era “Odio” gli uomini (Harmange). ora è “femminismo decifrato”.

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alcuni mesi fa usciva questo libretto, Odio gli uomini, scritto da una femminista francese, tal Pauline Harmange. una delle tante femministe che al mondo ruba ossigeno ed impesta il suolo.
inutile dire che il libro acquisì da subito popolarità per “l’intraprendenza femminile e femminista dell’autrice, una vera paladina della lotta alla tirannica oppresione maskilistaaah” (le solite panzane per scimmiette cretine)(i titoli onorifici fittizi che le femministe sono in grado di attribuirsi è parte del loro innato delirio psichiatrico).

quindi, per mesi ci fu questo “scalpore“. scalpore che per le femministe era più che altro idolatrizzazione (finalmenteeeh parlaah qualcunaaah!!! ci obbrimeteeeh maski obbressori privvvilegggiatiiiih) mentre da parte maschile si notava come, fosse stato scritto un libro simile da parte di un maschietto e con titolo opposto (ovvero un ipotetico “odio le donne”) sarebbe stato un inferno in terra in tempo zero.

e questo è quanto.
il can can che si creò, alla fine, era ed è tutt’ora più per il titolo che non per il (povero) contenuto…

contenuto. 

parolona.

vi ho messo (virtualmente) le mani su questo testo, poco tempo dopo l’uscita e ben felice di averlo trovato piratato gratis da qualche parte nella rete.
eccosì, preso da un senso di dovere scientifico razionale, ho dissezionato il libricino.

la manciata di pagine (manco 200… tanto per dire) e la dozzina di capitoli, è una sorta cloaca di luoghi comuni femministi, tutti beoti, come se una persona sana di mente andasse ad assistere ad un raduno di deficienti che urlano a muzzo. il tutto poi, scritto a cazzo… e non intendo “grammaticalmente errato” (cioè dico… se uno legge la mia roba dovrebbe essere abituato ad accenti sregolati, soggetti mancanti, discorsi intricati… insomma un bel casotto grammaticale). scritto alla cazzo intende senza una pianificazione, nel pieno di turbe emotive, senza alcuna razionalità e logica. SENZA ALCUN FILO CONDUTTORE (escludento quello che è classico filo conduttore femminsta: “maschi merda cacca pupù, io femmina vittima migliore meglio the best ma oppressaaaah”)

il libro parte da un “problema” e poi si passa ad un altro, per poi un altro, per poi cacciar fuori dati raccolti da femministe (quindi dati a proprio favore), per poi fare illazioni, per poi divagare in altre “problematiche”, per poi contraddirsi involontariamente senza neanche accorgersene (apparentemente) un fottio di altre volte a sequire. magari anche nella stessa frase.

così ecco la mia idea originale:
contro ribattere punto per punto, per mostrare quanto queste scimmiette femministe siano una contraddizione schifosa, un’ipocrisia sbalorditiva. puramente cretine. schifosamente viziate.

e quindi… ho iniziato a contro scrivere.
tutto bene no?
beh, no.

mentre scrivevo… diventava sempre più evidente che quanto si stava formando era una sorta di titanico “quote“, punto per punto… solo che i punti erano tutti slegati tra loro… visto che la base di partenza era un bordello.
e qui noto come, per costruire un qualcosa dal pantano isterico femminista… è semplicemente impossibile.
prima lo dicevo, ora ne ho anche la prova dettata dall’esperienza.

ed il risultato è che quanto stavo scrivendo come contro risposta al libro, era come leggere un qualsiasi botta e risposta su qualche social media tra una skoppiata femminista gattara in follia ormonale ed una persona che prova a ragionare con razionalità e logica: discorsi sconclusionati che si tenta di arginare con qualche ragionamento… ma alla fine tutto finisce travolta dalla merda isterica femminista e diventa un cazzo di bordello della michia.

…eh si, prego notare la quantità di terminologie poetiche in uso in quest’ultima frase… quali “merda, cazzo, bordello e minchia”. rendono l’esperienza più veritiera, umana e completa. 

eccosì… ecco quanto: verso la fine del lavoro, mi son trovato con qualcosa di inpubblicabile.
temevo una bandiera bianca….

MA

ecco… io non saprei dire se è destino o se è una mia caratteristica, quella di tenere documenti in virtuali “spazi eterni” fino all’occasione giusta… ma di fatto, capitò che tempo dopo, incappai in una recensione femminista di questo libro, io “odio” gli uomini… (ah, si… tanto per rendere ancora meglio la situazione: l’autrice, la sig.ra Pauline Harmange, odia gli uomini… ovvero: li odia. ma non li odia)(tanto per dire contraddizioni femministe… da subito nel titolo. manco 1 pagina spende… no! a cannone da subito. è la follia totale).

ora, tornando a quella recensione femminista trovata per caso…
…praticamente tutto il testo era la solita fuffa femminista.

