Il business del separificio

ovviamente, nell’universo femminista, quanto segue è UN CASO.

L'interesse superiore del minore

Prefazione:

Ho lavorato negli Stati Uniti ed Inghilterra come ricercatore per gran parte della mia vita, sono Italiano e qualche anno fa sono diventato padre di una splendida bambina. Purtroppo, per cause indipendenti dalla mia volontà, mi sono separato dalla mia ex e da quel momento è iniziato un calvario giudiziale che mi ha portato a vedere quanta ingiustizia ci sia nel diritto di famiglia italiano e perchè i padri separati siano potenzialmente la classe sociale più maltrattata ed abusata nell’Italia del ventunesimo secolo. Posso affermare che la mia vita e carriera sono stati distrutti dallo stesso sistema giudiziario che, in qualsiasi altro paese che si definisca ‘civile’ e ‘democratico’, dovrebbe tutelare la mia persona come genitore, cittadino ed onesto lavoratore.

Questo articolo è scritto con un linguaggio volutamente facile ed accessibile con l’intento di agevolare la lettura a tutti e di prestare quanto meno spazio possibile ad interpretazioni e…

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5 pensieri riguardo “Il business del separificio

  1. Purtoppo ho scoperto da poco il tuo blog. Mi spiace molto per quello che ti è successo, sappi che hai tutta la mia comprensione e il mio sostegno. Meriteresti più visibilità, credo che potresti produrre contenuti anche su piattaforme più seguite (youtube, twitter, intagram…)

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    1. l’articolo l’ho preso dal blog: “https://interessesuperioredelminore.wordpress.com/2020/11/01/il-business-del-separificio/” che aveva messo l’opzione sharing di questo testo.
      e quindo no, non mi è capitato nulla di simile B) (e spero non capiti nel caso capitasse qualcosa di simile)

      x twitter, sono qui: https://twitter.com/hal43669308
      x instagram, mi sono iscritto ma non mi attira molto…
      entrambe le piattaforme non mi attirano molto, sono basate sull’abbaia e scappa, dove non puoi fare un discorso + lungo di x N* di parole… quindi tutto pro isteria slogan femministi e zero riflessione.

      poi… per fare un articolo sono lentissimo (almeno un paio di giorni), per fare un video ci impiegherei mesi XD

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    2. mah, non ha molto senso, ormai i siti MRA\incel ecc. li stanno monitorando e pure chiudendo. Vedi il recente arresto di quel tale e accusa di terrorismo…

      stare su certi social network equivale ad esporsi troppo, e magari non si è psicologicamente pronti a sopportare le conseguenze di chiusure, censure o peggio shitstorm che sono già capitate ad alcuni antifemministi.
      e nei casi gravi, se ci si è esposti mettendo la faccia, nome, cognome, professione ecc si rischiano anche ripercussioni gravi.

      meglio restare sui blog personali, a mio parere…

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      1. condivido.
        la regola deve essere il crearsi profili creati “ad hoc” per stare a discutere nei vari social, o forum, o blog. questo solo per salvarsi il culo dalle infamie femministe, che per le loro vendette/ritorsioni ne hanno combinate di ogni. se non sbaglio anche Stasi è finito nella loro gestapo…

        l’arresto del ventenne credo sia MOLTO dettato dall’aver coinvolto un minorenne…
        non ho trovato molto altro (propaganda fogna femminista a parte, un pattume incredibile)

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