cronaca e femminismo…

una ragazza è in vacanza. è in spagna, in un albergo a Palma di Majorca. è nel suo primo giorno di vacanza. la sera di quel giorno, muore schiantandosi al suolo, dalla sua camera 6 piani sopra. seminuda.

si chiamava Martina Rossi, ventenne, una studentessa genovese. è il 3 agosto 2011.

…la polizia spagnola chiarisce:
è stato un suicidio. no, aspetta… forse è stato un incidente.
di una cosa sono certi: è una straniera e la situazione è palesemente “una rogna” (straniera + vacanza + morte) che non vogliono destreggiare (anche perchè fino ieri dovevano raccogliere con il cucchiaino quelli che mancavano la piscina lanciandosi dai balconi…). quindi… chiudono il caso.

in italia, i familiari della vittima, vogliono giustamente che venga fatta chiarezza e come giusto sia, parte un processo.

ed a questo punto arrivano gli avvoltoi. da una parte ci sono i soliti sciacalli, i giornalisti… quei personaggi che per lo più gozzovigliano e lucrano di questi eventi. MA essendoci una morte di una lei… ad aggiungersi arrivano loro, le iene per eccellenza: le femministe. sono quegli scarti di natura che usano la vittima di turno per i loro scopi politici religiosi propagandistici.

ma se i giornalisti riportano informazioni per fomentare il piacere dell’orrore, loro… le femministe… riportano la notizia “corretta” perchè “sanno”… e questo… è OVVIAMENTE un caso di stupro. perchè? ma perchè ci sono quelle cose… si… ecco… le “evidenze“.

il caso, finito nel business femminista, ne diventa quindi un simbolo. un altro femminicidio… quindi un’altra lotta contro il batriargadoooh.

nel mentre… parte anche il processo quello vero, dove vengono individuati i sospetti e dopo anni, si arriva ad una condanna: colpevoli. ma dalla condanna si passa ad un appello. risultato: in appello la sentenza viene ribaltata. nettamente.
i sospettati tirano il fiato, i familiari della vittima si ritrovano con un nulla che si aggiunge alla morte del parente. e le femministe danno fuori di matto: è tutto un gomblottoh del patriarcato, oppressioneeeeh, società mafchiliftaaah che difende gli stupratori.

ah si: la sentenza attuale è stata approvata da unA giudice.

sicuramente succube del patriarcato…

vogliamo dirlo? in tutta franchezza, è un’orribile vicenda. c’è una vittima, una famiglia che si trova la figlia ammazzata, ci sono 2 persone con accuse gravissime. e le femministe (con i bravi cagnolini a seguito, i media) che, come sciacalli, banchettano sul cadavere… per i loro fini.

tuttavia, dal processo saltano fuori dettagli che… forse aiutano un pochino a comprendere una storia brutta a dire poco.

* intercettazioni:
l’audio ripreso, fornisce uno spezzone in cui i 2 “esultano”: F******, sul corpo non ci sono segni di violenza di tipo sessuale. (così si parlano i 2 indagati mentre sono in attesa di essere sentiti dagli inquirenti a Genova, in un video mostrato oggi dalla parte civile al processo ad Arezzo per la morte della ragazza)(A mostrare il video, realizzato nell’ambito di intercettazioni che erano state disposte dagli inquirenti, è stato l’avvocato Luca Fanfani, legale dei genitori di Martina). Non esattamente prove schiaccianti, come poi verrà valutato in processo.
ah: “esultare” quando sai che un’accusa ti porterebbe in carcere, non poi così strano. specialmente se hai accuse di stupro a carico. (e tanto per dire… siamo quel paese che applaude quando il pilota atterra)

…ma per le femministe era la prova assoluta.

sempre tanto per dire.

poi ci sono:

* storie di depressioni della vittima in terapia: il medico della famiglia della vittima rivela che la giovane studentessa assumeva psicofarmaci per curare una forma di depressione. Secondo il medico, Martina era in cura anche nel 2011, anno della tragedia.

unite a:

* “storie” di sballo: salta fuori l’uso di droghe la sera della morte, pare una canna (tuttavia non rilevate dalle autorità spagnole durante l’autopsia)(A PROPOSITO: qualcuno che si fuma una canna e sbarella… capita eh: marzo 2012, a milano nel cinema bicocca village, una ragazza si fuma una canna e si lancia nel vuoto. / maggio 2018, studentessa di corbetta in gita scolastica a napoli, si fuma uno spinello e si lancia dal balcone. )

* non viene trovato nulla sotto le unghie della vittima (per cui da stupro… si passa a tentativo di stupro)(a peggiorare il caso… è che quando riesumano il cadavere per cercare altre prove, la decomposizione ha cancellato tutto, quindi addio ricerche più precise).

