Colleferro ed i problemi nati, omessi e nascosti dal femminismo

avevo appena finito di scrivere 4 righe su come le femmine omicide siano “meno omicide” che eccoti saltar fuori la stampa/media, qundi la propaganda femminista, trovare la notizia da leccarsi i baffi: l’omicidio del giovane di Willy Monteiro da parte di schifosi ratti mafiosi in erba, dei tipici parassiti senza passato, presente e futuro, i fratelli bulletti Bianchi (ora omicidi) di Colleferro.

e con questo delitto rivoltante, arriva puntuale l’ennesimo banchetto femminista che da bravi avvoltoi razziano impunemente negli eventi di cronaca per impestare questo povero mondo con la loro propaganda razzista, cancro dell’intelletto.

il femminismo, da bravo cancro quale è, per procedere alla sistematica distruzione della figura maschile usa come riferimento alla propria propaganda… il peggio che la cronaca nera offre. e notare, questa tecnica è univoca, ovvero vale se usata contro la figura maschile. se io prendessi lo stesso metodo… contro il genere femminile, verrei tranvato in un secondo (giustamente). però se questo metodo lo applica il femminismo… non solo è valevole, ma è anche da accettare a capo chino e guai dire altro.

si arriva quindi ai fatti accaduti in quella notte in cui un ragazzino è stato massacrato a morte da un gruppo di bulletti del cazzo, sporcizia dell’umanità.

non è il prodotto del patriarcato… se mai una gang di mafiosi in erba che venerano l’idea di un’organizzazione criminale retta da omertà e riti. perchè la spedizione punitiva non è made in patriarcato (sempre se “patriarcato” è mai esistito) o made in “machismo”. è made in mafiosità.

MAFIOSITA’

modo di pensare che porta alla spedizione punitiva e violenza selvaggia seguita come METODO. metodo per punire chi si ribella, chi non si piega all’omertà e alla paura che la mafiosità impone.

quindi… non è il patriarcato che è andato a massacrare Willy.

è Willy che è stato patriarcato.

è Willy che è stato machismo.

Willy è stato l’unico che si è comportato da uomo (facendo sbarellare i bulletti) per salvare qualcuno.

NESSUNA femmina ha mosso un dito per salvarlo.

ora, care femministe, godetevi le vostre schifose storie su patriarcato e machismo toxico che vi siete ricamate.

infami.

e questa mafiosità dei bulletti Bianchi, è esattamente come le più strutturate attività mafiose organizzate. persone che impongono la loro propria volontà con violenza ed illegalità, per cui la stessa violenza è piacere perchè porta STATUS ed arricchimento a fini privati a danno di persone e società.

non c’è stato alcun patriarcato a piede libero, c’è stata l’ennesima attività mafiosa, questa volta da 4 patetici balordi. ed in questo c’è, come mosche sui cadaveri, la sporca, infame e disonesta intellettualità femminista che razzia per la propria propaganda.

ignobili esseri viventi, uguali ai Bianchi.

e difatti, cavallo di battaglia dell’abominio femminista è associare le fisicità ostentata dei 4 mafiosotti (ora killer), la loro attitudine da spacconi e bulletti wannabe gangsta… “patriarcato” o “uomo duro“.

e qui si ritorna a come il femminismo insegua la distruzione della figura “dell’uomo duro” usando come pretesto la cronaca nera.

poi vabbè… sei infame femminista, mettiamoci un tocco di qualunquismo. per cui ci finisce dentro anche “razzismo” (Willy era di pelle “non italiana doc” ed era di famiglia straniera), magari con un fisico snello per cui ricorda un effemminato o un gay. alè, versiamo tutta la merda qualunquista che è possibile raschiare…

e qui si ritorna al SOLITO business femminista. il ragazzo ammazzato è uno delle tante vittime del patriarcato. una delle tante vittime del patriarcato, come le vari mogli, madri, sorelle uccise, perchè il patriarcato regna.

e siamo alle solite… in tutti questi decenni il femminismo ha sempre mostrato interesse per entrare in ogni evento o situazione… ed agirvi apertamente MA cercando di nascondere SEMPRE il loro vero secondo fine in qualsiasi ambito fossero, ovvero ricondurre tutto alla loro politica. è come nascondere la reclame nei film… tipo vedi un film ed il protagonista mentre sta per disinnescare una bomba, si prende una sigaretta dal pacchetto marlboro ed esclama “caspita che buona questa marloboro“. e le femministe martellano sempre con questa tattica… “le balene bianche sono in estinzione? noooo! dobbiamo lottare contro la scomparsa delle balene bianche! è un fatto grave questa futura scomparsa! un evento grave quanto l’oppressione del patricarcato che inneggia al femminicidio!!!!

le femministe prendono un caso, qualsiasi. è il pretesto. da questo, ci costruiscono un delirio che finisce in “patriarcato” …e da quello ritornano SEMPRE a “femminicidio”. il tutto perchè la propagnada femminista NON deve arrestarsi MAI.

a questo punto, è impossibile non notare come la propaganda razzista femminista basata sul qualunquismo (le statistiche prese a comodo e MAI controllate, tanto per citare la più ovvia)(distorsione di eventi e campagne mediatiche di queste, per cui alla fine una bugia ripetuta 100 volte diventa verità) è una macchina distruttiva e non più gestibile che non deve rendere conto a niente e nessuno. neppure ad un’altra femminista, per incredibile sia. tanto che tra loro si scannano in un delirio emozionale tra aggettivi, gatti e candele profumate, dove la coerenza o la logica è come il mostro di lockness. tutti lo conoscono, alcuni dicono di averlo visto, ma le prove vengono tutte debunkate.

ora… visto che siamo qui… un paio di parola per quanto riguarda quei 4 (o quanti possano essere…) si, questi bulletti annoiati con una capacità intellettiva ridotta, scarti della società che cercavano di svettare… senza capire che erano il fallimento.

da scarti ad assassini e pure dei peggiori, perchè di quelli che ammazzano per noia, perchè bulli, perchè nel cranio non hanno mai avuto nulla se non le scarpe firmate, tatuaggi, apparire, cercare di essere rispettati, adulati, idolatrati. l’eterna illusione dei falliti, di chi scarto è e scarto rimane. di chi nasce nello scarto e rimane nello scarto, perchè il cervello non permette loro di capire che sono scarto.

in questo… o meglio, in questa tragica condizione… se non erano loro erano altri da un’altra parte. la povertà e nella povertà… lascia destini segnati all’affondare inesorabilmente, senza che la società possa fare qualcosa.

anche perchè… la società ne ha la colpa.

il sistema… è letteralmente nel caos.

elementi che erano e sono usati per proporre figure positive con motto quali “onore, sacrificio, impegno, giustizia” vengono letteralmente stravolti al contrario mantenendone gli stessi termini ma obbiettivi diametralmente opposti.

i bulletti lo hanno fatto.

il femminismo lo ha fatto.

la gang di bulletti falliti che nella loro inutile vita non è riuscita a far nulla di meglio se non ammazzare un ragazzino, scommetto che se le scrivevano ‘ste parole: “onore, sacrificio, impegno, giustizia“… parole che, in una società dove la figura mascolina e maschile è stata devastata dal femminismo… diviene ad uso proprio, secondo le proprie idee.

ed a questo punto, quando una gang di bulletti prende quelle parole, le potrà rigirare a fin di bene? considerando che il massimo di cultura che possono avere è il telefilm gomorra o suburra oppure il top a cui possono ambire è il cercare di farsi far sborrare da qualche nobile donzella tanto brava a sucare cazzi con l’ano, ai limiti di un cimitero di un paesino…

e così questi bulletti… senza figure o ideali “campioni” da esaltare e vivere, in un era dove non esiste E NON DEVE ESISTERE più l’eroe, perchè il femminismo lo ha distrutto… allora chi “cade” e finisce nei branchi… dove si rifugia?

nel male.

il male è affascinante. è seducente. è semplice. è alla portata di tutti. ma sopratutto è… qui. è innato in ognuno di noi. le femministe lo usano alla perfezione.

ed in una società che ti definisce come maschio pezzo di merda, oppressore, violento, stupratore, colonialista, privilegiato… e tu, cresci con la figura maschile che è colpevole perchè maschio… sei già male.

e qui arriviamo alla solita condizione:

  • la società ti massacra, sei male.
  • la società non ti offre ideale nobili.
  • vi è l’esaltazione dell’ignoranza, che diventa un vanto.
  • la ricchezza materiale è tutto ed il resto non conta un cazzo. se hai il lavandino in oro 24k allora apriti cielo, sei proprio arrivato! quanti mafiosi avevano le case con troni e cessi in oro zecchino? tutti. o perlomeno quelli che non vivevano come ratti in buchi per nascondersi dalle forze dell’ordine.

e forse… qualcuno dei Bianchi (o forse tutti loro) nei momenti in cui il cranio di un ragazzo si sfondava dai calci… lo capiva.

