è un femminicidio, solo meno importante.

il titolo è una citazione alla chiusa del “trailer” di Maccio Capatonda, “Che cazzo dico“, dove la protagonista risponde al suo fidanzato innamoratissimo, con la frase malvagiamente geniale: “no! io ti amo! ma ti amo di meno…” e poi a chiudere “ti amo… al 40%!
 
ora…
la cosa per tempo l’ho presa come una gag geniale.

MA…

ecco… il fatto è che in ‘sti “giorni” (praticamente 1 mese) è capitato un fatto di cronaca.
non un fatto di cronaca “classico”…
una mattanza orribile: 
una famiglia intera, ammazza un proprio familiare più giovane.
 
per essere meglio precisi:
una ragazza, Saman Abbas, di 18 anni, è stata uccisa (si è vero che non è stato trovato il corpo e MAGARI E’ ANCORA VIVA… ma considerando la situazione ed i soggetti coinvolti, sperare che questa ragazza sia salva è abbastanza un’utopia).
uccisa dallo zio ed altri parenti, con il nulla osta di madre, padre e resto della gang.
…che ora ovviamente fanno i salti mortali a suon di “no è che ero impegnato a salvare i binbi albini ciechi in burundi” o “lo zio assassino è solo colpa sua, io avevo paura di quel tizio alto 1 metro ed un tappo che viveva altrove“.
il movente? pare che la ragazza fosse innamorata di un italiano, oppure che volesse vivere da occidentale, oppure sti grandi cazzi…
è stata trucidata dalla famiglia, per me poteva anche voler vivere al polo nord in perizoma, nulla giustifica la sua uccisione.
 
comunque… è da un mese che questa ragazza è scomparsa.
ed anche se non ho seguito moltissimo le vicende… c’era qualcosa che puzzava.
 
Saman Abbas è stata massacrata orribilmente a morte… SETTIMANE FA!
scrivo queste righe a metà Giugno…
la ragazza è scomparsa a fine Aprile.
1 MESE eh…
più di 30 giorni in cui ogni tanto sono comparsi titoli di cronaca in maniera più o meno esposta… ma niente di altro. 

poi l’illuminazione:

ma… FEMMINICIDIO?
 
eh si…
 
perchè ad oggi:
  • nessuno show femminista in merito.
  • nessuna manifestazione “non una ti menooooh” contro queste barbarie.
  • nessuna scimmietta femminista a fare la morale sulle varie riviste, blog, facebook a pakistatini e sopratutto musulmani che mal gradiscono vedere le loro figlie vivere da occidentali o peggio sposarsi un NON-musulmano.
zero eh.

il nulla.

eccola l’anormalità.

ma trovata l’anormalità, c’è tempo per un’altra sorpresina.
 
leggendo di questa Saman Abbas, mi è tornato in mente che qui nel nostro paese, c’era stato un caso simile alcuni anni fa…
altra ragazza musulmana uccisa dalla famiglia per gli stessi identici motivi. ed anche allora, non vi era stato uno sdegno femminista…
così piglio e faccio una ricerca per trovarmi il nome. uccisa Saman oggi, come si chiamava quell’altra Saman uccisa dal padre musulmano, anni fa?
e la cosa diviene ulteriormente imbarazzante perchè… beh… goooooogle mi trova non pochi casi simili. 
 

eh si… perchè Saman Abbas NON è la prima figlia uccisa da familiari musulmani, in Italia. 

…e probabilmente non sarà l’ultima…

non è la prima volta che i musulmani ammazzano figlie perchè queste sarebbero “colpevoli” di voler fidanzarsi/sposarsi il NON-musulmano di turno o vivere da occidentali.

…e le care scimmiette spastiche femministe… come mai non sono mai intervenute?

da cosa erano impegnate?
voglio dire…
in queste settimane da cosa erano okkupate?
…no perchè hanno urlato, da brave scimmiette, la tragedia del:
  • catcalling per strada. “abbellaaah!!!!” è “ORROREEH e FIOLENZAAAH!!!!”
  • la legge ZAN, che è si giusta! o fose no sbagliata… l’importante è parlareeeeh!!!!
  • i figli che vengono tolti alle donne nei divorzi “è sballiaaatoooh e gondro naduraaah
  • rivangare il video porno girato da una ragazza che poi s’è pentita e si è suicidata…

ma di questa ragazzina ammazzata dalla sua famiglia pakistana musulmana…

SILENZIO.

omissione.

omertà.

la mafia femminista non ha detto un “beh” in merito ai fatti legati al caso di Saman Abbas. 

per cui si arriva alla verità:

le femministe non hanno mai detto nulla delle VARIE Saman Abbas.

le scimmiette femministe SEMPRE tutte mute.

il nulla nelle pagine femministe e nei blog femministi.

zero manifestazioni “indinnniaateeeeh” di “non una di meno”. (beh a quanto pare alcune di meno si… ed eccome).

niente. il niente.

 

una ragazzina di 18 anni viene ammazzata perchè si rifiuta di sottostare alle VERE regole  oppressive PATRIARCALI… e per le femministe non è accaduto nulla. 

e mentre realizzavo…
l’illuminazione:

“BIANCO”.

eh si.
oh già! 
 
Saman Abbas è pakistana… ed i suoi familiari assassini… sono pakistani.

ci stiamo capendo?

…vabbè, mettiamolo nero su bianco:

questo è si un femminicidio per le scimmiette femministe spastiche… ma ecco, è un femminicidio meno importante perchè i suoi killer NON sono maschi bianchi.

 
il cerchio è stato quadrato.

nessuna femminista ha alzato il tono perchè in questo caso non ci sono maschi bianchi da attaccare.

non c’è infamità da poter tirare verso l’unico vero obbiettivo del femminismo: il maschio bianco etero cis (privilegiato oppressore stupratore assassino violento colonialista)

nessuna delle solite figure di spicco come nessuna delle figure “secondarie” ha detto nulla per questo motivo.

 
ed eccola la verità:
Saman Abbas… sei femminicidio “al 40%
(cit.)
(rif. vedi apertura)
 
la tua sfortuna, oltre ad essere stata massacrata orribilmente a morte dalla tua famiglia e a soli 18 anni è che le femministe hanno il business del dover distruggere la figura del maschio bianco.
…e la tua famiglia tanto bianca non è… quindi… per l’appunto: “….è un femminicidio al 40%”.
CIAONE 😀
 
e tanto per far capire…
quelle poche che hanno anche provato a motivare il silenzio femminista in merito a questi fatti di Saman… hanno mostrato tutta la loro patetica infamia femminista:

eeeh ma con tutte le tonneh uccise dai loro familiariiiih, questo caso non è diversoooh!!!!

NO cara scimmietta femminista ritardata…

non è la stessa cosa.

un marito che ammazza la moglie è un evento orribile… 
…ma una famiglia (3 persone) che ammazza(no) un familiare più giovane, non è la stessa cosa per un cazzo di nulla in nessun luogo di questo cazzo d’infinito universo.

NON E’ LA STESSA COSA MANCO PER IL CAZZO.

bisogna essere veramente degli scarti umani per arrivare a comparare i due casi “è come tutti gli altri femminicitiiiih“.
 
e per scarti umani intendo femminist*.
 
 
quindi… care le mie femminist*… rimanete pure nelle fogne dove vivete (anche se, il vostro tanfo schifoso sorpassa il puzzo delle fogne dove vivete) a recensire libri femministi per far diventare migliori i maschi che vi opprimono, o a vedervi su netflix la serie TV “grlpwr!” che immaginano scenari patriarcali che neanche vivete nella realtà o a dare per la 86472 volta la definizione di vero femminismo.
 
Saman Abbas… anzi… le VARIE Saman Abbas… le avete uccise anche voi femministe.
LORO volevano essere libere e sono state uccise.
VOI femministe siete libere, ma siete LO SCHIFO.
 
care femministe, SIETE MERDA.
 
simbolofeminazi_0
 

 
nota a parte:
 
si è vero: non tutti i musulmani sono così.
 
e lo dico perchè già lotto contro i luoghi comuni femministi vedesi “maschi tutti assassini / stupratori / colonialisti / oppressori / violenti / etc etc“.
…sarebbe ironico se IO mi ci mettesi a fare luoghi comuni a mia volta… (ben inteso che non essendo perfetto ne commetterò involontariamente alcuni)(no i miei luoghi comuni sul femminismo non sono errati)
 
ma siamo in una società perbenista di merda.
una società in cui se Balsdrubale Firiberti ammazza Fiorsbella Magurbinelli ALLORA il nome deve essere visibile e scavare nella sua vita è un dovere.
quando invece l’omicidio è perpetuato da un immigrato, ALLORA i titoli sono neutri e generici…
 
quindi…
mi spiace…
ma calcherò su questi elementi fino alla nausea.
 
colpa mia?
colpa dei musulmani?
degli immigrati?
 
no.
 
colpa di sti cazzo di perbenisti, moralisti ipocriti.
che altro non sono se tutti sinonimi di: femminist*.
 
eh!
…l’ironia.



un’intervista che rappresenta il femminismo.

mi è capitato di vedere l’intervista ad una vignettista francese che ha lavorato per Charlie Hebdo. la persona in questione è “Coco” ovvero Corinne Ray. Coco è una (o forse meglio dire LA) sopravvisuta alla strage del 2015 compiuta da due islamici religiosi di origine algerina.

il giorno della strage, Coco era fuori dall’edificio a fumarsi una sigaretta quando i 2 assassini islamici algerini, che conoscevano bene tutti i vari impegati nella rivista ed erano in attesa di qualcuno di loro (tanto per dire che non erano due truzzi psudo gangsta improvvisati killers) la presero con la forza e puntandole un mitragliatore addosso, le chiesero di inserire i codici per aprire la porta blindata della redazione.

Coco fece quanto chiesto.

…ed il resto è storia:
i 2 assassini islamici algerini uccisero una ventina di persone.

e Coco? beh… Coco si nascose e la scampò.

ad oggi Coco è famosa per essere sopravvissuta, ma lei questo “titolo” la infastidisce.
vorrebbe essere riconosciuta per le sue vignette “umoristiche”.

quando ho visto quest’intervista sono rimasto particolarmente colpito. inizialmente non avevo ben idea di cosa… ma c’era qualcosa… anzi… alcune cose che suonavano… “male”. e dopo un tot… ho trovato delle risposte.

Coco è una vittima.

quando ti arrivano degli algerini musulmani che vogliono ammazzare te e colleghi… sei vittima. vittima degli eventi come degli aguzzini islamici algerini. ma sei anche vittima del destino e relativi eventi che non si possono controllare.

e fin qui… ok…

ma poi… mi sono passate in mente 3 termini… che sono l’ipocrisia del femminismo, palesi dall’essere evidenti ma inculcate in tutti noi ad essere invisibili a tutti. almeno fin tanto una persona non incomincia a masticare amaro e DOVER capire cosa cazzo è ‘sto sapore demmerda.

ma partiamo dall’inizio.