* i testimoni danesi sentono un singolo urlo e poi un tonfo sordo orribile… e per 40 min il cadavere di questa ragazza, in sole mutande, non lo vede più nessuno. (tanto chi vuoi lo veda… è solo nella fontana principale all’ingresso dell’albergo di Palma di Majorca, dove notoriamente passano 4 gatti e solo in orari d’ufficio…)

* le amiche della vittima… mentre “c’è un tentativo di stupro” (in cui si ipotizza che la vittima fugga disperatamente fino a precipitare da un balcone)… sono tranquillamente altrove, tanto che cadranno dal pero a fatti scoperti.

* a proposito di urla. una che è coinvolta in uno stupro, non dovrebbe urlare fino a farsi uscire i polmoni dalla bocca? le amiche non sentono nulla, i testimoni danesi sentono un grido che precede il tonfo. è l’albergo insonorizzato? o forse…???

il quadro che ne esce, a questo punto, incomincia a prendere una piega un pochino differente da come era stato presentato. ma, riassunti o stranezze a parte, ci sono due fatti che sono incontestabili:

1: i ragazzi sono fuggiti.
e quando si fugge… anche se innocenti, si omette soccorso.
che è reato.

2: solo inquirenti e giudici sanno tutto quello che riguarda questa inchiesta.
QUINDI… significa che solo loro sanno chi, in aula, ha detto cosa e come. che è un qualcosa di molto diverso da quello che io posso scrivere qui perchè ho letto 3 o 4 articoli su varie testate giornalistiche che a loro volta hanno pagato qualcuno per andare a leggere le trascrizioni processuali.

insomma, alla fine la magistratura si ritrova con un puzzle con pochi pezzi e pure rovinati. la sentenza e l’appello non stupiscono neanche tanto.

a voler fare un paio di considerazioni…
* ci sono dei giovani che tra droghe ed alcolici, fanno “festa”.
* l’età è quella degli ormoni a mille… rimanere in mutande è come un aperitivo. tanto che la vittima, con le amiche, hanno incontrato i 2 ragazzi coetanei, non dei sessantenni. i pruriti sono quelli che si hanno in gioventù per fare cosa da ragazzi tra ragazzi coetanei. si potrebbe dire “normalità”. fosse stata coinvolta con sessantenni e ritrovata poi nuda… le cose erano decisamente poco normali…
* solita situazione da tabù, sballo, festa… “si vive una volta sola”… fin quando per l’appunto qualcosa non finisce in vacca. un classico. che diventa veramente classico per chiunque sia stato giovane. tutti coloro che hanno superato quell’età… sanno di essere stati graziati dalla fortuna / dio in un qualche momento in cui qualcosa poteva andare male. quei momenti che, ricordati da adulti, si finisce col dire “ne ho combinate di stronzate… se quella volta fosse andata male…”. sono “sliding doors”. tuttavia ogni tanto a qualcuno finisce veramente male. e questo ne pare il classico caso.

EPPURE, nonostante tutte le informazioni sopra riportate… per le femministe è ovviamente STUPRO. o tentativo di stupro, dir si voglia. loro, le femministe, SANNO come si sono svolti i fatti anche se indagini e processo presentano situazioni “oscure” e “discutibili” differenti.
ma non è che le femministe sanno per via di un prova. o per delle prove.
sanno che è stupro… per DOVERE, un dovere politico religioso.

