Gilette: trolling totale. capitolo 2.

eh si.

Gilette, (detta anche Procter & Gamble Co.), dopo il strepitoso successo etico del precedente spot… avendo da pubblicizzare un altro prodotto (un deodorante) ha sfornato, ovviamente, un altro video.

e viste le reazioni precedenti, ha pensato bene di dare un tono netto quanto il predecessore.

questa volta abbiamo, come protagonista, una persona appartenente alle forze armate militari presumibilmente americane. presumibilmente un maschio. sicuramente bianco, adone (per spalmarsi in slowmotion 4kg di gel ascellare, ha dovuto costruirsi un corpo da culturista e rimanere in una posa adamitica davanti lo specchio), occhi azzurri, con figli tanto lontano dalla caserma cattiva e fredda per suoi piedini delicati da principess*, tanto che quando si sveglia, in una giornata sentimentalmente oppressiva, quasi ha un fremito. ma lui supera queste difficili prove senza piangere, perche’ è un uomo vero! a testa bassa, supera le difficoltà e si mette gli anfibi freddi ed esce nella mattina ad allenarsi!
CHE MACHO! un EROE! come farebbe l’universo senza questi maschi che affrontano queste terribili prove? caspita!!!
poi ha una interazione sociale difficoltosa con una persona dall’aspetto presumibilmente femminile, una persona bionda e dalla pelle bianca, in una casa che è prossima ad una villa nel Vermont. questa figura abbaia rabbiosamente ed istericamente, probabile c’è un problema economico… ma nonostante questo ennesimo problema, a lavoro il protagonista è un riferimento: riesce a fare un discorso comprensibile per gli altri maschi mongoloidi pezzi di merda stupratori violenti. e questi sorridono (sanno che a casa ammazzeranno di botte quelle mogli troie che tengono incatenate in cucina)(oppure andranno a froci in qualche bar malfamato del posto, per compensare la loro repressione di ruolo di genere)

ma si continua: seguono varie difficoltà per il nostro protagonista: abbraccia la presumibile compagna (essendo WASP quindi deve essere una viziata puttana e cagna) dopo che questa gli aveva abbaiato contro. lui è un uomo, IL pacificatore!!! il  bene è ristabilito nella società maschile privilegiata.
poi si allaccia le scarpe.
si scarpe, non anfibi: il protagonista ha un colloquio… avendo bisogno di soldi e visto che fare i soldatini può andare bene solo per i negri, bravi schiavi ed avendo lui una magione nel vermont, con relativa e presumibile compagna (puttana perchè wasp) a carico, se non guadagna quanto un’azienda internazionale petrolifera… non ce la può fare a sostenere le spese.
per cui, è un attimo ed il colloquio è bello che passato! c’è un protagonista bianco, macho e presumibilmente maschio. aggiungiamoci che non è negro, non è dichiaratamente frocio e non è una femmina. caratteristiche imprescindibili per essere assunti AL VOLO, da una qualsiasi azienda che si rispetti.
e difatti, così è.
ed una volta assunto? lascia quei fasci dei commilitoni per il nuovo lavoro. ora che ha un ritorno economico vero, forse quella persona e compagna wasp che si ritrova nel castello del vermont (e troia perchè wasp) forse non lo opprimerà più con le bollette. così anche i figli potranno continuare a mantenere il loro status di privilegiati bianchi biondi oppressivi nella sacra dimora celeste di questo maschio alfa stupratore privilegiato a piede libero.

ogni eroe suda! anche se non lo da a vedere!!!!!
Gilette supporta i veterani con “operation homefront”

ah si:

IL VIDEO NON PUO’ ESSERE VOTATO O COMMENTATO.

ahahahahaha.

paura-eh1


 

per ricapitolare:

