lui sedotto. lei stuprata. è parità :)

in questi giorni hanno arrestato un ragazzo piemontese. secondo propaganda femminista, era un nazista incel che pianificava di uccidere femmine. 

in questi giorni un politologo francese è accusato d’incesto. 

…potrei elencarne altre di notizie simili, facendo una semplice ricerca online.

evito.

ce ne stanno in quantità di notizie simili e non desidero finire in questi torbidi lidi.

TUTTAVIA non riesco a NON notare un elemento ricorrente

il fatto è che tutti questi eventi hanno sempre MASCHI coinvolti e tutti questi eventi non hanno alcuna sentenza di alcun processo giuridico a giudizio. quindi… legalmente attualmente sono innocenti, eticamente sono colpevoli a prescindere.

questo perchè sono pedofili?

domanda interessante.

notizia di questi giorni:
ennesimo ragazzino che finisce nelle mani di una pedofila.

“ehehehehe che notizia di contorno divertente!!!! è stato fortunatoooh alla fine!!!!”

eh niente…

la storia finisce qui 🙂

non notate nulla?

così come accadde per il “non famoso” caso della pedofila julia vickerman (ne parlavo in questo post) dei suoi sogni pedofili su maschietti, o anche per i sogni pedofili della poi famosa attrice lena dunham, ammessi nel suo libro autobiografico… e di tante altre… tutte queste femmine sono state difese ossessivamente dal femminismo (e media) a seguire.

e no, non sono state minimamente indagate, per cui neanche processate. 

e no, non vi è stata alcuna campagna mediatica con seguente pubblica gogna.

anzi… “ORRORE quanto accaduto!!!! badriargadoooh obbressivoooh!!!!

le femministe hanno difeso SEMPRE le pedofile

…eh si.

we-all-can-do-it

esagero io?
direi di no, visto che:

1) i titoli dei media (quindi sotto le direttive femministe) sono COME SEMPRE “maestra/donna seduce studente/ragazzino“. a parti inverse, se un maestro avesse fatto qualcosa di simile sarebbe scoppiato un putiferio. (giustamente).
ironicamente la cosa si vede anche quando femmine uccidono: “è raptus, è depressione, è solaaaah abbandonataaah“. un maschio che commette lo stesso reato invece è “machismo toxico, bestia oppressivaaah, bisogna educare i maskiiiih, maschi privilegiati infami merde assassine violente stupratori bestie“.

2) i commenti delle femministe sono COME SEMPRE a scusante: è femmina, quindi malata, quindi oppressa, quindi patriarcato, poi ha sedotto solo un maschio, quindi non è un problema e poi il maschio non è vittima, poi lui dovrebbe solo ringraziare per aver fatto l’unica cosa che i maschi sanno fare nelle loro vite di stupratori assassini violenti colonialisti privileggggiati.
la femmina, qualsiasi nefandezza riesca a commettere, per il femminismo è sempre e solo vittima. è la madonna nella forma idealizzata più pura, una forma di vita sacra e superiore rispetto al resto dello sporco creato. non vi è NULLA che non possa essere scusato ad una femmina da parte di una femmina.

3) le pene per le pedofile sono sempre inferiori se non completamente inesistenti rispetto alle corrispettive maschili. come per tutti i reati commessi dal genere femminile che hanno sempre sentenze leggere se non inesistenti per qualsiasi reato rispetto a quelle maschili. e qui il femminismo non ha mai combattuto per avere pari responsabilità nel ripagare allo stato la relativa pena. MAI. diritti sempre pretesi, doveri sempre omessi. qualcuno ha visto manifestazioni di “non una di meno” in cui gridavano dateci pari sentenze? 