“sono il male? si, sono il male.”

“ed allora non me ne frega più un cazzo di nulla.”

“vaffanculo a tutti.”

“vaffanculo.”

“muori.”

“e vaffanculo anche a me.”


ed alla fine, quando il morto arriva… solo allora, a fronte del conto da pagare, capisci realmente il male.

si, quel male che era “fascion”…

ora ha IL prezzo: è la tua vita.

quella vita che prima era la vacanzetta in sardegna a suon di selfie per far vedere che sei un figo, le ore passate in palestra per tirarti su i muscoli, l’imporre la tua legge per il rispetto del quartiere.

è tutto bello che fumo.

tutto finto.

ti rimane il niente

ed il futuro è una merda.

e così si arriva al momento in cui si comprende il prezzo: prima tradito da una società che ti disprezza, ora paghi al male il pegno. schifato, sedotto, tradito.

il male presenta il conto ora: è l’orrore. e la tua vita è andata.

in questo momento i Bianchi si scoprono o si scopriranno poveri stronzetti, che non contano un cazzo, che non hanno mai contato un cazzo. sono merda ed ora, troppo tardi, possono realizzare che quel tizio che hanno ammazzato è morto in un’odio che ora non ha neanche più sapore.

e qui arriva anche l’ulteriore amarezza: forse quei mafiosotti, i Bianchi, manco lo capiranno. perchè tanto merde infami sono, che forse se ne sbatteranno il cazzo. forse al peggio non ci sarà limite, usciti dal gabbio si sentiranno dei duri perchè ora hanno curriculum.

ed in un certo senso, sarebbe meglio così. la speranza è che i Bianchi, una volta usciti dal carcere… finiscano morti in una qualche sparatoria tra altre merde come loro e si levino dai coglioni da questo universo. almeno sarebbe più facile accettare l’uccisione di quel ragazzino, Willy Monteiro. erano merde, sono morti come merde, non faranno fuori altri innocenti.

perchè se “domani” capiranno… beh… la morte di Willy Monteiro sarà molto più dolorosa da accettare.

perchè è servito il sacrificio di un ragazzo per farla capire a 4 bulletti.

…e non ne vale la pena.


prima di chiudere… la solita nota piacevole, questa volta dedicata ai cari media, i cagnolini del femminismo, i nuovi violenti borghesi reazionari.

willy

gli ammazzano l’amico e quelle merde di giornalisti s’inventano l’intervista.

…quante volte è accaduto?

quante?

mentre tutti noi siamo affondati nell’abitudine? ecco, questo lasciarci andare ha permesso al femminismo di divulgare 1000 volte le loro bugie che ora, ripetute con costanza, sono LA realtà. se il ragazzo amico di willy non avesse smentito subito… eravamo tutti a pensare alla storiella del corriere.

c’è molto da imparare da tutti questi fatti di Colleferro.


prima di terminare, diamo spazio anche a chi è in questo ambiente dei like, dell’essere esposti all’approvazione ed all’ammirazione?

prendiamo quella che vive di media e ai media deve piegarsi? la sig.ra Chiara Ferragni, una che per il business ha reso evidente come la cultura dell’apparire, dei like e dei follower sia TUTTO. cosa che era anche lo stesso per gli assassini che hanno ammazzato willy… tanto per dire.

beh… la Chiara se ne esce con una roba tipo “ecco il machismo toxico basta con questa cultura violenta blah blah blah

ora… il marito è un tatuato, palestrato, che ha fatto successo con i like e mettendosi in posa su instagram & co, uno che su yt “dissa” ovvero ne dice ai suoi antagonisti “musicali”. sostanzialmente è il clone dei bulletti che hanno ammazzato il ragazzo. solo che Fedez, non ne ha mai avuto la situazione per diventarlo… forse perchè è dotato anche di cervello.

sia quel che sia, è interessante notare come il profilo del marito della Ferragni sia molto simile a quello degli assassini: tatuaggi, muscoli, pose per apparire, ricerca spasmodica di like e followers.

nonostante questo… il machismo tossico è per gli assassini e basta. tranne che… no… cioè… si. no. cioè NO. intendo SI! no! si!

non ci si capisce più nulla?

beh, ovvio. siamo nell’ideologia femminista… riassumiamo: avere tatuaggi, muscoli, atteggiarsi per i like ed apparire è machismo toxico. tranne se hai tutti questi elementi e sei fedez o un personaggio similare.

ironic


ed in ultimo…

come non notare il fenomeno del “bad boy” in questa faccenda.

è IL tabù assoluto in questa storia, un qualcosa che nessuno osa analizzare. media in primis. i fatti di Colleferro hanno anche mostrato questa ennesima banale realtà: il genere femminile ci si butta nei “badboy”. tanto che alcuni di questi prima del pestaggio stavano a sborrare alcune tizie, ai margini di un cimitero. tizie che NON ERANO PRESE CON LA FORZA ED OBBLIGATE A SUCARE LI LORO CAZZI…

è un elemento ben notato in certi gruppi (ovviamente agli antipodi del femminismo), molti hanno notato come i gli assassini fossero con la presenza femminile, in foto o in eventi, sempre e costantemente: badboys o bulletti mafiosotti in erba… e femmine.

ed è una costante.

non è un qualcosa di… “caspita che evento singolare”

da sempre c’è una caterva di femmine che insegue il bello e dannato… per poi, ironia… pagarla. eh si care le mie ritardate femministe, se vi volete fare il badboys perchè “tanto sexy” e poi questo vi spacca le ossa perchè “motivo X assurdo”… non è che “patriarcato” o “machismo toxico”… no, ciccine care. siete voi cretine che vi scegliete altri cretini.

per carità, è anche vero che al mondo ci sono gli insospettabili, della serie “era un così bravo ragazzo e ha sventrato tutta la famiglia…” ma è appunto l’evento raro. ed evento raro venduto per evento comune, è tipico del femminismo… su cui ci ha costruito la sua propaganda: femminicidio, patriarcato, oppressione…

ma tornando alla figura dei badboys…

il badboys ha sempre figa… ed è tutto ok.

ma come mai non vi è alcuna riflessione etica in merito a quelle che desiderano queste figure? 

perchè le femmine DEVONO essere libere di scegliere anche il peggior avanzo di galera. perchè l’amore trionfa e le femmine “sanno cambiare il loro badboy“.

ma nella realtà è l’illusione femminile. illusione che termina quando lo stesso avanzo di galera sfonda loro il cranio contro lo il muro di casa. a quel punto allora eccole che urlano “ma chi lo avrebbe mai detto!!!! OPPRESSIONE PATRIARCALEEEH“. no, non è “chi lo avrebbe mai detto”. è una probabilità dallo scontato svolgimento. cosa che se succede altro che non sia l’ovvio c’è da rimanere shockati.