  • Gilette commissiona ad una femminista (Kim Gehrig) un advertising.
  • la femminista Kim Gehrig, applica femminismo. ed appesta il brand.
  • Gilette acquista l’advertising creato dalla Gehrig, lo distribuisce e lo diffonde, tronfia dell’idea.
  • Gilette, diviene subito sinonimo di femminismo e di maschi tutti stupratori pezzi di merda,
  • Gilette ottiene una vagonata di critiche. su YouTube stabilisce il record di voti negativi.
  • Gilette redarguisce i suoi clienti lamentosi maschi privilegiati: le critiche ricevute sono maschiliste oppressive sessiste.
  • Kim Gehrig intanto crea un altro video, per la nike, dove ovviamente le femmine sono vittime del sistema patriarcale, tutte oppresse. 50k voti, 1/6 sono negativi. curiosità: neanche le femmine gradiscono. beh, ma loro sono oppresse dal maschilismo. e sono misogine quindi.
  • Gilette, visti i risultati precedenti con il video della Gehring (Is this the best a man can get?)(in cui casualmente, dopo il video, mette in vendita i prodotti ribassati e scontati)… come se nulla fosse (da perfetti gnorri come il femminismo fa sempre, ovvero combinarla sporca e poi mettersi ad accusare e a fare vittimismo) cambia rotta: nuovo advertising, con MACHO BOY che soddisfa il miasma inquinante di questo pianeta: i maschi loro clienti.

…si è passati da un fiorire di moralità ipocrita femminista, in cui i consumatori Gilette venivano classificati come stupratori, violenti, abusatori, molestatori, una massa di merde infami, bestie viziate privilegiate che non danno mai il meglio… ad una pubblicità dove una figura machista salva dio patria e famiglia.

…se questa non è uno schernire il proprio cliente… una presa per il culo epica, un cagare nel piatto del cliente… non saprei come altro definirla.

ma vabbè. siamo tutti contenti che Gilette navighi nell’oro con i nuovi clienti:

gilette_day

Gilette, la femminista buona. maschi? merde.

nessun preambolo: il motivo per cui, lo spot Gilette è stato da subito travolto da insulti e voti negativi è legato al MODO in cui viene veicolato messaggio e concetto.

se ai tuoi presumibili clienti, dopo aver mostrato maschi buoni e maschi cattivi, vai a dire “è questo il meglio che un uomo può dare” e “ci sono già maschi chi fanno la differenza, ma non sono abbastanza” allora scegli volontariamente di essere cretino.
perchè ogni maschio, dopo aver visto la pubblicità, non può fare altro che rapportarsi a quanto vede e fare un 2+2. che tradotto diventa: oggi ho tenuto quel livello etico morale di quei maschi mostrati in quello spot? (come dice la pubblicità “Is this the best a man can get?”).
no? (ho salvato una vittima dal bullismo? ho evitato che una lei venisse importunata? ho evitato che un’altra lei venisse approcciata per strada? sono stato a caccia d’ingiustizie nel mondo dopo essermi spaccato il culo a lavoro per 8 o 12 ore? sfido a dire il contrario). 

quindi non ho dato il meglio!
quindi, se non se non sono stato a quel livello… Gilette e la società mi considerano un conglomerato fecale simil cilindrico. tradotto: una merda.
che è proprio quello che dicono le femministe: uomini tutti pezzi di merda.

il VERO messaggio di Gilette.
il SOLITO messaggio del femminismo.

punto.

e chi ha ideato questo spot?
una femminista. ovvero Kim Gehrig.
è il the Guardian a scopre essere lei l’ideatrice dello spot.
eh si.

una femminista che crea uno spot per i maschi, mostrando loro come li vede e come loro DEVONO essere.

kim_marketingKim Gehrig al 44 Club Marketing to Women Maggio 2015

lo spot gilette lascia subito capire il livello, tra 4 inquadrature forzatamente drammatiche, tanti buoni sentimenti da magico mondo di marzapane e moralità da predicozzo qualunquista ipocrita.
immagini, scene e frasi racchiudono tutto il senso volutamente accusatorio, qualunquista e dispregiativo rivolto direttamente ai maschi. 

ed è anche un perfetto esempio di come, il femminismo, imponga la sua visione alienata a tutto il pianeta. anche nelle aziende di marketing. anche alle aziende clienti, come Gilette. anche alla società, che ora è inorridita dalle reazioni “maschiliste misogine”.

