non è che ha ucciso il marito mentre si difendeva dalle botte ricevute. no, ha convinto l’amante a far fuori il marito. motivo? avevano debiti ma vivevano sotto lo stesso tetto. lei aveva la relazione extra coniugale e “stranamente” il marito non l’aveva presa benissimo… e gli stessi esecutori affermano che la ex moglie voleva vendetta e morte.

ma per il femminismo, costei è la vittima. anche perchè l’assassina ha dichiarato che amava il marito!!!! beh… certo, hai una relazione extraconiugale e divieni la mandante dell’omicidio di tuo marito… per amore.

assurdo?…vabbè dai, alla fine il femminismo racconta cagate ben più incredibili.

per concludere…

serve che la legge possa emettere sentenze. che i colpevoli abbiano le relative pene previste dalla legge. ripeto: dalla legge… non da 4 gattare misandriche, interessate solo ad infangare e dirigere il ridimensionamento pianificato in negativo del maschio bianco cis, oltre a tenere in scacco dittatoriale i media…

considerando che ad oggi, il femminismo, stà cercando in tutti i modi di avere leggi anti misoginia ad hoc… comode a loro SOLO quando serve, ma “omissibili” quando il caso può essere a sfavore… s’incomincia a vedere i risultati concreti di queste fanatiche religiose estremiste. ovvero:
se un lui è sospettoè colpevole.
se una lei è “sospetta”… deve essere aiutata! basta opprimerla con la violenza carceraria, sta soffrendoooh!!!

detto tutto questo… ricordiamo che “il femminimso lotta per la parità e la giustizia di tutti e per tutti

…o che, eventualmente, le femministe che hanno creato questo merdaio qui sopra riportato… in realtà “ma non sono delle vere femministe quelleeeh, il femminismo è altroooh

…un’ipocrisia così palese nella sua immane gravità da essere oltre l’assurdità.

femminismo: dall’ideale alla pratica.

è una storia trita e ritrita: il femminismo, idealmente, vorrebbe essere portabandiera, campione puro e difensore per eccellenza di ogni più nobile ideale: giustizia, speranza, rivalsa, lotta…
…solo per citarne alcuni.

e che ci riesca o meno… invece… beh… la cosa è parecchio discutibile.

una cosa, tuttavia, è insindacabile:
essendo un movimento di ogni femmina per ogni femmina (con casi di “è un movimento di donne per “tutti”)(notare le virgolette), è una sorta di open source dei movimenti, in cui tutti possono metterci mano e diventare… il movimento stesso. e questo comporta che possano prodursi anche “prodotti” come dire… non molto nobili.

e sono gentile.

in questi ultimi periodi sono accadute alcune vicende femministe “interessanti“. episodi diversissimi tra loro, ma tutti accomunati dalla solita struttura: tutti partono per l’appunto da una raffigurazione idealizzata del femminismo, nobile, etico, giusto… e tutti finiscono con un risultato finale pratico diametralmente opposto, dove suprematismo, odio, rancore, violenza psicologica e bullismo regnano e risplendono con gran soddisfazione tra le femministe stesse.

iniziamo da dove avevo terminato la volta scorsa.

caso 1 – Clementina

avevo appena finito di scrivere un articolo sulla femminista australiana Clementine Ford… quando la stessa se ne esce con un’altra delle sue perle: “sinceramente, il covid non ammazza abbastanza velocemente i maschi”.

clementinecovid

la solita Clementina birbantella.

ma non è quel tweet che ha catturato la mia attenzione. ad avere attirato la mia attenzione è stato lo “sdegno” che si è creato come reazione… indignazione anche forte (strano a dirsi) tale che la cara Clementina ha dovuto fare un ulteriore piccolo tweet “per spiegare“…

no ma… un attimo:

tutto le sdegno si crea per un tweet in cui una femminista ha un RARO momento di sincerità?!?!?

da non crederci

Facepalm

io ne parlavo settimane orsono:
* di covid19 si schiatta anche male.
* di covid19, per il 70%, muoiono maschi.
* uniamo i due dati e… non stupisce sapere che le femminista hanno festeggiato alla grande.

secondo il mio parere, a festeggiare erano la quasi totalità delle femministe,  secondo l’opinione di alcune femministe (…) questo festeggiare non era assolutamente vero o valevole. (maddai! non l’avrei mai detto!!!)
tuttavia, questa opinione non la sostenevo per inventiva personale: era un semplice annotare quello che le stesse femministe “comuni” e a maggioranza, scrivevano  nei vari gruppi facebook, twitter, reddit e via discorrendo.  e non erano 4 o 5 tizie… erano a dozzine per centinaia e centinaia di pagine. non un numero esiguo.