4) le femministe sono solite rotolarsi nel fango dell’etica più ipocrita con il parallelismo [erezione = piacere] per cui: “i maschi non possono essere stuprati! è fisicamente impossibbbbbileeeeh, senza erezione non vi è penetrazioneeeeh! quindi se aveva l’erezione voleva scopare ed allora non è stuproooh!!!!!1!!!!£”3!!” .
solo le femministe potevano arrivare alla schiuma della merda dell’intelletto, quali brave infami e merde nel doppiogiochismo dei double standard. tanto per dire:
* negli stupri, capita ad alcune femmine vittime di stupri, di avere poi sensi di colpa per essersi “bagnata” …ed aver anche goduto. sono quindi femmine non vittime di stupri? ASSOLUTAMENTE NO. sono vittime anche se hanno goduto o se si sono bagnate. anzi, forse è anche uno stupro peggiore, se potesse esistere una “classifica” di questo genere di fatti. ma se una lei si bagna o gode durante un stupro ed è GIUSTAMENTE stupro… perchè un maschio che ha un’erezione e viene scopato da una lei… non è stupro? perchè FEMMINISMO. e maschi MERDA.
* se per le femmine, è stupro anche solo quando un lui guarda insistentemente una lei, ALLORA lo deve essere anche a parti invertite. è violenza toccare un lei senza consenso? giusto! ma lo deve essere anche a parti opposte… altrimenti si torna al concetto del punto 2, per cui le femmine sono madonne sacre ed i maschi la sporcizia sub umana da usare a piacimento.
se un uomo che si approfitta di una lei più giovane è coercizione di una persona svantaggiata (sia economiche o “etiche” come possano essere nell’età quando vi è un uso dell’esperienza a circuire la vittima dall’età inferiore non in grado con l’esperienza di valutare) ALLORA lo deve essere anche a parti invertite. 

MA COSI’ NON E’.

motivo? perchè sarebbe parità! e tornerebbe dannatamente scomodo al femminismo.
vivere alla pari con i maschi nei diritti come nei DOVERI, è la paura del femminismo.
dover vivere lottando e non più indirettamente protette e riverite… sarebbe uno schifo di vita.

ma tanto, in questi decenni il femminismo ha mostrato bene il modus operando: solo le femmine devono essere protette. solo i maschi sono carnefici.

ed il motivo è semplice: è la via femminista per politica e potere. è l’arte della creazione di legioni di femmine vittime del loro stesso sistema con la colpa appioppata furbescamente (per non dire infamemente) al maschio. il maschio è il babau. maschio cattifoh a fare da bersaglio, ad alimentare in un perfetto ciclo sistemico di femminismo.

ma ovviamente sono io che sono misoggggino, eh?

simbolofeminazi_0

Lolita creò scandalo e tutt’ora è un libro che racconta un tabù. ma è un libro con una storia immaginaria (si spera). nella realtà, il professore Humbert è, giustamente, un morto che cammina se viene beccato.

4 pensieri riguardo “lui sedotto. lei stuprata. è parità :)

  1. mah, penso che il punto della questione sia il termine “stupro”: è stato sempre inteso, fin dall’antichità, come “maschio che aggredisce una femmina (moglie di un altro maschio o vergine promessa sposa a qualcuno) e la penetra deflorandola”.
    Era soprattutto la deflorazione delle vergini ad essere motivo di sdegno, infatti anticamente stuprare una donna non vergine (già sposata oppure prostituta) non era considerato reato, o non più di tanto… al massimo, nel caso della sposata, si considerava l’offesa come fatta al marito, non a lei.
    La vergine deflorata perdeva di valore, perché all’epoca una fanciulla veniva sposata per matrimoni per lo più combinati dal “pater familias” o dal tutore e la sua verginità era “il sigillo di garanzia” che rendeva valido l’atto del cedere la donna, che passava dal padre al marito, a mo’ di trattativa e contratto. Funziona così anche in diversi paesi islamici.
    Anche qui in Italia, forse ti ricorderai che lo stupro era “offesa contro la morale” non “offesa contro la persona”… è stato considerato offesa contro la persona solo negli anni Ottanta, mi pare.
    Vedi anche “il ratto a fine di libidine” e “a fine di matrimonio”, molto diffuso anche nelle nostre campagne di una volta. In Sud Italia se una fanciulla era stuprata, doveva sposare il proprio stupratore. Anche nell’antico Israele era così (lo troviamo come ingiuzione nell’antico testamento) è stata Franca Viola la prima, qui in Italia, a rifiutare il “matrimonio riparatore”.

    Visto che questo termine, per millenni, ha significato questa cosa, queste modalità di violenza, e non il contrario (donna che aggredisce un uomo e lo penetra analmente), è difficile che a sentire il termine stupro qualcuno pensi che si sta parlando di uomo violentato…
    dal mio punto di vista la parola non può essere resa neutra, per tutta la sovrastruttura psicologica, storica e culturale che c’è dietro e che ti ho riassunto.
    Io sono del parere che la parola andrebbe cambiata, se parliamo di vittima maschile…
    quindi: “donna che aggredisce un uomo (o minorenne maschio) e lo penetra analmente\detenuto che viene penetrato analmente da un altro uomo” andrebbero definiti con un altro termine, perché se usi il termine stupro inevitabilmente nella mente di tutti compare l’immagine dell’uomo che aggredisce una donna e non di un uomo violentato analmente
    Viceversa, se si crea una nuova parola, si può associare alla nuova parola (che non ha la sovrastruttura di pensiero sedimentata in secoli e secoli…) questo tipo di reato, e di conseguenza niente più mistificazione.