epici i casi di donne che intrattengono fitte corrispondenze con avanzi di galera. da noi, in italia, famoso tra tutti era il caso di Vallanzasca. in america ci son stati serial killer di donne che, una volta finiti in prigione, avevano corrispondenza con altre donne. e non perchè loro cercassero donne… ma perchè queste volevano il “bello e dannato”. una cosa tanto nota, che persino i comici USA ci facevano monologhi. e per assurdo si arrivò a livelli in cui alcune di queste “pretendenti” fece causa a carceri e governo perchè non le permettevano d’incontrare il suo “bel principe” (…) che tra le altre cose a volte era pure malato con aids e altre finezze.

a questo punto… stupisce sapere che una giovine della gang abbia o stia per avere prole dal bulletto ora assassino?

non direi.

che bello eh? nasce in un ambiente così sano: padre bulletto assassino, la madre brava ad aprire le gambe e farsi selfie.

applause

ecco i risultati e le creazioni del femminismo. giovani che non hanno figure ideali positive perchè distrutte dal femminismo. deboli che si fanno branco ed uccidono perchè non hanno altro a cui ambire, perchè la società non offre loro altro… anche perchè il femminismo ricorda ANCHE a loro che sono maschi pezzi di merda. bulletti nati nel nulla, cresciuti con l’odio femmista, abbandonati da una società devastata dal femminismo. bulletti che si creano il loro credo, si costruiscono i muscoli per avere un sentore di uomo… e poi falliscono perchè coglioni. non potevano che fallire. ed a quel punto il femminismo arriva e banchetta.

ed alla fine… si è detto tutto, tranne quello che doveva essere detto:

Willy era un uomo.

Willy Monteiro sceglie di andare in aiuto di un suo compagno. sceglie di aiutare.

…ed invece cosa è stato detto?

lo abbiamo letto tutti, no?

mi pare evidente che dobbiamo parlare ancora di machismo tossico!!!! e di patriarcato!!! che non se ne parla mai abbastanza, eh…

tanto…

download

🙂

quando lei uccide, ma tu sei femminista ed allora devi trovare scusanti…

…che faticaccia essere femminista, caspiterina!

ma veniamo all’ultima:
in questi giorni, alcune persone ubriache o sotto l’effetto di stupefacenti (o entrambi, perchè quando sei merda lo sei anche al quadrato), hanno investito e quindi ammazzato vari individui lungo le strade nostrane.

ubriachi e drogati vari che alla guida delle loro vetture, falcidiano persone a caso.
dalla città al paesino alla provincia, è un grande massacro “casuale”.
…e si potrebbe dire, in un certo modo, in tutto il mondo.

la cosa non mi avrebbe neanche smosso più di tanto: ubriachi tossici alla guida delle loro auto che SI CONFERMANO assassini. ormai è una grande tradizione immancabile. ma… ecco… il fatto vuole che… beh… qualche giorno fa… ad essere ammazzati dall’ennesima persona ubriaca/drogata… ci sia stata una lei.

intendiamoci: non è certo la prima volta. anzi… TUTTAVIA, ecco… gira che ti gira i vari siti d’informazione… un articolo ha attirato l’attenzione più di tutti gli altri. un articolo semplicemente RIVOLTANTE. o per meglio dire, schifosamente nella sua purezza femminista. l’autrice è Giusi Fasano, una delle tante femministe che ammorbano il pianeta, una delle tante nella cricca della 27esimaora ed è proprio lei che sforna l’articolo capolavoro: “Irina l’imprenditrice, i due ragazzi investiti fuori dalla discoteca: «Guidava ubriaca»

la cara Giusi Fasano, mette subito in chiaro la situazione:

  • Irina è in ospedale, ha qualche dolorino fisico.

caspitarella!!! era proprio la notizia più importante! tutti calmi, la killer sta bene.

ma subito dopo, puntualizza:

  • a breve, Irina, svilupperà quel sentore di colpa

…PORCATROIA HA AMMAZZATO 2 PERSONE, MENTRE GUIDAVA STRAFATTA e la cara femminista Giusi Fasano, in un tripudio emozionale empatico non indifferente, ipotizza quanto la killer si sentirà in colpaaaah!!!11!!11!!!

ma… VAFFANCULOOO!!!

il fatto è che siamo solo all’inizio! e la buona femminista continua e specifica:

  • era buio

era BUIOOOh!!!!!1! nooooo!!!! perchè se sei femminista e devi difendere una tua sorella che ha investito ed ammazzato 2 persone… beh, diciamola tutta: la colpa è ANCHE del buio! non solo dell’alcol che il patriarcato ti riversa a forza nello stomaco. ma anche di quell’evento astronomico bizzarro, eccezionale ed accidentale chiamata notte, che di conseguenza porta l’oscurità. dico… ma ci si mettono anche gli astri oltre il patriarcatoooh!!!! il buio che arriva e ti sorprende! dai! cioè… questa è vera oppressioneeh!!!11!

poi, dove la killer ha investito le 2 persone, i 2 lampioni della luce erano rotti!!!!!
…caspita… SONO SHOCKATO.
cioè… ERA BUIO e i lampioni della luce ERANO ROTTI!!!!

era doppiamente buiooohhh!!!!!!!111!!$£”£$!$£”!!”£$”

…qualcuno accenda una candela profumata, il patriarcato agisce in maniera temibile!!!!

comunque, meglio tranquillizzare:
i 2 morti probabilmente manco se ne sono accorti dell’essere stati investiti (e qui aggiungiamoci la definizione femminista universale: erano del maschi pezzi di merda! quindi: 2 stupratori di meno!) (questo non sempre viene scritto apertamente… vabbè, ma quando sei femminista, l’ipocrisia è il primo dettame da seguire) (anche se… il fatto di essere immigrati, potrebbe dare delle noie etiche non indifferenti alle femministe… cioè… le 2 vittime essendo parte delle minoranze oppresse dal maschio alpha colonialista… si beh… ci stiamo capendo no?????? maschi pezzi di merda stupratori… però immigrati… due realtà che s’incastrano a fatica per il femminismo… ma si può ovviare a questa situazione concentrandosi sulla vera vittima, la povera Irina, la vera vittima di genere!!!111!)

ma torniamo all’articolo…

  • Irina, una volta raggiunta dall’ambulanza, è shockata!

noooooo!!!!! dai! ma povera stellina!!!!

sia quel che sia, a questo punto parte una ricostruzione figurativa riabilitativa della killer, che solo ad una femmina da parte di una femminista poteva essere concepito e realizzato.

e quindi:

  • ad Irina era stato tolta in passato la patente, per guida in stato di ebrezza MA essendo stata completato il periodo di condannata ad aiutare i disabili, le era stata restituita la patente stessa (tradotto: è stata brava a completare il percorso di riabilitazione! e poi con dei poveri stronzi handicappati! cioè dai!)
  • Irina è un’imprenditrice!
  • ha avviato una startup
  • il professore di Irina, quello dei tempi dell’università, è “tristemente colpito da questa storia”.
  • Irina ha sostenuto la scesa in campo politico del suo prof! è attiva anche politicamente!!!
  • ha fatto l’erasmus!!!!11!!!!

