femmine diversamente assassine, un piccolo aggiornamento.

piccolo e veloce post segue da femmine diversamente assassine pubblicato qualche giorno fa. ed il motivo è per due eventi capitati di “recente”.

il primo è quanto accaduto in questi giorni. vi è stata l’ennesima notizia di cronaca nera: l’omicidio – suicidio di un padre con suo figlio… evento che ha portato come al solito ad alimentare la solita guerra anti maschile. “ecco il nuovo caso di femminicid… cioè… di patriarcato oppressivo violento assassinoooh“. (ah nb: tenete sott’occhio i contatori di femminicidio… scommettiamo che a breve piazzeranno il figlio ammazzato sotto la numerazione di femminicidio come è avvenuto negli altri anni con altri ragazzi uccisi ANCHE DA MADRI, scommettiamo?!?!?!!?!?)

ora… non per dire ma ANCHE QUESTO caso vede coinvolto un padre SEPARATO. tanto per dire.

un padre che si suicida ammazzando il figlio è proprio la prova di un mondo patriarcale che privilegia i maschi. è evidente, la verità femminista è dimostrata.

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e visto che siamo in tema… me la tenevo legata al dito… quando nell’altro post (femmine diversamente assassine) parlavo appunto di come le femmine siano diversamente assassine in tutto e per tutto, dal giudizio della società a quello della magistratura… nel periodo di questi giorni di questo padre che ammazza suo figlio e si ammazza… ecco che diviene dolce ricordare Edlira Copa.

chi è?

la dolce (ex) madre che, in un “tragico momento della sua vita” (per lei questa descrizione è ok, per i maschi assassini non è ammassibile), ha ammazzato a coltellate le sue tre figlie, nel 2014. all’epoca, come oggi e come sempre, era stato un “poverina è malataaah, non opprimetelaaah, badriargadoooh“.

orbene.

dal 2019 è in libertà 🙂

perchè una madre che ammazza le sue 3 figlie ed esce di galera/manicomio dopo meno di 5 anni è proprio la prova del nove di un mondo patriarcale che opprime le donne, mi pare evidente. le verità femminista è dimostrata.

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così eh.

tanto per dire.

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qualcuno ha visto femministe protestare per il rilascio di Edlira Copa?

…no? ah, caspita! che strano…

Colleferro ed i problemi nati, omessi e nascosti dal femminismo

avevo appena finito di scrivere 4 righe su come le femmine omicide siano “meno omicide” che eccoti saltar fuori la stampa/media, qundi la propaganda femminista, trovare la notizia da leccarsi i baffi: l’omicidio del giovane di Willy Monteiro da parte di schifosi ratti mafiosi in erba, dei tipici parassiti senza passato, presente e futuro, i fratelli bulletti Bianchi (ora omicidi) di Colleferro.

e con questo delitto rivoltante, arriva puntuale l’ennesimo banchetto femminista che da bravi avvoltoi razziano impunemente negli eventi di cronaca per impestare questo povero mondo con la loro propaganda razzista, cancro dell’intelletto.

il femminismo, da bravo cancro quale è, per procedere alla sistematica distruzione della figura maschile usa come riferimento alla propria propaganda… il peggio che la cronaca nera offre. e notare, questa tecnica è univoca, ovvero vale se usata contro la figura maschile. se io prendessi lo stesso metodo… contro il genere femminile, verrei tranvato in un secondo (giustamente). però se questo metodo lo applica il femminismo… non solo è valevole, ma è anche da accettare a capo chino e guai dire altro.

si arriva quindi ai fatti accaduti in quella notte in cui un ragazzino è stato massacrato a morte da un gruppo di bulletti del cazzo, sporcizia dell’umanità.

non è il prodotto del patriarcato… se mai una gang di mafiosi in erba che venerano l’idea di un’organizzazione criminale retta da omertà e riti. perchè la spedizione punitiva non è made in patriarcato (sempre se “patriarcato” è mai esistito) o made in “machismo”. è made in mafiosità.

MAFIOSITA’

modo di pensare che porta alla spedizione punitiva e violenza selvaggia seguita come METODO. metodo per punire chi si ribella, chi non si piega all’omertà e alla paura che la mafiosità impone.

quindi… non è il patriarcato che è andato a massacrare Willy.

