femmine diversamente assassine

l’estate significava, una volta, i tormentoni delle canzoni estive.

questo 2020 non ci ha dato (credo) un tormentone musicale. ma ci ha dato gli sviluppi nelle indagini nel fatto di cronaca negli omicidi del bambino Gioele Mondello e della madre Dj, Viviana Parisi.

come una sorta di telefilm, i telegiornali per la gioia delle emittenti a caccia di share, hanno fatto a gara per fornire le nuove “succose” puntate. prima il mistero, poi i ritrovamenti e poi le tragedie o le stranezze. poi le interviste, gli esperti, gli speciali… un paio di settimane di show che era proprio quello di cui questa nazione aveva bisogno…

ora, tutta la storia è quello che può essere un fatto di cronaca nera in cui un bambino muore. non credo ci sia molto da dire. lo trovo granguignolesco, il gusto dell’orrido, il piacere del dolore MA da distanza ed in sicurezza. ideale per sparlare, indignati si MA senza troppo impegno. sia mai che possa sdeviare in magari chessò, odio politico…

MA NON DIVAGHIAMO…

l’evento ed omicidio del bambino ha portato alla luce anche una normale inquietante attitudine dei media… che si può capire meglio guardando ad altri fatti di cronaca recenti.


CASO 1: Brindisi, una donna, ha aggredito il marito con acido. lui più di un mese in fin di vita all’ospedale con tipo l’80% del corpo ustionato, dopo questo mese di sofferenze atroci… è morto. morto nel silenzio, prego notare. era il 52enne R. A., aggredito dalla moglie, C. L., 53 anni.

ed anche qui, solita lista di considerazioni maschilistissimeeeh:

  1. i cagnolini del femminismo, i media, in questo caso non diffondono alcun dato sul nome e cognome e foto della donna assassina. solo la lettera iniziale e un’età.
  2. nessun titolone in prima pagina, in nessun media giornalistico. solo un trafiletto a margine. dall’aggressione alla morte.

se ad ammazzare fosse stato un lui, il nome e la foto dell’aggressore sarebbero stati subito diffusi con titoloni cubitali e prima notizia in ogni TG.

invece è un maschio la vittima a morire, quindi chiccazzo se ne fotte 🙂


CASO 2: Modica. Evan è un bambino di 21 mesi. viene ammazzato da madre e relativo compagno , Letizia Spatola e Salvatore Blanco. il padre “biologioco” era stato allontanato dal suo figlio e minacciato con la complicità dei servizi sociali e della magistratura.

notare:

  1. la madre violenta, ed ora anche killer, ottiene la custodia del bambino con il benestare dello stato, enti e compagnia.
  2. i parenti paterni non riescono praticamente più a vedere più il bambino e quando lo riescono a ritrovarlo, scoprono fratture ed ematomi sul corpo. ma per lo stato, enti e compagnia è tutto ok.
  3. il padre viene minacciato dall’ex moglie e compagno per sganciare più soldi, e per lo stato, enti e compagnia è tutto ok.

di nuovo… se ad ammazzare fosse stato un lui, il nome e la foto degli aggressori sarebbero stati subito diffusi con titoloni cubitali e prima notizia in ogni TG.

invece… eh ma è malataaaah, non opprimetelaaah.


ora, vediamo di essere europei? no perchè “gombloddo nostrano?” ma anche no:

CASO 3: Germania, Solingen, in Vestfalia. 5 bambini vengono uccisi dalla  madre. vista la combo, spunta il trafiletto nei vari media. e questo accade perchè l’assassina cerca di suicidarsi sotto un treno, gettando quindi nel caos la rete ferroviaria di Duesseldorf e area annessa.

notare:

  1. in una settimana, la notizia scompare letteralmente. cercavo sviluppi… nessun media ne riporta.
  2. quando le femmine cercano il suicidio, falliscono quasi sempre. ed è statistica, non io che me la invento. sono deficitarie nel capire come si muore? o forse… vogliono solo attenzione ed il suicidio è un QUASI volersi suicidare? perchè i maschi si eliminano sempre e quasi mai vengono salvati. le femmine invece… raro che riescano ad ammazzarsi… anche in questo… a pensar male si fa peccato ma temo ci si pigli…

in ogni caso…

neanche voglio immagino il caos mediatico a parti opposte, se ad ammazzare fosse stato un lui.

ora

3 fatti di cronaca diversi (e ne ho scelti 3 E BASTA) in cui donne, madri o mogli senza praticamente alcun punto in comune tra loro, tutte finiscono con il commettere reati in situazioni, luoghi,  famiglie, tutti differenti tra loro. 

ma c’è un qualcosa le accomuna:

no, non la violenza e l’omicidio.