Coco apre la porta perchè ha un mitragliatore puntato addosso. è il momento in cui si sceglie…
1) apro, vivrò qualche altro secondo e poi, molto probabile… creperemo tutti.
2) non apro e quasi sicuro ammazzano solo me… ma almeno gli altri… quasi certo potranno scappare.

è la scelta. 

una scelta che a volte tocca fare. una scelta a SOLE due vie:

  • A) mi sacrifico subito per la comunità, oppure
  • B) cerco di vivere qualche altro secondo… sperando magari di scamparla alla prima occasione… sacrificando gli altri?

beh… coco ha scelto l’opzione B. ha scelto di di aprire. HA SCELTO DI SALVARSI A DISCAPITO DI ALTRI.

e per sua fortuna (fortuna che è tanto puttana), coco vince la lotteria della vita e si salva.
…o per lo meno questo è il suo racconto, visto che i morti non possono testimoniare.
ma sia quel che sia… è interessante proprio questo processo di ragionamento.

sperare di scamparla. a costo di sacrificare gli altri.

Coco, la donna Coco, la femmina Coco… non sceglie il sacrificio. e questo è il primo punto interessante. Coco non si sacrifica. ed è un caso. un caso che si perde nel tempo.
ma pensandoci, le femmine… non scelgono mai il sacrificio per la comunità.

come dico sempre, femmine e femminismo lottano solo per quello che torna loro comodo.
in questo caso, c’è un retaggio di milioni di anni di evoluzione in cui le femmine sono da
sempre da preservare a tutti i costi per il proseguimento della specie.
il femminismo, quello che vuol vendersi come in lotta contro le imposizioni sociali
“PATRIARCALI”… (la donna in cucina – schiava, che deve vestire da femmina e fare cose da femmina…) ha mai detto un “basta! non siamo sacre, ci sacrifichiamo anche noi!!! lotteremo ed insegneremo alle ragazzine a sacrificarsi per il bene comune!!!!“? domanda retorica…

MAI detto. e MAI verrà detto.

e le femministe sono e saranno sempre attente a MAI FARE tanto.

PRETENDERE SEMPRE. dovere MAI.

Coco rappresenta perfettamente la femmina di questo femminismo. sono femmina, sono libera, combatto le imposizioni di genere del “patriarcato” cattivo. ma quando arriva la parità… e le femministe fiutano la parità anche in quelle cose dove non c’è guadagno ma c’è sofferenza ed anche morte… beh… a quel punto “GRAZIE MA ANCHE NO! dov’è la cavalleria? dove sono i maschi gentili e risoluti? sono una femmina“.

è la sacra dottrina femminista: pretendere, a non importa quale prezzo.

consegue come sia inconcepibile per una femmina, di valutare il sacrificio proprio, per “altri”. perchè il femminismo insegna alle scimmiette adepte cosa devono pensare… e che devono pretendere un guadagno. non perderci.
laddove il femminismo perderebbe un privilegio, qualsiasi ambito possa essere, fosse anche un qualcosa che contraddice la loro stessa filosofia… in quel caso ritorna l’evergreen di comodo: “sono femmina, debolina e poverina!!! maschi fate gli uomini e fatevi avanti!“.

eccosì ritorniamo alla povera Coco che, kalashnikov nella schiena… sceglie. sceglie che non è un uomo. un uomo a cui la società sovente chiede il sacrificio nei momenti peggiori…

eh si…

ed è tutta qui la storia.

perchè la storia è zeppa di maschietti che per un ideale nobile o “dovere per la società” (il dovere, sia politico, militare, sociale), si sacrificano sapendo di andare quasi sicuramente a morire.
dai liquidatori a chernobyl, ai pompieri nelle torri gemelle, a infiniti altri soccorritori (vedesi le strazianti ricostruzioni post mortem di colleghi che per salvare la vita ai compagni finiscono poi con il morire a loro volta, o anche peggio, soccorritori che per andare a salvare PERSONE [quindi si, maschi che per salvare altri maschi come altre FEMMINE] poi ci lasciano le penne) di qualsiasi tipo nei peggio posti… che hanno fatto la loro scelta.

LA scelta finale: SACRIFICARSI per chi è in pericolo o rischia la vita.

ecco… tutto questo, per il femminismo, non è minimamente concepibile.
come non lo è per le femmina.
non è opzione innata come non è opzione razionale come non è opzione emozionale, come non lo è a livello istintivo… il sacrificio per gli altri, per una femmina, non è opzione. non esiste del tutto.

è vero che eventualmente un qualcosa di simile avviene in caso di maternità… ma a vederla in maniera cruda… alla fine è un atto per preservare LA PROPRIA continuità, il proprio io tramite un’altra vita… “preservare una parte di me in una nuova vita“. facendo un crudo ridurre: io femmina, per me. io di adesso… per me di domani.

tornando a Coco…

la ragazza Coco rappresenta in maniera devastante la verità della verità:

  • i maschi si sacrificano e sono pretesi al sacrificio.
  • le femmine pretendono dai maschi e per loro stesse, il sacrificio. in maniera incondizionata.

è una regola sociale non scritta… ma ben DOVUTA.
una regola, si potrebbe dire, patriarcale… e stranamente un qualcosa che ai radar femministi non è mai interessato.

il femminismo ha da combattere il patriarcato ed il machismo tossico… ha da combattere per tutte quelle guerre dove c’è da guadagnare… ma la battaglia “maschi che si sacrificano per le femmine” non è un problema di genere, non è MAI stata una guerra femminista. quello no.

perchè torna comodo… ed ovviamente a parti inverse… SIA MAI! anche qui non è un problema di genere. una lei che deve sporcarsi le mani o fare una dura scelta è assolutamente giustificata dal non compiere gesti simili a quelli che dovrebbe fare un maschietto. tanto per dire… forse pochi si ricordano i filmati della Costa Concordia… filmati che furono fatti sparire velocemente dalla rete. e come mai? beh… i maschi che dalla nave concordia salirono a bordo delle scialuppe vennero quasi linciati dalle femmine (ricerca veloce =  http://www.lesignoredeimari.it/zznews01241.htm + https://www.vanityfair.it/news/italia/2012/01/16/costa-concordia-giglio-naufragio-birkenhead-prima-donne-bambini )(i filmati su YT belli che spariti). una normale crudezza della verità della vita. le femmine si vestono d’ipocrisie per cui “mondo patriarcale” ma quando si trovano a dover pagare il prezzo di un dover essere uguali ai maschi… saltano fuori scusanti e scene ipocrite da vomitare. ad inizio 2000 un battello in canada finì per affondare e le stesse scene viste sulla concordia, saltarono fuori alla stessa maniera. dal titanic ad oggi, alla fine non è cambiato NULLA… femminismo è parità dove torna comodo, ma quando c’è da resistere o al peggio mangiare merda… allora no… anche le femministe più hardcore (maski oppressori privvvvileggggiatiiiiih) si riscoprono ciccine poverine deboline.

ma GUARDACASO EH!

come si dice in caso di crisi? “prima le donne!e POI passato qualche istante…..…e i bambini.

e nessuna femminista scende per le strade per lottare contro questo patriarcato.

se a quella porta Coco fosse stato un uomo, un uomo che avesse aperto la porta e poi fosse sorpavvissuto… il disprezzo a cui questo uomo avrebbe dovuto far fronte… neanche me lo voglio immaginare.

e neanche me lo immagino il mare di merda nel caso in cui un lui avesse aperto ed ad essere mitragliate fossero quindi state le donne in redazione. indiscutibilmente maski privilegggiati e pure deboli… ma soprattutto FEMMINICITIOOOH emergenzaaah!!!!

…invece Coco è una femmina…
apre? è scusata!
non si sacrifica? giustifichiamola!
muoiono tutti per il suo gesto e lei sopravvive? eroica! facciamocene un film in cui
analizziamo gli orrori con cui deve convivere! non ciutikatelaaah! era in debressione bosd barduuuhm!!!! è lei la vittimaaaaah!!!!

eh si.

accade l’evento, la femmina è vittima.

e qui si passa al punto successivo: il “vittima“….  il santo gral femminista.

…che è verissimo, intendiamoci.

ti arrivano dei musulmani assassini che stanno fremendo per ammazzare, come puoi non essere vittima? sei vittima della cattiveria dei religiosi musulmani, di un sistema che ha prodotto questi assassini musulmani. sei vittima della casualità della vita. 

ma in quanto femmina, questo titolo di vittima, è doppiamente a volore:
le hanno puntato un arma! cosa poteva fare lei che è una femmina?!?!?!?
vittima del patriarcato violento oppressore!!!! vittima dei maschi assassiniiiih!!!! (però
dei maschi che ha mandato a morire… beh, il patriarcato oppressore in quel caso diviene inesistente)

è il principale business femminista, è la realtà unica femminista: vittimizzarsi.

e prego ricordare… vittima è una che ha scelto di NON sacrificarsi e condannare quindi a morte tutti i colleghi. e lo è nella più totale purezza del termine.

solo io qui, mi permetto di analizzare il tutto (ben conscio di quanto odio queste parole causeranno)

fossimo su netflix, Coco avrebbe reagito ed atterrato i due assassini islamici algerini e avrebbe fatto capire loro quanto sbagliata la loro vita fosse, quanto erano vittime del patriarcato, come erano loro le vere VITTIME. vittime sicuramente dei maschi bianchi colonialisti che li hanno sfruttati indirettamente, portandoli loro malgrado a queste azioni tipiche maschili patriarcali volute dal regime maschilista che non ha mai fatto altro se non uccidere. ma quella è la storiella che le scimmiette ritardate femminista si raccontano per darsi una spiegazione.

la realtà è che il male è più semplice da percorrere.

non a caso lo è anche il femminismo… è più facile lasciarsi trascinare nelle boiate femministe, luoghi comuni costruiti dalle stesse femministe… che non ragionare con logica, razionalità, analizzare eventi in maniera fredda, analitica, distaccata, apatica.
è più facile dire “femminismo” ed inserire qualsiasi storiella per motivarsi che non guardarsi allo specchio e riconoscere una montagna di pretese, inettitudini umane, in una società che ti culla ad un prezzo irrisorio.

ed infine… tornando a Coco… si arriva all’ultimo punto.


la femmina che ha scelto di non sacrificarsi per gli altri… perchè è una scelta che non esiste nel mondo femminile.
la femmina che è vittima. perchè è il business femminile e femminista da sempre e per sempre.

beh… per il terzo punto… arriva… rullo di tamburi…

ora BISOGNA aiutarla“.