è Willy che è stato patriarcato.

è Willy che è stato machismo.

Willy è stato l’unico che si è comportato da uomo (facendo sbarellare i bulletti) per salvare qualcuno.

NESSUNA femmina ha mosso un dito per salvarlo.

ora, care femministe, godetevi le vostre schifose storie su patriarcato e machismo toxico che vi siete ricamate.

infami.

e questa mafiosità dei bulletti Bianchi, è esattamente come le più strutturate attività mafiose organizzate. persone che impongono la loro propria volontà con violenza ed illegalità, per cui la stessa violenza è piacere perchè porta STATUS ed arricchimento a fini privati a danno di persone e società.

non c’è stato alcun patriarcato a piede libero, c’è stata l’ennesima attività mafiosa, questa volta da 4 patetici balordi. ed in questo c’è, come mosche sui cadaveri, la sporca, infame e disonesta intellettualità femminista che razzia per la propria propaganda.

ignobili esseri viventi, uguali ai Bianchi.

e difatti, cavallo di battaglia dell’abominio femminista è associare le fisicità ostentata dei 4 mafiosotti (ora killer), la loro attitudine da spacconi e bulletti wannabe gangsta… “patriarcato” o “uomo duro“.

e qui si ritorna a come il femminismo insegua la distruzione della figura “dell’uomo duro” usando come pretesto la cronaca nera.

poi vabbè… sei infame femminista, mettiamoci un tocco di qualunquismo. per cui ci finisce dentro anche “razzismo” (Willy era di pelle “non italiana doc” ed era di famiglia straniera), magari con un fisico snello per cui ricorda un effemminato o un gay. alè, versiamo tutta la merda qualunquista che è possibile raschiare…

e qui si ritorna al SOLITO business femminista. il ragazzo ammazzato è uno delle tante vittime del patriarcato. una delle tante vittime del patriarcato, come le vari mogli, madri, sorelle uccise, perchè il patriarcato regna.

e siamo alle solite… in tutti questi decenni il femminismo ha sempre mostrato interesse per entrare in ogni evento o situazione… ed agirvi apertamente MA cercando di nascondere SEMPRE il loro vero secondo fine in qualsiasi ambito fossero, ovvero ricondurre tutto alla loro politica. è come nascondere la reclame nei film… tipo vedi un film ed il protagonista mentre sta per disinnescare una bomba, si prende una sigaretta dal pacchetto marlboro ed esclama “caspita che buona questa marloboro“. e le femministe martellano sempre con questa tattica… “le balene bianche sono in estinzione? noooo! dobbiamo lottare contro la scomparsa delle balene bianche! è un fatto grave questa futura scomparsa! un evento grave quanto l’oppressione del patricarcato che inneggia al femminicidio!!!!

le femministe prendono un caso, qualsiasi. è il pretesto. da questo, ci costruiscono un delirio che finisce in “patriarcato” …e da quello ritornano SEMPRE a “femminicidio”. il tutto perchè la propagnada femminista NON deve arrestarsi MAI.

a questo punto, è impossibile non notare come la propaganda razzista femminista basata sul qualunquismo (le statistiche prese a comodo e MAI controllate, tanto per citare la più ovvia)(distorsione di eventi e campagne mediatiche di queste, per cui alla fine una bugia ripetuta 100 volte diventa verità) è una macchina distruttiva e non più gestibile che non deve rendere conto a niente e nessuno. neppure ad un’altra femminista, per incredibile sia. tanto che tra loro si scannano in un delirio emozionale tra aggettivi, gatti e candele profumate, dove la coerenza o la logica è come il mostro di lockness. tutti lo conoscono, alcuni dicono di averlo visto, ma le prove vengono tutte debunkate.

ora… visto che siamo qui… un paio di parola per quanto riguarda quei 4 (o quanti possano essere…) si, questi bulletti annoiati con una capacità intellettiva ridotta, scarti della società che cercavano di svettare… senza capire che erano il fallimento.