è il giudizio.

e, prego notare bene… non solo quello popolarema anche quello politico e giuridico.

è un fatto: le femmine a parità di sentenza vengono sentenziate con condanne più lievi, ovunque. e questo, curiosamente non è una cosa che infastidisce il femminismo. anche perchè, il femminismo stesso ha creato questo magico inghippo di cui, loro, ovviamente… se ne lavano le mani. un qualcosa che condannano a parole ma BEN ATTENTE A NON PERDERE.

e questo… è il risultato di anni di politiche femministe, anni in cui quel cancro chiamato femminismo ha portato al consolidamento di una visione univoca sessista perfetta: discolpare le aggressori con scusanti di ogni tipo, SEMPRE, anche patetiche. per cui ogni volta è il solito PATETICA teatrino femminista… l’assassina? beh:

  • era malata.
  • era oppressa.
  • era depressa.
  • era colpa delle cavallette.
  • altre ed eventuali. aprite una pagina femminista e troverete mille altre scusanti…

non esiste scusante che non possa essere usato dal femminismo per le varie killer.

we-all-can-do-it

tutte, in quanto femmine, sono SEMPRE “poverine hanno bisogno di aiutoooh smettetela di opprimerleeeh il carcere è sbagliato per una donna che soffreeeh“. e quando le scusanti sono state trovate tutte, si può dar via libera alle illazioni più sfrenate, roba da denuncia per diffamazioni. la femmina aggressore è vittima, il maschio (vittima) era sicuramente un aggressore, basta indagareeeeh!!!!


ed arrivati a questo punto… segue la banalità della realtà. 

  1. quando un tizio ammazza…siano figli, mogli, sorelle, madri… non è MAI malato. e quindi, non esiste scusante per i maschi. non è MAI malato, non è MAI depresso, non è mai in una condizione per cui c’è una scusante o attenuante. è maschio, quindi è colpevole. NESSUNA PIETA’ PER I MASCHI. MAI.
  2. quando una lei ammazza… i media nascondono fin quanto possono, ma poi…fanno il trafiletto. ed una volta fatto, “puf” scompare dai ricordi. bisogna essere un antifemminista per andare ad indagare e vedere. ed in genere… non è raro trovare “ah, si è fatta una settimana di domiciliari e poi fuori…
  3. la realtà presenta anche il conto femminista, con i 2 scudi sacri a difesa del razzismo femminista. l’evento, il fatto di cronaca è catalogato come “congettura” perchè le indagini sono in corso, quindi, l’assassina… è PROBABILE assassina anche se questa ha sfondato il cranio del figlio con uno zoccolo facendolo spiaccicare fino al soffitto. CONGETTURE. “sia la magistratura ad indagare, non l’odio del popolo vendicativoooh
  4. e poi la perla. vista la montagna DI MERDA… la femminista se ne lava le mani definitivamente, da brava sociopatica. “ma questo non è il femminismo, questo non è una lotta femminista, non sono così tutte le femministe”.

le femministe, da brave inette ed infami quali sono, ci hanno costruito un capolavoro su questo modo di agire vigliacco e bestiale. il concetto è “patriarcato”. il tizio che ammazza non è malato o depresso o altro che calza per le femmine, perchè… /rullo di tamburi/….. perchè è un maschio privilegiato nel patriarcato!!!!

e questo porta alla conseguenza finale: cattiveria.

giovani generazioni nascono e crescono in questo ambiente, ben consci del giudizio preventivo della società inquinata dal femminismo. e tutti questi… stanno imparando a mimetizzarsi e a covare odio, risentmento, disprezzo.

ed alla fine… è un “gioco” in cui le femministe pretendono “parità” ma non troppa. parità di giudizio che poi…. non esiste. non è mai esistita e che NON DEVE ESISTERE. un qualcosa in cui il femminismo cerca di ostacolare a tutti i costi. deve esserci… ma magari nel futuro. ora… tiro avanti da vittima.

è l’età delle carnefici vittime.

il crimine perfetto.

femminismo.

🙂

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ah si…

parlavo ad inizio post dell’uccisione del bambino Gioele Mondello e della madre Dj, Viviana Parisi. dopo tutto questo scrivere… lo sapete che “la madre era malata”? “era depressa”!

non me lo aspettavo veramente!!!!

che inusuale singolarità.