E POI IL CAPOLAVORO FEMMINISTA FINALE:

  • è impegnata per l’ambiente!
  • ha tanto amore per l’arte!!!
  • vuole bene ai genitori!!!!!!!!!!!!!!!£$$!£”$”!£”$!|!”
  • da domani, non ci sarà più gioia nella sua vita 😦

notoriamente uso sarcasmo per sottolineare le taaaaante schifezze femministe che prolificano sistematicamente come virus, le varie ipocrisie fetide pensate ed attuate, tutte quelle situazioni contraddittorie in cui il femminismo sguazza… ma questa volta… siamo oltre il troppo. questo è un inno al successo femminista in cui il loro status d’impunibilità nel poter dire concetti rivoltati SENZA CHE NESSUNO DICA NULLA risplende come il sole.

ed aggiungiamoci come con la femmina assassina, il femminismo ritrova SEMPRE e COSTANTEMENTE la compassione e la rivalutazione della killer, le scusanti, le attenuanti, la ricostruzione empatica degli eventi, la rilettura del caso in ottica emozionale dove la riabilitazione della lei di turno è OBBLIGO e DOVERE FEMMINISTA.

ma ruoli invertiti?
beh, sarebbe stato l’apocalisse in terra: FEMMINICITIOOOH!!!!1!! violenza di genereeeeh!!! siete violentiiih!!!111!!!$££”!$! il killer beveva sangue umano, si drogava e beveva perchè voleva uccidere intenzionalmente con maggior divertimento, disprezzava l’universo, stuprava nei weekend e durante la settimana era violento anche con i muri, cacciato da scuola, problematico con le forze dell’ordine, forse iscritto a qualche sito machista quale ilgiornale e forse sostenitore dei partiti politici di destra e sicuramente un gay represso che di notte insultava dal suo misero account facebook le varie pagine femministe!!!!

beh… invece ad investire è una lei. e quindi… e quindi CIAONE!!!! vaffanculo a voi maschi pezzi di merda stupratori 🙂 tanto noi femministe diciamo e facciamo quello che vogliamo impunemente e nessuno può dirci nulla 🙂

però ehy, il femminismo vuole la parità e la giustizia di genere!!!!
/
Fmi4

femmine che picchiano, uccidono, spergiurano. il problema? sono i maschi.

meglio tutti i maschi innocenti in galera o morti, che un maschio stupratore o violento, libero. 

è una delle summe femministe, forse la più sostenuta. quella… insieme a “maschi tutti pezzi di merda” e “maschi tutti stupratori“. ed a vedere i risultati… c’è da rimanere soddisfatti di quanto il femminismo abbia ottenuto nella pratica di tutti i giorni, con doviziosa attitudine distruttiva… una modalità che solo il cancro ne è così simile.

ora…

…ad oggi siamo verso la fine di febbraio. secondo la conta dei femminicidi, siamo a 5 casi.
poi vai a vedere… e… beh… difficile non valutare il femminismo per quello che è a tutti gli effetti: odio incondizionato di maschi, da distruggere a qualsiasi costo.
ed i casi di femminicidio, ad oggi fine febbraio… per ora sono questi:
* uccide la compagna marocchina. lui è marocchino.
* uccide la compagna italiana. lui è tunisino.
* uccide la madre di ottantanni. lei è la figliA e si suicida.
* uccide con un’ascia la sorella settantenne. lui è il fratello.
* uccide la madre di sessantanni. lei è la figlA.
SONO FEMMINICIDI. e dire femminicidio cosa viene sempre dipinto? maschio violento. tant’è che a guardare nei titoli del contatore della 27esimaora, viene riportato:

Uccise. Da mariti, fidanzati, spasimanti…

ed ancora:

uomini semplicemente violenti

poi guardi e “l’emergenza sociale” ha dei carnefici diversi ogni tanto, da quello che il femminismo pubblicizza SEMPRE. e nonostante questo? beh… è chiaro che bisogna “risolvere” questo machismo toxico!!!!

sarà questi mesi d’inizio 2019 ma i 5 casi… 1 omicidio perpetuato dal fratello. 2 ad opera di stranieri islamici. 2 ad opera di figliE che, bene notarlo, viene specificato con quanti problemi psichici vivessero (una nota perchè femmine. gli altri no, sono maschi pezzi di merda).

questo è il femminicidio quando guardi nei dettagli omessi dalle femministe

e all’estero? risaputo, le cose non vanno meglio. MA… il fatto è che, se i media sono dominati dal femminismo che perseguitano la loro propaganda… almeno all’estero hanno una struttura di lavoro così competitiva ed assillante nel DOVER dar notizie. QUALSIASI notizia. anche quelle scomode al femminismo stesso.

e di recente… ci son state certe perle che… beh… come non riportarle?!?!!?


  • caso 1:

Brian Banks – accusato di stupr… ah no.

tra i tanti maschi accusati di stupro nelle scuole americane, che si son visti distruggere il futuro con una denuncia (visto che le scuole non attendono certo le sentenze della giustizia per sbattere fuori l’accusato)(ma solo se l’accusato è maschio! se è femmina questo non capita.. vedesi la Ronell) uno dei più recenti casi è quello relativo a Brian Banks.
ai tempi (si perchè ovviamente dall’accusa di stupro ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata) era un giocatore di football liceale.
coooomunque: un bel giorno salta fuori la denuncia per stupro… e questo si cucca la prigione.
passa il tempo… e… OPS! le accuse erano false!
viene rilasciato.
…peccato che nel mentre sono passati 6 anni.

ora, l’ex giovine (ai tempi, sedicenne) ha fatto notizia perchè ha fatto una contro denuncia una volta rilasciato. si, è questo che ha fatto scalpore: denunciare chi l’ha incarcerato. una cosa che… beh, ma quando la senti??? visto che notoriamente i maschi poveri coglioni che sono, non denunciano mai per diffamazione le loro aguzzine. difatti, il nostro “eroe” non denuncia la tizia che gli ha distrutto la vita (che poverina, ora ha anche 2 figli!!! qualcuno pensi ai bambiniiih!!11!!!). e così… i giornali impazzano titoli, roba simile a “negro stupratore pretende 200.000$ dallo stato come risarcimento

e la cara e dolce “ex vittima“? Wanetta Gibson, alla fine aveva ammesso di essersi inventata tutto motivando che, dopo quanto denunciato… le istituzioni scolastiche l’avevano trattata come una regina da salvare dal drago cattivo… quindi, si era sentita riluttante a confessare. poverina! era riluttante!

e poi, caspita… al tempo, grazie alla denuncia fatta, aveva ottenuto un 750.000$ di “ricompensa”… questo cattivo patriarcato oppressivo!

a chiudere la storia? dunque, il negraccio stupratore non verrà più perseguito dalle leggi americane. giurin giurello. invece la povera vittima stuprat… ah no, non stuprata perchè è stato un malinteso… non verrà neanche perseguita da alcuna legge perchè, come dice il procuratore, sarebbe difficile provare il caso davanti ad un giudice. curioso eh? denunci per stupro? tutto ok, inventa le prove e ti paghiamo anche. si conferma che era tutto inventato? eh vabbè, capita. colpa del machismo violento sessistaaah!!!

dunque si: “patriarcato violento sessistaaaaaa misogino

Fmi4

…oppressioneeeeeh!!!1!!!


  • caso 2

Agustin Munoz.

questo caso è un vero capolavoro. descrive alla perfezione il femminismo nella sua realtà.

Agustin Munoz era un ragazzo che credeva nel femminismo e partecipava alle manifestazioni del movimento. ma qualcosa finisce male.
siamo nell’anno scorso (2018) in quel dell’argentina femminista, vicino al confine con il cile. il giovane, all’epoca diciottenne, un giorno si ritrova “sommerso da occhiate accusatorie” durante una manifestazione.
e cosa scopre? che la sua amica femminista Annie (e che amica!) lo aveva accusato di abuso sessuale via Twitter, Instagram e Facebook. combo!

eh si! accusato pubblicamente di ABUSO sessuale.
oh si.

ma un attimo… il meglio deve ancora venire.

l’accusa come salta fuori? beh… L’ACCUSA DI ABUSO SESSUALE salta fuori perchè i due avevano avuto una discussione. eh già. “una discussione”. l’accusa era una ripicca, una vendetta della ragazza femminista. un fake report.