da scarti ad assassini e pure dei peggiori, perchè di quelli che ammazzano per noia, perchè bulli, perchè nel cranio non hanno mai avuto nulla se non le scarpe firmate, tatuaggi, apparire, cercare di essere rispettati, adulati, idolatrati. l’eterna illusione dei falliti, di chi scarto è e scarto rimane. di chi nasce nello scarto e rimane nello scarto, perchè il cervello non permette loro di capire che sono scarto.

in questo… o meglio, in questa tragica condizione… se non erano loro erano altri da un’altra parte. la povertà e nella povertà… lascia destini segnati all’affondare inesorabilmente, senza che la società possa fare qualcosa.

anche perchè… la società ne ha la colpa.

il sistema… è letteralmente nel caos.

elementi che erano e sono usati per proporre figure positive con motto quali “onore, sacrificio, impegno, giustizia” vengono letteralmente stravolti al contrario mantenendone gli stessi termini ma obbiettivi diametralmente opposti.

i bulletti lo hanno fatto.

il femminismo lo ha fatto.

la gang di bulletti falliti che nella loro inutile vita non è riuscita a far nulla di meglio se non ammazzare un ragazzino, scommetto che se le scrivevano ‘ste parole: “onore, sacrificio, impegno, giustizia“… parole che, in una società dove la figura mascolina e maschile è stata devastata dal femminismo… diviene ad uso proprio, secondo le proprie idee.

ed a questo punto, quando una gang di bulletti prende quelle parole, le potrà rigirare a fin di bene? considerando che il massimo di cultura che possono avere è il telefilm gomorra o suburra oppure il top a cui possono ambire è il cercare di farsi far sborrare da qualche nobile donzella tanto brava a sucare cazzi con l’ano, ai limiti di un cimitero di un paesino…

e così questi bulletti… senza figure o ideali “campioni” da esaltare e vivere, in un era dove non esiste E NON DEVE ESISTERE più l’eroe, perchè il femminismo lo ha distrutto… allora chi “cade” e finisce nei branchi… dove si rifugia?

nel male.

il male è affascinante. è seducente. è semplice. è alla portata di tutti. ma sopratutto è… qui. è innato in ognuno di noi. le femministe lo usano alla perfezione.

ed in una società che ti definisce come maschio pezzo di merda, oppressore, violento, stupratore, colonialista, privilegiato… e tu, cresci con la figura maschile che è colpevole perchè maschio… sei già male.

e qui arriviamo alla solita condizione:

  • la società ti massacra, sei male.
  • la società non ti offre ideale nobili.
  • vi è l’esaltazione dell’ignoranza, che diventa un vanto.
  • la ricchezza materiale è tutto ed il resto non conta un cazzo. se hai il lavandino in oro 24k allora apriti cielo, sei proprio arrivato! quanti mafiosi avevano le case con troni e cessi in oro zecchino? tutti. o perlomeno quelli che non vivevano come ratti in buchi per nascondersi dalle forze dell’ordine.

e forse… qualcuno dei Bianchi (o forse tutti loro) nei momenti in cui il cranio di un ragazzo si sfondava dai calci… lo capiva.

“sono il male? si, sono il male.”

“ed allora non me ne frega più un cazzo di nulla.”

“vaffanculo a tutti.”

“vaffanculo.”

“muori.”

“e vaffanculo anche a me.”


ed alla fine, quando il morto arriva… solo allora, a fronte del conto da pagare, capisci realmente il male.

si, quel male che era “fascion”…

ora ha IL prezzo: è la tua vita.

quella vita che prima era la vacanzetta in sardegna a suon di selfie per far vedere che sei un figo, le ore passate in palestra per tirarti su i muscoli, l’imporre la tua legge per il rispetto del quartiere.