è il terzo passo.

classico metodo di procedura femminista e femminile: “chiagni e fotti”

1) non mi sacrifico perchè sono femmina.
2) non mi sono sacrificata… MA sono vittima (anche se carnefice… ho mandato a morire una dozzina di uomini ma IO sono vittima del fantomatico sistema patriarcale, mentre il mio agire ha causato la trucidazione dei miei colleghi maschi)
3) “DOVETE” aiutarmi. (il dovete è sempre sotto inteso direttamente)

eh si.
come per le femministe che vomitano merda sui maschi, ma poi pretendono aiuti economici e politici (aiuti economici creati anche dai soldi dei maschi)(in questo caso i soldi dei maschi oppressori patriarcali sono accettabili)… anche qui… salta fuori la differenza tra i due mondi, maschile e femminile.
per i maschi, dopo la tragedia… la società sentenzia sempre un bel apatico “che sfortuna! beh, arrangiati” mentre per le femmine, dopo la tragedia… è impensabile per la società, sentenziare un “arrangiati“. è un’offesa anche solo pensarla quest’opzione. ed anche qui, di femministe che scendono in piazza contro quest’attitudine patriarcale… ZERO.

alle femmine, la società deve dare od offire mille aiuti. che poi, per ipocrisia, devono essere rivenduti con altri termini perchè le scimmiette femministe si sentono offese quando si trovano a dover rispondere della realtà:

  • non è un aiuto, è una quota rosa.
  • non è un’ingiustizia questo rubare, è un livellare contro il patriarcato.
  • non sono facilitata da aiuti e leggi, sono gli standard che sono adattati per i livelli femminili.
  • non sono eletta con una legge femminista che impone femmine anche se il popolo non le vota minimamente… ma con una legge femminista costruita ad HOC, per ogni maschio eletto metteremo a forza una femmina e gabola risolta! anche se questa nessuno ha votato. ehy, questa è la parità femminista. (che poi ironia: femmine che non sono elette neanche dalle femmine stesse… che in italia sono più dei maschi eh). per cui sono eletta con il trucco e riconosciuta con le mie leggi femministe, come figura politica… ed a questo punto dico che vivo in un paese patriarcale! le femmine hanno i loro diritti abusati dai maskiiii!

ora, ad onor di cronaca… Coco non chiede DIRETTAMENTE aiuto economico… ma:
1) non gradisce l’essere etichettata come quella che l’ha scampata al massacro, perpetuato dai 2 assassini islamici algerini. ed in un certo senso ha ragione. ha solamente aperto VOLONTARIAMENTE la porta blindata ai killer islamici, dando indirettamente via ad un massacro…
2) vorrebbe essere apprezzata per i disegni che crea… ma ironia è che gli altri disegnatori satirici, o musicisti, o scrittori… fanno gavetta e forse manco diventano famosi… ma lei è femmina e bisogna apprezzarla perchè altrimenti si è oppressori patriarcali.

le sue scelte, le scelte delle femmine, sono tutte scusate.
quelle dei maschi sono tutte ignobili a prescindere.

Coco… ha dato il via ad un massacro, ad una mattanza… ma è lei la vittima.

beh… cheddire…

ecco come il femminismo è alla ricerca della parità.

voi maschi di merda siete utili solo come carne da cannone, come bancomat, come schiavi. e per questo, siete privilegiati, vivete come figli di boss mafiosi nell’agio. siete oppressori. 

e finito questo giro… c’è solo da aspettare. 

alla prossima…

…dove non importa cosa o come, ma saranno le femministe a ri utilizzare questi canonici 3 punti: non mi sacrifico perchè sono femmina, sono vittima perchè esistono i maschi, aiutatemi.

ecco come io femminista sono EMANCIPATA.

femminismo:

  • volere il potere idealizzato maschile quando torna comodo.
  • mantenere i propri privilegi femminili.
  • rispondere con la responsabilità che manco i bambini usano.

sono femminista e l’occidente è il mio parco giochi. sono la principessina viziata ipocrita che detta la legge secondo le mie comodità. e voi farete quello che diremo noi.

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muti e serviteci.

battaglie femministe VEREEEH

eeeeh…. la vita… riesce ad essere sempre ironica.

era il 6 o 7 marzo. sui “muri” dei lavori in corso attorno al duomo di milano, erano state incollate delle “opere artistiche” di denuncia sociale, opere create dall’artista aleXsandro Palombo. DISEGNI raffigurati i principi dei cartoni disney arrestati da donne carabiniere (che avevano i volti delle principesse disney), con le principesse disney “normali” (quindi vestite come viste nei cartoni relativi) abbattute e piangenti a lato. questo per fare intendere che “i principi” ovvero i maschi e quindi “fidanzati/compagni/mariti/padri” sono violenti. ed i violenti vengono arrestati dalle donne.

arriva l’8 marzo. ed arrivano anche loro, il branco femminista. per la precisione sono la divisione di Non Una Di Meno. arrivano davanti l’opera… e lo vandalizzano. strappano le facce alle principesse disney vittime, strappano il motto “we can help you“. poi… scrivono con un pennarellino “mi aiuto da sola” e “mi aiutano le compagne” e relativo numero della loro help line 1522 che aiuta SOLO le donne. si perchè se un maschio chiama l’1522 per chiedere aiuto dalla compagna violenta, loro se la ridono di goduria (le testimonianze che si trovano in giro sono talmente imbarazzanti da essere ovvie)(vedesi i casi delle lesbiche… se una chiama per chiedere aiuto dalla compagna violenta… il sistema femminista finisce in crash… e la vittima viene sacrificata per la giusta causa)

ora… la prima cosa ironica che salta fuori è la contraddizione. “mi aiuto da sola” e subito sotto il numero e “mi aiutano le compagne“.

è un pochetto così. in un modo… ma magari anche in un altro…

siamo fortiiih siamo tonneeeh“. e subito dopo “siamo obbresse aiutateciiih“.

è come sempre tutto ed il contrario di tutto.

la coerenza non esiste, la contraddizione è l’unica realtà.

vabbè.

poi c’è l’ironia di aleXsandro Palombo. lui è pro femminismo, si è fatto il business con la causa femminista. è quello che definirei un patetico indottrinato dal femminismo.

…ma è maschio 🙂

quindi, secondo la propaganda femminista, “lui opprime la causa femminista con i suoi interventi“. e a seguire è la solita dottrina religiosa femminista: “è il solito maschio che prevarica le donne. è il solito maschio che ruba la scena alle donne. è il solito maschio che parla di cose che solo le donne conoscono“. motivazioni di comodo per abbattere il maschio. perchè POI devono passare per vittime… e rimarcare “maschi tutti pezzi di merda” (cit) le femministe sono subito ad urlare “i maschi non sono mai con noi e non ci supportano“. ed ecco al solito altre contraddizioni.

coerenza? nel cesso. cesso che è il contenitore femminista della loro materia cerebrale.

qualche settimana fa scrivevo l’ironico titolo:

“e anche questo 8 marzo… attendo”

dell’articolo in https://27esimamisoginia.wordpress.com/2021/03/07/e-anche-questo-8-marzo-attendo/

niente…

mi aspettavo rivelazioni femministe in grado di scardinare gli equilibri del mondo. invenzioni femministe in grado di cambiare il destino dell’umanità.

…hanno strappato i disegnini di un tizio.

ma ehy!

L’OTTA FEMMINISTAAAH!!!! LE STREKE SON TONNATEEEH!!!!

patriarchy

mi immagino le guerriere di NudM tornare a casetta, dopo questa temibile guerra sanguinosa per la libertà femminile, passata ai limiti del Duomo di Milano con un pennarello, mentre trangugiano antidepressivi e mangiano seitan con semi di soia della confezione preparata del supermercato con lo sconto del 30% pagata con i soldi delle donazioni “delle sorelle” su onlyfans, senza MAI mollare quei poveri gatti che provano sempre a suicidarsi alla prima occasione buona, per evitare le loro carcerieri isteriche.

we-all-can-do-it

🙂

e anche questo 8 marzo… attendo.

magari una piuma bianca, le femministe ne hanno date TANTE agli uomini.
…una forma d’insulto e disprezzo praticamente senza eguali. loro, comode ed al calduccio, andavano a giudicare i maschi e spingerli a diventare carne da cannone. tra grasse risate.

…mi ricorda qualcosa.

…COMUNQUE…

finalmente arriva l’8 marzo!

e come ogni 8 marzo, l’orgoglio femminile erutta in pienezza fomentato dal femminismo.
…ed io sono qui, come sempre… IN ATTESA.

no, non del SOLITO USUALE piagnisteo vittimistico patetico “badriargadoooh obbrimeeh” o “il mio lui che MI SONO SCELTA, si è rivelato un violento ma ho atteso anni prima di gridare maschi violenti (ovvio eh!), perchè lo amavo
che è l’unica produzione femminista degli ultimi 20 anni.
anche se da ammettere, unica produzione femminista di successo.

quella è un’attesa banale, ovvia, ciclica, che si presenta puntuale.

io attendo quello che il femminismo ha sempre fallito: il genio, la soluzione.

ma attenzione… io attendo:

* genio femminista PRATICO
* soluzione femminsta PRATICA

quindi eccomi qua.
nel momento di femminismo all’apice… attendo di leggere nelle vostre paginette facebook, nei vostri blogghettini, nei vostri articoli sui vari media, o davanti le telecamere… le soluzioni PRATICHE a questo mondo patriarcale che schifate.

che schifate… dove vi torna comodo poi eh…

orbene:

io sono molto convinto che in tutti questi decenni di femminismo, oggi che l’8 marzo è alle porte, ci sia la rivelazione BOMBA che dimostrerà tutto il valore femminista con una prova.

prova concreta.

quali nuovi sistemi socio economici femministi offrite?
quali nouve visioni di ordinamenti statuali femministi offrite?

è il momento giusto per ammutolirmi. attendo un:

ehy cretino della 27esimamisoginia, ecco qui la soluzione femminista pratica: allora, abbiamo prodotto concretamente un nuovo modello politico sociale che permette a femmine (come ai maschi) di vivere in armonia tra persone e nel mondo, un sistema in grado di permettere la vita senza più dover ricorrere a guerre, violenze e sfruttamenti, siano umani o naturali. questa invenzione femminista si attua in molti punti che ora spiegheremo: punto 1…

e dal punto 1 in avanti… vi attendo in trepidante attesa.

(oddio, vi attendo da decenni, ma sicuramente quest’anno le cose cambieranno, sono certo!)

non vorrete mica deludermi?!?!?!?!?!?!?

finalmente la mia sconfitta. io, colui che disprezza femminismo e femministe, patetici esserini, cancro dell’intelletto, parassiti dell’umanità, ammutolito dalla soluzione geniale femminista.

oggi è il 7 marzo: mancano ancora tante ore all’8 marzo. così tanto tempo per il femminismo a rispondere con i fatti, così poco tempo per me nell’attesa finale.

sono anche decenni che il femminismo starnazza… decenni in cui il femminismo ha gridato pretese di ogni dove tornava comodo. ora… cacciate fuori le prove di quanto avete prodotto. prove. in questi decenni avrete trovato soluzioni pratiche no?

o per caso avete solo prodotto la bella ideina che nasce nel salotto alternativo chickettoso, quali l’asterisco inclusivo, maschi tutti pezzi di merda, femminicitiooh, maschi cis privvileggggiati?????

 ancora poco…  e domani, un nuovo livello mentale superiore grazie al femminismo ci eleverà tutti.

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sono fremente!

lui sedotto. lei stuprata. è parità :)

in questi giorni hanno arrestato un ragazzo piemontese. secondo propaganda femminista, era un nazista incel che pianificava di uccidere femmine. 

in questi giorni un politologo francese è accusato d’incesto. 