difatti i 2 imputati, per il femminismo… sono 2 stupratori. e non vengono presentati come sospetti, ma come colpevoli, prima ancora che il processo inizi. non c’è spazio per altre ipotesi. NON CI DEVE ESSERE ALTRA IPOTESI. ed il motivo è che questa faccenda… è, e deve essere, un simbolo per il femminismo. un evento da sfruttare senza alcuna remora… evento da sfruttare come bandiera per le politiche femministe dove il vittimismo è l’elemento cardine che giustifica poi ogni ideologia isterico assolutista fanatica.

e così avviene.

con i bravi cagnolini del femminismo, i giornalisti, e montare un teatrino mediatico. la situazione che si viene a creare, quindi, è: mentre gli inquirenti spagnoli stanno cercando di capire quante dita hanno per mano, le femministe hanno già divulgato la LORO storia. e la loro storia è LA storia, a cui tutti devono attenersi. i media o giornalisti, da bravi cagnolini, diffondono le note propagandistiche, senza alcuna remora. e se uno cerca le notizie di quei tempi… sono tutte univoche: ragazza muore per salvarsi da uno stupro.

nel mentre c’è un processo che cerca di fare chiarezza? chissenefrega! per il femminismo… i 2 sono stupratori.
nel mentre arriva un verdetto che conferma i sospetti? il femminismo esulta! (è come avevano sperato! sospiro di sollievo!): sono stupratori e noi siamo fortissimissimeeeeh!!!
nel mentre arriva un verdetto dell’appello che ribalta tutto? ottimo! si manda avanti il business vittimistico ipocrita femminista. il badriargadoooh ci opprimeeeeh!!!! gomblottoh femminicitioooh!!!!

il femminismo in tutto questo si dimostra perfettamente parassitario. qualunque sia la situazione, rigirerà il tutto a proprio favore, per le proprie politiche, senza alcun ritegno. anche perchè… questa storia per il femminismo era ed è PERFETTA da ogni lato la si guardi. è una bandiera politica perfetta: una ragazza, pur di non cadere in mano a degli stupratori, sceglie la morte. è perfetta come storia, esattamente come nei romanzi romantici drammatici. era ovvio che il femminismo avrebbe fatto carte false pur di cavalcare questa opportunità di propaganda, pur di poter sfruttare questo evento per divulgare la solita ed unica dottrina femminista: maschi assassini stupratori violenti oppressoriiiih. questa faccenda era troppo ghiotta per il femminismo per non sfruttarla e guadagnarci indirettamente per le proprie politiche.

e se da una parte ci sono le sociopatiche gattare che cercano ogni possibile scusa per lucrare… dall’altra abbiamo i cagnolini del femminismo, patetici pubblicitari di questa religione estremista… che da bravi piazzisti, diffondono solo i titoli approvati dalle politiche femministe, quali “gli stupratori assassini la fanno franca” o “machismo tossico quotidiano, un altro femminicidio“.

insomma… tolte le ideologie femministe… da una parte ci sono una serie di eventi, molto “fumosi” (triste battuta). orbene… in base a questo una ma magistratura dovrebbe mandare in carcere qualcuno?

per il femminismo si.

ma solo quando sono maschi.

🙂

e qui… si arriva al dove la storia diventa ironica. il pretesto da usare è un fatto di questi giorni…potevo usarne mille altri, ma di recente sono capitati questi… per cui… ecco quanto:

una giornalista, nota conduttrice televisiva legata al femminismo ed alle sue politiche… intervista una killer. la conduttrice è tal Franca Leosini, Sonia Bracciale è l’intervistata per la trasmissione tv “storie maledette”.

detto questo e ricordando quanto accaduto per i fatti capitati in spagna sopra riportati… è interessante notare due elementi di questa faccenda… 

1 – la killer è difesa a spada tratta dal femminismo.

non si parla di una sospettata, come potevano essere i ragazzi coinvolti nella morte della ragazza in spagna… ma di UNA KILLER. di una condannata a 21 anni per omicidio. per la precisione per essere stata la mandante dell’omicidio del marito. e visto che sono volati 21 anni di carcere di condanna… la scusante “eh ma era violento” NON FUNZIONA PROPRIO MOLTO BENE, realisticamente parlando. e… ah si… specialmente se ci sono confessioni di più persone come prove. CONFESSIONI eh, non robe tipo “ho sentito un urlo” o “eh ma sono felici che non ci siano segni di aggressione“.