E COME OVVIO CHE SIA… da quel momento, al ragazzo, piovono addosso le migliori considerazioni femministe. peste e corna per usare un eufemismo.

il ragazzo scappa a casa e si isola.

nel mentre, la cara e povera oppressa femminista, nota un attimo il mare di merda che travolge il ragazzo… così scrive una sorta di mea culpa online… una roba tipo “oltre che scusarmi non posso fare altro

nove giorni quelle false accuse, Agustin Munoz si suicida.
aveva diciotto anni.

cheddire… un maschio pezzo di merda in meno 🙂
(ciaone Finocchiaro e carissime femministe!)

Fmi4

…pazzerelle!


  • caso 3:

l’invito al suicidio di Michelle Carter… al fidanzato.

la cara e dolce Michelle Carter… aaaah quanti dolci ricordi.

Michelle Carter, era all’epoca in relazione con Conrad Roy III. lei 17 e lui 18.
le cose tra i due vanno male ed in qualche modo si finisce con Roy che chiama la Carter al telefono, dicendogli che si stà suicidando con i fumi dell’auto. la risposta della giovane è femminista 100%: lo invita a suicidarsi.
nel corso della telefonata, la giovine, gli fa ben notare quanto a nessuno gli interesserebbe della sua morte, neppure ai suoi genitori. la Carter arriva anche a lamentarsi della titubanza ed indecisione del giovane nell’ammazzarsi.

beh, alla fine il ragazzo si suicida.

solo che, il patriarcato oppressivo, arresta la ragazza quando trova questi scambi di opinioni durante la dipartita del ragazzo. la Carter, così, finisce a processo. ma ehy!!!! stiamo scherzando o cosa?!?!!?! basta con quest’oppressione maschilistaaaah! siete violentiih!!! parte una campagna a difesa della ragazza che, bhe, in un mondo ideale libero dal patriarcato violento misogino… aveva tutto il diritto di dire quello che pensava. quale colpa si può attribuirgli se lei non ha materialmente ucciso il ragazzo??!?!!?

beh, curioso questo punto. anche Charles Manson non aveva fisicamente preso parte ad alcuna mattanza. ma si era guadagnato comunque ergastoli senza possibilità di uscire. ma vabbè… nel mondo femminista… la Carter è la vittimaaaaah!!!

e la tragedia è che, dopo 5 anni da quei fatti… la Carter, riaffrontando un nuovo processo patriarcale, viene oppressa dal maschilismo con 15 mesi di carcere!

15 mesi. beh cheddire. ripagano proprio tutto.

bisogna lottare sorelle femministe contro il sistema!!!!

patriarchy


  • caso 4

la ragazza di Alex Skeel, le botte e la segregazione

passiamo in Gran Bretagna.
Alex Skeel vive la sua relazione con Jordan Worth.
Jordan Worth trova, giustamente, molto maschilista il suo ragazzo che pretende di andare e venire come vuole, vedersi con i suoi amici e stronzate maschiliste simili.
QUINDI, nel tempo, obbliga Alex a chiudere con gli amici.
e poi a chiudere anche con la famiglia, che lo aveva cresciuto nei classici privilegi maschili.
ed a quel punto, lo relega in casa da cui può uscire solo sotto permesso (perchè ehy, che è ‘sta cosa maschilista che i maschi pensano di poter fare quello che vogliono?!?!!? ma vaffanculo al patriarcatoooh)

Alex da classico machista toxico privilegiato… a ‘sto punto prende e si rifugia dalla polizia che da brava succursale patriarcale… lo deride e lo manda a fare in culo.

tornato a casa, visto che abbiamo fatto 99, famo 100: la Jordan Worth lo picchia come un tamburo. poi già che c’è, lo accoltella. e tanto vale tutto, lo ustiona con liquidi bollenti facendogli perdere la pelle dal braccio. ah si… a concludere, lo rinchiude senza cibo.

passa il tempo, la famiglia patriarcale pretende il maschio scomparso dalla polizia.
la polizia indaga e trova Alex, nella casa “della coppia”, denutrito, ferito e sottopeso.
il patriarcato a questo punto esplode e la vittima Jordan Worth viene incolpata.
si guadagna 7 anni di carcere.

cioè ma con tutti i maschi violenti… ci si deve occupare di sciocchezze simili?!?!?!

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…’sto maschilismo…


caso 6: 

passando a quel mondo nostrano… ci sono tante piccole notizie…
notizie che quando esplodono… sono SEMPRE porta bandiere delle cause femministe, di quanto il machismo tossico dilaghi, il patriarcato, le violenze maschili… POI, quando negli anni la realtà viene ricostruita… ma sopratutto quando viene mostrata la totale discolpa degli imputati nei processi… nessuna femminista torna sui suoi passi a modificare gli allarmi dati, tutte le care buone femministe stanno belle e buone ad omettere come sono andati i fatti.
e così anche qui ci si ritrova con una lista di infamati (prima) ed ora… beh… sticazzi.

(qualcuno forse si ricorderà i titoloni femministi all’epoca di questi casi. titoloni di femministe felici di gozzovigliare come maiali nella bolgia. ed ad oggi nessuna si è messa a fare un solo mea culpa, come classico sia, da buona femminista)

* Alessandro Valentino, 92 giorni in carcere. lui ed altri 9. accusati di stupro e stalking. accusati per vendetta, l’accusatrice alla fine… si era inventata tutto. 5 anni dopo ne parlano nei trafiletti i giornali maggiori.
* tassista milanese accusato di stupro (da una amica della studentessa americana) quando questa era ubriaca. in realtà, i due avevano fatto sesso consenziente. ma lui finisce al gabbio a san vittore. 21 mesi per uscirne.
* Serena Bowes, 21 anni. accusa di stupro tutti. le telecamere smentiscono, visto che vengono ripresi uscire dal bagno e baciarsi. per le femministe: la ragazza era terrorizzata e succube del suo mostro.
* a milano in due: una di 15 una di 18 accusano immigrati di stupro (la prima con 4 immigrati). alla fine ammettono che si erano inventate tutto perchè una pensava di essere finita incinta grazie al suo ragazzo e l’altra pensava di essersi presa malattie in giro. titoloni femministi all’epoca “i maschi come bestie, non hanno pietà delle ragazzine
* la quindicenne di urbino, stuprata e filmata? appelli su instagram per cercare il colpevole… solo che poi… no, non c’era stato uno stupro ma un rapporto consenziente. ed avevano usato pure con profilattico.
* ottantenne denuncia stupro. l’orco è il vicino, romeno. in realtà gli stava antipatico come vicino di casa ed inventa il tutto. il test del DNA lo salva.

e poi a seguire altre notizie: botte, accoltellamenti, ammazzamenti… tutta roba che il femminismo riporta subito se è una lei la vittima e c’è un lui da incolpare (a titoloni cubitali su giornali, blog, media).

quando poi le situazioni si ribaltano… le femministe diventano non pervenute. magia!

…al meglio, le femministe rispondo ipocritamente e banalmente con il solito “eh vabbè per 1 caso…” ecco, il fatto è proprio tutto qui: “eh vabbè per 1 caso…. il canonico ripetersi. solo che un caso non è. ed il risultato è il solito: non divulgare queste notizie e finire nel dimenticatoio. l’opposto dei casi di femminicidio che hanno vere e proprie campagne mediatiche di martellamento…

ed  è proprio questa situazione che dovrebbe insegnare: registrare e mettere statistica (anche forzando deliberatamente) crea poi una situazione/evento da valutare. sequenza che poi porta ad un problema sociale che indica come una società deve adeguarsi volontariamente o meno.

ma fin quando questo non viene fatto… il problema non sussiste. tutto quanto accaduto qui sopra, non essendo catalogato in statisticanon è un problema. per cui, le femministe si fanno forti nel dire “eh vabbè per 1 caso!!!! noi veniamo trucidate. quotidianamente

la violenza femminile… NON ESISTE e NON E’ UN PROBLEMA. quindi… maschi stupratori, maschi violenti, maschi tutti pezzi di merda.