…potrei elencarne altre di notizie simili, facendo una semplice ricerca online.

evito.

ce ne stanno in quantità di notizie simili e non desidero finire in questi torbidi lidi.

TUTTAVIA non riesco a NON notare un elemento ricorrente

il fatto è che tutti questi eventi hanno sempre MASCHI coinvolti e tutti questi eventi non hanno alcuna sentenza di alcun processo giuridico a giudizio. quindi… legalmente attualmente sono innocenti, eticamente sono colpevoli a prescindere.

questo perchè sono pedofili?

domanda interessante.

notizia di questi giorni:
ennesimo ragazzino che finisce nelle mani di una pedofila.

“ehehehehe che notizia di contorno divertente!!!! è stato fortunatoooh alla fine!!!!”

eh niente…

la storia finisce qui 🙂

non notate nulla?

così come accadde per il “non famoso” caso della pedofila julia vickerman (ne parlavo in questo post) dei suoi sogni pedofili su maschietti, o anche per i sogni pedofili della poi famosa attrice lena dunham, ammessi nel suo libro autobiografico… e di tante altre… tutte queste femmine sono state difese ossessivamente dal femminismo (e media) a seguire.

e no, non sono state minimamente indagate, per cui neanche processate. 

e no, non vi è stata alcuna campagna mediatica con seguente pubblica gogna.

anzi… “ORRORE quanto accaduto!!!! badriargadoooh obbressivoooh!!!!

le femministe hanno difeso SEMPRE le pedofile

…eh si.

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esagero io?
direi di no, visto che:

1) i titoli dei media (quindi sotto le direttive femministe) sono COME SEMPRE “maestra/donna seduce studente/ragazzino“. a parti inverse, se un maestro avesse fatto qualcosa di simile sarebbe scoppiato un putiferio. (giustamente).
ironicamente la cosa si vede anche quando femmine uccidono: “è raptus, è depressione, è solaaaah abbandonataaah“. un maschio che commette lo stesso reato invece è “machismo toxico, bestia oppressivaaah, bisogna educare i maskiiiih, maschi privilegiati infami merde assassine violente stupratori bestie“.

2) i commenti delle femministe sono COME SEMPRE a scusante: è femmina, quindi malata, quindi oppressa, quindi patriarcato, poi ha sedotto solo un maschio, quindi non è un problema e poi il maschio non è vittima, poi lui dovrebbe solo ringraziare per aver fatto l’unica cosa che i maschi sanno fare nelle loro vite di stupratori assassini violenti colonialisti privileggggiati.
la femmina, qualsiasi nefandezza riesca a commettere, per il femminismo è sempre e solo vittima. è la madonna nella forma idealizzata più pura, una forma di vita sacra e superiore rispetto al resto dello sporco creato. non vi è NULLA che non possa essere scusato ad una femmina da parte di una femmina.

3) le pene per le pedofile sono sempre inferiori se non completamente inesistenti rispetto alle corrispettive maschili. come per tutti i reati commessi dal genere femminile che hanno sempre sentenze leggere se non inesistenti per qualsiasi reato rispetto a quelle maschili. e qui il femminismo non ha mai combattuto per avere pari responsabilità nel ripagare allo stato la relativa pena. MAI. diritti sempre pretesi, doveri sempre omessi. qualcuno ha visto manifestazioni di “non una di meno” in cui gridavano dateci pari sentenze? 

4) le femministe sono solite rotolarsi nel fango dell’etica più ipocrita con il parallelismo [erezione = piacere] per cui: “i maschi non possono essere stuprati! è fisicamente impossibbbbbileeeeh, senza erezione non vi è penetrazioneeeeh! quindi se aveva l’erezione voleva scopare ed allora non è stuproooh!!!!!1!!!!£”3!!” .
solo le femministe potevano arrivare alla schiuma della merda dell’intelletto, quali brave infami e merde nel doppiogiochismo dei double standard. tanto per dire:
* negli stupri, capita ad alcune femmine vittime di stupri, di avere poi sensi di colpa per essersi “bagnata” …ed aver anche goduto. sono quindi femmine non vittime di stupri? ASSOLUTAMENTE NO. sono vittime anche se hanno goduto o se si sono bagnate. anzi, forse è anche uno stupro peggiore, se potesse esistere una “classifica” di questo genere di fatti. ma se una lei si bagna o gode durante un stupro ed è GIUSTAMENTE stupro… perchè un maschio che ha un’erezione e viene scopato da una lei… non è stupro? perchè FEMMINISMO. e maschi MERDA.
* se per le femmine, è stupro anche solo quando un lui guarda insistentemente una lei, ALLORA lo deve essere anche a parti invertite. è violenza toccare un lei senza consenso? giusto! ma lo deve essere anche a parti opposte… altrimenti si torna al concetto del punto 2, per cui le femmine sono madonne sacre ed i maschi la sporcizia sub umana da usare a piacimento.
se un uomo che si approfitta di una lei più giovane è coercizione di una persona svantaggiata (sia economiche o “etiche” come possano essere nell’età quando vi è un uso dell’esperienza a circuire la vittima dall’età inferiore non in grado con l’esperienza di valutare) ALLORA lo deve essere anche a parti invertite. 

MA COSI’ NON E’.

motivo? perchè sarebbe parità! e tornerebbe dannatamente scomodo al femminismo.
vivere alla pari con i maschi nei diritti come nei DOVERI, è la paura del femminismo.
dover vivere lottando e non più indirettamente protette e riverite… sarebbe uno schifo di vita.

ma tanto, in questi decenni il femminismo ha mostrato bene il modus operando: solo le femmine devono essere protette. solo i maschi sono carnefici.

ed il motivo è semplice: è la via femminista per politica e potere. è l’arte della creazione di legioni di femmine vittime del loro stesso sistema con la colpa appioppata furbescamente (per non dire infamemente) al maschio. il maschio è il babau. maschio cattifoh a fare da bersaglio, ad alimentare in un perfetto ciclo sistemico di femminismo.

ma ovviamente sono io che sono misoggggino, eh?

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Lolita creò scandalo e tutt’ora è un libro che racconta un tabù. ma è un libro con una storia immaginaria (si spera). nella realtà, il professore Humbert è, giustamente, un morto che cammina se viene beccato.

femminismo piscia e caca sui diritti degli uomini.

eccosì era il 19 novembre…
alcuni siti o pagine antifemministe, promuovevano la diffusione della “Giornata internazionale dell’uomo”.
erano gli unici a farlo perchè i media… ovvero gli schiavetti del femminismo, hanno glissato alla grande. forse qualche testata giornalistica ha provveduto con sperdute citazioni… ma solo a deridere.

persino google non ha avuto nulla da segnalare nel doodle. loro che segnalano la celebrazione delle cose più invisibili… per la giornata dei diritti dei maschi… sticazzi e crepate come merde

googlefemminista

curioso eh?

ma la giornata non è passata inosservata alle care gattare, le infami femministe.
sempre ossessionate dall’abbattere il maschio o la sua figura, appena vista questa iniziativa… è stato il solito tram tram: “maschi oppressori violenti che si autocelebrano, scandalo! è machismo e maschilismoooo, bisogna lottareeeh e metterli in prigione!!!“. queste le dichiarazioni più umane, quelle più scatenate erano bellamente in giro a deridere ed insultare ogni tizio legato ai post o pagine con questa iniziativa pro diritti maschili in mostra.

perchè? ma perchè “le femministe vogliono la parità, la giustizia ed il bene di tutti

ma sempre nella giornata del 19… qualcuna ha avuto il regalo di natale in anticipo.

si viene a scoprire che il 19 novembre è anche la giornata World Toilet Day.

…eh si.

e qui… ci stiamo capendo dove stiamo andando a parare?
beh, ogni femminista corre subito a festeggiare, la news trasforma la loro zozza parassitaria vita nel momento più dolce mai vissuto. un regalo del destino a cui mai avrebbero creduto…
e quindi? beh, via allo schernire: celebriamo i maschi & la giornata dei cessi! che ironia sapere del giorno in cui si caca e piscia nel giorno dei diritti degli uomini. è il giorno in cui 2 cose simili vengono celebrate:  i diritti delle merde hihihiihhihiihihihhi 😛 😀 🙂 XD

ovviamente “le femministe lottano per la giustizia e sono contro le violenze anche verbali

incuriosito, faccio un giro di ricerca.

Giornata internazionale dell’uomo:
pensato per la prima volta dal professor Thomas Oaster l’8 febbraio 1991, celebrato l’anno seguente il 7 febbraio.
rilanciato nel 1999 a Trinidad e Tobago da Jerome Teelucksinghe.
venne scelta la data del 19 novembre perché era il compleanno di suo padre e per ricordare quel giorno del 1989 quando la nazionale trinidadiana non si era qualificata per la Coppa del Mondo del 1990 ma i  tifosi avevano offerto una dimostrazione di lealtà sportiva poi premiata col FIFA Fair Play Award.
promuove, a seguire, la Giornata mondiale dell’infanzia del 20 Novembre.

World Toilet Day:
prima celebrazione: 19 Novembre 2001 (unofficially)
19 November 2012 (as an official UnitedNations Day)

è evidente quindi che:
1) la Giornata internazionale dell’uomo è stata celebrata PRIMA del toilet day. tanto per dire.
2) le due date si accavallano “per casualità”. chissà quante altre celebrazioni esistono nella stessa data che potrebbero risultare ironiche. ma dubito che ve ne siano di ironiche celebrazioni in un 8 marzo, tanto per dire.
3) il Toilet Day è diventato famoso quest’anno perchè vi è il covid… che ha portato a pubblicizzare l’uso dei servizi sanitari per lavarsi le mani, attività importante nella lotta contro la diffusione della pandemia covid19 (di cui, sempre più a maggior ironia, muoiono per il 70% i maschi ma sono le femministe a gridare come siano le femmine le VERE vittime della pandemia)(come disse la clinton… in tempi di guerra le VERE vittime sono le femmine perchè perdono mariti o figli o fratelli, in guerra). 

ora.

ricordando il punto 3, ovvero sono le donne che soffrono il covid o in guerra… ricordiamo le schifose dichiarazioni antimaschili rilasciate proprio dalle Nazioni Unite? tra le più famose vi è stata con il covid.

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bella eh?

beh… considerando che le nazioni unite sono gestite dal femminismo, sapere che:

la Giornata internazionale dell’uomo non è riconosciuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

…dovrebbe stupire??? 😀

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femmine diversamente assassine, un piccolo aggiornamento.

piccolo e veloce post segue da femmine diversamente assassine pubblicato qualche giorno fa. ed il motivo è per due eventi capitati di “recente”.

il primo è quanto accaduto in questi giorni. vi è stata l’ennesima notizia di cronaca nera: l’omicidio – suicidio di un padre con suo figlio… evento che ha portato come al solito ad alimentare la solita guerra anti maschile. “ecco il nuovo caso di femminicid… cioè… di patriarcato oppressivo violento assassinoooh“. (ah nb: tenete sott’occhio i contatori di femminicidio… scommettiamo che a breve piazzeranno il figlio ammazzato sotto la numerazione di femminicidio come è avvenuto negli altri anni con altri ragazzi uccisi ANCHE DA MADRI, scommettiamo?!?!?!!?!?)

ora… non per dire ma ANCHE QUESTO caso vede coinvolto un padre SEPARATO. tanto per dire.

un padre che si suicida ammazzando il figlio è proprio la prova di un mondo patriarcale che privilegia i maschi. è evidente, la verità femminista è dimostrata.