è tutto bello che fumo.

tutto finto.

ti rimane il niente

ed il futuro è una merda.

e così si arriva al momento in cui si comprende il prezzo: prima tradito da una società che ti disprezza, ora paghi al male il pegno. schifato, sedotto, tradito.

il male presenta il conto ora: è l’orrore. e la tua vita è andata.

in questo momento i Bianchi si scoprono o si scopriranno poveri stronzetti, che non contano un cazzo, che non hanno mai contato un cazzo. sono merda ed ora, troppo tardi, possono realizzare che quel tizio che hanno ammazzato è morto in un’odio che ora non ha neanche più sapore.

e qui arriva anche l’ulteriore amarezza: forse quei mafiosotti, i Bianchi, manco lo capiranno. perchè tanto merde infami sono, che forse se ne sbatteranno il cazzo. forse al peggio non ci sarà limite, usciti dal gabbio si sentiranno dei duri perchè ora hanno curriculum.

ed in un certo senso, sarebbe meglio così. la speranza è che i Bianchi, una volta usciti dal carcere… finiscano morti in una qualche sparatoria tra altre merde come loro e si levino dai coglioni da questo universo. almeno sarebbe più facile accettare l’uccisione di quel ragazzino, Willy Monteiro. erano merde, sono morti come merde, non faranno fuori altri innocenti.

perchè se “domani” capiranno… beh… la morte di Willy Monteiro sarà molto più dolorosa da accettare.

perchè è servito il sacrificio di un ragazzo per farla capire a 4 bulletti.

…e non ne vale la pena.


prima di chiudere… la solita nota piacevole, questa volta dedicata ai cari media, i cagnolini del femminismo, i nuovi violenti borghesi reazionari.

willy

gli ammazzano l’amico e quelle merde di giornalisti s’inventano l’intervista.

…quante volte è accaduto?

quante?

mentre tutti noi siamo affondati nell’abitudine? ecco, questo lasciarci andare ha permesso al femminismo di divulgare 1000 volte le loro bugie che ora, ripetute con costanza, sono LA realtà. se il ragazzo amico di willy non avesse smentito subito… eravamo tutti a pensare alla storiella del corriere.

c’è molto da imparare da tutti questi fatti di Colleferro.


prima di terminare, diamo spazio anche a chi è in questo ambiente dei like, dell’essere esposti all’approvazione ed all’ammirazione?

prendiamo quella che vive di media e ai media deve piegarsi? la sig.ra Chiara Ferragni, una che per il business ha reso evidente come la cultura dell’apparire, dei like e dei follower sia TUTTO. cosa che era anche lo stesso per gli assassini che hanno ammazzato willy… tanto per dire.

beh… la Chiara se ne esce con una roba tipo “ecco il machismo toxico basta con questa cultura violenta blah blah blah

ora… il marito è un tatuato, palestrato, che ha fatto successo con i like e mettendosi in posa su instagram & co, uno che su yt “dissa” ovvero ne dice ai suoi antagonisti “musicali”. sostanzialmente è il clone dei bulletti che hanno ammazzato il ragazzo. solo che Fedez, non ne ha mai avuto la situazione per diventarlo… forse perchè è dotato anche di cervello.

sia quel che sia, è interessante notare come il profilo del marito della Ferragni sia molto simile a quello degli assassini: tatuaggi, muscoli, pose per apparire, ricerca spasmodica di like e followers.

nonostante questo… il machismo tossico è per gli assassini e basta. tranne che… no… cioè… si. no. cioè NO. intendo SI! no! si!

non ci si capisce più nulla?

beh, ovvio. siamo nell’ideologia femminista… riassumiamo: avere tatuaggi, muscoli, atteggiarsi per i like ed apparire è machismo toxico. tranne se hai tutti questi elementi e sei fedez o un personaggio similare.

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ed in ultimo…

come non notare il fenomeno del “bad boy” in questa faccenda.

è IL tabù assoluto in questa storia, un qualcosa che nessuno osa analizzare. media in primis. i fatti di Colleferro hanno anche mostrato questa ennesima banale realtà: il genere femminile ci si butta nei “badboy”. tanto che alcuni di questi prima del pestaggio stavano a sborrare alcune tizie, ai margini di un cimitero. tizie che NON ERANO PRESE CON LA FORZA ED OBBLIGATE A SUCARE LI LORO CAZZI…

è un elemento ben notato in certi gruppi (ovviamente agli antipodi del femminismo), molti hanno notato come i gli assassini fossero con la presenza femminile, in foto o in eventi, sempre e costantemente: badboys o bulletti mafiosotti in erba… e femmine.

ed è una costante.