00

 

🙂

criticare il femminismo: è colpa dei maschi.

rif. articolo: Natalia Ginzburg: perché voglio scrivere come un uomo (27esimaora) / di Valeria Palumbo

articolo incentrato su Natalia Ginzburg, scrittrice e politica, figura di primo piano della letteratura italiana del Novecento.
…cosa può fare notizia?
bhe, alcune dichiarazioni vagamente esplosive, tipo:

  • Desideravo terribilmente scrivere come un uomo, avevo orrore che si capisse che ero una donna dalle cose che scrivevo
  • hanno un modo di fare così frivolo
  • quando scrivono, non riescono a liberarsi dei sentimenti
  • non sanno guardare a se stesse ed agli altri con ironia
  • Sono sempre umide di sentimenti
  • ignorano il distacco

booom

se questo fosse stato scritto, pensato e detto da un maschio, si sarebbe scatenata istantaneamente una sommossa inquisitoria e punitrice.
detto invece da una femmina… bhe… è colpa dei maschilisti e dei loro privilegi!!! tanto che lo dice la stessa Palumbo: “essere intellettuali donne non conceda la stessa varietà (e conflittualità) di posizioni che si ritiene ammissibile per gli intellettuali uomini
seeeeempre oppresse, le femmine. i maschi? seeeeeempre liberi. ma nell’opprimere le femmine.

finisce qui?
no.
…alla Palumbo parte la vena.
quanto detto dalla Ginzburg è un “giudizio severo ed ingiusto” (figurarsi), dettato anche dal “complesso rapporto che Natalia ebbe con le altre femmine” (poteva essere altrimenti?)

quando poi la Ginzburg spara un:

  • “Scrivere come un uomo vuoi dire scrivere col distacco, la freddezza di un uomo. Cosa di cui le donne sono raramente capaci. Il distacco dai sentimenti, soprattutto. Non significa scrivere fingendo d’essere un uomo. Una donna deve scrivere come una donna però con le qualità di un uomo”

alla Palumbo scappa la “gentile” controrisposta: “Un giudizio del genere farebbe pensare a una certa estraneità alla letteratura femminile, (…) Invece Natalia era coltissima e aggiornata

rosicamento nel non poter accusare di Mansplaining la Natalia Ginzburg… Valeria Palumbo colpisce con un “era coltissima e aggiornata“. una stupenda fucilata. è la classica “nota di complimento dispreggiativo”. modalità ben nota femminile, quando si deve apparire gentili e cortesi covando l’odio totale nell’animo—–. mai sentito un “ma certo cara, stai così bene con quei vestiti” ad un’altra femmina? ecco… stesso livello.

ma al di la di tutto… è sempre la solita tiritera.
se una femmina muove qualche critica al genere femminile stesso… bhe… c’è sicuramente “una causa” da ipotizzare. difatti Palumbo cita: “Sandra Petrignani avanza anche la sensata ipotesi che i suoi amici-colleghi, nell’insistere sulla non-femminilità della sua prosa, volessero proteggerla in un ambiente letterario ferocemente maschile e maschilista, e ancor più maschilista in quanto di sinistra

“una sensata ipotesi”
sensata…
da chi ha un unico mono-pensiero (“maschilismooooh!!!11!!!%£”) motivare poi con “sensato” lascia un attimino interdetti.
quando poi si giunge al “ambiente letterario ferocemente maschile e maschilista” bhe…

waaat

non è che -forse-per caso-sia mai-chissà- questi modi di fare frivoli, mancanza d’ironia, umidità di sentimenti, ignorare il distacco, notati dalla Ginzburg… siano un pochetto troppo una costante femminile???? non è che questo modo di essere e fare… sia la critica stessa mossa della Ginzburg?

…e invece no.

non esistono e non devono esistere femmine che criticano femmine e/o il femminismo.
sia mai.
è invece il solito mantra politico: colpa del maschilismo e dei maschi che opprimono le femmine. anche quando una Donna critica altre donne.

🙂

quando la 27esimaora sfrutta la depressione per i propri fini politici.

rif: articolo della 27esimaora / the Rock
(di Maria Serena Natale)

in questi giorni, Dwayne Johnson (l’attore e wrestler conosciuto come “the Rock“) ha rilasciato in giro qualche intervista in merito al suo passato, al suo soffrire di depressione, i momenti bui che ne sono derivati, le difficoltà da superare e tutto il resto.

roba non proprio leggera, la depressione è una bruttissima bestia che piglia in maniera subdola ed infame chiunque.

eppure…
eppure la cara 27esimaora, per conto di Maria Serena Natale, coglie l’oportunità per buttare da parte la malattia e rimarcare, per l’ennesima volta, quanto i maschi siano deboli.
e come agisce la depressione, alla stessa maniera agisce subdolamente la 27esimaora… in questo caso con terminologia sottile. prendendo alcune frasi in sequenza:

  • “ammissione pubblica”

bellissime queste 2 parole. il maschio macho “ammette”… ammettere come i colpevoli messi all’angolo o i ladri che confessano e “pubblico” che unito alla precedente parola si avvicina senza molte difficoltà al “patibolo pubblico”… e quando si parla di maschi… la27esimaora ci gozzoviglia come iene su un’animale abbattuto. è un turbinio di denti nelle carni e frattaglie che si spargono. il maschio ammette pubblicamente!!! oh quale guadio!

  • “fragilità di un noto macho”

anche qui… le menti eccelse della 27esimaora si leccano i baffi perchè è l’occasione ghiotta per accostare due termini cari alla gang femminista e sbandierare i propri slogan, un’occasione per seguire la lotta ideologica di sempre: riannotare per l’ennesima volta il maschio “duro” in realtà debole, sofferente, fragile.

e qui è tutto molto curioso… si scelgie di parlare di depressione solo se c’è the Rock / il macho (come dicono le nazifemministe…) che fà questa rivelazione.
curioso no?
perchè una settimana prima è stata realizzata l’installazione Project84  dell’artista Mark Jenkins, dove sono stati disposti 84 manichini sul cornicione di un grattacielo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’epidemia silenziosa che fa strage di uomini sotto i 45 anni: la depressione che poi sfocia in suicidio (8 su 10 sono maschi, dati istat 2011 / 2013, e nel mondo le cose non cambiano molto).
oh guarda! senza uomini macho… se la 27esimaora se ne disinteressa CASUALMENTE!!!!11!!11!!!!£”23. niente macho + morti veri (anzi suicidi), significa non poter accostare gratuitamente il macho forte virile con il canonico maschio debole, quella visione e missione femminista che fà di tutto per deviare in una “forzata debolezza indotta”. la campagna della 27esimaora in questo caso non può reggere la monotematica “il maschio in crisi, debole, etc, etc”. quindi meglio evitare (anche perchè andare sputare sui suicidi, si rischia di dover rimangiare tutta la merda cacata impunemente affrontando i parenti)

  • Il santuario della mascolinità

vabbè.
questo è forse il miglior regalo che una nazifemminista può erroneamente farsi sfuggire e concedere. è la dimostrazione pratica di una visione distorta e profondamente radicata. bisogna avere una profonda ossessione per deformare questa faccenda in una propria visione così sessista di comodo.

si discuteva di depressione, malattia terribile  e devastante ma le nazifemministe della 27esimaora sono riuscite a deviare nel solito “l’area sacra del patriarcato opprimente che opprime sopratutto i maschiiii2i!!!!”3123!”!!”£!”£$£!!!!!”