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e visto che siamo in tema… me la tenevo legata al dito… quando nell’altro post (femmine diversamente assassine) parlavo appunto di come le femmine siano diversamente assassine in tutto e per tutto, dal giudizio della società a quello della magistratura… nel periodo di questi giorni di questo padre che ammazza suo figlio e si ammazza… ecco che diviene dolce ricordare Edlira Copa.

chi è?

la dolce (ex) madre che, in un “tragico momento della sua vita” (per lei questa descrizione è ok, per i maschi assassini non è ammassibile), ha ammazzato a coltellate le sue tre figlie, nel 2014. all’epoca, come oggi e come sempre, era stato un “poverina è malataaah, non opprimetelaaah, badriargadoooh“.

orbene.

dal 2019 è in libertà 🙂

perchè una madre che ammazza le sue 3 figlie ed esce di galera/manicomio dopo meno di 5 anni è proprio la prova del nove di un mondo patriarcale che opprime le donne, mi pare evidente. le verità femminista è dimostrata.

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così eh.

tanto per dire.

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qualcuno ha visto femministe protestare per il rilascio di Edlira Copa?

…no? ah, caspita! che strano…

Colleferro ed i problemi nati, omessi e nascosti dal femminismo

avevo appena finito di scrivere 4 righe su come le femmine omicide siano “meno omicide” che eccoti saltar fuori la stampa/media, qundi la propaganda femminista, trovare la notizia da leccarsi i baffi: l’omicidio del giovane di Willy Monteiro da parte di schifosi ratti mafiosi in erba, dei tipici parassiti senza passato, presente e futuro, i fratelli bulletti Bianchi (ora omicidi) di Colleferro.

e con questo delitto rivoltante, arriva puntuale l’ennesimo banchetto femminista che da bravi avvoltoi razziano impunemente negli eventi di cronaca per impestare questo povero mondo con la loro propaganda razzista, cancro dell’intelletto.

il femminismo, da bravo cancro quale è, per procedere alla sistematica distruzione della figura maschile usa come riferimento alla propria propaganda… il peggio che la cronaca nera offre. e notare, questa tecnica è univoca, ovvero vale se usata contro la figura maschile. se io prendessi lo stesso metodo… contro il genere femminile, verrei tranvato in un secondo (giustamente). però se questo metodo lo applica il femminismo… non solo è valevole, ma è anche da accettare a capo chino e guai dire altro.

si arriva quindi ai fatti accaduti in quella notte in cui un ragazzino è stato massacrato a morte da un gruppo di bulletti del cazzo, sporcizia dell’umanità.

non è il prodotto del patriarcato… se mai una gang di mafiosi in erba che venerano l’idea di un’organizzazione criminale retta da omertà e riti. perchè la spedizione punitiva non è made in patriarcato (sempre se “patriarcato” è mai esistito) o made in “machismo”. è made in mafiosità.

MAFIOSITA’

modo di pensare che porta alla spedizione punitiva e violenza selvaggia seguita come METODO. metodo per punire chi si ribella, chi non si piega all’omertà e alla paura che la mafiosità impone.

quindi… non è il patriarcato che è andato a massacrare Willy.

è Willy che è stato patriarcato.

è Willy che è stato machismo.

Willy è stato l’unico che si è comportato da uomo (facendo sbarellare i bulletti) per salvare qualcuno.

NESSUNA femmina ha mosso un dito per salvarlo.

ora, care femministe, godetevi le vostre schifose storie su patriarcato e machismo toxico che vi siete ricamate.

infami.

e questa mafiosità dei bulletti Bianchi, è esattamente come le più strutturate attività mafiose organizzate. persone che impongono la loro propria volontà con violenza ed illegalità, per cui la stessa violenza è piacere perchè porta STATUS ed arricchimento a fini privati a danno di persone e società.

non c’è stato alcun patriarcato a piede libero, c’è stata l’ennesima attività mafiosa, questa volta da 4 patetici balordi. ed in questo c’è, come mosche sui cadaveri, la sporca, infame e disonesta intellettualità femminista che razzia per la propria propaganda.

ignobili esseri viventi, uguali ai Bianchi.

e difatti, cavallo di battaglia dell’abominio femminista è associare le fisicità ostentata dei 4 mafiosotti (ora killer), la loro attitudine da spacconi e bulletti wannabe gangsta… “patriarcato” o “uomo duro“.

e qui si ritorna a come il femminismo insegua la distruzione della figura “dell’uomo duro” usando come pretesto la cronaca nera.

poi vabbè… sei infame femminista, mettiamoci un tocco di qualunquismo. per cui ci finisce dentro anche “razzismo” (Willy era di pelle “non italiana doc” ed era di famiglia straniera), magari con un fisico snello per cui ricorda un effemminato o un gay. alè, versiamo tutta la merda qualunquista che è possibile raschiare…

e qui si ritorna al SOLITO business femminista. il ragazzo ammazzato è uno delle tante vittime del patriarcato. una delle tante vittime del patriarcato, come le vari mogli, madri, sorelle uccise, perchè il patriarcato regna.

e siamo alle solite… in tutti questi decenni il femminismo ha sempre mostrato interesse per entrare in ogni evento o situazione… ed agirvi apertamente MA cercando di nascondere SEMPRE il loro vero secondo fine in qualsiasi ambito fossero, ovvero ricondurre tutto alla loro politica. è come nascondere la reclame nei film… tipo vedi un film ed il protagonista mentre sta per disinnescare una bomba, si prende una sigaretta dal pacchetto marlboro ed esclama “caspita che buona questa marloboro“. e le femministe martellano sempre con questa tattica… “le balene bianche sono in estinzione? noooo! dobbiamo lottare contro la scomparsa delle balene bianche! è un fatto grave questa futura scomparsa! un evento grave quanto l’oppressione del patricarcato che inneggia al femminicidio!!!!

le femministe prendono un caso, qualsiasi. è il pretesto. da questo, ci costruiscono un delirio che finisce in “patriarcato” …e da quello ritornano SEMPRE a “femminicidio”. il tutto perchè la propagnada femminista NON deve arrestarsi MAI.

a questo punto, è impossibile non notare come la propaganda razzista femminista basata sul qualunquismo (le statistiche prese a comodo e MAI controllate, tanto per citare la più ovvia)(distorsione di eventi e campagne mediatiche di queste, per cui alla fine una bugia ripetuta 100 volte diventa verità) è una macchina distruttiva e non più gestibile che non deve rendere conto a niente e nessuno. neppure ad un’altra femminista, per incredibile sia. tanto che tra loro si scannano in un delirio emozionale tra aggettivi, gatti e candele profumate, dove la coerenza o la logica è come il mostro di lockness. tutti lo conoscono, alcuni dicono di averlo visto, ma le prove vengono tutte debunkate.

ora… visto che siamo qui… un paio di parola per quanto riguarda quei 4 (o quanti possano essere…) si, questi bulletti annoiati con una capacità intellettiva ridotta, scarti della società che cercavano di svettare… senza capire che erano il fallimento.

da scarti ad assassini e pure dei peggiori, perchè di quelli che ammazzano per noia, perchè bulli, perchè nel cranio non hanno mai avuto nulla se non le scarpe firmate, tatuaggi, apparire, cercare di essere rispettati, adulati, idolatrati. l’eterna illusione dei falliti, di chi scarto è e scarto rimane. di chi nasce nello scarto e rimane nello scarto, perchè il cervello non permette loro di capire che sono scarto.

in questo… o meglio, in questa tragica condizione… se non erano loro erano altri da un’altra parte. la povertà e nella povertà… lascia destini segnati all’affondare inesorabilmente, senza che la società possa fare qualcosa.

anche perchè… la società ne ha la colpa.

il sistema… è letteralmente nel caos.

elementi che erano e sono usati per proporre figure positive con motto quali “onore, sacrificio, impegno, giustizia” vengono letteralmente stravolti al contrario mantenendone gli stessi termini ma obbiettivi diametralmente opposti.

i bulletti lo hanno fatto.

il femminismo lo ha fatto.

la gang di bulletti falliti che nella loro inutile vita non è riuscita a far nulla di meglio se non ammazzare un ragazzino, scommetto che se le scrivevano ‘ste parole: “onore, sacrificio, impegno, giustizia“… parole che, in una società dove la figura mascolina e maschile è stata devastata dal femminismo… diviene ad uso proprio, secondo le proprie idee.

ed a questo punto, quando una gang di bulletti prende quelle parole, le potrà rigirare a fin di bene? considerando che il massimo di cultura che possono avere è il telefilm gomorra o suburra oppure il top a cui possono ambire è il cercare di farsi far sborrare da qualche nobile donzella tanto brava a sucare cazzi con l’ano, ai limiti di un cimitero di un paesino…

e così questi bulletti… senza figure o ideali “campioni” da esaltare e vivere, in un era dove non esiste E NON DEVE ESISTERE più l’eroe, perchè il femminismo lo ha distrutto… allora chi “cade” e finisce nei branchi… dove si rifugia?

nel male.

il male è affascinante. è seducente. è semplice. è alla portata di tutti. ma sopratutto è… qui. è innato in ognuno di noi. le femministe lo usano alla perfezione.

ed in una società che ti definisce come maschio pezzo di merda, oppressore, violento, stupratore, colonialista, privilegiato… e tu, cresci con la figura maschile che è colpevole perchè maschio… sei già male.

e qui arriviamo alla solita condizione:

  • la società ti massacra, sei male.
  • la società non ti offre ideale nobili.
  • vi è l’esaltazione dell’ignoranza, che diventa un vanto.
  • la ricchezza materiale è tutto ed il resto non conta un cazzo. se hai il lavandino in oro 24k allora apriti cielo, sei proprio arrivato! quanti mafiosi avevano le case con troni e cessi in oro zecchino? tutti. o perlomeno quelli che non vivevano come ratti in buchi per nascondersi dalle forze dell’ordine.

e forse… qualcuno dei Bianchi (o forse tutti loro) nei momenti in cui il cranio di un ragazzo si sfondava dai calci… lo capiva.

“sono il male? si, sono il male.”

“ed allora non me ne frega più un cazzo di nulla.”

“vaffanculo a tutti.”

“vaffanculo.”

“muori.”

“e vaffanculo anche a me.”


ed alla fine, quando il morto arriva… solo allora, a fronte del conto da pagare, capisci realmente il male.

si, quel male che era “fascion”…

ora ha IL prezzo: è la tua vita.

quella vita che prima era la vacanzetta in sardegna a suon di selfie per far vedere che sei un figo, le ore passate in palestra per tirarti su i muscoli, l’imporre la tua legge per il rispetto del quartiere.