tanto per dire: la vendetta qui prende un gusto anche maggiore perchè le femministe non si sono dovute “sporcar le mani”. ad ammazzare i maschi ci ha pensato una pandemia, quindi non hanno dovuto neanche fare il lavoro sporco. meglio di così non saprei proprio. anche se bisogna considerare che questo agire indirettamente, non è stato poi così appagante per loro. ma vabbè… è un qualcosa… sempre sperando che un domani arrivi un Covid20… per un altro giro di feste femministe 🙂

ora, arrivati a questo punto… ** solit* carissim* femminist* usano la carta magica del “ma non sono femministe quelle che hanno detto quelle cose brutte brutte“.

ah.

tuttavia poco sopra annotavo che il femminismo si presenta (o si definisce) proprio come un “open source”, un qualcosa per cui tutte sono femminismo. per alcune di queste, “tutti” sono femminist*.

ma sia quel che sia… se nelle intenzioni nobili, tutte possono mettere mano ed essere femministe… ALLORA quelle dichiarazioni… SONO IL FEMMINISMO. che sia una parte maggioritaria o che sia altro… è indifferente. ogni essere umano un minimo coerente deve accettare questa logica. oppure si sceglie di essere femminist* e la coerenza e la logica finiscono a ramengo.

ma tornando ai fatti di Clementina…

è stata sincera.

il popolo s’è sdegnato.

a questo punto diventa evidente che è il popolo ad essere il problema. perchè se il popolo prende a lamentarsi per un tweet verace (sessista, classita, razzista) MA non batte ciglio dell’ipocrisia femminista perenne dove queste vendono belle storielle etiche di facciata, con le solite patetiche frasi fatte, bufalare ma politicamente corrette, vedesi “ma noi non vogliamo i maschietti morti!!!! noi vogliamo il bene di tuttiiiih“, ma nella realtà dei fatti sono delle macellaie… dove i vari social media hanno mostrato l’effettiva sincerità femminista nelle intenzioni, sogni o desideri… ovvero sperare e vedere maschi morti… allora il futuro offre il buio intellettuale assoluto.

adattatevi e SALVATEVI.

tristemente, si deve accettare la verità:
il popolo preferisce farsi raccontare bugie facili da accettare che verità diffcili da digerire.
ed in questo le femministe non hanno concorrenti. 

la cosa ironica è che, Clementina, se ne sbatte dei filtri “politically correct” (anche perchè è una femminista, quindi… ma chi le può dire qualcosa?!?!?) e quando una femminista si comporta in quel modo… si crea sempre un “loop” caratteristico, per certi versi comico:

  1. la femminista di turno dice la verità: maschi merda, morite.
  2. il popolo s’indigna dell’affermazione. ma non s’indigna del femminismo.
  3. la maggioranza delle femministe supporta la femminista sincera ed il popolo (per troppi motivi) glissa letteralmente.
  4. il ciclo si conclude con una minoranza di femministe, attentissime alle pubbliche relazioni per cui l’immagine sacra del femminismo buono e giusto deve essere mantenuta a tutti i costi, in cui si cimentano in salti carpiati ed arrampicature sugli specchi, con spiegoni patetici e comici pur di ridimensionare le dichiarazioni da cui tutto è partito.

e così a seguire, fino alla dichiarazione femminista “scandalo” ma veritiera che ri – genererà tutto questo teatrino, un’ennesima volta. fino a quella successiva. e quella dopo. e così via.

sono decenni che la cosa procede in queste maniere. ed ogni volta è il solito ciclo di cazzate: “ma non è vero che le femministe vogliono i maschi morti o che li odino blah blah blah (inserire cazzate ipocrite varie)” quando poi non si contano neanche più le perenni guerre mediatiche femministe contro il maschio a suon di “maschi tutti pezzi di merda, maschi tutti stupratori, maschi tutti mafiosi, maschi tutti violenti…” etc etc.

ma passiamo ai lidi nostrani.

caso 2 – l’Hikikomori

da alcuni mesi, specialmente tramite youtube, un ragazzo porta avanti delle tematiche particolari, mettendoci faccia e nome. il soggetto è Marco Crepaldi. Laureato in Psicologia Sociale e specializzato in comunicazione digitale.