    Per quanto riguarda la pedofilia femminile idem, anche il termine pedofilia rimanda all’uomo, questo perché da sempre le perversioni sessuali in ambito psichiatrico e criminologico sono state studiate come prerogativa dei maschi, non delle femmine.
    Per secoli, specialmente durante l’era vittoriana, la donna era ritenuta sessualmente passiva e frigida; provare piacere con la clitoride era considerata una malattia (vedi Freud). Visto che la donna era considerata già predisposta a schifare il sesso, è inevitabile che i primi studi che si sono fatti sulla devianza e sulle perversioni riguardassero unicamente gli uomini e non le femmine.
    Se qualcuno, al tempo di Lombroso e Freud, avesse parlato di “donne pedofile o stupratrici” penso che sarebbe stato considerato un pazzo visionario; l’immagine che avevano della femmina, in quel periodo storico, era ben altra, era l’angelo del focolare, la madre devota e amorevole, la moglie sottomessa al marito borghese, la casalinga sopraffina, altrimenti la prostituta da periferia, quindi il rifiuto umano, l’alcolizzata, la donnaccia, la madre snaturata (vedi la storia di Jack lo Squartatore)

    Ma in questo non c’entra il femminismo, ma proprio i primi studiosi e padri fondatori di queste discipline (che precedono il femminismo) che al loro tempo, studiarono le perversioni solo sui maschi, visto che il sesso e il piacere sessuale si consideravano unicamente “cosa da uomini” anche perché quando Lombroso scriveva, a commettere queste cose pubblicamente erano per lo più gli uomini. (Jack lo Squartatore, sadico e assassino, ebbe un’enorme eco all’epoca nella fantasia popolare)

    Quindi non si può neanche più di tanto prendersela con Lombroso e company, che, all’oscuro di tutto, rispetto a quello che sappiamo noi oggi, iniziavano a studiare la delinquenza su quello che vedeva con i propri occhi al suo tempo…
    Oggigiorno il fenomeno della pedofilia femminile (ma direi anche l’infanticidio) è già più studiato proprio perché si è andati oltre la concezione dei ruoli di genere vittoriana e puritana ottocentesca…
    d’altraparte anche qui: in epoche dove i neonati morivano come mosche (non perché uccisi dai genitori, ma anche e soprattutto per via delle carenze nutrite e malnutrizione, – pensa alla pellagra o allo scorbuto, oggigiorno praticamente scomparsi ma che un secolo fa facevano strage nelle nostre campagne – oltre che delle condizioni igieniche in cui si partoriva e si viveva…) non si poteva neanche più di tanto pensare a “genitori che ammazzano i figli”, o madre infanticida (al di là delle tragedie note solo ai letterati e ai ricchi, tipo Medea, non certamente note alle persone analfabete del popolo) visto che semplicemente la mortalità infantile era già altissima ed era una cosa normale, di tutti i giorni, oltre che accettata, che i bambini morissero (e chi sopravviveva finiva a lavorare nei campi o in miniera e, più tardi, nei sobborghi, tipo catene di montaggio e fabbriche durante l’industrializzazione). Non a caso, l’alto tasso di fecondità di un tempo serviva a compensare le vittime infantili.

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    1. mi chiedo se il cambio termine potrebbe essere giusto.
      anche perchè… diciamo che s’inventa la parola. la conseguenza: tutti si chiederebbero il significato. una volta trovata la risposta… inevitabilmente la deriderebbero “ah ma è stupro… al maschile!!!!” e si ritornerebbe punto a capo.

      se ogni pedofila al posto di essere accusata di “stupro” (dove appunto tutti se la ridono se il carnefice è femmina) venisse accusata di violenza sessuale, forse le cose prenderebbero un’altra piega.
      ma qui femminismo insegna: ripeti 100 volte una falsità e quella diventerà la verità.
      se si continuasse ad utilizzare il termine stupro per le femmine che finiscono in quei reati, nei prossimi decenni la cosa verrebbe assimilata, nonostante il passato in cui studiosi valutavano uomini e donne secondo le idee del loro tempo.

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  2. sì, forse hai ragione, ma, appunto, dovrebbero passare decenni.

    per questo un nuove termine, un neologismo, potrebbe essere assimilato in minor tempo.

    Pensare che una cosa ci metta decenni ad essere assimilata, è un po’ sconfortante, a mio parere…

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