  • la mascolinità più stereotipata e dura si apre al fiume delle emozioni

ecco!
solo qui si può realizzare dove stà la vera oppressione.
il bisogno nazifemminista dell’agganciare a qualsiasi cosa con “emozioni”
il problema mai digerito dalla cricca nazifemminista della 27esimaora (e per conto di questa cosca, di Maria Serena Natale) è che la mascolinità sterotipata non lascia molto spazio alle emozioni. e questo fà una rabbia repressa che divora e marcisce all’interno per fuoriuscire in odio… cosa che in un certo modo fà un pochino sorridere… perchè se alla fine tutto questo è il problema di agganciare il modello ideale di macho che non deve chiedere con il sacro fiume rosso delle emozioni racchiuso nell’infinito cappello di paglia alla deriva di un ricordo che galleggia su di una prugna… bhe… MAVVAFFANCULO.

infine…
arriva la frase finale capolavoro del pseudo articolo:

  • che può davvero intaccare il modello-gabbia dell’uomo che non chiede e non ammette rifiuto…

qui… è il meglio.
la frase per rimarcare ancora come i maschi siano ingabbiati e rinchiusi contro la loro volontà in quel loro stesso contorto “io” malato cancerogeno, quel qualcosa di cui solo le nazifemministe hanno modo di liberare per riportare le spiacevoli ed inferiori creature in un mondo di grazia MIGLIORE.

sembra la trama di sailormoon.

peccato che è una degenerata megalomania tipica dei santoni… di chi si auto definisce giusto ed indica ai seguaci “la via” per salvare gli inferiori ed abbattere i nemici. cosa che in genere arriva con suicidi indotti o tramite  nervino nei metrò…

distribuire perennemente il concetto del maschio in crisi.

è un fiorire di “maschi in crisi” da 20 anni ormai, ma…. di recente, la cricca della 27esimaora è in catena di montaggio a pieno regime, ricordando che… i maschi sono in crisiiii!!!1!!!!”£$”$4omg!!! e sono in crisi più che mai, devono essere in crisi, pure mio cuggino che una volta è morto ora è in crisi e c’è la crisi del maschio anche ai 4 formaggi prendi 2 paghi 3!!!!

gli ultimi articoli?
Malattie, i maschi hanno (più) paura?
La supermamma ora schiaccia il papà-giocattolo
Barboncini o erbivori: ecco gli ex maschi Alfa
The Show: «Essere uomini è più facile che essere donne»
Insicuri ma felici, i nuovi padri
L’anticoncezionale maschile che gli uomini non vogliono: troppi effetti collaterali
I figli di papà Pig Più liberi, più fragili
Femmine bulle e maschi fragili
il tutto nella manciata di poco tempo… e a scavare se ne potrebbero trovare altri titoli simili e senza troppi problemi.

come’era quella frase… ah si:
“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”
(by un certo Joseph Goebbels)

non è che, per caso, da sempre il maschio è in crisi e tanto quanto lo è la femmina? e forse perchè la vita è mutevole e l’adattamento non è un processo semplice? dovrebbe essere plausibile e legittimo.
…ma si sa… quando si fà politica aggressiva (come in questo caso, in cui si deve modificare senza mezzi termini un genere, il maschio) l’importante è il fine ultimo e non il modo con cui ci si arriva… (poi se a subire il tutto è il genere maschile, doppio chissenefrega)

è un continuo picchiare con il canonico concetto “maschio in crisi / femmine di successo ed intelligienti” da parte della propaganda di massa dalla tipica frangia femminista media. l’unico sistema informativo che questa gang ammette.

la cosa che fà sorridere maggiormente è che tutti quegli articoli da dove spuntano? 27esimaora?!?!?!?!? NO! stavolta compare nella sotto-sezione della 27esimaora, sezione “uomini – i segni del cambiamento
perchè la 27esimaora:

“non è solo femminismo di femmine, ma anche luogo per maschi”
/
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da leggere con la voce di Camillo Milli quando interpretava il Gr. Ladr. Farabut di Gr. Croc. Mascalz. Assas. Figl. di Gr. Putt Marchese Conte PIERMATTEO BARAMBANI MEGALOM

ovviamente “uomini – i segni del cambiamento” è nella relativa sotto-sezione, relegati (come giusto che sia) nell’angolo virtuale a considerarsi una massa di infelici depressi delicati perdenti inutili esseri semi viventi.
(e non si dica che corriere/27esimaora sono di parte solo pro-femminile visto che per parcondicio mixato all’evergreen “pari opportunità”, hanno concesso questo inestimabile spazio anche ai maschietti che altrimenti non se la sarebbero cavata…)

e comunque, se questi sono i segni del cambiamento… mon dieu!

se da una parte c’è il “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” di Goebbels… si aggiunge anche il perpetuare l’azione di convincimento in modalità PSYWAR…

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…e la PSYWAR a suon di megafono mi ricorda 2 film.
in “Apocalypsenow” c’è un momento del film in cui i protagonisti, accampanti lungo un fiume tra le fila di uno dei 2 eserciti, si ammazzano per un fottutissimo ponte. i vietcong però, usano anche altoparlanti a distanza per insultare gli americani. e la reazione ottenuta è il soldato che carica il lanciabombe e…
o come in “Miracolo a Sant’Anna” (di spyke lee) quando i 2 schieramenti, americani e tedeschi, stanno per affrontarsi ma, i nazisti tramite voce femminile cercano di far desistere i soldati neri, ricordando loro il razzismo dei bianchi… loro commilitoni… ottenendo (di contro) l’attacco americano stesso.
GUT!!!

alla fine, quei titoli ed articoli ad inizio post, non sono altro che un urlare con il megafono a squarciagola e nel mucchio, nozioni che ripetute di continuo diventano reali per alcuni. per altri diventano la scintilla per dire basta ed eventualmente ribellarsi in qualche modo (e qui se qualcun* si chiedesse come teh Donald è arrivato al potere, magari potrebbe trovarci una connessione)(in italia, lo stesso è avvenuto con la sinistra devastata e la lega che ha zompato la destra)

l’essere umano ha ancora molto da lavorare nel migliorarsi come persona. rivalutare e modificare certi comportamenti, dovrebbe essere un processo da seguire con un minimo di sale in zucca e saggezza. ed invece… giù a urlare i soliti slogan.

le risposte ovvie e guidate de “La Marea” / #AMíTampoco (#AMeNo)

RIF:
E se #MeToo fosse al maschile? Si chiamerebbe #AMíTampoco (#AMeNo)

l’articolo è di Marina Turi.
riporta quanto fatto dall’inchiesta della rivista indipendente La Marea (numero monografico pensato in occasione dell’otto marzo) in cui vengono rivolte a più di 100 uomini scelti per il loro ruolo politico, mediatico, culturale, giuridico, sociale… domande in ambito discriminatorio tra femmine e maschi con gran finale di riflessione dell’intervistato sul femminismo e sui privilegi maschili.

ora, non per dire, ma scegliere quel target… bhe… la dice lunga. per poi fare domandine che hanno già una risposta ovvia preventivata… sai che indagine.
che è come andare da un bambino (ops! bambin*!!! non citando il genere mancante esercito oppressione!) e chiedere: “preferisci la cioccolata o la lattuga?”
direi che salvo casi particolari, l’ortaggio non sarà la prima scelta…

lo scandalizzarsi che queste figure si dichiarino o autoproclamino femministi… ma dove stà la sorpresa???
chi osa NON uniformarsi a questo movimento in maniera netta, si cucca una vagonata di merda senza appello sotto forma di gogna mediatica che “ciaone” proprio.
è un cercarsi rogne. al peggio si rischia di trovarsi gente che ti mette ai raggi X per trovare qualche magagna (che tanto… si trova sempre qualcosa)
e si stupiscono che si dichiarino femministi quando poi bhe… lo sono in modi relativi?????? ma… buongiorno! è il 2018!!! vivete nelle casette di marzapane?
ah no, è il canonico fingersi stupiti dell’ovvio per rimarcare atteggiamenti reprorevoli.
furbo.
ma anche ipocrita 🙂

che poi, a leggere l’articolo…

  • un poco più sinceramente confessa che, pur considerandosi femminista, assume talvolta comportamenti machisti che ancora deve correggere.