è tutto bello che fumo.

tutto finto.

ti rimane il niente

ed il futuro è una merda.

e così si arriva al momento in cui si comprende il prezzo: prima tradito da una società che ti disprezza, ora paghi al male il pegno. schifato, sedotto, tradito.

il male presenta il conto ora: è l’orrore. e la tua vita è andata.

in questo momento i Bianchi si scoprono o si scopriranno poveri stronzetti, che non contano un cazzo, che non hanno mai contato un cazzo. sono merda ed ora, troppo tardi, possono realizzare che quel tizio che hanno ammazzato è morto in un’odio che ora non ha neanche più sapore.

e qui arriva anche l’ulteriore amarezza: forse quei mafiosotti, i Bianchi, manco lo capiranno. perchè tanto merde infami sono, che forse se ne sbatteranno il cazzo. forse al peggio non ci sarà limite, usciti dal gabbio si sentiranno dei duri perchè ora hanno curriculum.

ed in un certo senso, sarebbe meglio così. la speranza è che i Bianchi, una volta usciti dal carcere… finiscano morti in una qualche sparatoria tra altre merde come loro e si levino dai coglioni da questo universo. almeno sarebbe più facile accettare l’uccisione di quel ragazzino, Willy Monteiro. erano merde, sono morti come merde, non faranno fuori altri innocenti.

perchè se “domani” capiranno… beh… la morte di Willy Monteiro sarà molto più dolorosa da accettare.

perchè è servito il sacrificio di un ragazzo per farla capire a 4 bulletti.

…e non ne vale la pena.


prima di chiudere… la solita nota piacevole, questa volta dedicata ai cari media, i cagnolini del femminismo, i nuovi violenti borghesi reazionari.

willy

gli ammazzano l’amico e quelle merde di giornalisti s’inventano l’intervista.

…quante volte è accaduto?

quante?

mentre tutti noi siamo affondati nell’abitudine? ecco, questo lasciarci andare ha permesso al femminismo di divulgare 1000 volte le loro bugie che ora, ripetute con costanza, sono LA realtà. se il ragazzo amico di willy non avesse smentito subito… eravamo tutti a pensare alla storiella del corriere.

c’è molto da imparare da tutti questi fatti di Colleferro.


prima di terminare, diamo spazio anche a chi è in questo ambiente dei like, dell’essere esposti all’approvazione ed all’ammirazione?

prendiamo quella che vive di media e ai media deve piegarsi? la sig.ra Chiara Ferragni, una che per il business ha reso evidente come la cultura dell’apparire, dei like e dei follower sia TUTTO. cosa che era anche lo stesso per gli assassini che hanno ammazzato willy… tanto per dire.

beh… la Chiara se ne esce con una roba tipo “ecco il machismo toxico basta con questa cultura violenta blah blah blah

ora… il marito è un tatuato, palestrato, che ha fatto successo con i like e mettendosi in posa su instagram & co, uno che su yt “dissa” ovvero ne dice ai suoi antagonisti “musicali”. sostanzialmente è il clone dei bulletti che hanno ammazzato il ragazzo. solo che Fedez, non ne ha mai avuto la situazione per diventarlo… forse perchè è dotato anche di cervello.

sia quel che sia, è interessante notare come il profilo del marito della Ferragni sia molto simile a quello degli assassini: tatuaggi, muscoli, pose per apparire, ricerca spasmodica di like e followers.

nonostante questo… il machismo tossico è per gli assassini e basta. tranne che… no… cioè… si. no. cioè NO. intendo SI! no! si!

non ci si capisce più nulla?

beh, ovvio. siamo nell’ideologia femminista… riassumiamo: avere tatuaggi, muscoli, atteggiarsi per i like ed apparire è machismo toxico. tranne se hai tutti questi elementi e sei fedez o un personaggio similare.

ironic


ed in ultimo…

come non notare il fenomeno del “bad boy” in questa faccenda.

è IL tabù assoluto in questa storia, un qualcosa che nessuno osa analizzare. media in primis. i fatti di Colleferro hanno anche mostrato questa ennesima banale realtà: il genere femminile ci si butta nei “badboy”. tanto che alcuni di questi prima del pestaggio stavano a sborrare alcune tizie, ai margini di un cimitero. tizie che NON ERANO PRESE CON LA FORZA ED OBBLIGATE A SUCARE LI LORO CAZZI…

è un elemento ben notato in certi gruppi (ovviamente agli antipodi del femminismo), molti hanno notato come i gli assassini fossero con la presenza femminile, in foto o in eventi, sempre e costantemente: badboys o bulletti mafiosotti in erba… e femmine.

ed è una costante.

non è un qualcosa di… “caspita che evento singolare”

da sempre c’è una caterva di femmine che insegue il bello e dannato… per poi, ironia… pagarla. eh si care le mie ritardate femministe, se vi volete fare il badboys perchè “tanto sexy” e poi questo vi spacca le ossa perchè “motivo X assurdo”… non è che “patriarcato” o “machismo toxico”… no, ciccine care. siete voi cretine che vi scegliete altri cretini.

per carità, è anche vero che al mondo ci sono gli insospettabili, della serie “era un così bravo ragazzo e ha sventrato tutta la famiglia…” ma è appunto l’evento raro. ed evento raro venduto per evento comune, è tipico del femminismo… su cui ci ha costruito la sua propaganda: femminicidio, patriarcato, oppressione…

ma tornando alla figura dei badboys…

il badboys ha sempre figa… ed è tutto ok.

ma come mai non vi è alcuna riflessione etica in merito a quelle che desiderano queste figure? 

perchè le femmine DEVONO essere libere di scegliere anche il peggior avanzo di galera. perchè l’amore trionfa e le femmine “sanno cambiare il loro badboy“.

ma nella realtà è l’illusione femminile. illusione che termina quando lo stesso avanzo di galera sfonda loro il cranio contro lo il muro di casa. a quel punto allora eccole che urlano “ma chi lo avrebbe mai detto!!!! OPPRESSIONE PATRIARCALEEEH“. no, non è “chi lo avrebbe mai detto”. è una probabilità dallo scontato svolgimento. cosa che se succede altro che non sia l’ovvio c’è da rimanere shockati.

epici i casi di donne che intrattengono fitte corrispondenze con avanzi di galera. da noi, in italia, famoso tra tutti era il caso di Vallanzasca. in america ci son stati serial killer di donne che, una volta finiti in prigione, avevano corrispondenza con altre donne. e non perchè loro cercassero donne… ma perchè queste volevano il “bello e dannato”. una cosa tanto nota, che persino i comici USA ci facevano monologhi. e per assurdo si arrivò a livelli in cui alcune di queste “pretendenti” fece causa a carceri e governo perchè non le permettevano d’incontrare il suo “bel principe” (…) che tra le altre cose a volte era pure malato con aids e altre finezze.

a questo punto… stupisce sapere che una giovine della gang abbia o stia per avere prole dal bulletto ora assassino?

non direi.

che bello eh? nasce in un ambiente così sano: padre bulletto assassino, la madre brava ad aprire le gambe e farsi selfie.

applause

ecco i risultati e le creazioni del femminismo. giovani che non hanno figure ideali positive perchè distrutte dal femminismo. deboli che si fanno branco ed uccidono perchè non hanno altro a cui ambire, perchè la società non offre loro altro… anche perchè il femminismo ricorda ANCHE a loro che sono maschi pezzi di merda. bulletti nati nel nulla, cresciuti con l’odio femmista, abbandonati da una società devastata dal femminismo. bulletti che si creano il loro credo, si costruiscono i muscoli per avere un sentore di uomo… e poi falliscono perchè coglioni. non potevano che fallire. ed a quel punto il femminismo arriva e banchetta.

ed alla fine… si è detto tutto, tranne quello che doveva essere detto:

Willy era un uomo.

Willy Monteiro sceglie di andare in aiuto di un suo compagno. sceglie di aiutare.

…ed invece cosa è stato detto?

lo abbiamo letto tutti, no?

mi pare evidente che dobbiamo parlare ancora di machismo tossico!!!! e di patriarcato!!! che non se ne parla mai abbastanza, eh…

tanto…

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🙂

femmine diversamente assassine

l’estate significava, una volta, i tormentoni delle canzoni estive.

questo 2020 non ci ha dato (credo) un tormentone musicale. ma ci ha dato gli sviluppi nelle indagini nel fatto di cronaca negli omicidi del bambino Gioele Mondello e della madre Dj, Viviana Parisi.

come una sorta di telefilm, i telegiornali per la gioia delle emittenti a caccia di share, hanno fatto a gara per fornire le nuove “succose” puntate. prima il mistero, poi i ritrovamenti e poi le tragedie o le stranezze. poi le interviste, gli esperti, gli speciali… un paio di settimane di show che era proprio quello di cui questa nazione aveva bisogno…

ora, tutta la storia è quello che può essere un fatto di cronaca nera in cui un bambino muore. non credo ci sia molto da dire. lo trovo granguignolesco, il gusto dell’orrido, il piacere del dolore MA da distanza ed in sicurezza. ideale per sparlare, indignati si MA senza troppo impegno. sia mai che possa sdeviare in magari chessò, odio politico…

MA NON DIVAGHIAMO…

l’evento ed omicidio del bambino ha portato alla luce anche una normale inquietante attitudine dei media… che si può capire meglio guardando ad altri fatti di cronaca recenti.


CASO 1: Brindisi, una donna, ha aggredito il marito con acido. lui più di un mese in fin di vita all’ospedale con tipo l’80% del corpo ustionato, dopo questo mese di sofferenze atroci… è morto. morto nel silenzio, prego notare. era il 52enne R. A., aggredito dalla moglie, C. L., 53 anni.

ed anche qui, solita lista di considerazioni maschilistissimeeeh:

  1. i cagnolini del femminismo, i media, in questo caso non diffondono alcun dato sul nome e cognome e foto della donna assassina. solo la lettera iniziale e un’età.
  2. nessun titolone in prima pagina, in nessun media giornalistico. solo un trafiletto a margine. dall’aggressione alla morte.

se ad ammazzare fosse stato un lui, il nome e la foto dell’aggressore sarebbero stati subito diffusi con titoloni cubitali e prima notizia in ogni TG.

invece è un maschio la vittima a morire, quindi chiccazzo se ne fotte 🙂


CASO 2: Modica. Evan è un bambino di 21 mesi. viene ammazzato da madre e relativo compagno , Letizia Spatola e Salvatore Blanco. il padre “biologioco” era stato allontanato dal suo figlio e minacciato con la complicità dei servizi sociali e della magistratura.

notare:

  1. la madre violenta, ed ora anche killer, ottiene la custodia del bambino con il benestare dello stato, enti e compagnia.
  2. i parenti paterni non riescono praticamente più a vedere più il bambino e quando lo riescono a ritrovarlo, scoprono fratture ed ematomi sul corpo. ma per lo stato, enti e compagnia è tutto ok.
  3. il padre viene minacciato dall’ex moglie e compagno per sganciare più soldi, e per lo stato, enti e compagnia è tutto ok.

di nuovo… se ad ammazzare fosse stato un lui, il nome e la foto degli aggressori sarebbero stati subito diffusi con titoloni cubitali e prima notizia in ogni TG.

invece… eh ma è malataaaah, non opprimetelaaah.


ora, vediamo di essere europei? no perchè “gombloddo nostrano?” ma anche no:

CASO 3: Germania, Solingen, in Vestfalia. 5 bambini vengono uccisi dalla  madre. vista la combo, spunta il trafiletto nei vari media. e questo accade perchè l’assassina cerca di suicidarsi sotto un treno, gettando quindi nel caos la rete ferroviaria di Duesseldorf e area annessa.

notare:

  1. in una settimana, la notizia scompare letteralmente. cercavo sviluppi… nessun media ne riporta.
  2. quando le femmine cercano il suicidio, falliscono quasi sempre. ed è statistica, non io che me la invento. sono deficitarie nel capire come si muore? o forse… vogliono solo attenzione ed il suicidio è un QUASI volersi suicidare? perchè i maschi si eliminano sempre e quasi mai vengono salvati. le femmine invece… raro che riescano ad ammazzarsi… anche in questo… a pensar male si fa peccato ma temo ci si pigli…

in ogni caso…

neanche voglio immagino il caos mediatico a parti opposte, se ad ammazzare fosse stato un lui.

ora

3 fatti di cronaca diversi (e ne ho scelti 3 E BASTA) in cui donne, madri o mogli senza praticamente alcun punto in comune tra loro, tutte finiscono con il commettere reati in situazioni, luoghi,  famiglie, tutti differenti tra loro. 

ma c’è un qualcosa le accomuna:

no, non la violenza e l’omicidio.