…ma ecco… in questa recensione… salta fuori un concetto.

anzi… nell’ironia della sorte, salta fuori quello che per me è ora IL concetto femminista.
e quanto scriveva la femminista che recensiva il libro, era qualcosa tipo:
“adoro ‘ste contraddizioni, perchè queste contraddizioni esistono nelle nostre vite. la vita non è bianco o nero”

la prima cosa che mi sono detto? cazzo, le femministe sguazzano nell’ipocrisia come topi nella merda delle fogne.
…e se ne compiacciono pure!

ma ecco… a quel punto ho scoperto l’acqua calda: in tutti gli ambienti antifemministi, tutti, ma veramente TUTTI, viene notata quest’ipocrisia femminista che è la base stessa del femminismo come dell’essere femmina… ma non si concepisce lo step successivo…

ovvero: alle femministe, come alle femmine… adorare le contraddizioni che tornano comodo è appunto un piacere.

per questo che, quando partono le discussioni femministe VS antifemministi, quando la femminista viene rinfacciata di ipocrisia e contraddizioni… la femmina o femminista non concepisce alcuna reazione. e per questo poi muove in altri discorsi come se nulla fosse. una volta messa all’angolo e sgamata per la sua ipocrisia e contraddizione totale…………… niente… passa oltre con totale tranquillità, incapace di assumersi responsabilità e nell’indifferenza delle prove presentate o dei sentimenti (ah, notate quest’ultima frase… è la DEFINIZIONE per sociopatia)

per la femmina o femminista, l’essere cuccata in contraddizione e incoerenza NON è concepito come problema.

è un vanto.

è un valore.

è un piacere.

e qui si ritorna a questa femminista che recensendo il libro, se ne esce con “adoro ‘ste contraddizioni, perchè queste esistono nelle nostre vite. la vita non è bianco o nero”.

“adorare le contraddizioni”

solo una femminista poteva scrivere una bestialità simile e vantarsene. coerenza zero. emozionalità smisurata e fuori controllo del proprio io.

ovviamente… adorare le contraddizioni… fin tanto tutto torna comodo.

tutti gli antifemministi hanno scritto gozilioni di terabyte in merito, online come su libri, su questa perenne titanica ipocrisia femminista, sul loro contraddirsi nei peggio modi.

eravamo tutti concentrati a “sgamare” le contraddizioni che non ci siamo accorti di come per le femministe e femmine… l’essere sgamata è al pari di un valore, è IL PIACERE. 

se per i maschi, ipocrisia e contraddizione che portano a valore e piacere sono un tilt logico, che crea uno smacco imbarazzante, per le gattare è normale quotidianità in cui sguazzare, piacere e vanto. ma soprattutto è una ovvietà innata in loro e fomentata da loro stesse. è come dire che il sole è nel cielo blu tra le nuvole. 

quando gli antifemministi raccolgono prove e debunkano le femministe, queste reagiscono in totale disinteresse come se appunto avessero letto una banalità quale:”il sole è nel cielo blu tra le nuvole”. 

per questo che, una volta sgamate, sparano fuori altre troiate senza ritegno (troiate che a loro volta si contraddicono con quelle precedenti…) senza provare alcun sentimento di fastidio per essere state smascherate nella loro schifosa ipocrisia. sanno di essersi contraddette e di essere delle ipocrite schifose… MA SE TORNA LORO COMODO, SE LO GUSTANO TUTTO.

contraddizioni che sono valevoli solo per loro femministe e femmine… ma appena beccano una contraddizione di un lui… apriti cielo.

torno al libro?

tanto per dare l’idea… la cretina scrive una vagonata di luoghi comuni femministi… e nella bolgia, lei stessa si rende conto delle contraddizioni che saltano fuori.
lei odia i maschi ma ama immensamente suo marito / odia i maschi ma stare con i maschi è meglio / e così via.

la totale mancanza di razionalità che porta all’analisi… che a sua volta porta informazioni utili per capire e capirsi… e quindi migliorarsi, spiega come mai il femminismo sia NULLA. solo aggettivi del cazzo, turbe emotive slegate, vizi di principessine. e questo spiega come mai, nei millenni, un sesso abbia “sclerato” mentre l’altro abbia razionalizzato… come mai uno sia sempre perso nel tempo ed uno abbia “evoluto”. evoluto nel tempo, come abbia “evoluto” il tempo. sbagliando molte volte, ma questo è anche la via per crescere.

ed il finale diventa chiaro: un sesso ha creato il femminismo. un sesso ha creato redpillati che hanno creato MGTOW. le prime si sono affossate con facilitazioni permesse, che per ironia si sono rivelate sempre a doppio taglio… ed il trend è da sempre in peggioramento. i secondi sono nell’eterna ricerca del miglioramento nella difficoltà della vita… e per 10 che cadono o falliscono, 1 traccia una via o svetta. e crea per gli altri. che, a questo punto, fanno un altro passo nella storia della vita. e le femministe? da qualche parte a frignare. come zecche che vivono a sbaffo.

odio gli uomini è un libro pateticamente insignificante. quasi imbarazzante.

conferma come il femminismo sia ipocrisia e contraddizione.

ma ad oggi, con questa sorta di chiave di lettura, o scoperta dell’acqua calda… questo “adoro ‘ste contraddizioni, perchè queste esistono nelle nostre vite. la vita non è bianco o nero” è come scoprire la Stele di Rosetta tra umanità e femminismo.

adorano la loro ipocrisia… fin tanto torna loro comodo.

tanto possono.

…le care vittime.

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