-“un poco più sinceramente” bhe ovvio, è un maschio no?
-“confessando” …termine interessante ed azzeccato per fare capire che aria tira… si confessa come alla polizia politica, l’inquisizione o la mafia. confessa, che è meggghio… sia mai si debba controllare… si capisce l’antifonia? o c’è da mettere coppola e tenere la lupara spianata? menghia!
-“pur considerandosi femminista, assume talvolta comportamenti machisti che ancora deve correggere.” questo passaggio è molto bello. perchè tutto verge su: correggere. il machismo è da correggere. che di suo la dice lunga di questa fame nel raggiungere l’ideale di maschio-cagnolino. non si ricercano comportamenti dannosi a singole persone o al gruppo sociale, ma si ricerca il bando del generico machismo. che può essere tutto e nulla. il qualunquismo alla sua massima forma.

  • Alcuni uomini si sono sottratti al test (preoccupati dalla eccessiva esposizione pubblica)

eeeh si: l’esposizione pubblicaaaah!!!!11!! il test è scomodo al patriarcatoooh!!!”!1″!!”£
…o forse le persone che si sono rifiutate di rispondere hanno semplicemente visto le domande avere sempre le stesse risposte guidate?
una domanda guidata:”sig. X, in caso di divorzio, lei avrebbe paura di farsi portare via tutto dalla sua compagna?”
…anche un nullatenente risponderebbe si.

  • il 93% degli uomini afferma di non aver mai subìto una aggressione da parte di una donna.

forse perchè difficilmente un maschio ammetterebbe di essere aggredito da una femmina???? (dove ogni 3×4 è un continuo ripetere che le femmine non si toccano, sono deboli… ma solo quando fà comodo???)
(per non parlare della credibilità… visto che: 1- non si è credibile nel lamentarsi di una femmina che aggredisce un uomo 2- se anche si denuncia un atto simile, automaticamente si passa per colpevoli in qualcosa, perchè per aver scatenato la reazione… si deve aver combinato qualcosa 3- si passa pure per coglioni e le matte risate è un attimo (cornuto e mazziato vale solo per i maschi, chissà come mai eh?!?!)

  • il 91% non è mai stato domandato, durante un colloquio di lavoro, se pensa di avere figli/e.

forse non vengono fatti tali domande perchè non è il maschio a sobbarcarsi i mesi di gestazione di una gravidanza?!?!?!?! ed i 9+x mesi li può gestire se tutto và bene al di fuori del lavoro????
oltretutto mi ci vedo questa domanda “a figure per il loro ruolo politico, mediatico, culturale, giuridico, sociale”
il colloquio di lavoro a quelle figure?!?!?!?!
ma che cazzo ne sanno dei colloqui?!?!?!
fuori dal mondo proprio…

  • la maggioranza di chi ha figli/e non ha mai chiesto una giornata di congedo parentale come genitore.

ovviamente perchè il patriarcato oppressore blablabla…
o forse perchè, ci sono gozilioni di fattori? magari si preferisce chiedere alla famiglia (nonni, buongiorno!) ed evitare di affrontare la paura di avere rogne al lavoro??? l’impoverimento lavorativo della società è qui da 10 anni eh, la competitività del mondo del lavoro che arriva da oriente (hello Chi-ndia!) se ne fotte del congedo parentale a suon di 18h di lavoro al giorno.
e tornando al nostro gruppo prescelto… forse possono benissimo pagarsi almeno una “tata” per accudire i pargoli… ma questo meglio omettere e rimarcare l’oppressione maschilistaaah!!!

  • Un 72% non ha mai subito una molestia sessuale da parte di una donna

ovviamente perchè i maschi sono tutti stupratori!!!11!! (e comunque qui si sente il dispiacere,l’ennesimo rimpianto represso, nel non avere abbastanza maschi vittime)
forse perchè non si vedono molte femmine rincorrere maschi??? se le femmine rincorressero i maschi con lo stesso ormone, forse si avrebbe una percentuale paritaria?
poi, sempre ricordando il nostro gruppo di prescelti… forse è ben conscio di quanto rischia e stà bene attento nella gestione dei rapporti di genere?

  • il 91% crede che nessuno possa pensare che il proprio successo sia dovuto ad una relazione sessuale con una donna di potere.

notoriamente i maschi entrano nella stanza della capa appoggiando quel mezzo etto di pisello sul tavolo, che ehy! ma quale donna si lascierebbe scappare cotanta occasione!?!??!!? capita proprio mai!!!! ah no! questo è un ricordo di un film porno di rocco. no, nella vita vera, non funziona così…
ma poi stà domanda… dai! a persone di quella categoria poi!!! quel 9% ha ammesso indirettamente di essere degli arrampicatori sociali, in quella posizione solo per conoscenze. nel loro status è un autogol MOSTRUOSO.

  • il 93% non si sente discriminato per essere un uomo.

domanda che messa in un contesto di oppressione femminile… diventa quella percentuale ovvia…
a cambiare contesto, si sarebbe ottenuto quel 93%?
non credo

poi ci sono due note nell’articolo che sono stupende.
la prima:

  • …nessuna voglia di ridicolizzare…

ah bhe.
questo modo di mettere le mani avanti… dove l’ho già sentito?!?!!? mumble mumble… ah si… è uguale al classico: “non sono razzista ma…” cui segue in genere un concetto random qualunquista da asilo.
non è che sia necessario esporre l’odio, o il vittimismo, direttamente. basta anche solo presentare a proprio favore le proprie argomentazioni per sminuire chi non la pensa alla stessa maniera.
segue in automatico la ridicolizzazione.

la seconda nota:

  • (…) solo l’invito ad una riflessione

riflessione… pilotata.
piccola omissione *blink*blink* eh 😉
domande da risposta ovvia.
ma che patetico invito di riflessione può essere?
ah già, idonea per quell’ideale di maschio-cagnolino un po’ kawai che deve essere “educato” a modo.

l’articolo si chiude con la perla:
“…ci sono, in media, 60 femmnicidi, uomini che uccidono una donna, invece che leggere che all’anno, in media, ci sono 60 donne assassinate o che il 99% delle denunce per molestie sono reali, quando spesso si scrive solo che l’1% sono false”
che è legittimissimo…
…ma visto che si cerca tanto un uguaglianza… farebbe anche piacere vedere i titoli sui giornali delle eventuali femmine assassine, prendere sentenze uguali a quelle dei maschi, mentre in genere sono più leggere a parità di reato… (tra i tanti maschi che hanno sfregiato femmine con l’acido ed hanno preso pene esemplari, \come giusto che sia\, una femmina che di acido ha infierito, una manciata di anni prese, condonati, oltretutto)
o anche incominciare a tagliare sulle perenni scusanti e giustificazioni quando la femmina commette un reato (perchè al momento, qualsiasi cosa combinino, c’è sempre la nota: è malata, è oppressa, è depressa, è questo è quello, e ma però in passato era così no pomì… e blablabla)(cosa che con i maschi è sempre il solito: è un orco cattivo. ma siamo buoni e la morte non la vogliamo)(ah, piccola bugia, ma ci si spera)

infine la rivelazione di Marina Turi:
“il 99% delle denunce per molestie sono reali, quando spesso si scrive solo che l’1% sono false”
non chiedo neanche i dati, perchè già solo per questo osare m’immagino quanto stia opprimendo ed esercitando violenza indiretta passiva aggressiva.

ma sono mai state rivolte domanda alle femmine, a “riflettere” su eventuali privilegi? per una questione matematica, almeno uno di privilegio esisterà… uhm… ah no, femminismo e matematica è un ossimoro.
mea culpa.