non è un qualcosa di… “caspita che evento singolare”

da sempre c’è una caterva di femmine che insegue il bello e dannato… per poi, ironia… pagarla. eh si care le mie ritardate femministe, se vi volete fare il badboys perchè “tanto sexy” e poi questo vi spacca le ossa perchè “motivo X assurdo”… non è che “patriarcato” o “machismo toxico”… no, ciccine care. siete voi cretine che vi scegliete altri cretini.

per carità, è anche vero che al mondo ci sono gli insospettabili, della serie “era un così bravo ragazzo e ha sventrato tutta la famiglia…” ma è appunto l’evento raro. ed evento raro venduto per evento comune, è tipico del femminismo… su cui ci ha costruito la sua propaganda: femminicidio, patriarcato, oppressione…

ma tornando alla figura dei badboys…

il badboys ha sempre figa… ed è tutto ok.

ma come mai non vi è alcuna riflessione etica in merito a quelle che desiderano queste figure? 

perchè le femmine DEVONO essere libere di scegliere anche il peggior avanzo di galera. perchè l’amore trionfa e le femmine “sanno cambiare il loro badboy“.

ma nella realtà è l’illusione femminile. illusione che termina quando lo stesso avanzo di galera sfonda loro il cranio contro lo il muro di casa. a quel punto allora eccole che urlano “ma chi lo avrebbe mai detto!!!! OPPRESSIONE PATRIARCALEEEH“. no, non è “chi lo avrebbe mai detto”. è una probabilità dallo scontato svolgimento. cosa che se succede altro che non sia l’ovvio c’è da rimanere shockati.

epici i casi di donne che intrattengono fitte corrispondenze con avanzi di galera. da noi, in italia, famoso tra tutti era il caso di Vallanzasca. in america ci son stati serial killer di donne che, una volta finiti in prigione, avevano corrispondenza con altre donne. e non perchè loro cercassero donne… ma perchè queste volevano il “bello e dannato”. una cosa tanto nota, che persino i comici USA ci facevano monologhi. e per assurdo si arrivò a livelli in cui alcune di queste “pretendenti” fece causa a carceri e governo perchè non le permettevano d’incontrare il suo “bel principe” (…) che tra le altre cose a volte era pure malato con aids e altre finezze.

a questo punto… stupisce sapere che una giovine della gang abbia o stia per avere prole dal bulletto ora assassino?

non direi.

che bello eh? nasce in un ambiente così sano: padre bulletto assassino, la madre brava ad aprire le gambe e farsi selfie.

applause

ecco i risultati e le creazioni del femminismo. giovani che non hanno figure ideali positive perchè distrutte dal femminismo. deboli che si fanno branco ed uccidono perchè non hanno altro a cui ambire, perchè la società non offre loro altro… anche perchè il femminismo ricorda ANCHE a loro che sono maschi pezzi di merda. bulletti nati nel nulla, cresciuti con l’odio femmista, abbandonati da una società devastata dal femminismo. bulletti che si creano il loro credo, si costruiscono i muscoli per avere un sentore di uomo… e poi falliscono perchè coglioni. non potevano che fallire. ed a quel punto il femminismo arriva e banchetta.

ed alla fine… si è detto tutto, tranne quello che doveva essere detto:

Willy era un uomo.

Willy Monteiro sceglie di andare in aiuto di un suo compagno. sceglie di aiutare.

…ed invece cosa è stato detto?

lo abbiamo letto tutti, no?

mi pare evidente che dobbiamo parlare ancora di machismo tossico!!!! e di patriarcato!!! che non se ne parla mai abbastanza, eh…

tanto…

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🙂

femmine diversamente assassine

l’estate significava, una volta, i tormentoni delle canzoni estive.

questo 2020 non ci ha dato (credo) un tormentone musicale. ma ci ha dato gli sviluppi nelle indagini nel fatto di cronaca negli omicidi del bambino Gioele Mondello e della madre Dj, Viviana Parisi.

come una sorta di telefilm, i telegiornali per la gioia delle emittenti a caccia di share, hanno fatto a gara per fornire le nuove “succose” puntate. prima il mistero, poi i ritrovamenti e poi le tragedie o le stranezze. poi le interviste, gli esperti, gli speciali… un paio di settimane di show che era proprio quello di cui questa nazione aveva bisogno…

ora, tutta la storia è quello che può essere un fatto di cronaca nera in cui un bambino muore. non credo ci sia molto da dire. lo trovo granguignolesco, il gusto dell’orrido, il piacere del dolore MA da distanza ed in sicurezza. ideale per sparlare, indignati si MA senza troppo impegno. sia mai che possa sdeviare in magari chessò, odio politico…

MA NON DIVAGHIAMO…

l’evento ed omicidio del bambino ha portato alla luce anche una normale inquietante attitudine dei media… che si può capire meglio guardando ad altri fatti di cronaca recenti.