è il giudizio.

e, prego notare bene… non solo quello popolarema anche quello politico e giuridico.

è un fatto: le femmine a parità di sentenza vengono sentenziate con condanne più lievi, ovunque. e questo, curiosamente non è una cosa che infastidisce il femminismo. anche perchè, il femminismo stesso ha creato questo magico inghippo di cui, loro, ovviamente… se ne lavano le mani. un qualcosa che condannano a parole ma BEN ATTENTE A NON PERDERE.

e questo… è il risultato di anni di politiche femministe, anni in cui quel cancro chiamato femminismo ha portato al consolidamento di una visione univoca sessista perfetta: discolpare le aggressori con scusanti di ogni tipo, SEMPRE, anche patetiche. per cui ogni volta è il solito PATETICA teatrino femminista… l’assassina? beh:

  • era malata.
  • era oppressa.
  • era depressa.
  • era colpa delle cavallette.
  • altre ed eventuali. aprite una pagina femminista e troverete mille altre scusanti…

non esiste scusante che non possa essere usato dal femminismo per le varie killer.

we-all-can-do-it

tutte, in quanto femmine, sono SEMPRE “poverine hanno bisogno di aiutoooh smettetela di opprimerleeeh il carcere è sbagliato per una donna che soffreeeh“. e quando le scusanti sono state trovate tutte, si può dar via libera alle illazioni più sfrenate, roba da denuncia per diffamazioni. la femmina aggressore è vittima, il maschio (vittima) era sicuramente un aggressore, basta indagareeeeh!!!!


ed arrivati a questo punto… segue la banalità della realtà. 

  1. quando un tizio ammazza…siano figli, mogli, sorelle, madri… non è MAI malato. e quindi, non esiste scusante per i maschi. non è MAI malato, non è MAI depresso, non è mai in una condizione per cui c’è una scusante o attenuante. è maschio, quindi è colpevole. NESSUNA PIETA’ PER I MASCHI. MAI.
  2. quando una lei ammazza… i media nascondono fin quanto possono, ma poi…fanno il trafiletto. ed una volta fatto, “puf” scompare dai ricordi. bisogna essere un antifemminista per andare ad indagare e vedere. ed in genere… non è raro trovare “ah, si è fatta una settimana di domiciliari e poi fuori…
  3. la realtà presenta anche il conto femminista, con i 2 scudi sacri a difesa del razzismo femminista. l’evento, il fatto di cronaca è catalogato come “congettura” perchè le indagini sono in corso, quindi, l’assassina… è PROBABILE assassina anche se questa ha sfondato il cranio del figlio con uno zoccolo facendolo spiaccicare fino al soffitto. CONGETTURE. “sia la magistratura ad indagare, non l’odio del popolo vendicativoooh
  4. e poi la perla. vista la montagna DI MERDA… la femminista se ne lava le mani definitivamente, da brava sociopatica. “ma questo non è il femminismo, questo non è una lotta femminista, non sono così tutte le femministe”.

le femministe, da brave inette ed infami quali sono, ci hanno costruito un capolavoro su questo modo di agire vigliacco e bestiale. il concetto è “patriarcato”. il tizio che ammazza non è malato o depresso o altro che calza per le femmine, perchè… /rullo di tamburi/….. perchè è un maschio privilegiato nel patriarcato!!!!

e questo porta alla conseguenza finale: cattiveria.

giovani generazioni nascono e crescono in questo ambiente, ben consci del giudizio preventivo della società inquinata dal femminismo. e tutti questi… stanno imparando a mimetizzarsi e a covare odio, risentmento, disprezzo.

ed alla fine… è un “gioco” in cui le femministe pretendono “parità” ma non troppa. parità di giudizio che poi…. non esiste. non è mai esistita e che NON DEVE ESISTERE. un qualcosa in cui il femminismo cerca di ostacolare a tutti i costi. deve esserci… ma magari nel futuro. ora… tiro avanti da vittima.

è l’età delle carnefici vittime.

il crimine perfetto.

femminismo.

🙂

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ah si…

parlavo ad inizio post dell’uccisione del bambino Gioele Mondello e della madre Dj, Viviana Parisi. dopo tutto questo scrivere… lo sapete che “la madre era malata”? “era depressa”!

non me lo aspettavo veramente!!!!

che inusuale singolarità.

cronaca e femminismo…

una ragazza è in vacanza. è in spagna, in un albergo a Palma di Majorca. è nel suo primo giorno di vacanza. la sera di quel giorno, muore schiantandosi al suolo, dalla sua camera 6 piani sopra. seminuda.

si chiamava Martina Rossi, ventenne, una studentessa genovese. è il 3 agosto 2011.

…la polizia spagnola chiarisce:
è stato un suicidio. no, aspetta… forse è stato un incidente.
di una cosa sono certi: è una straniera e la situazione è palesemente “una rogna” (straniera + vacanza + morte) che non vogliono destreggiare (anche perchè fino ieri dovevano raccogliere con il cucchiaino quelli che mancavano la piscina lanciandosi dai balconi…). quindi… chiudono il caso.

in italia, i familiari della vittima, vogliono giustamente che venga fatta chiarezza e come giusto sia, parte un processo.

ed a questo punto arrivano gli avvoltoi. da una parte ci sono i soliti sciacalli, i giornalisti… quei personaggi che per lo più gozzovigliano e lucrano di questi eventi. MA essendoci una morte di una lei… ad aggiungersi arrivano loro, le iene per eccellenza: le femministe. sono quegli scarti di natura che usano la vittima di turno per i loro scopi politici religiosi propagandistici.

ma se i giornalisti riportano informazioni per fomentare il piacere dell’orrore, loro… le femministe… riportano la notizia “corretta” perchè “sanno”… e questo… è OVVIAMENTE un caso di stupro. perchè? ma perchè ci sono quelle cose… si… ecco… le “evidenze“.

il caso, finito nel business femminista, ne diventa quindi un simbolo. un altro femminicidio… quindi un’altra lotta contro il batriargadoooh.

nel mentre… parte anche il processo quello vero, dove vengono individuati i sospetti e dopo anni, si arriva ad una condanna: colpevoli. ma dalla condanna si passa ad un appello. risultato: in appello la sentenza viene ribaltata. nettamente.
i sospettati tirano il fiato, i familiari della vittima si ritrovano con un nulla che si aggiunge alla morte del parente. e le femministe danno fuori di matto: è tutto un gomblottoh del patriarcato, oppressioneeeeh, società mafchiliftaaah che difende gli stupratori.

ah si: la sentenza attuale è stata approvata da unA giudice.

sicuramente succube del patriarcato…

vogliamo dirlo? in tutta franchezza, è un’orribile vicenda. c’è una vittima, una famiglia che si trova la figlia ammazzata, ci sono 2 persone con accuse gravissime. e le femministe (con i bravi cagnolini a seguito, i media) che, come sciacalli, banchettano sul cadavere… per i loro fini.

tuttavia, dal processo saltano fuori dettagli che… forse aiutano un pochino a comprendere una storia brutta a dire poco.

* intercettazioni:
l’audio ripreso, fornisce uno spezzone in cui i 2 “esultano”: F******, sul corpo non ci sono segni di violenza di tipo sessuale. (così si parlano i 2 indagati mentre sono in attesa di essere sentiti dagli inquirenti a Genova, in un video mostrato oggi dalla parte civile al processo ad Arezzo per la morte della ragazza)(A mostrare il video, realizzato nell’ambito di intercettazioni che erano state disposte dagli inquirenti, è stato l’avvocato Luca Fanfani, legale dei genitori di Martina). Non esattamente prove schiaccianti, come poi verrà valutato in processo.
ah: “esultare” quando sai che un’accusa ti porterebbe in carcere, non poi così strano. specialmente se hai accuse di stupro a carico. (e tanto per dire… siamo quel paese che applaude quando il pilota atterra)

…ma per le femministe era la prova assoluta.

sempre tanto per dire.

poi ci sono:

* storie di depressioni della vittima in terapia: il medico della famiglia della vittima rivela che la giovane studentessa assumeva psicofarmaci per curare una forma di depressione. Secondo il medico, Martina era in cura anche nel 2011, anno della tragedia.

unite a:

* “storie” di sballo: salta fuori l’uso di droghe la sera della morte, pare una canna (tuttavia non rilevate dalle autorità spagnole durante l’autopsia)(A PROPOSITO: qualcuno che si fuma una canna e sbarella… capita eh: marzo 2012, a milano nel cinema bicocca village, una ragazza si fuma una canna e si lancia nel vuoto. / maggio 2018, studentessa di corbetta in gita scolastica a napoli, si fuma uno spinello e si lancia dal balcone. )

* non viene trovato nulla sotto le unghie della vittima (per cui da stupro… si passa a tentativo di stupro)(a peggiorare il caso… è che quando riesumano il cadavere per cercare altre prove, la decomposizione ha cancellato tutto, quindi addio ricerche più precise).

* i testimoni danesi sentono un singolo urlo e poi un tonfo sordo orribile… e per 40 min il cadavere di questa ragazza, in sole mutande, non lo vede più nessuno. (tanto chi vuoi lo veda… è solo nella fontana principale all’ingresso dell’albergo di Palma di Majorca, dove notoriamente passano 4 gatti e solo in orari d’ufficio…)

* le amiche della vittima… mentre “c’è un tentativo di stupro” (in cui si ipotizza che la vittima fugga disperatamente fino a precipitare da un balcone)… sono tranquillamente altrove, tanto che cadranno dal pero a fatti scoperti.