e parlando di femministe, è comico vederle letteralmente sconcertate per le critiche ed insulti che lo spot si è guadagnato. perchè a detta loro, lo spot “non mostra solo i maschi tossici MA mostra come ci siano ANCHE ALCUNE figure maschili positive e buone. per la prossima generazione“.
ahah! “ALCUNE”.
qual bontà!

se un domani un prodotto commerciale femminile si permettesse di fare quanto fatto da Gilette, ma rivolto al genere femminile… verrebbe accolto gioiosamente dalle stesse femministe e dalla stessa società istruita dal femminismo? (domanda retorica)

…se domani lo Chanel n°5, al posto di far uscire da una piscina di oro liquido, una venere radiosa nella sottoforma della Charlize Theron, girasse uno spot in cui vengono proposte scene di donne bugiarde, infime, violente, codarde, piangenti, scene pieni di luoghi comuni femminili negativi… e a seguire un “è questo il meglio che una femmina può essere??? / ci sono femmine migliori di queste, ma non sono abbastanza” … sappiamo tutti come finirebbe. in tempo zero, pubblicità e chi vi è legato, verrebbero epurati in Siberia.
e ci sarebbe una campagna anti oppressione misogina anti violenza anti tutto.
tanto per rimarcare il vittimismo femminista innato.
se mai qualcuno non lo avesse mai notato.

eeeeeh la parità dei sessi voluta dal femminismo… che bella storia.

ma alla fine, cosa si può pretendere?
tutti sono abituati al canonico “ma dove sono finiti tutti gli uomini di valore?domanda ormai naturale ed istituzionalizzata.
questo perchè interiorizzato nella società e di comodo al femminismo.
ma a dire un “DOVE SONO FINITE TUTTE LE DONNE DI VALORE?” sia mai! sarebbe una provocazione sessista, violenta, misogina, oppressiva. un qualcosa di neanche inimmaginabile. ma tanto il femminismo lotta contro stereotipazioni, no? lotterà sicuramente contro questo!!!!1!!!!!!2!122!”!”1$”£”!$”!%”£$$&/!!!

c’è una domanda che mi sorge spontanea da questa storia: visto che i maschi sono tutti pezzi di merda stupratori oppressori misogini violenti, com’è che le femministe nella vita quotidiana non vanno MAI a dirlo in faccia al conoscente, al collega, al parente?!?!?!?!?!
secondo la visione femminista, il mondo maschilista oppressivo ha così tanti maschi pezzi di merda oppressivi violenti che è impossibile vivere. eppure io non vedo MAI femministe fare ramanzine a nessuno maschio nella vita di tutti i giorni. mai.
in internet sono tutte femministe ed oppresse. nella realtà di tutti i giorni, sono tutte pacate e ponderate. nella realtà, la gravità viene meno?
le femministe stanno sempre e solo nel loro brodo a raccontarsela tra loro o in manifestazioni o rintanate dai loro blog, ad urlare di una figura di maschio GENERICO. eterico. maschio che non ha mai nome e cognome. MAI.
e no, additare non è diffamazione, poche scuse.
il femminismo ha sempre questa ideologia reazionaria nei confronti di un maschio idealizzato. ma se lo si cerca nella realtà… chi sono questi maschi?
fuori le liste… avanti.
siamo 7 miliardi emmezzo. ne troveremo ALMENO una dozzina?

o forse questo listare non viene fatto per il rispetto a qualche forma di privacy?
strana preoccupazione… perchè il femminismo stesso dice che è meglio mandare in carcere 99 innocenti che non lasciare un violento VERO a piede liberoe questo, incarcerare un innocente, capita VERAMENTE nella realtà. e non da ieri… ma da decenni.
quindi… a che gioco si gioca?
quello del faccio quello che voglio, quando voglio e come voglio… da principessina viziata? sputo odio feroce nei confronti di una figura idealizzata tutta mia, che mi sono costruita e di cui sono vittima, perchè ho sentito che una lei da qualche parte è stata veramente vittima di una persona malvagia di cui mi sono creato una fobia?
si.

beh, ottimo.

e ora… chi salverà Gilette?

gilette_day

il femminismo.
il femminismo salva il mondo, il femminismo salverà anche Gilette.
auguri Gilette.

🙂