MarcoCrepaldi

e qual’è la sua tematica? Hikikomori. riassumendo velocemente: quelle persone che si isolano dal mondo (si anche dalla famiglia) nelle loro camere, con i loro giochi, cartoni animati, film, fumetti, musica. questo perchè il mondo “esterno – reale” non è accettabile. e la quasi totalità di queste persone “eremite” ha come maggioranza… maschi. è una problematica conosciuta in Giappone ed in espansione, pare, ovunque.

oltretutto, scavando nel suo operato… scopro che è uno piuttosto vicino alle ideologie femministe. o lo era. una su tutte: patriarcato? eh si, problemissimo, secondo lui.

ma fin qui… fin tanto è rimasto in questi temi…
…nulla di eclatante è accaduto. circa.
CIRCA.

“circa” perchè… che un qualcuno vada a parlare al mondo, via internet, che ci sono maschi che non se la passano bene… aveva attirato subito alcune femministe pronte a cagare fuori le prime bestialità.

ma le cose, in questo strano limbo, andavano avanti…

ed andarono avanti… fino all’evento catalizzatore.

e qui le cose precipitano: ci sono una serie di eventi, districare il tutto è un bordello… ma riassumendo alla meno peggio: Marco, mentre prosegue il suo lavoro online… tira in ballo il femminismo.

eh si.

oh si.

e quindi ci siamo capiti su cosa stia per accadere…

APRITI CIELO.

il femminismo reagisce alla solita maniera: intolleranza alle opinioni non conformi ai dettami suprematistici femministi, ferocia sadica vendicativa, bullismo distruttivo. il femminismo si mostra per quello che è nella realtà dei FATTI: una vero e proprio branco, con l’unico obbiettivo di sventrare la preda senza alcun freno o remora.

fioccano auguri di morte

e… minaccie di morte 🙂

e no… non sono 2 o 3 gattare a scatenare tutto questo pandemonio. oh no… a fare questo cyberbullismo femminista ci stanno vagonate di femministe a “commentare” (e sono gentile).

MA la fortuna vuole che di questo porcaio isterico venga documentato, salvato via screenshot con tutti i vari messaggi, commenti e quanto di altro le femministe s’inventino. tutto finisce online nelle varie pagine antifemministe social media. non difficili da trovare.

…ora… con la Clementina c’era solo un tweet da mettere qui e la storia era “semplice”… ma con il caso Crepaldi, con questi insulti salvati e quelli che  facebook, instagram e youtube cercano di rimuovere COSTANTEMENTE… c’è da essere sommersi da una pila di merda che… è veramente troppo. anche perchè già il documentare il merdaio femminista ha il suo bel costo. mettere in upload anche gli screenshot… no grazie. c’è un limite a tutto. quindi, se volete gustarvi gli screens, fatevi un giro nei suoi vari canali, instagram, facebook e youtube… ed ammirate il femminismo per quello che è nella realtà dei fatti.

e, ah si… nota finale: il nostro giovanotto, alla fine, annuncia di “chiudere bottega”. a suo dire è per prendere un momento di pausa. e a fare una capata nelle varie paginette facebook o account twitter delle femministe, le esultanze si sprecano. se la godono anche se alcune si lamentano che non si sia ammazzato 🙂

spettacolare.

e dopo aver letto tutto questo… beh, ricordiamola a questo punto… ricordiamo l’ipocrita pubblicità che il femminismo vende per il popolo tardo: “il femminismo non vuole la morte dei maschi! vuole la parità, un mondo più giusto ed eticamente migliore di quello oppressivo patriarcale che impone sofferenze a tutti i generi. il femminismo promuovere giustizia, pace, bene, amore, coscenza, rispetto. ihihih…”

si certo, buonanotte… ariecco le solite buffonate ipocrite dichiarazioni femministe di facciata, le solite storielle per chi vuole credere negli unicorni.

per l’ennesima volta si ripresenta la struttura d’azione femminista: le intenzioni? tutte nobili e “superiori”. intenzioni che tuttavia rimangono SEMPRE intenzioni… e che vengono vendute come FATTI!!!!

e parlando di fatti… quelli sono sempre diametralmente opposti ai propositi femministi.

c’è uno sfoggio di disonestà che è un capolavoro di sociopatia.

ma in questa faccenda c’è un “finale”… un finale che, come per ogni miglior storia, lascia un amaro… gustoso.

tutta questa faccenda (usando un eufemismo di gentilezza) ha portato PERSONE a prendere una posizione contro le femministe, contro questo loro perenne bullismo, spietato e feroce. questa volta c’è una reazione netta comune di individui contro il femminismo …e non per il babau, ovvero la “misoginia” frignata da decadi, ma per il DIRITTO di poter parlare senza che una merda umana ipocrita schizzata isterica, ti minacci di morte. 

di entrambi i sessi.