oltretutto… fosse stata condannata a qualche anno… al posto di un quasi ergastolo, poteva significare che il “era violento” doveva essere un elemento influente a mitigare la condanna. ma indovina indovinello??? non lo è stato.

detto questo, la posizione del femminismo è: è femmina QUINDI è innocente. le prove che dimostrano la colpevolezza???? è un complotto del patriarcato! la vittima in realtà è la condannata!!!! poi, ha fatto bene ad uccidere il marito, perchè era “sicuramente” violento… e VOI che non volete capire… siete violenti come il marito orco!!!

e queste prese di posizione vengono fatte di proposito per una persona indifendibile da CONFESSIONI.

è la genialità del male.

2 – la giornalista rinfaccia le scelte fatte dell’assassina.

altro elemento interessante: chiunque tu sia… non osare!!! o dici quello che la religione femminista ammette e promuove, oppre te ne stai mut*.

la Leosini OSA non difendere la sorella ed anzi rinfaccia le decisioni prese dalla killer… ovvero il preferire un omicidio che non il scegliere di allontanarsi dal presumibile violento marito.

assolutamente inaccettabile.

se il femminismo spende tutte le sue forze per vendersi vittima perenne dei maschi, violenti, stupratori, assassini… e tu cretina fai autogol in maniera così plateale… beh, il richiamo parte subito. non vai a mostrare una femmina che POTEVA SCEGLIERE UN ALTRO DESTINO, quando questa è colpevole. la puoi mostrare se questa ha ottenuto qualcosa di positivo, MA non se è finita in una situazione negativa ed è una colpevole. proprio come il femminismo.

il femminismo vive di vittimismo… e tu cretina, mostri che si può scegliere dell’essere padroni della propria vita e del proprio destino?!?!?!?!? hai appena cagato sul femminismo stesso e su tutte le storielle costruite per motivare il femminismo stesso… tipo il vendere l’idea del patriarcato oppressivo, per cui tutt* vittime. decenni spesi a divulgare l’idea di maschio bianco cis assassino violento oppressore… e tu con una frase razionale mandi all’aria tutto tutto il femminismo??!!?!?!?! ma che ti colga un maschio!

e tanto per riassumere… viene intervistata un’assassina, condannata a 21 anni per aver fatto uccidere a sprangate il marito… dall’amante.

non è che ha ucciso il marito mentre si difendeva dalle botte ricevute. no, ha convinto l’amante a far fuori il marito. motivo? avevano debiti ma vivevano sotto lo stesso tetto. lei aveva la relazione extra coniugale e “stranamente” il marito non l’aveva presa benissimo… e gli stessi esecutori affermano che la ex moglie voleva vendetta e morte.

ma per il femminismo, costei è la vittima. anche perchè l’assassina ha dichiarato che amava il marito!!!! beh… certo, hai una relazione extraconiugale e divieni la mandante dell’omicidio di tuo marito… per amore.

assurdo?…vabbè dai, alla fine il femminismo racconta cagate ben più incredibili.

per concludere…

serve che la legge possa emettere sentenze. che i colpevoli abbiano le relative pene previste dalla legge. ripeto: dalla legge… non da 4 gattare misandriche, interessate solo ad infangare e dirigere il ridimensionamento pianificato in negativo del maschio bianco cis, oltre a tenere in scacco dittatoriale i media…

considerando che ad oggi, il femminismo, stà cercando in tutti i modi di avere leggi anti misoginia ad hoc… comode a loro SOLO quando serve, ma “omissibili” quando il caso può essere a sfavore… s’incomincia a vedere i risultati concreti di queste fanatiche religiose estremiste. ovvero:
se un lui è sospettoè colpevole.
se una lei è “sospetta”… deve essere aiutata! basta opprimerla con la violenza carceraria, sta soffrendoooh!!!

detto tutto questo… ricordiamo che “il femminimso lotta per la parità e la giustizia di tutti e per tutti

…o che, eventualmente, le femministe che hanno creato questo merdaio qui sopra riportato… in realtà “ma non sono delle vere femministe quelleeeh, il femminismo è altroooh

…un’ipocrisia così palese nella sua immane gravità da essere oltre l’assurdità.