* a proposito di urla. una che è coinvolta in uno stupro, non dovrebbe urlare fino a farsi uscire i polmoni dalla bocca? le amiche non sentono nulla, i testimoni danesi sentono un grido che precede il tonfo. è l’albergo insonorizzato? o forse…???

il quadro che ne esce, a questo punto, incomincia a prendere una piega un pochino differente da come era stato presentato. ma, riassunti o stranezze a parte, ci sono due fatti che sono incontestabili:

1: i ragazzi sono fuggiti.
e quando si fugge… anche se innocenti, si omette soccorso.
che è reato.

2: solo inquirenti e giudici sanno tutto quello che riguarda questa inchiesta.
QUINDI… significa che solo loro sanno chi, in aula, ha detto cosa e come. che è un qualcosa di molto diverso da quello che io posso scrivere qui perchè ho letto 3 o 4 articoli su varie testate giornalistiche che a loro volta hanno pagato qualcuno per andare a leggere le trascrizioni processuali.

insomma, alla fine la magistratura si ritrova con un puzzle con pochi pezzi e pure rovinati. la sentenza e l’appello non stupiscono neanche tanto.

a voler fare un paio di considerazioni…
* ci sono dei giovani che tra droghe ed alcolici, fanno “festa”.
* l’età è quella degli ormoni a mille… rimanere in mutande è come un aperitivo. tanto che la vittima, con le amiche, hanno incontrato i 2 ragazzi coetanei, non dei sessantenni. i pruriti sono quelli che si hanno in gioventù per fare cosa da ragazzi tra ragazzi coetanei. si potrebbe dire “normalità”. fosse stata coinvolta con sessantenni e ritrovata poi nuda… le cose erano decisamente poco normali…
* solita situazione da tabù, sballo, festa… “si vive una volta sola”… fin quando per l’appunto qualcosa non finisce in vacca. un classico. che diventa veramente classico per chiunque sia stato giovane. tutti coloro che hanno superato quell’età… sanno di essere stati graziati dalla fortuna / dio in un qualche momento in cui qualcosa poteva andare male. quei momenti che, ricordati da adulti, si finisce col dire “ne ho combinate di stronzate… se quella volta fosse andata male…”. sono “sliding doors”. tuttavia ogni tanto a qualcuno finisce veramente male. e questo ne pare il classico caso.

EPPURE, nonostante tutte le informazioni sopra riportate… per le femministe è ovviamente STUPRO. o tentativo di stupro, dir si voglia. loro, le femministe, SANNO come si sono svolti i fatti anche se indagini e processo presentano situazioni “oscure” e “discutibili” differenti.
ma non è che le femministe sanno per via di un prova. o per delle prove.
sanno che è stupro… per DOVERE, un dovere politico religioso.

difatti i 2 imputati, per il femminismo… sono 2 stupratori. e non vengono presentati come sospetti, ma come colpevoli, prima ancora che il processo inizi. non c’è spazio per altre ipotesi. NON CI DEVE ESSERE ALTRA IPOTESI. ed il motivo è che questa faccenda… è, e deve essere, un simbolo per il femminismo. un evento da sfruttare senza alcuna remora… evento da sfruttare come bandiera per le politiche femministe dove il vittimismo è l’elemento cardine che giustifica poi ogni ideologia isterico assolutista fanatica.

e così avviene.

con i bravi cagnolini del femminismo, i giornalisti, e montare un teatrino mediatico. la situazione che si viene a creare, quindi, è: mentre gli inquirenti spagnoli stanno cercando di capire quante dita hanno per mano, le femministe hanno già divulgato la LORO storia. e la loro storia è LA storia, a cui tutti devono attenersi. i media o giornalisti, da bravi cagnolini, diffondono le note propagandistiche, senza alcuna remora. e se uno cerca le notizie di quei tempi… sono tutte univoche: ragazza muore per salvarsi da uno stupro.

nel mentre c’è un processo che cerca di fare chiarezza? chissenefrega! per il femminismo… i 2 sono stupratori.
nel mentre arriva un verdetto che conferma i sospetti? il femminismo esulta! (è come avevano sperato! sospiro di sollievo!): sono stupratori e noi siamo fortissimissimeeeeh!!!
nel mentre arriva un verdetto dell’appello che ribalta tutto? ottimo! si manda avanti il business vittimistico ipocrita femminista. il badriargadoooh ci opprimeeeeh!!!! gomblottoh femminicitioooh!!!!

il femminismo in tutto questo si dimostra perfettamente parassitario. qualunque sia la situazione, rigirerà il tutto a proprio favore, per le proprie politiche, senza alcun ritegno. anche perchè… questa storia per il femminismo era ed è PERFETTA da ogni lato la si guardi. è una bandiera politica perfetta: una ragazza, pur di non cadere in mano a degli stupratori, sceglie la morte. è perfetta come storia, esattamente come nei romanzi romantici drammatici. era ovvio che il femminismo avrebbe fatto carte false pur di cavalcare questa opportunità di propaganda, pur di poter sfruttare questo evento per divulgare la solita ed unica dottrina femminista: maschi assassini stupratori violenti oppressoriiiih. questa faccenda era troppo ghiotta per il femminismo per non sfruttarla e guadagnarci indirettamente per le proprie politiche.

e se da una parte ci sono le sociopatiche gattare che cercano ogni possibile scusa per lucrare… dall’altra abbiamo i cagnolini del femminismo, patetici pubblicitari di questa religione estremista… che da bravi piazzisti, diffondono solo i titoli approvati dalle politiche femministe, quali “gli stupratori assassini la fanno franca” o “machismo tossico quotidiano, un altro femminicidio“.

insomma… tolte le ideologie femministe… da una parte ci sono una serie di eventi, molto “fumosi” (triste battuta). orbene… in base a questo una ma magistratura dovrebbe mandare in carcere qualcuno?

per il femminismo si.

ma solo quando sono maschi.

🙂

e qui… si arriva al dove la storia diventa ironica. il pretesto da usare è un fatto di questi giorni…potevo usarne mille altri, ma di recente sono capitati questi… per cui… ecco quanto:

una giornalista, nota conduttrice televisiva legata al femminismo ed alle sue politiche… intervista una killer. la conduttrice è tal Franca Leosini, Sonia Bracciale è l’intervistata per la trasmissione tv “storie maledette”.

detto questo e ricordando quanto accaduto per i fatti capitati in spagna sopra riportati… è interessante notare due elementi di questa faccenda… 

1 – la killer è difesa a spada tratta dal femminismo.

non si parla di una sospettata, come potevano essere i ragazzi coinvolti nella morte della ragazza in spagna… ma di UNA KILLER. di una condannata a 21 anni per omicidio. per la precisione per essere stata la mandante dell’omicidio del marito. e visto che sono volati 21 anni di carcere di condanna… la scusante “eh ma era violento” NON FUNZIONA PROPRIO MOLTO BENE, realisticamente parlando. e… ah si… specialmente se ci sono confessioni di più persone come prove. CONFESSIONI eh, non robe tipo “ho sentito un urlo” o “eh ma sono felici che non ci siano segni di aggressione“.

oltretutto… fosse stata condannata a qualche anno… al posto di un quasi ergastolo, poteva significare che il “era violento” doveva essere un elemento influente a mitigare la condanna. ma indovina indovinello??? non lo è stato.

detto questo, la posizione del femminismo è: è femmina QUINDI è innocente. le prove che dimostrano la colpevolezza???? è un complotto del patriarcato! la vittima in realtà è la condannata!!!! poi, ha fatto bene ad uccidere il marito, perchè era “sicuramente” violento… e VOI che non volete capire… siete violenti come il marito orco!!!

e queste prese di posizione vengono fatte di proposito per una persona indifendibile da CONFESSIONI.

è la genialità del male.

2 – la giornalista rinfaccia le scelte fatte dell’assassina.

altro elemento interessante: chiunque tu sia… non osare!!! o dici quello che la religione femminista ammette e promuove, oppre te ne stai mut*.

la Leosini OSA non difendere la sorella ed anzi rinfaccia le decisioni prese dalla killer… ovvero il preferire un omicidio che non il scegliere di allontanarsi dal presumibile violento marito.

assolutamente inaccettabile.

se il femminismo spende tutte le sue forze per vendersi vittima perenne dei maschi, violenti, stupratori, assassini… e tu cretina fai autogol in maniera così plateale… beh, il richiamo parte subito. non vai a mostrare una femmina che POTEVA SCEGLIERE UN ALTRO DESTINO, quando questa è colpevole. la puoi mostrare se questa ha ottenuto qualcosa di positivo, MA non se è finita in una situazione negativa ed è una colpevole. proprio come il femminismo.

il femminismo vive di vittimismo… e tu cretina, mostri che si può scegliere dell’essere padroni della propria vita e del proprio destino?!?!?!?!? hai appena cagato sul femminismo stesso e su tutte le storielle costruite per motivare il femminismo stesso… tipo il vendere l’idea del patriarcato oppressivo, per cui tutt* vittime. decenni spesi a divulgare l’idea di maschio bianco cis assassino violento oppressore… e tu con una frase razionale mandi all’aria tutto tutto il femminismo??!!?!?!?! ma che ti colga un maschio!

e tanto per riassumere… viene intervistata un’assassina, condannata a 21 anni per aver fatto uccidere a sprangate il marito… dall’amante.

non è che ha ucciso il marito mentre si difendeva dalle botte ricevute. no, ha convinto l’amante a far fuori il marito. motivo? avevano debiti ma vivevano sotto lo stesso tetto. lei aveva la relazione extra coniugale e “stranamente” il marito non l’aveva presa benissimo… e gli stessi esecutori affermano che la ex moglie voleva vendetta e morte.

ma per il femminismo, costei è la vittima. anche perchè l’assassina ha dichiarato che amava il marito!!!! beh… certo, hai una relazione extraconiugale e divieni la mandante dell’omicidio di tuo marito… per amore.

assurdo?…vabbè dai, alla fine il femminismo racconta cagate ben più incredibili.

per concludere…

serve che la legge possa emettere sentenze. che i colpevoli abbiano le relative pene previste dalla legge. ripeto: dalla legge… non da 4 gattare misandriche, interessate solo ad infangare e dirigere il ridimensionamento pianificato in negativo del maschio bianco cis, oltre a tenere in scacco dittatoriale i media…

considerando che ad oggi, il femminismo, stà cercando in tutti i modi di avere leggi anti misoginia ad hoc… comode a loro SOLO quando serve, ma “omissibili” quando il caso può essere a sfavore… s’incomincia a vedere i risultati concreti di queste fanatiche religiose estremiste. ovvero:
se un lui è sospettoè colpevole.
se una lei è “sospetta”… deve essere aiutata! basta opprimerla con la violenza carceraria, sta soffrendoooh!!!

detto tutto questo… ricordiamo che “il femminimso lotta per la parità e la giustizia di tutti e per tutti

…o che, eventualmente, le femministe che hanno creato questo merdaio qui sopra riportato… in realtà “ma non sono delle vere femministe quelleeeh, il femminismo è altroooh

…un’ipocrisia così palese nella sua immane gravità da essere oltre l’assurdità.