femminismo: dall’ideale alla pratica.

è una storia trita e ritrita: il femminismo, idealmente, vorrebbe essere portabandiera, campione puro e difensore per eccellenza di ogni più nobile ideale: giustizia, speranza, rivalsa, lotta…
…solo per citarne alcuni.

e che ci riesca o meno… invece… beh… la cosa è parecchio discutibile.

una cosa, tuttavia, è insindacabile:
essendo un movimento di ogni femmina per ogni femmina (con casi di “è un movimento di donne per “tutti”)(notare le virgolette), è una sorta di open source dei movimenti, in cui tutti possono metterci mano e diventare… il movimento stesso. e questo comporta che possano prodursi anche “prodotti” come dire… non molto nobili.

e sono gentile.

in questi ultimi periodi sono accadute alcune vicende femministe “interessanti“. episodi diversissimi tra loro, ma tutti accomunati dalla solita struttura: tutti partono per l’appunto da una raffigurazione idealizzata del femminismo, nobile, etico, giusto… e tutti finiscono con un risultato finale pratico diametralmente opposto, dove suprematismo, odio, rancore, violenza psicologica e bullismo regnano e risplendono con gran soddisfazione tra le femministe stesse.

iniziamo da dove avevo terminato la volta scorsa.

caso 1 – Clementina

avevo appena finito di scrivere un articolo sulla femminista australiana Clementine Ford… quando la stessa se ne esce con un’altra delle sue perle: “sinceramente, il covid non ammazza abbastanza velocemente i maschi”.

clementinecovid

la solita Clementina birbantella.

ma non è quel tweet che ha catturato la mia attenzione. ad avere attirato la mia attenzione è stato lo “sdegno” che si è creato come reazione… indignazione anche forte (strano a dirsi) tale che la cara Clementina ha dovuto fare un ulteriore piccolo tweet “per spiegare“…

no ma… un attimo:

tutto le sdegno si crea per un tweet in cui una femminista ha un RARO momento di sincerità?!?!?

da non crederci

Facepalm

io ne parlavo settimane orsono:
* di covid19 si schiatta anche male.
* di covid19, per il 70%, muoiono maschi.
* uniamo i due dati e… non stupisce sapere che le femminista hanno festeggiato alla grande.

secondo il mio parere, a festeggiare erano la quasi totalità delle femministe,  secondo l’opinione di alcune femministe (…) questo festeggiare non era assolutamente vero o valevole. (maddai! non l’avrei mai detto!!!)
tuttavia, questa opinione non la sostenevo per inventiva personale: era un semplice annotare quello che le stesse femministe “comuni” e a maggioranza, scrivevano  nei vari gruppi facebook, twitter, reddit e via discorrendo.  e non erano 4 o 5 tizie… erano a dozzine per centinaia e centinaia di pagine. non un numero esiguo.

tanto per dire: la vendetta qui prende un gusto anche maggiore perchè le femministe non si sono dovute “sporcar le mani”. ad ammazzare i maschi ci ha pensato una pandemia, quindi non hanno dovuto neanche fare il lavoro sporco. meglio di così non saprei proprio. anche se bisogna considerare che questo agire indirettamente, non è stato poi così appagante per loro. ma vabbè… è un qualcosa… sempre sperando che un domani arrivi un Covid20… per un altro giro di feste femministe 🙂

ora, arrivati a questo punto… ** solit* carissim* femminist* usano la carta magica del “ma non sono femministe quelle che hanno detto quelle cose brutte brutte“.

ah.

tuttavia poco sopra annotavo che il femminismo si presenta (o si definisce) proprio come un “open source”, un qualcosa per cui tutte sono femminismo. per alcune di queste, “tutti” sono femminist*.

ma sia quel che sia… se nelle intenzioni nobili, tutte possono mettere mano ed essere femministe… ALLORA quelle dichiarazioni… SONO IL FEMMINISMO. che sia una parte maggioritaria o che sia altro… è indifferente. ogni essere umano un minimo coerente deve accettare questa logica. oppure si sceglie di essere femminist* e la coerenza e la logica finiscono a ramengo.