CASO 1: Brindisi, una donna, ha aggredito il marito con acido. lui più di un mese in fin di vita all’ospedale con tipo l’80% del corpo ustionato, dopo questo mese di sofferenze atroci… è morto. morto nel silenzio, prego notare. era il 52enne R. A., aggredito dalla moglie, C. L., 53 anni.

ed anche qui, solita lista di considerazioni maschilistissimeeeh:

  1. i cagnolini del femminismo, i media, in questo caso non diffondono alcun dato sul nome e cognome e foto della donna assassina. solo la lettera iniziale e un’età.
  2. nessun titolone in prima pagina, in nessun media giornalistico. solo un trafiletto a margine. dall’aggressione alla morte.

se ad ammazzare fosse stato un lui, il nome e la foto dell’aggressore sarebbero stati subito diffusi con titoloni cubitali e prima notizia in ogni TG.

invece è un maschio la vittima a morire, quindi chiccazzo se ne fotte 🙂


CASO 2: Modica. Evan è un bambino di 21 mesi. viene ammazzato da madre e relativo compagno , Letizia Spatola e Salvatore Blanco. il padre “biologioco” era stato allontanato dal suo figlio e minacciato con la complicità dei servizi sociali e della magistratura.

notare:

  1. la madre violenta, ed ora anche killer, ottiene la custodia del bambino con il benestare dello stato, enti e compagnia.
  2. i parenti paterni non riescono praticamente più a vedere più il bambino e quando lo riescono a ritrovarlo, scoprono fratture ed ematomi sul corpo. ma per lo stato, enti e compagnia è tutto ok.
  3. il padre viene minacciato dall’ex moglie e compagno per sganciare più soldi, e per lo stato, enti e compagnia è tutto ok.

di nuovo… se ad ammazzare fosse stato un lui, il nome e la foto degli aggressori sarebbero stati subito diffusi con titoloni cubitali e prima notizia in ogni TG.

invece… eh ma è malataaaah, non opprimetelaaah.


ora, vediamo di essere europei? no perchè “gombloddo nostrano?” ma anche no:

CASO 3: Germania, Solingen, in Vestfalia. 5 bambini vengono uccisi dalla  madre. vista la combo, spunta il trafiletto nei vari media. e questo accade perchè l’assassina cerca di suicidarsi sotto un treno, gettando quindi nel caos la rete ferroviaria di Duesseldorf e area annessa.

notare:

  1. in una settimana, la notizia scompare letteralmente. cercavo sviluppi… nessun media ne riporta.
  2. quando le femmine cercano il suicidio, falliscono quasi sempre. ed è statistica, non io che me la invento. sono deficitarie nel capire come si muore? o forse… vogliono solo attenzione ed il suicidio è un QUASI volersi suicidare? perchè i maschi si eliminano sempre e quasi mai vengono salvati. le femmine invece… raro che riescano ad ammazzarsi… anche in questo… a pensar male si fa peccato ma temo ci si pigli…

in ogni caso…

neanche voglio immagino il caos mediatico a parti opposte, se ad ammazzare fosse stato un lui.

ora

3 fatti di cronaca diversi (e ne ho scelti 3 E BASTA) in cui donne, madri o mogli senza praticamente alcun punto in comune tra loro, tutte finiscono con il commettere reati in situazioni, luoghi,  famiglie, tutti differenti tra loro. 

ma c’è un qualcosa le accomuna:

no, non la violenza e l’omicidio.

è il giudizio.

e, prego notare bene… non solo quello popolarema anche quello politico e giuridico.