è forse la prima volta che vedo una cosa simile, così netta.

ed il tutto avviene, per ironia della sorte, con le modalità tipicamente usate dal femminismo. facendo una “campagna” mediatica, con hashtag, tweet, post nei vari social media.

alcune persone iniziano a dire no direttamente al femminismo vero.

mai visto prima.

e via:

crepa_ldi

questo mentre OVVIAMENTE le femministe stanno come ovvio giustificando pateticamente quanto fatto, accampando scuse per il loro viscido operato, vendendosi vittime di tranelli, macchinamenti di incel, mra, mgtow, nonna papera e le cavallette.

incredibile, direi.

 


 

ora…

…si potrebbe anche terminare qui… ma perchè smetterla quando si può completare con gusto, questa piccola documentazione di femminismo pratico???

per cui…

caso 3 – pedofile giustificate

riassumendo velocemente: una LEI, una infermiera di Prato sui trentanni, si guadagna una gravidanza. il padre? un tredicenne.

questi i fatti.

un articolo in merito, riassuntivo, lo si può trovare sul fattoquotidiano.

ora.

basta farsi una ricerca per internet per vedere come i media, ovvero la succursale della politica femminista… ed il femminismo stesso, reagiscano per questo caso nel mutare sistematicamente tutto l’accaduto… in un qualcosa di aberrante perchè c’è una lei, accusata in questa inchiesta.

ed a questo punto non si può non notare come si ritorni al solito modus operandi femminista con il relativo solito business: l’evento se non si può nascondere allora è da sminuire ad oltranza, sia nei media sia e specialmente nel femminismo. e la sorella accusata… è da rivendere vittima.

e così avviene.

il femminismo inizia a martellare e rimodellare la storia. e le care femministe riscrivono gli eventi, impunemente:

  • lui in realtà è l’amante (eh si… l’amante!!!)
  • la storia di pedofilia diviene “una storia tragica devastante
  • la diramazione della notizia muta in “mille mostri
  • le conseguenze penali diviene “ossessivo e barbarico ricorso carcerario“.
  • la morala degli eventi: una sconfitta della civiltà.
  • al peggio si finisce in: “è pedofila? non esageriamo!!! è colpa del patriarcatoooh!!!!

eh si.

e tanto per dire…. l’huffingtonpost , noto per essere succursale femminista di primo livello, persiste nell’intitolare “quindicenne” quando in realtà la vittima era tredicenne, all’epoca dei fatti.

una pedofila si FOTTE uno di tredici anni, rimane incinta e ricatta psicologicamente la sua preda. ed il femminismo difende ad oltranza e a qualsiasi costo la sorella pedofila. “eh ma è malata, depressa post partum, aiutiamolaaah non opprimetelaaah“.

ed è tutto ok.

e visto che ci siamo… visto che per il femminismo siamo in un mondo patriarcale… è strano notare come nome e cognome della colpevole siano censurati…

curioso caso.

caso NON curioso è constatare come il femminismo sia, anche questa volta, coinvolta con la difesa delle pedofile predatori di maschi… e non è la prima volta.

basta ricordare il caso della pedofila JULIA VICKERMAN. ed ometto di riportare le notizie più orribili, che abbondano oltretutto… da madri ad “amiche” che ne hanno combinate e ne combinano e ne combineranno di ogni sulle loro PREDE.

ma nonostante tutto questo… per il popolo non è accaduto nulla.

è la normalità.

tutti calmi.

a questo punto direi che è il momento idoneo per ricordare i carissimi proclami femministi: “noi migliori perchè donneeeh, noi faremo un mondo migliore, maschi merda, assassini, stupratori, patriarcali, oppressivi, il femminismo vuole giustizia e parità, il femminismo non odia mica i maskiiiii“.

beh, come si è visto… certo!

marmotta

ed ora…

a conclusione…

questa immagine ha tutto un altro sapore:

we-all-can-do-it

🙂

femminismo nella pratica.