ma tornando ai fatti di Clementina…

è stata sincera.

il popolo s’è sdegnato.

a questo punto diventa evidente che è il popolo ad essere il problema. perchè se il popolo prende a lamentarsi per un tweet verace (sessista, classita, razzista) MA non batte ciglio dell’ipocrisia femminista perenne dove queste vendono belle storielle etiche di facciata, con le solite patetiche frasi fatte, bufalare ma politicamente corrette, vedesi “ma noi non vogliamo i maschietti morti!!!! noi vogliamo il bene di tuttiiiih“, ma nella realtà dei fatti sono delle macellaie… dove i vari social media hanno mostrato l’effettiva sincerità femminista nelle intenzioni, sogni o desideri… ovvero sperare e vedere maschi morti… allora il futuro offre il buio intellettuale assoluto.

adattatevi e SALVATEVI.

tristemente, si deve accettare la verità:
il popolo preferisce farsi raccontare bugie facili da accettare che verità diffcili da digerire.
ed in questo le femministe non hanno concorrenti. 

la cosa ironica è che, Clementina, se ne sbatte dei filtri “politically correct” (anche perchè è una femminista, quindi… ma chi le può dire qualcosa?!?!?) e quando una femminista si comporta in quel modo… si crea sempre un “loop” caratteristico, per certi versi comico:

  1. la femminista di turno dice la verità: maschi merda, morite.
  2. il popolo s’indigna dell’affermazione. ma non s’indigna del femminismo.
  3. la maggioranza delle femministe supporta la femminista sincera ed il popolo (per troppi motivi) glissa letteralmente.
  4. il ciclo si conclude con una minoranza di femministe, attentissime alle pubbliche relazioni per cui l’immagine sacra del femminismo buono e giusto deve essere mantenuta a tutti i costi, in cui si cimentano in salti carpiati ed arrampicature sugli specchi, con spiegoni patetici e comici pur di ridimensionare le dichiarazioni da cui tutto è partito.

e così a seguire, fino alla dichiarazione femminista “scandalo” ma veritiera che ri – genererà tutto questo teatrino, un’ennesima volta. fino a quella successiva. e quella dopo. e così via.

sono decenni che la cosa procede in queste maniere. ed ogni volta è il solito ciclo di cazzate: “ma non è vero che le femministe vogliono i maschi morti o che li odino blah blah blah (inserire cazzate ipocrite varie)” quando poi non si contano neanche più le perenni guerre mediatiche femministe contro il maschio a suon di “maschi tutti pezzi di merda, maschi tutti stupratori, maschi tutti mafiosi, maschi tutti violenti…” etc etc.

ma passiamo ai lidi nostrani.

caso 2 – l’Hikikomori

da alcuni mesi, specialmente tramite youtube, un ragazzo porta avanti delle tematiche particolari, mettendoci faccia e nome. il soggetto è Marco Crepaldi. Laureato in Psicologia Sociale e specializzato in comunicazione digitale.

MarcoCrepaldi

e qual’è la sua tematica? Hikikomori. riassumendo velocemente: quelle persone che si isolano dal mondo (si anche dalla famiglia) nelle loro camere, con i loro giochi, cartoni animati, film, fumetti, musica. questo perchè il mondo “esterno – reale” non è accettabile. e la quasi totalità di queste persone “eremite” ha come maggioranza… maschi. è una problematica conosciuta in Giappone ed in espansione, pare, ovunque.

oltretutto, scavando nel suo operato… scopro che è uno piuttosto vicino alle ideologie femministe. o lo era. una su tutte: patriarcato? eh si, problemissimo, secondo lui.

ma fin qui… fin tanto è rimasto in questi temi…
…nulla di eclatante è accaduto. circa.
CIRCA.