è un fatto: le femmine a parità di sentenza vengono sentenziate con condanne più lievi, ovunque. e questo, curiosamente non è una cosa che infastidisce il femminismo. anche perchè, il femminismo stesso ha creato questo magico inghippo di cui, loro, ovviamente… se ne lavano le mani. un qualcosa che condannano a parole ma BEN ATTENTE A NON PERDERE.

e questo… è il risultato di anni di politiche femministe, anni in cui quel cancro chiamato femminismo ha portato al consolidamento di una visione univoca sessista perfetta: discolpare le aggressori con scusanti di ogni tipo, SEMPRE, anche patetiche. per cui ogni volta è il solito PATETICA teatrino femminista… l’assassina? beh:

  • era malata.
  • era oppressa.
  • era depressa.
  • era colpa delle cavallette.
  • altre ed eventuali. aprite una pagina femminista e troverete mille altre scusanti…

non esiste scusante che non possa essere usato dal femminismo per le varie killer.

we-all-can-do-it

tutte, in quanto femmine, sono SEMPRE “poverine hanno bisogno di aiutoooh smettetela di opprimerleeeh il carcere è sbagliato per una donna che soffreeeh“. e quando le scusanti sono state trovate tutte, si può dar via libera alle illazioni più sfrenate, roba da denuncia per diffamazioni. la femmina aggressore è vittima, il maschio (vittima) era sicuramente un aggressore, basta indagareeeeh!!!!


ed arrivati a questo punto… segue la banalità della realtà. 

  1. quando un tizio ammazza…siano figli, mogli, sorelle, madri… non è MAI malato. e quindi, non esiste scusante per i maschi. non è MAI malato, non è MAI depresso, non è mai in una condizione per cui c’è una scusante o attenuante. è maschio, quindi è colpevole. NESSUNA PIETA’ PER I MASCHI. MAI.
  2. quando una lei ammazza… i media nascondono fin quanto possono, ma poi…fanno il trafiletto. ed una volta fatto, “puf” scompare dai ricordi. bisogna essere un antifemminista per andare ad indagare e vedere. ed in genere… non è raro trovare “ah, si è fatta una settimana di domiciliari e poi fuori…
  3. la realtà presenta anche il conto femminista, con i 2 scudi sacri a difesa del razzismo femminista. l’evento, il fatto di cronaca è catalogato come “congettura” perchè le indagini sono in corso, quindi, l’assassina… è PROBABILE assassina anche se questa ha sfondato il cranio del figlio con uno zoccolo facendolo spiaccicare fino al soffitto. CONGETTURE. “sia la magistratura ad indagare, non l’odio del popolo vendicativoooh
  4. e poi la perla. vista la montagna DI MERDA… la femminista se ne lava le mani definitivamente, da brava sociopatica. “ma questo non è il femminismo, questo non è una lotta femminista, non sono così tutte le femministe”.

le femministe, da brave inette ed infami quali sono, ci hanno costruito un capolavoro su questo modo di agire vigliacco e bestiale. il concetto è “patriarcato”. il tizio che ammazza non è malato o depresso o altro che calza per le femmine, perchè… /rullo di tamburi/….. perchè è un maschio privilegiato nel patriarcato!!!!

e questo porta alla conseguenza finale: cattiveria.

giovani generazioni nascono e crescono in questo ambiente, ben consci del giudizio preventivo della società inquinata dal femminismo. e tutti questi… stanno imparando a mimetizzarsi e a covare odio, risentmento, disprezzo.

ed alla fine… è un “gioco” in cui le femministe pretendono “parità” ma non troppa. parità di giudizio che poi…. non esiste. non è mai esistita e che NON DEVE ESISTERE. un qualcosa in cui il femminismo cerca di ostacolare a tutti i costi. deve esserci… ma magari nel futuro. ora… tiro avanti da vittima.

è l’età delle carnefici vittime.

il crimine perfetto.

femminismo.

🙂

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ah si…

parlavo ad inizio post dell’uccisione del bambino Gioele Mondello e della madre Dj, Viviana Parisi. dopo tutto questo scrivere… lo sapete che “la madre era malata”? “era depressa”!

non me lo aspettavo veramente!!!!

che inusuale singolarità.