“circa” perchè… che un qualcuno vada a parlare al mondo, via internet, che ci sono maschi che non se la passano bene… aveva attirato subito alcune femministe pronte a cagare fuori le prime bestialità.

ma le cose, in questo strano limbo, andavano avanti…

ed andarono avanti… fino all’evento catalizzatore.

e qui le cose precipitano: ci sono una serie di eventi, districare il tutto è un bordello… ma riassumendo alla meno peggio: Marco, mentre prosegue il suo lavoro online… tira in ballo il femminismo.

eh si.

oh si.

e quindi ci siamo capiti su cosa stia per accadere…

APRITI CIELO.

il femminismo reagisce alla solita maniera: intolleranza alle opinioni non conformi ai dettami suprematistici femministi, ferocia sadica vendicativa, bullismo distruttivo. il femminismo si mostra per quello che è nella realtà dei FATTI: una vero e proprio branco, con l’unico obbiettivo di sventrare la preda senza alcun freno o remora.

fioccano auguri di morte

e… minaccie di morte 🙂

e no… non sono 2 o 3 gattare a scatenare tutto questo pandemonio. oh no… a fare questo cyberbullismo femminista ci stanno vagonate di femministe a “commentare” (e sono gentile).

MA la fortuna vuole che di questo porcaio isterico venga documentato, salvato via screenshot con tutti i vari messaggi, commenti e quanto di altro le femministe s’inventino. tutto finisce online nelle varie pagine antifemministe social media. non difficili da trovare.

…ora… con la Clementina c’era solo un tweet da mettere qui e la storia era “semplice”… ma con il caso Crepaldi, con questi insulti salvati e quelli che  facebook, instagram e youtube cercano di rimuovere COSTANTEMENTE… c’è da essere sommersi da una pila di merda che… è veramente troppo. anche perchè già il documentare il merdaio femminista ha il suo bel costo. mettere in upload anche gli screenshot… no grazie. c’è un limite a tutto. quindi, se volete gustarvi gli screens, fatevi un giro nei suoi vari canali, instagram, facebook e youtube… ed ammirate il femminismo per quello che è nella realtà dei fatti.

e, ah si… nota finale: il nostro giovanotto, alla fine, annuncia di “chiudere bottega”. a suo dire è per prendere un momento di pausa. e a fare una capata nelle varie paginette facebook o account twitter delle femministe, le esultanze si sprecano. se la godono anche se alcune si lamentano che non si sia ammazzato 🙂

spettacolare.

e dopo aver letto tutto questo… beh, ricordiamola a questo punto… ricordiamo l’ipocrita pubblicità che il femminismo vende per il popolo tardo: “il femminismo non vuole la morte dei maschi! vuole la parità, un mondo più giusto ed eticamente migliore di quello oppressivo patriarcale che impone sofferenze a tutti i generi. il femminismo promuovere giustizia, pace, bene, amore, coscenza, rispetto. ihihih…”

si certo, buonanotte… ariecco le solite buffonate ipocrite dichiarazioni femministe di facciata, le solite storielle per chi vuole credere negli unicorni.

per l’ennesima volta si ripresenta la struttura d’azione femminista: le intenzioni? tutte nobili e “superiori”. intenzioni che tuttavia rimangono SEMPRE intenzioni… e che vengono vendute come FATTI!!!!

e parlando di fatti… quelli sono sempre diametralmente opposti ai propositi femministi.

c’è uno sfoggio di disonestà che è un capolavoro di sociopatia.

ma in questa faccenda c’è un “finale”… un finale che, come per ogni miglior storia, lascia un amaro… gustoso.

tutta questa faccenda (usando un eufemismo di gentilezza) ha portato PERSONE a prendere una posizione contro le femministe, contro questo loro perenne bullismo, spietato e feroce. questa volta c’è una reazione netta comune di individui contro il femminismo …e non per il babau, ovvero la “misoginia” frignata da decadi, ma per il DIRITTO di poter parlare senza che una merda umana ipocrita schizzata isterica, ti minacci di morte. 

di entrambi i sessi.

è forse la prima volta che vedo una cosa simile, così netta.

ed il tutto avviene, per ironia della sorte, con le modalità tipicamente usate dal femminismo. facendo una “campagna” mediatica, con hashtag, tweet, post nei vari social media.

alcune persone iniziano a dire no direttamente al femminismo vero.

mai visto prima.

e via:

crepa_ldi

questo mentre OVVIAMENTE le femministe stanno come ovvio giustificando pateticamente quanto fatto, accampando scuse per il loro viscido operato, vendendosi vittime di tranelli, macchinamenti di incel, mra, mgtow, nonna papera e le cavallette.

incredibile, direi.

 


 

ora…

…si potrebbe anche terminare qui… ma perchè smetterla quando si può completare con gusto, questa piccola documentazione di femminismo pratico???

per cui…

caso 3 – pedofile giustificate

riassumendo velocemente: una LEI, una infermiera di Prato sui trentanni, si guadagna una gravidanza. il padre? un tredicenne.

questi i fatti.

un articolo in merito, riassuntivo, lo si può trovare sul fattoquotidiano.

ora.

basta farsi una ricerca per internet per vedere come i media, ovvero la succursale della politica femminista… ed il femminismo stesso, reagiscano per questo caso nel mutare sistematicamente tutto l’accaduto… in un qualcosa di aberrante perchè c’è una lei, accusata in questa inchiesta.

ed a questo punto non si può non notare come si ritorni al solito modus operandi femminista con il relativo solito business: l’evento se non si può nascondere allora è da sminuire ad oltranza, sia nei media sia e specialmente nel femminismo. e la sorella accusata… è da rivendere vittima.

e così avviene.

il femminismo inizia a martellare e rimodellare la storia. e le care femministe riscrivono gli eventi, impunemente:

  • lui in realtà è l’amante (eh si… l’amante!!!)
  • la storia di pedofilia diviene “una storia tragica devastante
  • la diramazione della notizia muta in “mille mostri
  • le conseguenze penali diviene “ossessivo e barbarico ricorso carcerario“.
  • la morala degli eventi: una sconfitta della civiltà.
  • al peggio si finisce in: “è pedofila? non esageriamo!!! è colpa del patriarcatoooh!!!!

eh si.

e tanto per dire…. l’huffingtonpost , noto per essere succursale femminista di primo livello, persiste nell’intitolare “quindicenne” quando in realtà la vittima era tredicenne, all’epoca dei fatti.

una pedofila si FOTTE uno di tredici anni, rimane incinta e ricatta psicologicamente la sua preda. ed il femminismo difende ad oltranza e a qualsiasi costo la sorella pedofila. “eh ma è malata, depressa post partum, aiutiamolaaah non opprimetelaaah“.

ed è tutto ok.

e visto che ci siamo… visto che per il femminismo siamo in un mondo patriarcale… è strano notare come nome e cognome della colpevole siano censurati…

curioso caso.

caso NON curioso è constatare come il femminismo sia, anche questa volta, coinvolta con la difesa delle pedofile predatori di maschi… e non è la prima volta.

basta ricordare il caso della pedofila JULIA VICKERMAN. ed ometto di riportare le notizie più orribili, che abbondano oltretutto… da madri ad “amiche” che ne hanno combinate e ne combinano e ne combineranno di ogni sulle loro PREDE.

ma nonostante tutto questo… per il popolo non è accaduto nulla.

è la normalità.

tutti calmi.

a questo punto direi che è il momento idoneo per ricordare i carissimi proclami femministi: “noi migliori perchè donneeeh, noi faremo un mondo migliore, maschi merda, assassini, stupratori, patriarcali, oppressivi, il femminismo vuole giustizia e parità, il femminismo non odia mica i maskiiiii“.

beh, come si è visto… certo!

marmotta

ed ora…

a conclusione…

questa immagine ha tutto un altro sapore:

we-all-can-do-it

🙂

femminismo nella pratica.